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Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti ETS - APS

 

Corriere dei Ciechi

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Numero 7-8 del 2017

Titolo: ITALIA- Mobilità a Roma: una situazione surreale

Autore: Michele Novaga


Articolo:
Lo aveva già denunciato nel mese di giugno e la sua testimonianza era stata raccolta da alcuni quotidiani nazionali nella cronaca cittadina. Ma ora Giuliano Frittelli, presidente dell'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti di Roma, quello che dal punto di vista delle associazioni dei disabili non va nella Capitale - soprattutto nell'ambito dei trasporti pubblici e dell'impiego pubblico - ha voluto spiegarlo anche a "Il Corriere dei Ciechi". Il motivo che allora aveva fatto prendere carta e penna al presidente dell'Uici capitolino era stato l'acquisto di nuovi mezzi di superficie da parte dell'Atac, l'azienda dei trasporti del Comune di Roma. Autobus appena usciti dalla fabbrica ma con un evidente difetto di fabbricazione: i pannelli laterali che indicano il numero della linea e la direzione, infatti, erano stati montati ad una altezza superiore ai due metri impedendone di fatto agli utenti ipovedenti la lettura. Un problema che come dice lo stesso Frittelli, si è verificato nel 2016 e che poi si è ripetuto anche quest'anno. "Il punto è che non è stato osservato il Protocollo d'Intesa, quel documento sottoscritto tra le associazioni dei disabili e Roma Capitale nel 2013 che vincola il Comune di Roma a considerare come requisito irrinunciabile l'accessibilità del trasporto pubblico e che lo obbliga a comprare nuovi mezzi pubblici tramite ATAC che siano già accessibili e senza prevedere ulteriori costi aggiuntivi. In passato siamo dovuti intervenire anche sugli annunci vocali delle fermate. Anche lì, nonostante il Protocollo lo prevedesse, non erano stati inseriti e così abbiamo dovuto far fare interventi correttivi successivi con costi aggiuntivi per l'amministrazione comunale". Ma la non accessibilità secondo il presidente Frittelli riguarda anche i servizi telematici dell'Atac. "L'Atac ha creato una app chiamata Muoversi a Roma che aiuta le persone a spostarsi con i mezzi all'interno della città. Utile sì, ma completamente non accessibile e noi non vedenti siamo costretti ad usare altre app private che accessibili invece lo sono anche per noi. E lo stesso capita anche per la prenotazione dei servizi del Comune di Roma come i certificati per esempio che si prenotano via internet: i ciechi non lo possono fare perché la piattaforma non è accessibile. E se si presentano nell'ufficio comunale direttamente, non avendo la prenotazione, quel servizio non gli viene erogato. Abbiamo pure suggerito di consentire ad alcune categorie come i disabili, ma anche gli anziani che non sempre hanno facilità ad usare internet, la possibilità di prenotare questi servizi tramite il numero 060606. Noi siamo per la digitalizzazione, ma che sia possibile a tutti".
Ma i "cahiers de doléances" sul Comune di Roma non finiscono qui: ai disabili soprattutto visivi che lavorano presso il Comune di Roma - secondo Frittelli - non vengono messi a disposizione gli strumenti adeguati per poter svolgere al meglio il loro lavoro e sono esclusi dalla formazione. "Questo è un problema strutturale di organizzazione e di mancanza di mezzi. In un caso, per ottenere gli strumenti di lavoro per una persona non vedente, abbiamo dovuto scrivere al Municipio e addirittura al Sindaco citando le normative, cosa che non dovrebbe verificarsi. Poi alla fine quella persona ha ottenuto ciò che chiedeva ma resta il problema degli altri. Per ogni persona è una battaglia: se si formano i dipendenti non si capisce perché quelli disabili non debbano avere lo stesso trattamento".
Ma fortunatamente ci sono anche note positive. Dopo la denuncia di questi fatti che ha fatto il giro dei quotidiani, qualcosa si è mosso. "L'Atac ha manifestato la sua disponibilità. Ma bisogna anche dire che nella città di Roma recentemente è partito un nuovo piano regolatore per il sociale: ci sono percorsi museali accessibili anche se su altri aspetti di accessibilità bisogna ancora lavorare molto. Per esempio sul trasporto disabili: c'era una delibera del 2004 che prevedeva la partecipazione delle associazioni di categoria in caso di modifiche al servizio. Ora il Comune pretende di cambiarlo senza convocare le associazioni e con proposte discutibili. Noi cerchiamo comunque di dialogare con tutti: ci siamo visti con l'assessore alle politiche sociali, con l'assessore alla mobilità e con l'assessore a Roma semplice. Non c'è però ancora un tavolo comune che forse è auspicabile e potrebbe essere di aiuto".



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