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Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti ETS - APS

 

Corriere dei Ciechi

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Numero 7-8 del 2017

Titolo: TECNOLOGIE- APP su APP

Autore: Carmen Morrone


Articolo:
Ma quante APP ci sono?! Pare che non siamo più capaci di fare nulla senza un'applicazione che attiviamo con i nostri smartphone. Anzi chi ha un'età fra i 12 e i 18 anni tutte le volte che deve fare qualcosa cerca subito l'app. Che quasi sempre trova. È stato superato il livello - tanto per utilizzare il linguaggio dei videogiochi - della ricerca delle informazioni su Google o dei tutorial visivi-uditi su Youtube. Ora le app sono la lampada di Aladino: vorrei... una pizza stasera per cena e Taaac te la trovi nel piatto come per incanto, APPunto. "Le app ci stanno migliorando molto la qualità della vita" esordisce Nunziante Esposito, responsabile nazionale Ausili e Tecnologie dell'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti. "Queste applicazioni servono per facilitare alcune operazioni, soprattutto quelle ripetitive che a volte richiedono diversi passaggi, ma sempre gli stessi, come può essere la prenotazione di un servizio. Le applicazione contribuiscono a migliorare la nostra autonomia" aggiunge Nunziante Esposito. "E questo è l'altro aspetto importante". Quando sono accessibili, però. Ogni mese, le aziende informatiche lanciano nuove applicazioni, tuttavia non sempre possono essere utilizzate da persone non vedenti. Esposito spiega il motivo. "Come è noto, noi non vedenti non siamo esclusi dall'era digitale" afferma. "Ci sono delle modalità di programmazione per l'accessibilità delle persone non vedenti conosciute e pratiche in tutto il mondo e da diversi anni. Senza entrare in dettagli tecnici basta dire che ogni pulsante ha un'etichetta, questa è letta dallo screenreader che ci dice cos'è quel pulsante e a cosa serve. Tutte le volte che lo screenreader passa sopra a una icona delle app, legge la relativa funzione e noi possiamo attivarla o meno. A volte il programmatore si dimentica di scrivere questa etichetta e lo screenreader legge solo il nome dell'icona o dice soltanto che c'è un pulsante, ma a cosa serva non lo sapremo mai. E la nostra navigazione si ferma lì". A questo punto il dialogo fra persone non vedenti e chi programma è fondamentale. "All'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti da diversi anni è attivo un gruppo che lavora in questo senso" spiega Esposito. "Cerchiamo di testare più app possibili e nel caso riscontriamo delle aree non accessibili ci mettiamo in contatto con il titolare. Abbiamo sempre riscontrato massima disponibilità nell'abbattere queste barriere tecnologiche e ogni azienda, con i suoi tempi e modalità, ha alla fine trovato delle soluzioni". Esposito Nunziante da quasi vent'anni si occupa del settore tecnologie e gli abbiamo chiesto quali sono le app più utilizzate dalle persone non vedenti e soprattutto quali mancano. "Tutte le app di servizio sono fondamentali perché migliorano la qualità della nostra vita in termini di autonomia" dice. "Oggi quasi tutti i servizi hanno la corrispondente applicazione quindi ce ne sono molte. Come gruppo della Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti siamo attenti a che quelle che già esistono offrano la gamma completa dei servizi come per i normodotati". "In questo momento, ad esempio, stiamo lavorando con Trenitalia" illustra Esposito. "Con l'app di Trenitalia non è ancora possibile prenotare un viaggio utilizzando le convezioni tariffarie che ci riguardano. Trenitalia ha accolto la nostra richiesta e sta valutando di migliorare l'app in questa direzione. Per tutto il resto, l'app fornisce un servizio discreto perché oltre alla prenotazione e acquisto del biglietto permette di conoscere il binario al quale arriva il treno e in tempo reale il suo stato di percorrenza, ad esempio se è in ritardo". Un altro fronte aperto è quello di Poste Italiane. "L'app che si chiama "Banco Posta" dà la possibilità di prenotare i servizi allo sportello però non dice quale sportello e il tabellone posto negli uffici postali, come è noto, è solo visivo. Abbiamo chiesto che l'app ci dia la possibilità di sapere anche lo sportello così possiamo recarci all'ufficio postale in completa autonomia". Recentemente il gruppo di lavoro dell'UICI si è occupato anche di telefonia. "Tutti i gestori hanno le relative app" afferma Nunziante Esposito "che periodicamente sono aggiornate e capita che dopo l'upgrade non siano più accessibili in parte o completamente. Recentemente è capitato con Vodafone a cui abbiamo segnalato i problemi e li hanno risolti". Passando in rassegna altri "cantieri aperti", Esposito cita quello relativo all'app del Libro Parlato "che va aggiornata, speriamo che ciò accada in tempi brevi", dice e aggiunge: "Certamente il settore bancario è quello che nel mondo delle app si è affacciato da pochi anni anche se le prime linee guide - risultato della collaborazione fra Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti e ABI - datano 2006, oltre dieci anni fa. Recentemente abbiamo avuto un incontro con i referenti di ABI sugli aspetti dell'homebanking, area che va migliorata nella direzione della semplificazione e allo stesso tempo dell'efficienza e della completezza.
Secondo alcune indagini le app più utilizzate sono quelle di messaggistica, quelle di navigazione-orientamento, quelle per conoscere le previsioni meteorologiche e quelle per il fitness. Esposito Nunziante ci fornisce una rassegna delle sue scelte personali. "Viaggio molto e sono interessato alle app che mi aiutano in questo" racconta Esposito. "Ad esempio ho utilizzato "moovit" con cui posso organizzare un viaggio in ogni parte d'Italia con diversi mezzi di trasporto da quelli nazionali e regionali a quelli locali come il bus delle linee urbane. Un'altra app utile è Google maps: per chi utilizza il bastone bianco è un vantaggio". Inoltre con l'app Walky Talky pronunciando il nome e l'indirizzo della destinazione si attiva una guida vocale che segnalerà, oltre al percorso, nomi e indirizzi di locali adiacenti e la presenza di incroci. Ci sono poi le app relative ai programmi trasmessi da radio e tv. "Oggi tutte le tv sono smart e dialogano con i nostri smartphone. Ci sono le app di Rai, di Mediaset e altre app per seguire programmi tv di intrattenimento e di informazione". Per l'audio commento dei film proiettati al cinema c'è MovieReading.
Fondamentali le app per tenere sotto controllo le funzioni base dello smartphone, ad esempio quelle che monitorano il livello della batteria e che informano se c'è connessione. Quest'ultima, come dice Esposito "serve a non diventar matti quando si è dato un comando e lo smartphone non lo esegue. Può, infatti, venirci il dubbio di avere sbagliato la richiesta e quindi ci rimettiamo a procedere da capo, quando non ce ne sarebbe bisogno perché semplicemente manca oppure è debole la connessione". "Personalmente utilizzo anche TapTap see e Office Lens" aggiunge Esposito. "La prima descrive una fotografia. Ad esempio io fotografo una cosa, un paesaggio, un volto, con l'app invio la foto a un server che nell'arco di qualche minuto mi risponde con la descrizione della foto. Office Lens scannerizza un testo e non solo me lo legge ma lo trasferisce in formato word o pdf nell'archivio che io indico".
Ci sono poi applicazioni che leggono i codici a barre o il codice QR e che danno una descrizione dell'oggetto. Il funzionamento è molto semplice: basta puntare lo smartphone verso la targhetta identificativa e si riceverà un audio messaggio. Con Aipoly è la telecamera che inquadra l'oggetto e grazie all'intelligenza artificiale ne riconosce oltre 1000 in tempo reale. Un'invenzione nata da tre ventenni, Marita Cheng, Simon Edwardsson e l'italiano Alberto Rizzoli, un paio di anni fa. Ragazzi sono pure gli inventori della new entry - presentazione ufficiale il 6 luglio a Napoli nella sede napoletana dell'Unione - che è stata chiamata Cromnia che dà voce ai colori. L'hanno sviluppata gli allievi dell'Academy di San Giovanni a Teduccio voluta da Apple e dall'ateneo Federico II. "Cromnia" funziona così: si punta la fotocamera dello smartphone verso l'oggetto di cui si vuole conoscere il colore, come ad esempio un capo di abbigliamento. Si scatta la foto e l'app nel giro di pochi istanti informa del colore, dell'intensità (azzurro pallido, rosa scuro), della fantasia, cioè se il tessuto è a pois, a righe, e così via. L'app ha superato il test effettuato da alcuni volontari dell'Unione con disabilità visive di diverso tipo e grado. Cromnia è destinata ad avere successo proprio per la ricchezza delle informazioni che è capace di dare che vanno al di là del colore. Sapere se il tessuto è a righe oppure a tinta unita darà la possibilità di osare nelle fantasie, tanto con Cromnia gli abbinamenti dei capi in totale autonomia è diventato possibile.
Le app hanno successo anche perché sono usabili subito, sono intuitive perché ideate per dare risposte immediate. Una volta scaricate dalla piattaforma internet basta qualche minuto, al massimo mezz'ora, per esplorarne tutte le funzioni. Tempistiche che riguardano chi non è nativo digitale. Questi però hanno velate e celate insicurezze nei confronti delle novità digitali convinti troppo spesso di non essere abili con le tecnologie. Proprio su questa area di supposta fragilità calano i professionisti delle app. Un fenomeno in crescita su cui Esposito Nunziante mette in guardia e su cui l'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti sta cercando la risposta più adeguata. "In questi ultimi mesi siamo venuti al corrente di realtà che contattano persone non vedenti per illustrare nuove applicazioni per smartphone" conclude Nunziante Esposito. "Sono realtà che propongono degli incontri, alcune promuovono dei brevi corsi di formazione per l'utilizzo delle app, corsi che rientrano in un pacchetto di servizi da acquistare. È un'attività commerciale lecita, tuttavia abbiamo notizie da parte di nostri soci che queste app si rivelano spesso poco utili. Da parte dell'Unione c'è il desiderio di informare i propri iscritti sulle app, su quelle testate, su quelle utilizzate dalla maggioranza. In questo modo si contribuisce alla libera scelta del singolo che potrà scaricare gratuitamente oppure acquistare tutte le app che vuole, ma con maggiore consapevolezza".



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