Logo dell'UIC Logo TUV

Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti ETS - APS

 

Corriere dei Ciechi

torna alla visualizzazione del numero 2 del Corriere dei Ciechi

Numero 2 del 2018

Titolo: ATTUALITÀ- Il Club Italiano del Braille

Autore: Nicola Stilla


Articolo:
Sono una persona non vedente e sto revisionando questo articolo grazie ad un ausilio tiflo-informatico: un display di raffinata fattura tecnologica in grado di interfacciarsi con il mio i-Phone, il mio i-Pad, il mio PC, ovvero con tutti quei moderni strumenti che tutti noi, vedenti o non vedenti, utilizziamo quotidianamente. Significativo che in mezzo a tutta questa tecnologia di ultima generazione che sto utilizzando, ci sia un'invenzione di duecento anni fa, senza la quale niente di tutto ciò sarebbe funzionale ai miei scopi: sto parlando del codice di lettura e scrittura Braille.
Ancora oggi, in un'era di enormi rivoluzioni tecnologiche, il Braille resta - per noi non vedenti - una risorsa imprescindibile: un fatto questo certamente eccezionale, perché, pur mettendosi d'impegno, non è semplice trovare invenzioni risalenti a due secoli fa che, senza sostanziali modifiche, abbiano mantenuto intatta la propria originaria utilità, come nel caso del codice di scrittura e lettura messo a punto da Louis Braille nella prima metà del XIX secolo.
Nell'ambito dell'accesso alla parola scritta da parte delle persone cieche, sono state parecchie le invenzioni che si sono susseguite nei decenni senza significativi successi: pensiamo al sistema di lettere in rilievo di Valentin Haüy, coevo di Braille, passando dall'Optofono, messo a punto nel 1912 e precursore della moderna sintesi vocale, fino a marchingegni come il Cognodictor, lo Stereotone o l'Opticon, strumenti, sviluppati tra gli anni 60 e 70 del secolo scorso, che ambivano a trasformare in stimoli sonori o tattili la parola scritta. Significativo constatare che, tra tutte queste invenzioni dimenticate, nessuna si è servita del Braille. Solo laddove gli strumenti hanno applicato il metodo Braille hanno conosciuto diffusione e proficuo utilizzo (pensiamo ad esempio alla dattilobraille); nella sua semplicità e universalità, il Braille è sopravvissuto ai secoli mantenendo ben viva, in ogni epoca, la propria attualità.
Fatto sorprendente se pensiamo alle rivoluzioni tecnologiche che abbiamo vissuto nei due secoli trascorsi dalla sua invenzione; ma anche, senza andare troppo lontano, a quelle che ci hanno travolti negli ultimi dieci anni. Nell'era delle tecnologie informatiche e della diffusione sempre più pervasiva dei dispositivi multimediali il Braille si trova a suo agio, per il semplice fatto che si integra alla perfezione con essi. Il display Braille - come quello che sto utilizzando ora - è stato appunto lo strumento chiave, che ha permesso al codice di interfacciarsi con i moderni computer e dispositivi multimediali dando alle persone non vedenti la possibilità di leggere autonomamente i contenuti testuali che appaiono sugli schermi.
Devo a Luis Braille il fatto di vivere una vita piena di relazioni, di lavoro e di soddisfazioni: il risultato di un percorso iniziato tanto tempo fa, ai tempi della scuola, quando quello che imparavo lo imparavo grazie al metodo Braille; una storia che è proseguita - giorno per giorno fino ad ora - scandita dai puntini in rilievo a noi tanto cari.
Da una decina d'anni, la data del 21 febbraio di ogni anno non è ricordata soltanto da noi, fruitori del Braille, in quanto anniversario della nascita del suo inventore, ma è solennità civile oggetto di una legge nazionale (la n. 126 del 2007) che istituisce, appunto, la Giornata Nazionale del Braille.
La suddetta legge è stato il risultato dell'impegno dell'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti, che qualche anno prima, nel 2003, aveva fortemente voluto l'istituzione del Club Italiano del Braille, un ente specifico con la finalità di promuovere e diffondere l'uso e la conoscenza dell'omonimo sistema di scrittura e di lettura, in sinergia con altri otto enti fondatori che qui ho il piacere di ricordare: la Federazione Nazionale delle Istituzioni Pro-Ciechi, la Biblioteca Italiana per Ciechi "Regina Margherita" di Monza, l'Istituto per la Ricerca, la Formazione e la Riabilitazione (I.Ri.Fo.R.), l'Istituto dei Ciechi "Francesco Cavazza" di Bologna, l'Istituto dei Ciechi di Milano, la Sezione Italiana dell'Agenzia Internazionale per la Prevenzione della Cecità (I.A.P.B.), il Centro Regionale "Helen Keller" di Messina e la Stamperia Regionale Braille di Catania.
Per ottemperare all'unica fondamentale finalità statutaria della promozione e tutela del codice di lettura e scrittura Braille, il nostro Club si è posto una serie di impegni, alcuni a scadenza annuale, come ad esempio la devoluzione di un contributo periodico al Museo Casa Natale di Louis Braille a Coupvray (Francia), oppure il potenziamento del Museo Italiano del Braille presso l'Istituto dei Ciechi di Milano; dalla promulgazione della di cui sopra Legge 126/2007, il nostro Club italiano del Braille ha l'onore e la responsabilità di organizzare le celebrazioni della Giornata Nazionale del Braille, che nel corso di questo decennio si sono svolte in diverse città del nostro territorio, cercando di alternare località del nord, del centro e del sud Italia.
Nel 2018, la Giornata Nazionale del Braille verrà celebrata in due città agli antipodi della penisola: Genova e Palermo. A Genova in un'unica giornata (proprio il 21 febbraio) ove verrà presentato il libro "Filippo e Louis Braille - un racconto ispirato dalla vera storia dell'inventore dell'alfabeto Braille" con la partecipazione dell'autrice Fabiana Santangelo e gli interventi di diverse autorità legate al nostro mondo associativo e alla locale amministrazione cittadina, alternati a momenti musicali a cura del Maestro Luciano Lanfranchi; a Palermo in due giornate (il 26 e 27 febbraio): la prima, istituzionale, analoga a quella di Genova, con interventi musicali del soprano Francesca Mannino accompagnata dalla pianista Emanuela Spina; la seconda invece concepita come momento seminariale e didattico rivolto agli studenti di Scienze della Formazione della locale Università.
Seppure siano passati quasi due secoli dalla sua invenzione, il sistema braille mantiene intatte tutte le sue potenzialità e garantisce alle persone non vedenti, oggi e nel futuro, una piena integrazione sociale, attraverso l'accesso diretto ed autonomo alla conoscenza: per questo ritengo un dovere morale, in particolare di noi persone con disabilità visiva che vivono ruoli di responsabilità all'interno del mondo associativo, il partecipare attivamente alle celebrazioni della Giornata Nazionale del Braille, organizzando localmente iniziative promozionali di sensibilizzazione sull'argomento e - perché no? - prendendo parte agli eventi di Genova e Palermo, ai quali do a tutti e tutte voi appuntamento.
Se desiderate sostenere l'attività del Club Italiano del Braille, un'opzione di certo gradita è quella di iscriversi al Club, anche perchè solo attraverso le quote di tesseramento il Club è in grado portare a termine le finalità statutarie di cui sopra. L'iscrizione costa 25,00 euro all'anno per i privati e dai 50,00 ai 150,00 euro per le strutture della nostra Unione (a seconda se provinciali o regionali). Info, modulistica e quant'altro su www.clubitalianobraille.it



Torna alla pagina iniziale della consultazione delle riviste

Oppure effettua una ricerca per:


Scelta Rapida