Numero 2 del 2018
Titolo: ATTUALITÀ- Braille... uno strumento essenziale
Autore: Marina Valenti
Articolo:
Perché c'è oggi la tendenza di dire ai non vedenti e alle loro famiglie che il Braille ormai è sorpassato, inutile e complesso? Davvero il Braille non è più uno strumento utile ed essenziale per coloro che hanno poca o nessuna vista residua?
Vivo nell'Italia settentrionale e mia figlia è nata con una disabilità visiva. Ha la distrofia dei coni, una condizione degenerativa dell'occhio e la sindrome da cui è affetta porta solitamente ad acquisire anche una grave disabilità uditiva. I medici hanno presto insistito sul fatto che una delle azioni più costruttive che potevamo compiere era assicurarci che lei imparasse il Braille il più presto possibile. A me sembrava ovvio che fosse quello che avremmo fatto.
Nella scuola materna, in Italia, al bambino cieco/ipovedente è assegnata una figura professionale chiamata tiflologo che è presumibilmente un esperto su tutto ciò che è necessario per l'inclusione di studenti ciechi in classe. La responsabilità esatta di questa persona non è molto chiara, ma avevo immaginato che lui o lei avrebbero incoraggiato e promosso l'uso del Braille. In Italia i bambini con problemi sensoriali sono affiancati nelle classi integrate da un insegnante di sostegno e da un altro assistente che agisce sotto la guida del tiflologo e segue le sue istruzioni. Siamo stati molto fortunati a vederci assegnati un'assistente di grande bravura e competenza che non solo ha iniziato a insegnare alla nostra figlia il Braille ma, in modo molto divertente e giocoso, ha coinvolto tutta la classe. Fin dall'inizio, tuttavia, è stato evidente che la tiflologa non condivideva l'entusiasmo dell'assistente per il Braille e in concreto cominciava a ostacolare questo processo. Sosteneva che i bambini con disabilità visiva dovrebbero essere incoraggiati a utilizzare la loro vista residua e che sia psicologicamente negativo e stressante per gli ipovedenti dover imparare il Braille. L'assistente e la tiflologa erano in disaccordo e ci siamo resi conto che i giorni dell'assistente erano contati. È andata via prima che nostra figlia completasse la scuola primaria e non c'è più stato nessuno in grado di continuare a lavorare con il Braille a scuola. La tiflologa era irremovibile nella sua opinione che il Braille fosse troppo difficile, troppo stressante, inutile, obsoleto e insinuava che eravamo dei genitori ingiusti e ambiziosi se ci aspettavamo che lei imparasse questo codice. Nostra figlia ha continuato a studiare il Braille a casa privatamente, ma questo ha significato che non le è stato possibile utilizzarlo a scuola come strumento. Una volta che si conoscono i rudimenti del Braille, è necessario utilizzarlo regolarmente dato che è un'abilità che richiede pratica continua se si vuole essere alla pari con i propri coetanei.
Mia figlia è ora al secondo anno del liceo linguistico. È sempre stata in grado di affrontare la scuola integrata dato che è intelligente, motivata e non ha difficoltà cognitive. Adesso non ha quasi più residuo visivo e non può più affidarsi ai documenti ingranditi, il suo udito è peggiorato e ha bisogno anche di un apparecchio acustico. È fortunata perché ha accanto a sé comprensione, insegnanti disponibili ad aiutarla, insegnanti di sostegno e un assistente molto attento. Se avesse acquisito padronanza del Braille, sarebbe molto più autonoma adesso, mentre invece ha bisogno dell'aiuto di molte persone perché il materiale scolastico le sia accessibile.
Vorrei farmi ascoltare da tutti quei genitori che sono in dubbio sul fatto che sia necessario lo sforzo di apprendimento del Braille. Vorrei che tutti quei genitori a cui viene detto che il Braille è superfluo riflettano su quanto segue: il sistema scolastico manca di istruttori qualificati, risorse e tempi necessari per insegnare il Braille in classe. Nella maggior parte dei casi l'apprendimento del Braille viene scoraggiato perché gli insegnanti/assistenti di sostegno non conoscono il Braille e non sono stati dati loro gli strumenti giusti per lavorare con esso. Nella maggior parte dei casi anche loro hanno subìto un lavaggio del cervello per convincerli che il Braille è uno spreco di tempo e di energie. È molto più facile dire ai genitori che il Braille è obsoleto piuttosto che dover giustificare il fatto che la scuola o il servizio non lo può mettere a disposizione perché rappresenta una spesa.
Trovo sorprendente che una persona con studi universitari alle spalle consideri il Braille "troppo difficile". Allora anche la musica, la fisica o la matematica dovrebbero essere eliminate dalle scuole frequentate dagli alunni vedenti perché sono generalmente considerate difficili?
L'apprendimento delle lingue richiede 4 abilità: scrivere, leggere, ascoltare e parlare. Ciascuna abilità comporta una distinta attività cognitiva e se si impara una lingua straniera ci si trova molto male se si è solo in grado di ascoltare la lingua parlata. Ascoltare una lingua straniera non ti permette di discernere le diverse parole. Imparare una lingua straniera come l'inglese può diventare un vero mal di testa perché c'è poca corrispondenza tra la fonetica e l'ortografia. Devi avere qualcosa di "tangibile" per poter organizzare una nuova lingua, con la sua ortografia e struttura. Karen Wolfe della Fondazione americana per i Ciechi asserisce: "Non si può essere istruiti solo con l'ascolto. Il saper leggere e scrivere ci aiuta a comunicare e a pensare. Non sarai mai veramente istruito senza il Braille".
La tecnologia è avanzata a grandi passi, ma i lettori di schermo e i registratori non possono sostituire la capacità di leggere e scrivere. Quando si fa un discorso, il Braille è l'unico modo per appuntare sulla carta i propri pensieri. Il Braille è necessario per leggere etichette, confezioni di medicinali, seguire indicazioni in una città, leggere i menu dei ristoranti e così via.
I bambini ipovedenti sono costretti ad una cattiva postura che nel caso di nostra figlia ha causato una brutta scoliosi. Affaticamento dell'occhio e le emicranie fanno parte della quotidianità e fa male al cuore guardare il tuo bambino che cerca di decifrare ciò che è scritto su uno schermo. Il Braille consente una buona postura e gli ipovedenti possono riservare la loro vista residua per la TV o altre attività del tempo libero.
Quando il Braille viene mostrato a un bambino cieco o ipovedente da una persona competente e il bambino capisce che è una cosa importante per lui, non è né troppo difficile né un peso. I bambini lo accettano come una cosa naturale. Robert Englebretson, professore di linguistica presso l'Università Rice ha spiegato durante una conferenza: "Mentre i bambini vedenti imparavano a leggere e scrivere in nero è sembrato così naturale che io dovessi imparare a leggere e scrivere in Braille". Englebretson parla di agire secondo un valore fondamentale, la valorizzazione del Braille per il suo fatto di essere naturale e necessario.
Ai ciechi vanno offerte pari opportunità e il Braille fa sì che questo avvenga. L'ascolto da solo non basta!