Numero 2 del 2018
Titolo: RUBRICHE- A lume di legge
Autore: a cura di Giulia Cannavale
Articolo:
Cultura, un diritto di tutti
"L'arte e la scienza sono libere e libero ne è l'insegnamento", così recita l'art. 33 comma 1 della Costituzione; uno dei più begli incisi costituzionali, spesso disatteso.
La tutela, lo sviluppo e la diffusione dei beni, delle attività, dei valori della cultura si collocano necessariamente al centro degli obiettivi di crescita civile, sociale ed economica del nostro Paese; del resto, è ormai acquisita la convinzione secondo cui la cultura costituisce un bene comune di straordinaria ricchezza e complessità che, in tutte le sue diverse manifestazioni, deve essere protetto e potenziato. Ma la cultura non è soltanto uno degli interessi pubblici essenziali, tutelato dalla Costituzione e dai Trattati internazionali. Rappresenta anche l'oggetto di un insieme di diritti fondamentali del cittadino, della persona, delle formazioni sociali.
La cultura, con i suoi eventi e con gli spazi in cui essi si manifestano, riveste, nella società contemporanea, un ruolo primario per ogni persona, in relazione al percorso di educazione permanente, al piacere e all'intrattenimento, all'inclusione nella società, proprio perché le manifestazioni della cultura riuniscono diversi e molteplici ambiti di crescita personale, collettiva, sociale.
Tali ambiti toccano aspetti artistici, espressivi, estetici, emotivi, relazionali.
A ciò si aggiunge il fatto che esiste uno stretto legame tra partecipazione ad eventi culturali e lo stato di benessere e di salute della persona.
L'impegno delle offerte della cultura è essere al servizio della pluralità e diversità degli utenti provvedendo ad identificare e a soddisfare i bisogni espressi dai fruitori, specie laddove vi siano esigenze specifiche, sovente collegate a disabilità o difficoltà, diventa quindi prioritario definire ed esplicitare una capillare politica di inclusione, partecipazione e fruizione for-all.
Se il diritto d'accesso alla cultura è negato o ridotto da condizioni della società e dell'ambiente fisico disabilitanti, viene compromessa la piena ed effettiva partecipazione su basi paritarie di molte persone in relazione al loro stato di salute e alla loro provenienza sociale e culturale.
La qualità dell'esperienza dei visitatori deve essere al centro delle politiche culturali, fornendo strumenti e opportunità culturali alle persone che presentano identità e differenze, attese, bisogni, curiosità, abilità varie e diverse; è indispensabile leggere, sotto l'ottica dell'accessibilità, della fruibilità e della piacevolezza, tutti gli anelli connessi all'esperienza culturale qualunque essa sia, in modo da formare la catena dell'accessibilità, che deve consentire a chiunque di vivere un'esperienza culturale in modo appagante, soddisfacente, piacevole e, soprattutto, in autonomia.
Il fruitore di luoghi ed eventi culturali deve essere considerato nella sua accezione più ampia e completa, a favore di un approccio inclusivo che sappia tenere conto delle differenti specifiche esigenze e delle caratteristiche particolari (fisiche, motorie, sensoriali, comunicative, relazionali, intellettive, psichiche) di tutte le persone, con particolare attenzione alle persone con disabilità e con pluri-disabilità.
L'accessibilità dell'offerta culturale si compone di elementi statici e dinamici: è dunque fondamentale valorizzare tutti gli aspetti di relazione, con particolare riferimento sia ai servizi di accoglienza, di informazione e di accompagnamento, sia alle attività di natura formativa ed educativa. Occorre incentivare un cambiamento culturale che generi profondi mutamenti dei modelli organizzativi e gestionali, ancor prima che strutturali, in un'ottica volta a garantire la piena inclusione e partecipazione alle attività culturali di tutti e di ciascuno, indipendentemente dalle specifiche esigenze ed abilità.
In una visione di fruibilità, interazione e partecipazione attiva ai luoghi della cultura ed agli eventi culturali è importante promuovere attività e percorsi basati sulle diverse forme di comunicazione, che facciano ricorso alla multi-sensorialità, all'interattività, ad ausili, nonché, a supporti tecnologici, integrati in modo equilibrato, finalizzati alla leggibilità ed alla comprensibilità della comunicazione. Tali soluzioni devono essere fruibili e utilizzabili da tutti garantendo a ciascuno, senza discriminazioni di sorta, il diritto ad una concreta e reale inclusione e partecipazione sociale, nel rispetto dei desideri e delle aspettative. Le differenti modalità comunicative, per essere effettivamente inclusive, devono riguardare sia l'organizzazione sia i supporti, sia i contenuti della comunicazione, con attenzione particolare alle problematiche percettive, sensoriali e intellettive, e, soprattutto, alla rimozione di tutte le barriere, architettoniche e senso percettive, che ne ostacolano la fruizione.
Nell'ambito della fruizione museale le barriere più note e percepibili sono quelle fisiche, poiché la disabilità motoria è quella più conosciuta e per la quale interventi architettonici sono stati fatti e continuano ad essere realizzati su edifici antichi e di moderna costruzione (rampe, scivoli, ascensori, ecc.).
La fruizione dei musei da parte dei disabili visivi richiede, invece, l'abbattimento delle barriere senso-percettive, non meno pericolose di quelle architettoniche per i disabili motori. Per esempio nei musei i pannelli e le etichette sono spesso illeggibili, per il carattere troppo piccolo, o non opportunamente differenziato rispetto allo sfondo, senza contrasto cromatico, con sovrapposizione di immagini, collocati ad altezze eccessive o illuminati in modo inadeguato.
Queste sono soltanto alcune barriere percettive che gli ipovedenti possono incontrare in uno spazio museale. Ancora, nei musei spesso è negata la possibilità di fruire di descrizioni in braille o audio delle opere, non sono disponibili pannelli, mappe o cartine in rilievo, non ci sono percorsi audio guidati, strisce di segnalazione del percorso museale o visite guidate con personale specializzato e con adeguate conoscenze tiflologiche, ed inoltre è negata la possibilità di "toccare reperti e opere".
Per agevolare le persone non vedenti nella fruizione e per garantire accessibilità, non basta, però, che il museo metta a disposizione testi trascritti in braille, un percorso tattile plantare, guide per l'orientamento, mappe tattili e altri ausili tecnici (come caratteri sufficientemente visibili in large print) e a rilievo; la cosa fondamentale e più importante è non negare di "poter toccare", laddove sia possibile nel rispetto dell'opera esposta.
Negli anni tanto è stato conquistato, infatti molteplici sono i siti museali che hanno reso accessibili le opere esposte provvedendo ad abbattere le barriere che ne ostacolavano la fruizione, ma tanto ancora rimane da fare.