Numero 7/8 del 2018
Titolo: 1^ GIORNATA NAZIONALE DEI SORDOCIECHI- Nel nome di Helen
Autore: Flavio Vezzosi
Articolo:
«Noi tutti, vedenti e non vedenti, ci differenziamo gli uni dagli altri non per i nostri sensi, ma nell'uso che ne facciamo, nell'immaginazione e nel coraggio con cui cerchiamo la conoscenza al di là dei sensi»
(Helen Keller, The five-sensed world, 1910)
Così Helen Keller, sicuramente la prima persona sordocieca arrivata a conquistare una fama universale, già più di cento anni fa, con questa sua dichiarazione indicava al mondo come il cammino verso la conoscenza porti al superamento di quelle diversità che ci dividono soltanto su un piano strettamente fisico. La piena consapevolezza dei suoi limiti sensoriali è stata per quella giovane ragazza nata nel 1880 in una fattoria dell'Alabama, la spinta inarrestabile a lottare per tutta la vita per affermare il diritto di ogni persona sordocieca di poter essere considerata uguale a qualunque membro della società civile.
Alla vicenda umana di donna sordocieca impegnata in politica e nella vita di tutti i giorni per sostenere i valori universali della solidarietà a favore dei sordociechi, si è voluta intitolare la Prima Giornata Mondiale e Nazionale delle Persone Sordocieche, simbolicamente celebrata proprio il 27 giugno, giorno in cui Helen venne al mondo.
L'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti, in stretta collaborazione con la Lega del Filo d'Oro, ha chiesto ed ottenuto di poter organizzare la manifestazione a Palazzo Giustiniani, sede del Senato della Repubblica Italiana. Nella prestigiosa sala Zuccari, al cospetto di un pubblico composto da illustri rappresentanti della politica e del mondo dell'informazione, da operatori del settore, ma soprattutto da soci appartenenti alle due associazioni promotrici e dai loro accompagnatori, i quali, in molti casi, hanno svolto anche il prezioso compito di fare da interpreti per la comunicazione tramite il metodo Malossi, o la LIST (Lingua Italiana dei Segni Tattile), la mattina di mercoledì 27 giugno ha avuto luogo un evento che si è subito configurato come un appuntamento costante, indispensabile a fare il punto sui percorsi di inclusione e riabilitazione a favore dei sordociechi, ma al tempo stesso necessario a tenere alta la sensibilità delle istituzioni su necessità specifiche, troppo spesso ritenute ingiustamente poco rilevanti, solo perché riguardano una minoranza finora rimasta, suo malgrado, silenziosa.
L'urgenza e la specificità dei temi trattati durante il convegno, l'ufficialità della sede prescelta, hanno coinciso con il momento politico che ha visto, proprio nell'ultima parte del mese di giugno, scendere in campo le nuove forze politiche, per la prima volta chiamate ad impegnarsi nel difficile compito di prendere in carico la gestione ordinaria e straordinaria della Cosa Pubblica italiana. Così il conduttore del simposio, il giornalista Renzo Giannantonio, ha potuto leggere numerosi messaggi indirizzati agli enti organizzatori, provenienti dalle più alte cariche istituzionali, come i presidenti e vice presidenti della Camera e del Senato. Tutti non si sono limitati ad inviare i consueti beneaugurali saluti di rito ma, invece, hanno fatto pervenire dei brevi documenti che sono sembrati scritti con spirito di condivisione e per alcuni sono rimasti quali concrete espressioni di impegno personale di presa in carico delle problematiche specifiche inerenti la vita, la salute, l'indipendenza e la riabilitazione delle persone sordocieche.
Non poteva mancare personalmente il neo eletto Vice Ministro per la Famiglia e le Disabilità Vincenzo Zoccano, un altro non vedente che ha scelto coraggiosamente di battersi, facendosi carico di rappresentare politicamente coloro che, pur rimanendo nell'ombra della quotidianità, sanno ora di avere in lui un difensore dei propri diritti.
Ha assunto grande importanza per ciascuna delle due associazioni coinvolte, l'istituzione e l'organizzazione comune di questo nuovo appuntamento che vede unite per perseguire obiettivi condivisi Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti e la Lega del Filo d'Oro. Fu una epigona di Helen Keller, l'abruzzese Sabina Santilli a fondare la Lega che ha come impegno primario l'assistenza e la riabilitazione dei sordociechi italiani, che riesce a realizzare grazie ad una rete in continua espansione di centri specializzati presenti su gran parte del territorio italiano.
Il Segretario Generale della Lega del Filo d'Oro, Rossano Bartoli insieme al Presidente Nazionale dell'U.I.C.I. Mario Barbuto hanno presieduto i lavori, sottolineando l'alta specificità dei vari interventi e la preparazione dei relatori che si sono succeduti.
Ma i momenti più intensi e ricchi di altissimi valori umani sono stati quelli conclusivi del convegno. Al termine delle relazioni tematiche, infatti, è stata la volta delle testimonianze di vita vissuta portate personalmente da alcuni sordociechi di diversa età, esperienza e provenienza. Toccante e profonda nella sua semplicità ed autenticità la testimonianza di Gianni Consorti, divenuto sordocieco in età adulta che, dopo aver vissuto la solitudine profonda del dramma di non riuscire più a comunicare con il mondo esterno, ha potuto recuperare i rapporti verbali ed affettivi con i suoi cari e con il mondo intero, grazie all'aiuto di Angela Pimpinella, componente della Direzione Nazionale dell'U.I.C.I., sordocieca lei stessa e totalmente impegnata per difendere e tutelare i diritti dei sordociechi italiani a tutti i livelli e in ogni sede.
Lucia Varchera, giovane ragazza calabrese, ha trovato la forza di esprimere la sua sofferenza provocata da un ambiente sociale e scolastico, che la vuole far sentire ingiustamente esclusa dai rapporti normali con i suoi coetanei.
Antonio Russo, uomo di cultura e grande umanità, anch'egli divenuto sordocieco in età adulta, ha testimoniato una rara forza di volontà e grande voglia di vivere, che quotidianamente lo porta nella sua terra partenopea e non solo, ad essere portatore di messaggi positivi di inclusione e solidarietà, facendolo essere paladino dei diritti di chi, pur essendo nella sua stessa condizione, non trova adeguato sostegno negli altri per uscire dall'isolamento.