Numero 7-9 del 2002
Titolo: Convenzione delle Nazioni Unite
Autore: Redazionale
Articolo:
Per iniziativa della Commissione dell'EBU per i Diritti umani e sociali si è svolto in Settembre a Tirrenia il secondo seminario formativo per i referenti della rete Hermes. Uno dei principali obbiettivi del seminario è consistito nell'informare i partecipanti sugli sviluppi della campagna per l'adozione da parte delle Nazioni Unite di una Convenzione sui diritti delle persone disabili. Colin Low, presidente del Royal National Institute for the Blind, la più importante istituzione britannica per i ciechi, e presidente della Commissione dell'Unione Mondiale dei Ciechi per i diritti umani, ha svolto una interessante e ampia relazione su questo argomento, mettendo soprattutto in luce gli aspetti di particolare importanza per le persone minorate della vista.
La necessità di una campagna per incrementare i diritti umani e sociali delle persone non vedenti è sentita in tutti i paesi europei, ma in alcuni di essi, soprattutto nell'Europa centro-orientale, essa rappresenta una vera sfida. Le organizzazioni mancano di risorse umane ed economiche, ma anche di esperienze di sensibilizzazione e di lotta. La rete Hermes è stata fin dall'inizio concepita come uno strumento per fornire ai referenti delle varie organizzazioni aderenti (dirigenti eletti e collaboratori) gli strumenti per organizzare e condurre efficaci campagne per sensibilizzare l'opinione pubblica e i responsabili decisionali sulle rivendicazioni etiche, giuridiche ed economiche dei cittadini non vedenti e ipovedenti.
Verso una Convenzione delle Nazioni Unite sui Diritti delle Persone Disabili
di Colin Low
In questa relazione mi propongo di trattare cinque questioni: 1. tracciare il retroscena del dibattito in corso sulla Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone disabili e la storia dei tentativi di promuoverla; 2. dire qualcosa sull'importanza della convenzione e sui motivi di realizzarla; 3. riferire sull'avanzamento delle discussioni che si stanno attualmente svolgendo all'interno dell'ONU sulla Convenzione; 4. dare un'idea generale di ciò che dovrebbe essere contenuto nella Convenzione, in particolare nella prospettiva delle persone minorate della vista; 5. analizzare le strategie di sensibilizzazione atte a garantire che la convenzione tenga adeguatamente conto delle idee e delle esigenze delle persone non vedenti.
1. Gli antecedenti e la storia
Per effetto della crescente convinzione che l'Anno Internazionale delle Persone Disabili (1981) e il susseguente Programma d'Azione Mondiale per le Persone Disabili, iniziato nel 1982, non avrebbero prodotto i desiderati effetti di modificare e sviluppare le politiche riguardanti la disabilità, nel 1987 un gruppo di esperti raccomandò di promuovere l'adozione di una convenzione per i diritti delle persone disabili, un documento giuridicamente vincolante che sarebbe stato il migliore strumento per conseguire la loro piena partecipazione e le pari opportunità.
I governi di Italia e Svezia presentarono all'Assemblea Generale delle proposte di convenzione, ma esse non furono accolte. Tuttavia, grazie alle forti pressioni esercitate dalle organizzazioni rappresentative e al sostegno di alcune delegazioni particolarmente sensibili, l'ONU dovette elaborare le Norme Uniformi per le Pari Opportunità delle Persone con Disabilità che furono promulgate nel 1993.
Le Norme Uniformi o Regole Standard si sono rivelate uno strumento largamente utilizzato e assai efficace sia politicamente, sia giuridicamente. Un gran numero di stati hanno emanato nuove leggi e avviato iniziative politiche e programmi operativi ispirati allo spirito delle Regole Standard. Esse hanno certamente elevato il livello di consapevolezza e consolidato il consenso internazionale sulla questione della disabilità.
Le norme Uniformi sono state realizzate dal dipartimento delle Nazioni Unite per lo sviluppo sociale e il Relatore Speciale incaricato di verificare la loro applicazione, lo Svedese Bengt Lindqvist, una personalità non vedente protagonista di una brillante carriera politica nel suo paese, ha sempre operato in questa dimensione. D'altra parte, tutti i Trattati e le Convenzioni delle nazioni unite si sono sempre collocate nella sfera dei diritti umani. Nel recente passato è cresciuta la consapevolezza che le questioni riguardanti la disabilità devono essere considerate un compito specifico del settore dei diritti umani e ciò ha favorito un nuovo approccio all'elaborazione di una convenzione sui diritti delle persone disabili nella prospettiva e nel contesto della politica delle nazioni Unite per la tutela dei diritti umani.
2. Le ragioni di una convenzione sulla disabilità
In favore dell'esistenza di una convenzione si possono addurre alcune buone ragioni.
Si preciserebbero meglio i termini della discriminazione nei confronti delle persone mon vedenti e si favorirebbe la comprensione generale che anche la questione della disabilità si pone nel contesto dei diritti umani.
Il fatto di essere un