Numero 7-9 del 2002
Titolo: Dichiarazione politica EBU su adempimento diritti umani e sociali delle donne minorate della vista
Autore: Redazionale
Articolo:
Introduzione:
Il Direttivo dell’Unione Europea dei Ciechi (European Blind Union - EBU), considerando la Risoluzione dell’Unione Mondiale dei Ciechi 96-09 sul miglioramento dei servizi per le donne e ragazze cieche, ha chiesto alla Commissione Diritti Sociali dell’EBU durante il mandato 1996-99 di considerare quale azione intraprendere per affrontare i diritti umani e sociali delle donne minorate della vista.
Dopo aver consultato la Commissione EBU sulla Promozione degli Interessi delle Donne Cieche ed Ipovedenti, La Commissione dei Diritti Sociali ha preparato una Dichiarazione Politica sull’argomento. La dichiarazione è stata inclusa nella Relazione della Commissione alla VI° Assemblea Generale svoltasi a Praga nel novembre del 1999 ed è stata approvata dall’Assemblea.
Tale Dichiarazione Politica è stata ulteriormente sviluppata dalla Commissione Diritti Umani e Sociali e la Commissione per la Promozione degli Interessi delle Donne Cieche ed Ipovedenti, ed è stata presentata al Direttivo dell’EBU per l’approvazione.
Obiettivo della dichiarazione politica:
La Dichiarazione è intenzionata a:
- Richiamare l’attenzione alla Discriminazione vissuta dalle donne minorate della vista in Europa
- Raccomandare l’azione che possono intraprendere le agenzie nazionali che tutelano gli interessi dei minorati della vista per affrontare tale discriminazione
Discussione:
Un sondaggio in Olanda ha rivelato che la legislazione è neutra dal punto di vista dei sessi e i servizi sono ufficialmente disponibili per tutti, ma l’erogazione è prevenuta a favore dei maschi. Resoconti provenienti da altri paesi europei indicano che le donne nominalmente hanno gli stessi diritti umani e sociali. Però, le donne non sempre ottengono accesso a tali diritti. La situazione degli uomini e delle donne al posto di lavoro illustra tale discrepanza. Esiste una gerarchia velata di opportunità. Nei posti di lavoro migliori ci sono gli uomini non-disabili, seguiti alle donne non-disabili. Poi tocca agli uomini disabili, mentre le donne disabili si trovano in fondo alla gerarchia occupazionale.
Anche se teoricamente la legislazione di solito offre alle donne le pari opportunità, in realtà i fattori biologici, gli atteggiamenti il condizionamento e la discriminazione involontaria significano che le donne non hanno accesso alle stesse opportunità della vita come gli uomini. Le donne minorate della vista sono doppiamente svantaggiate.
Raccomandazioni per azione da parte dei membri dell’EBU:
Tale situazione è completamente insoddisfacente. Però, esistono tanti fattori che creano questo problema. Tra questi fattori vi sono gli atteggiamenti della società nei confronti delle donne che non possono essere affrontati dalle organizzazioni come l’EBU e quelle nazionali che tutelano gli interessi dei minorati della vista. Si raccomanda quindi che i membri dell’EBU garantiscano che le loro politiche e prassi interne diano la possibilità alle donne di:
- Ottenere lavoro a tutti i livelli e in tutta la gamma di occupazioni all’interno delle loro organizzazioni;
- Ricevere la stessa paga e le stesse condizioni di lavoro come i loro colleghi maschili;
- Avere le stesse opportunità per la formazione e lo sviluppo professionale come i loro colleghi maschi;
- Ricevere la maternità e avere l’opportunità di ritornare al loro posto di lavoro dopo il parto;
- Ricevere incoraggiamento e sostegno a diventare componenti di Comitati e Direttivi così che possano partecipare pienamente ai processi politici e alle decisioni dell’organizzazione.
La Commissione EBU Diritti Umani e Sociali, la Commissione EBU per la Promozione degli Interessi delle Donne Cieche ed Ipovedenti e il Direttivo EBU invitano tutti i membri dell’EBU a rivedere le loro politiche e prassi in queste cinque aree e a considerare quale azione è forse necessario prendere per garantire che le donne minorate della vista abbiano pari diritti, opportunità e responsabilità all’interno delle loro organizzazioni.
Si suggerisce, inoltre, che si faccia un monitoraggio ogni anno dei progressi della realizzazione delle pari opportunità uomo-donna e che i risultati siano pubblicati insieme ad una dichiarazione indicante l’azione in corso per realizzare parità. Tale iniziativa sarà considerata un segnale dalle donne minorate della vista che l’organizzazione tutelante i loro interessi si è impegnata per le pari opportunità uomo-donna e incoraggerà più donne minorate della vista a cercare impiego e candidature nei Comitati.
Spesso è vantaggioso creare un consiglio di donne minorate della vista a livello nazionale. Questo facilita il sostegno reciproco e permette alle donne di sviluppare la fiducia in sé, le abilità e l’esperienza. Un consiglio di donne, però, deve essere percepito come facilitazione piuttosto che sostituzione delle pari opportunità per l’impiego o rappresentazione all’interno delle organizzazioni dei minorati della vista.
Una volta istituite le pari opportunit