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Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti - ONLUS-APS

 

Voce Nostra

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Numero 6 del 2019

Titolo: La mia voce nel silenzio

Autore: Antonio Russo


Articolo:
La voce del silenzio: è questo il titolo di un progetto scolastico davvero coinvolgente, soprattutto quando la scuola si fa portatrice di valori di vita importanti, quali la solidarietà espressa nella condivisione di sensazioni comuni che diventano fattori diffusi di crescita culturale ed umana. Se lo stare insieme diviene luce e suono per tutti, possiamo dire che il destino rende meno aspra la storia dei nostri tempi difficili. In provincia di Caserta la scuola di ogni ordine e grado ha arricchito la sua presenza stimolante in un contesto sociale ed umano veramente difficile, con questo progetto culturale davvero innovativo. «La voce del silenzio» è un percorso educativo e formativo che esalta i sensi come fattori fondamentali di sviluppo per qualsiasi forma di comunicazione. Siamo nella scuola materna dell'Istituto Comprensivo Enrico Fermi di Cellole, in provincia di Caserta, sono con tanti bambini ed osservo un libro tattile da loro realizzato: si narra la storia di Fiocchetto, io lo definirei lo spirito della natura, che vive in un vaso da fiori, ma Fiocchetto vuole conoscere il mondo che lo circonda e, sfogliando le pagine del suggestivo libro, lo vediamo camminare come un fiore sui prati. Poi lo osserviamo sulla sabbia, prima fine, poi ruvida, sulla distesa marina che gli fa respirare aria viva con la consapevolezza di tornare a casa tra i tanti suoi amici per narrare la sua esperienza di viaggiatore. Eccolo raffigurato nel suo aspetto originario, col bagaglio indimenticabile della sua vista, sentita, toccata, gustata e profumata avventura. Mi sono sentito bambino e tra i bambini ho cantato la celebre canzone di Sergio Endrigo, «la casa»: «c'era una casa molto carina, senza soffitto senza cucina, non si poteva entrarci dentro perché non c'era il pavimento, non si poteva andare a letto, in quella casa non c'era il tetto, non si poteva far la pipì perché non c'era vasino lì, ma era bella bella davvero, in via dei matti numero zero, in via dei matti numero zero». Ho voluto salutare i bambini raccontando loro la favola della nostra Sabina che parlava con gli animali nonostante la sua sordocecità. Ci siamo spostati in altre scuole della zona, che hanno raccolto l'invito di concentrare una pratica riflessione dei giovani sul motivo che dal silenzio fisico è possibile attivare i sensi anche se essi sono residui. Ecco un robottino, che tra giochi di colori visti e con mano percepiti, parliamo di tattilità in movimento e con suoni appresi con vibrazioni ci aiuta a distinguere quello che i nostri sensi spesso ridotti non riescono a comprendere pienamente, facendo leva sul tatto che dovrebbe essere educato da bambini come supporto culturale e pratico di vista, udito, e non solo di essi. Sono gli aspetti funzionali legati alla flessibilità della nostra vita di relazione. Si sono osservati quadri in rilievo che uno sforzo comune vuole rendere fruibili a chi non vedendo potrebbe apprezzarli in tanti altri modi: tocchiamoli attentamente insieme facendo leva anche sulla musica che il nostro corpo riesce se ben educato a riconoscere in mancanza di stimoli acustici. La mia voce nel silenzio nasce da una personale riflessione: spesso da solo mi trovo a ricordare le tante cose che ho ascoltato e posso dirvi che quando la memoria mi fa rivivere le bellezze sentite in passato, la mia vita si alleggerisce, il tempo vola con veloce allegria, l'energia vitale si trasforma per me in sano ottimismo, e se per questo motivo il ricordo si fa luce e suono, allora debbo dirvi che tante esperienze viste e molto sentite ritornando alla mia mente si fanno veramente indimenticabili nel tempo che mi resta da condividere con tutti voi. Un grazie alla professoressa di lettere Lorenza Filantropico, che nel nome serba l'entusiasmo vivo per quello che fa, e un grazie a tutti e alla Lega del Filo d'Oro che ha reso possibile questa nuova esperienza.
Antonio Russo



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