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Kaleîdos

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Numero 15 del 2019

Titolo: Il Codice rosso è legge: cambierà qualcosa?

Autore: a cura di Gaia Giorgetti


Articolo:
(da «F» n. 30 del 2019)
Tempi strettissimi concessi al magistrato per ascoltare chi denuncia. Pene più alte per lo stupro e lo stalking. L'introduzione dei reati di ricatto sessuale e sfregio al volto puniti con il carcere. Il disegno di legge contro la violenza di genere ha avuto il via libera definitivo. Sarà sufficiente a proteggere le donne?

Fabio Roia
Magistrato, presidente della sezione Misure di prevenzione del tribunale di Milano, è uno dei massimi esperti in tema di violenza contro le donne.
Ora entro 10 giorni la vittima otterrà le tutele
È una buona legge, che afferma un concetto fondamentale: chi subisce violenza deve essere subito aiutato.
D. Una svolta?
R. Sì, l'elemento più efficace è l'introduzione del criterio di priorità: la Procura ha l'obbligo di trattare subito le denunce che riguardano le violenze. Il vero punto di crisi, infatti, è la lentezza: le donne parlano, ma i loro casi si accumulano a tanti altri. Ora, entro tre giorni, deve essere avviata l'attività istruttoria.
D. Molte donne sono state uccise dopo le denunce. Si risolverà questo dramma?
R. Muoversi subito significa valutare anche i rischi che la vittima corre e consentire al magistrato di chiedere immediatamente misure cautelari che limitano la libertà personale dell'aggressore.
D. Però le misure cautelari spesso non servono o non bastano.
R. Sappiamo che i violenti tendono a reiterare il reato, restano pericolosi anche quando escono dal carcere: il problema va affrontato sul piano culturale, intervenendo sugli uomini. Da questo punto di vista le legge è carente: non stanzia fondi per il recupero dei soggetti maltrattanti.
D. Ci sono misure nuove a protezione delle vittime?
R. Essere tempestivi è la protezione migliore. Adesso una donna che arriva in ospedale malmenata, entro 10 giorni al massimo, deve ottenere le tutele adeguate.

No
Daniela Missaglia
Avvocata del foro di Milano, è autrice del libro «Crimini d'amore. Il confine tra lecito e illecito nei sentimenti» (Cairo).
Mancano i soldi: servono fondi per aumentare il personale
Abbiamo perso un'occasione d'oro e le donne restano ancora sole.
D. Lei boccia senza appello questa legge?
R. Alcune cose sono buone, per esempio l'introduzione del reato di ricatto sessuale. Ma il Codice rosso rischia di intasare ulteriormente gli uffici di polizia e le procure: accelerare i procedimenti, senza aver previsto filtri per distinguere i casi più gravi dagli altri, è un errore. Tutte le denunce finiranno nel calderone delle urgenze, trattate con superficialità anziché con completezza. Come si può immaginare di gestirle senza aumentare il personale?
D. Che cosa servirebbe?
R. La stessa legge, ma preceduta da uno stanziamento di fondi: per la formazione degli operatori, l'istituzione di pool specializzati, per l'assunzione di personale, in polizia e nei tribunali.
D. Quali misure aiutano le donne in pericolo?
R. Oggi i rischi maggiori arrivano a seguito della denuncia. Dopo il provvedimento restrittivo a carico dell'aggressore le donne devono proteggersi da sole. Il braccialetto elettronico, per esempio, è uno strumento molto efficace però, per mancanza di fondi, ce ne sono pochissimi. Anche il divieto di avvicinamento è utile, ma va fatto rispettare e per farlo serve personale che intervenga immediatamente. Lo ripeto. Non si può combattere questo sterminio senza risorse economiche.
a cura di Gaia Giorgetti



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