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Corriere dei Ciechi

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Numero 9 del 2019

Titolo: SOSTEGNO PSICOLOGICO- Siblings: fratelli e sorelle nella diversità

Autore: Daniele Venturini


Articolo:
Psicologo coordinatore del Triveneto progetto "Stessa strada per crescere insieme"

Il termine Siblings indica la persona con un fratello o una sorella con disabilità. Quando un bambino o un ragazzo sono stati investiti da un deficit come per esempio quello visivo, la sua situazione di vulnerabilità influisce nel sistema familiare che a seguito di tale condizione sensoriale necessita di riorganizzarsi e ristrutturarsi in un nuovo equilibrio nelle dinamiche e vissuti famigliari.
L'impatto del deficit visivo nel sistema famigliare è stato tuttavia prevalentemente studiato nel passato sotto il profilo delle dinamiche della coppia genitoriale. In realtà anche i fratelli o le sorelle che vivono nello stesso sistema di affetti e legami famigliari risentono della condizione di vulnerabilità sensoriale dell'altro fratello o sorella.
Il rapporto tra fratelli, infatti, dopo quello dei genitori risulta essere tra quelli più rilevanti durante l'arco di vita, in particolare nella prima infanzia per gli aspetti di condivisione della vita quotidiana all'interno della medesima fascia generazionale caratterizzata da momenti di gioco, intimità, confidenzialità, sana complicità che si instaura per tutti gli anni della crescita fino a continuare in età adulta.
Il legame tra i fratelli risulta poi importante anche per la possibilità di sperimentare già all'interno della famiglia il valore dei legami paritari e della reciprocità.
Le dinamiche che tuttavia si possono attivare da parte dei genitori nei confronti del figlio sibling sono riferibili ad una diversa concentrazione (spostamento di attenzioni) verso l'altro figlio, quello con deficit, dato che quest'ultimo viene spesso percepito come quello più fragile e bisognoso di aiuto, mentre l'altro figlio, di fatto, risulta maggiormente autonomo. Ciò può indurre certamente nel sibling ad una accelerazione positiva dei processi maturativi rispetto alla propria età ma di converso, tale dinamica porta con sé alcuni rischi come ad esempio lo sviluppo di sentimenti di gelosia, solitudine, ingiustizia.
Non sono poi rari i vissuti di rabbia del sibling rivolti verso i genitori o verso il fratello con deficit o anche verso il mondo esterno come per esempio quello della scuola o dei pari.
Nel sibling possono essere anche presenti sentimenti di frustrazione, angoscia, timore verso il futuro nel pensarsi in un domani senza la presenza rassicurante dei genitori e doversi moralmente occupare del fratello con deficit verso il quale tuttavia ha maturato con il tempo sentimenti ambivalenti.
Il sibling a fronte di tutto ciò può anche sentirsi attraversato da sentimenti di colpa e vergogna che ne possono turbare e accrescere ulteriormente i propri stati emotivi di sofferenza.
Tali turbolenze d'animo e di sentimenti del sibling sono in realtà reazioni contestuali e fisiologiche alla situazione contingente stante la sopravvenienza del deficit quale evento perturbatore che investe l'intero sistema famigliare.
Sono invece proprio la mancanza o la scarsità di occasioni di confronto dei genitori con il figlio a rinforzare le emozioni negative: spesso i siblings lamentano le insufficienti spiegazioni rivolte nei loro confronti ed un bisogno di avere delle conoscenze che sentono di non ricevere dai genitori, i quali di converso nelle loro intenzioni stanno comunque cercando di proteggerli e non savraccaricarli di responsabilità o informazioni o al contrario in taluni casi vengono investiti di una eccessiva responsabilizzazione.
Questa possibile struttura famigliare che si viene così ad instaurare genera a sua volta ancor più dubbi, preoccupazioni, frustrazioni nel sibling che necessitano invece di rivelarsi e svelarsi attraverso un dialogo autentico e aperto nel sostegno dei processi di condivisione verso tutti i membri famigliari.
Queste possibili dinamiche non funzionali al sistema famigliare possono quindi essere viste come un possibile rischio per la serena crescita dei siblings.
In realtà la condizione di vulnerabilità per il deficit presente nell'altro figlio se opportunamente gestita può condurre a risorse e potenzialità inaspettate: il sibling può infatti sviluppare maggior apertura verso l'alterità, essere proattivo, avere un'attitudine all'empatia e all'immedesimazione verso gli altri, sviluppare capacità di adattamento alle situazioni di vita, crescere verso uno sviluppo dell'autonomia. Va anche detto che in questi ultimi anni sono sorti gruppi di auto mutuo aiuto per i siblings ove i partecipanti possono portare in gruppo la condivisione dei propri sentimenti e preoccupazioni rispetto al proprio mondo famigliare, al rapporto tra fratelli, ai vissuti delle loro quotidianità. L'obiettivo di questi gruppi è quello di esprimere conforto e ascolto attraverso la solidarietà che si crea tra i partecipanti e lo scambio di esperienze, favorire un senso di comprensione, far emergere strategie di fronteggiamento.
In conclusione, la situazione evolutiva dei fratelli e delle sorelle di bambini con un deficit pur non essendo necessariamente critica, richiede una attenzione preventiva al fine di scongiurare possibili conseguenze negative di tipo psicologico e relazionale o viceversa richiede di essere opportunamente affrontata qualora vi siano dei significativi segnali di sofferenza o disagio nei siblings (Dondi, 2008).
Lo psicologo può quindi avere un saliente ruolo in tutto questo sia in termini preventivi che di sostegno ai processi psicologici di autostima, autonomia, autodeterminazione, autoefficacia dei siblings, così come anche verso tutti i componenti del sistema famigliare (Caravello, 2019).

Bibliografia
* Caravello K., Psicologo: un professionista moderno al servizio del Paese, relazione al Convegno nazionale organizzato dal CNOP- Consiglio Nazionale Ordine degli Psicologi Il ruolo dello psicologo nella promozione del benessere delle persone con disabilità, 20-6-2019, Roma;
* Coppola V. (2007), Siblings, adolescenti di persone diversamente abili: proposta di gruppo omogeneo, Edizioni Scientifiche italiane, Napoli;
* Dondi A. (2008), Disabilità, trauma familiare e resilienza. Il peso della normalità per fratelli e sorelle delle persone disabili, in Quaderni di Psicologia, Analisi Transazionale e Scienze Umane, n. 49, pp.117-142;
* Farinella A. (2015), Siblings: essere fratelli di ragazzi con disabilità, Erickson, Trento.



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