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Kaleîdos

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Numero 19 del 2019

Titolo: Impara a farti rispettare

Autore: Redazionale


Articolo:
(da «Cosmopolitan» ottobre 2019)
Oberata di lavoro? Sottopagata? A rischio di burnout? È ora di mettere da parte la gentilezza e tirare fuori la grinta. Le dritte della business coach per alzare la voce (senza farti licenziare)
Scusa dovrebbe essere la parola più difficile, stando alla celebre canzone di Elton John... Eppure, basta che entri in qualsiasi posto di lavoro per accorgerti della facilità con cui viene pronunciata dalle donne in sala riunioni, alla fotocopiatrice o alla macchinetta del caffè. Quindi, probabilmente non ti sorprenderà sapere che ci scusiamo più spesso degli uomini, e tacciamo quando invece dovremmo farci sentire. Lo dice uno studio delle università di Waterloo, Brigham Young e Princeton. Attenzione, ciò che consideri elementare cortesia tra persone civili potrebbe essere scambiato per debolezza. Per assicurarti che nessuno al lavoro ti metta i piedi in testa, segui la nostra guida.
La situazione critica
Sei l'unica che si ferma fino a tardi
Un po' di straordinario spesso è inevitabile, ma se ti ritrovi costantemente a lavorare alle sette di sera, mentre tutti gli altri se ne sono già andati a casa, c'è qualcosa che non va.
Fatti sentire
Per prima cosa, valuta il tuo carico di lavoro e come gestisci il tempo. Sei produttiva durante il normale orario, oppure svolazzi tra un compito e l'altro senza riuscire a concentrarti? Rispondi con sincerità a questa domanda. Ma accertati anche che il tuo superlavoro non derivi dal fatto che i tuoi colleghi non stanno facendo quanto dovrebbero. Se è così, chiedi una riunione per riorganizzare gli incarichi: è ora di delegare. «Prova a dire: mi rendo conto che dobbiamo raggiungere l'obiettivo X, ma non sono in grado di dare il massimo perché sto facendo davvero troppo. Apprezzerei se potessimo spartire il carico di lavoro», suggerisce Julie Alexander, business coach e fondatrice di The private coach. Se i tuoi colleghi dicono di sentirsi pure loro oberati, chiedi alle risorse umane o al tuo diretto superiore se sia possibile ampliare la squadra. Sii convincente: fornisci motivazioni solide, dettagliando ciò che ciascun membro del team sta già facendo ed evidenziando le eventuali conseguenze della mancata assunzione di una nuova risorsa. Spiega come una persona in più potrà aumentare le prestazioni di tutti.
La situazione critica
Qualcun altro si sta prendendo il merito del tuo lavoro
Una neoassunta ansiosa di mettersi in luce ha deciso che la tua lista di cose da fare è più attraente della sua. Così ora non solo ti sta sempre tra i piedi per rubarti le idee, ma ha cominciato pure a prendersi gli elogi che sarebbero spettati a te.
Fatti sentire
Chiediti se questa sua modalità sia intenzionale: potrebbe sentirsi sotto pressione, o voler solo aiutare. Hai capito senza ombra di dubbio che la sua è una strategia? Trova il momento giusto per parlarle in modo informale, lontano dalla scrivania. «Prova a dirle: Non credo che otterremo i migliori risultati lavorando entrambe sugli stessi obiettivi», dice Alexander. Ricordale quali compiti ti sono stati affidati e proponine altri di cui potrebbe (o meglio, dovrebbe) occuparsi lei, con maggiore soddisfazione per tutti.
La situazione critica
È il momento della tua valutazione periodica delle prestazioni
Sei seduta di fronte al tuo responsabile in sala riunioni e ti senti preparata e sicura di te. Hai lavorato sodo e confidi che il tuo impegno sia stato notato. Ma lui sorvola sui tuoi successi, evidenziando invece le aree in cui secondo il suo parere non avresti brillato.
Fatti sentire
È un errore tacere, ma anche mettersi subito sulla difensiva. «Tranquillizzati ripetendoti che il capo ha a cuore il tuo lavoro al punto da darti un accurato feedback. Poi chiedi spiegazioni», consiglia la coach. Se il boss ti dice di giudicare il tuo rendimento insoddisfacente, è tuo diritto chiedergli di fare degli esempi. Se non sei d'accordo dillo, ma in modo costruttivo. Spiegagli: Capisco, ma dal mio punto di vista la situazione appare diversa... e gliela illustri. Quindi, concludi dicendo: Se tra noi c'è una divergenza, vorrei poterla sanare. Come possiamo fare? Spostando la conversazione e passando da «io contro di te» a «noi», il confronto evolverà in modo molto più costruttivo.
La situazione critica
Sei stata accusata ingiustamente
Dopo aver lavorato coscienziosamente a un progetto di squadra, non vedi l'ora di condividere i tuoi risultati con il supervisore. Peccato che una collega che vi ha dedicato molto meno tempo e impegno, attribuisca a te il suo esito deludente.
Fatti sentire
«Cerca di capire perché ti ha mosso un'accusa del genere, quindi chiediglielo direttamente», dice Alexander. Magari teme di perdere il posto di lavoro. In ogni caso, conserva mail, documenti, tutto quanto possa comprovare la correttezza del tuo operato, nel caso volessi dare seguito alla questione. Che tu decida di farlo o no, potrebbe dipendere dalla tua accusatrice. È abituata a giocare sporco o il suo è stato un passo falso isolato? Chiedi un parere a un collega di cui ti fidi (meglio se di un altro team, così sarà più imparziale): la tua reazione è stata eccessiva? Forse dovresti segnalare l'incidente? Lui potrà anche darti supporto morale se successivamente dovessi rivolgerti al tuo superiore o alle risorse umane per denunciare il fatto.
La situazione critica
Pensi di essere sottopagata
Sospetti che posizioni analoghe alla tua in società simili siano meglio retribuite. E il tuo risentimento sta crescendo...
Fatti sentire
Cerca gli stipendi medi per ruoli equivalenti consultando siti web come Indeed o Glassdoor. Potresti anche ottenere indicazioni da un collega (dopo essertene guadagnata la fiducia) parlandogliene in modo diretto o mostrandogli una job description comparabile alla tua e chiedendogli quanto secondo lui possa essere retribuita. Una volta che ti sei documentata, parla con il tuo capo. «Discuti la questione con franchezza, spiegando che vorresti capirne la ragione», consiglia Alexander. Se la sua risposta non ti soddisfa, esprimi le tue obiezioni. Pensi che il problema dipenda dal fatto che sei una donna, visto che i tuoi colleghi maschi in azienda guadagnano di più? Puoi farlo presente al responsabile Hr, ma prima chiediti quanto il tuo datore di lavoro sia sensibile ai temi della parità retributiva, una questione peraltro di grande attualità. Se non lo è, puoi iniziare a sensibilizzarlo tu, ma senza farne una questione personale. Crea un network di donne: l'unione fa la forza.
La situazione critica
Hai davvero bisogno di una pausa
Non è facile accorgersi dei sintomi di burnout, la crisi da stress da lavoro. Prostrazione fisica ed emotiva, insonnia e difficoltà a concentrarsi sono segnali d'allarme cui prestare attenzione.
Fatti sentire
«Vai dal capo e spiegagli che potrai essere più utile all'azienda se ti prendi una pausa», dice Alexander. «Evidenzia tutti gli obiettivi che hai raggiunto finora e rassicuralo che tornerai al lavoro carica di energia». Ancor prima, però, chiarisciti cosa intendi chiedere, se un permesso o un giorno di ferie. La maggior parte delle compagnie non richiede ai dipendenti un certificato per un giorno di assenza, ma probabilmente ti servirà più tempo per recuperare, vai dal medico e spiegagli i tuoi sintomi: da quest'anno lo stress da lavoro o burnout è una malattia riconosciuta anche dall'Oms. Vuoi mettere al sicuro la tua carriera? Comunica al boss le date in cui ti assenterai e suggeriscigli i colleghi disponibili a sostituirti. «Questo ti farà partire con il piede giusto», dice Alexander. «Se poi ti senti rispondere «Ma devi proprio? Per noi è un problema», chiediti se quell'azienda e la sua filosofia facciano per te. La salute influenza la vita intera e viene prima di ogni altra cosa». Mentre ti riprenderai, potrai valutare se non sia giunto il momento di cercare un posto migliore.



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