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Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti ETS - APS

 

Voce Nostra

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Numero 20 del 2019

Titolo: Grazie Sabina

Autore: Antonio Russo


Articolo:
Quando la sofferenza diventa dolore fisico, si avverte un grande disagio interiore e tutto sembra più difficile da affrontare. Bisogna essere forti e ritrovare un equilibrio mentale anche e soprattutto grazie all'aiuto disinteressato di tutte le persone che ci sono accanto.
Cara Sabina, attraverso queste pagine voglio dirti quanto ti sia riconoscente: da non vedente dalla nascita, con problemi uditivi corretti da protesi, ho trascorso, diciamo, una vita normale seguendo l'esempio di chi anche in questa condizione ha seguito la via della cultura. Ma poi, quando si diventa completamente sordi, il mondo diventa una barriera difficile da superare; ti scrissi una lettera nella quale ti parlai di me e della mia nuova condizione, la tua risposta fu semplice ma molto importante per me. Mi scrivesti di ritrovare me stesso e di affidarmi alle cose che conoscevo, mi consigliasti di leggere in modo tale che avrei compreso che tanti nel buio e nel silenzio avevano trasformato il dolore quotidiano in sonora luce.
L'ho fatto, cara Sabina, con il tuo esempio vivo nella mia mente, rimasta per fortuna integra alla sferza del male. Hai posto le basi per produrre un miracolo di vita inesauribile di amore e di gioia per tutto quello che mi appartiene. I miracoli possono dare forza fisica e spinta interiore a chi ritrova il bene del vivere, ma il tuo è e rimarrà speciale. Mi hai ridonato il piacere di dire a me stesso: «Ci sono!». Mi leggo e mi ascolto con la salute della mente, che ogni giorno di ringrazia per le luminose occasioni vitali che mi fai attraversare. Ora sono consapevole che se il mio domani sarà incerto, la forza per superare il disagio dal dolore accettato con serena attenzione, può divenire il motivo dominante per migliorare me stesso e tutti. Con affetto, che spero coinvolga tanti sordociechi nel ricordarti, un rinnovato grazie.
Ciao Loda.
Antonio Russo



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