Logo dell'UIC Logo TUV

Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti - ONLUS-APS

 

Kaleîdos

torna alla visualizzazione del numero 11 del Kaleîdos

Numero 11 del 2020

Titolo: Ogni stagione ha il suo tè

Autore: Nina Gigante


Articolo:
(da «Donna moderna» n. 25-2020)
Scopri quelli di primavera. Aiutano a depurarsi, potenziare le difese immunitarie e tornare in forma dopo i mesi di pausa forzata
Freddo d'estate, bollente d'inverno. Verde o nero, al latte o con una fettina di limone. Per molte di noi la conoscenza dei tè finisce qui. Eppure di questa bevanda millenaria esistono migliaia di varietà. E alcune, secondo la medicina tradizionale cinese, sono preziose per accompagnare l'organismo nei cambi di stagione. Tè utili per affrontare il delicato passaggio che precede l'esplodere del caldo e dell'estate, per ritrovare forma, equilibrio ed energia in modo naturale dopo i mesi appena passati che hanno rappresentato per la maggior parte di noi un innaturale e forzato letargo.
«Il tè non è solo una bevanda, ma un vero e proprio cibo-medicina» spiega Marco Montagnani, docente di Medicina tradizionale cinese a Firenze, maestro taoista (tempiodelleseiarmonie.it) e autore con Franco Berrino de «Il cibo della saggezza» (Mondadori). «Grazie ai suoi antiossidanti, i polifenoli e i flavonoidi, agli stimolanti, come caffeina e teina, e alle vitamine del gruppo B, tonifica reni, polmoni e stomaco, schiarisce la mente, abbassa il grasso nel sangue contrastando le malattie cardio-vascolari e l'ictus, agevola la digestione dei grassi e favorisce la diuresi, ritarda l'invecchiamento, aiuta a prevenire infiammazione e tumori». Ogni varietà ha caratteristiche organolettiche e nutrizionali specifiche, che possiamo racchiudere in sei grandi tipologie: verde, bianco, giallo, rosso cinese (quello che per noi Occidentali è il tè nero), oolong e pu'er. Provengono tutte dalle foglie della stessa pianta, la verdissima Camelia Sinensis, ma hanno caratteristiche energetiche e nutrizionali molto diverse, a seconda delle parti della pianta che vengono usate e del processo di lavorazione dopo la raccolta. I tè più indicati in questa stagione sono quello bianco e quello verde: vediamo perché.
Il bianco è il tè di primavera per eccellenza, l'unico che si ottiene dalla lavorazione delle gemme (non delle foglie) della pianta: quando vengono raccolti, i germogli sono ricoperti da una lanugine bianca che viene fatta fermentare insieme a loro. «Nella nostra tazza finisce tutta l'energia di queste gemme che serve al nostro organismo per ripartire con nuova linfa» spiega Montagnani. Nella medicina cinese si dice che il tè bianco sia il più indicato per riequilibrare l'elemento Legno del nostro corpo, che si associa, nella visione orientale, agli organi di fegato e cistifellea, deputati a ripulire e alleggerire l'organismo dagli eccessi di freddo e umidità dell'inverno. Quando questa energia non è in equilibrio, oltre alle funzioni alterate di depurazione, emergono sentimenti di collera, frustrazione, stress. Il fegato è considerato il generale delle armate del corpo, ovvero quello che mette a punto una strategia di difesa e, con l'elemento Legno in equilibrio, consente anche di tenere a bada allergie e malanni di stagione e di rafforzare le difese immunitarie.
Verso la fine della primavera, quando il caldo comincia a farsi sentire, è meglio passare al tè verde. Quello cinese (lu-cha) può accompagnarci fino a estate inoltrata, perché ha la capacità di mitigare il calore e aiutarci a disperderlo. C'è poi un altro aspetto, che riguardai principi dello yin e dello yang su cui si basa il taoismo (il primo indica ciò che è freddo, il secondo ciò che riscalda). «Il tè verde è il più yin tra le sei tipologie, il migliore per bilanciare il calore (yang). Ed è l'unico, dopo la raccolta, a non subire alcuna fermentazione anzi, attraverso un procedimento termico, viene inibita l'ossidazione mantenendo intatto il pool di antiossidanti, flavonoidi, polifenoli e catechine antinfiammatorie». Le foglie di tè verde sono delle piccole spa in miniatura: le metilxantine (caffeina, teobromina, teofillina) che contengono favoriscono la mobilitazione dei grassi localizzati nel tessuto adiposo, mentre l'Egcg (epigallocatechina gallato) ha la capacità di stimolare il metabolismo. Queste sostanze spingono il corpo a liberare i depositi di grassi accumulati e a usarli come carburante per produrre energia (è il cosiddetto processo di termo-genesi), facendoci sentire più fresche e leggere. Le catechine hanno anche un effetto diuretico e drenante. Ma per godere al meglio dei benefici, occorre consumare almeno mezzo litro di tè al giorno, preparato fresco, da foglie intere. Puoi utilizzare le stesse per preparare fino a 2 litri di tè. I tè bianchi e verdi tendono ad avere una più alta concentrazione di teina e più allunghi il tempo di infusione in acqua calda, più ne viene rilasciata. Tieni anche presente che procedendo nelle infusioni ce ne sarà sempre meno, mentre nella prima tazza se ne concentrerà di più.
Nina Gigante



Torna alla pagina iniziale della consultazione delle riviste

Oppure effettua una ricerca per:


Scelta Rapida