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Il Progresso

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Numero 12 del 2020

Titolo: Viaggi- Estate 2020: vacanza degli italiani, cresce il turismo open air

Autore: Gianfranco Raffaelli


Articolo:
(da «Viaggi.corriere.it» del 5 giugno 2020)
Sicure, ecologiche, vicino a casa, ecco perché la prossima estate sempre più italiani sceglieranno esperienze outdoor, avventure all'aria aperta. Soprattutto in Italia. Gli ultimi dati dall'Osservatorio sul turismo open air di Human Company in collaborazione con Istituto Piepoli
All'aria aperta
Un'idea per le vacanze italiane dell'Estate 2020. Anzi, si può considerare ormai l'alternativa possibile per le vacanze made in Italy del 2020. Un settore in crescita spettacolare tanto per quanto riguarda la domanda quanto l'offerta. Il turismo all'aria aperta è la risposta a un'Estate 2020 in cui la vacanza degli italiani richiede un bagno di verde e d'aria di sole e natura. In Italia e, magari, non lontano dalle grandi città. Con la possibilità di spostarsi in auto con il massimo della libertà e la possibilità di praticare attività open air adatte a tutti. E senza più pensare che, in camper, in campeggio, on the road siano formule per sportivi, per spartani per natura o per chi cerca il low cost a tutti i costi. Lo ribadisce il nuovo Osservatorio sul turismo open air, firmato da Human Company, gruppo fiorentino leader nel settore del turismo outdoor, in collaborazione con l'Istituto Piepoli. La ricerca è stata realizzata con metodo quali-quantitativo su un campione rappresentativo della popolazione italiana e un gruppo selezionato di operatori del settore.
Turismo outdoor: in cerca di libertà
Il turismo sotto il cielo è, in realtà, in crescita da anni. Almeno da un decennio. Secondo le stime dell'Istituto, il fatturato del settore si è attestato nel bilancio del 2019 intorno agli 8,5 miliardi di euro: 5,2 miliardi per servizi ricettivi, 3,3 miliardi di euro per servizi di ristorazione. I viaggi outdoor in Italia si aggiudicavano lo scorso anno il 25 per cento del totale: dei quasi 80 milioni di viaggi degli italiani in Italia e all'estero lo scorso anno (Istat, febbraio 2020), 20 milioni sono stati outdoor. In villaggi e camping, in camper, furgoni camperizzati e simili, rappresentando un totale di 92 milioni di pernottamenti (il 23 per cento del totale). Si è viaggiato d'estate, da giugno a settembre, più spesso al mare (69 per cento degli intervistati). In coppia, il 53 per cento, o in famiglia (34 per cento). Le mete? Per le vacanze degli italiani dell'Estate 2020 alle spiagge seguono in ordine di gradimento la montagna, per sedici intervistati su cento e, con il 12 per cento, le città e località d'arte, luoghi dove è sempre più possibile soggiornare con formule outdoor in camping, villaggi di bungalow, piazzole per camper. Tra le regioni più amate per la vacanza open air ecco la Puglia (13%), la Toscana (11%) e la Sicilia (10%).
Estate 2020: il momento di (ri)partire
Le ultime stime Istat dicono che, solo nel periodo marzo-maggio, l'emergenza Covid-19 ha cancellato il 18,5% delle presenze dell'intero anno turistico. Ma, verso l'estate, sta tornando la voglia di partire: se il 16 per cento del campione ha dovuto annullare le vacanze di febbraio-marzo, e il 39 l'ha fatto con quelle del periodo aprile-maggio, solo il 3 per cento dichiara di aver già deciso che la prossima estate non andrà in vacanza. Più precisamente il 69 per cento degli italiani dichiara l'intenzione di andare in vacanza nei prossimi 12 mesi. Si tratta del 14 per cento in meno del 2019, ma la normalità sembra vicina.
Le vacanze degli italiani: open air è meglio
In questo panorama, il turismo all'aperto sembra la vera novità. Secondo i dati dell'Osservatorio quasi metà degli intervistati, il 49 per cento, aspira a una vacanza outdoor per la sua Estate 2020: per il 14% di turisti che hanno fatto finora vacanze di tipo diverso. Ma cosa si intende esattamente, per il campione, per una vacanza all'aria aperta? Secondo il rilevamento il 58 per cento dei vacanzieri opterebbe per il villaggio, il 44 per il viaggio on the road, il 42 per la «casa mobile». Infine, si scopre che a praticare turismo all'aria aperta sono soprattutto uomini, che hanno tra i 35 e i 64 anni (il 53 per cento) e arrivano in maniera uniforme da tutte le regioni italiane, specie da centri medio-grandi.
Turismo open air 2020: esperienze ed ecologia
Tra le righe della ricerca emerge anche altro però, e cioè che la vacanza senza mura e senza confini è anche la risposta migliore e più duttile alla domanda crescente di una forma più attuale di turismo: il turismo esperienziale, intimamente legato al territorio e capace di fare vivere soggiorni unici e gratificanti per l'arricchimento personale e relazionale. Secondo un nuovo concetto della qualità che sta cambiando tanto il turista quanto gli operatori del settore. L'Estate 2020, in questo senso, può essere considerata anche un'occasione. Si cerca, aria, luce, libertà dopo mesi difficili, ma intanto si attua anche, come spiega Luca Belenghi, Direttore Generale di Human Company, «una rivoluzione culturale che svecchi la percezione del turismo en plain air tra i connazionali, presentando loro un prodotto premium che ha tutte le carte in regola per un'esperienza di soggiorno made in Italy in totale sicurezza, a contatto con la natura e la cultura del nostro meraviglioso Paese». L'Istituto Piepoli colloca il turista outdoor nel cluster «Great expectations», quello che fa riferimento al desiderio sempre più marcato di esperienze psicologicamente gratificanti in ogni acquisto, consumo, fruizione di un prodotto o servizio. In più, con le sue pratiche e le sue strutture, il turismo all'aperto è, per definizione, sostenibile. Rispondendo alla crescente domanda di vacanze green. La ricerca di Istituto Piepoli rileva un'area di favore per il turismo sostenibile del 75 per cento, quanti cioè dichiarano che sarebbero certamente (17%) o probabilmente propensi (il 58) a pagare di più per una vacanza sostenibile. Da aggiungere che quanti hanno fatto vacanze outdoor nell'ultimo anno mostrano una sensibilità maggiore con un indice del 34%.
Perché ora? Perché il turismo open air, conclude Livio Gigliuto, Vicepresidente dell'Istituto Piepoli, «è la risposta che già c'era a un bisogno che ora sappiamo di avere: il bisogno di «uscire a riveder le stelle» dopo mesi di chiusura forzata, di vivere esperienze di turismo sicuro e sostenibile. Più che mai adesso il turista open air vive probabilmente ritmi serrati durante l'anno e vuole fuggire dalla città, cercando contatto con l'aria aperta. Un viaggiatore che non vuole essere «soddisfatto» della vacanza, vuole poterla raccontare. E risponde all'archetipo del saggio, non più a quello del rivoluzionario: un esploratore riflessivo. Che vuole vivere esperienze nuove, ma sane e sicure».



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