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Kaleîdos

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Numero 15 del 2020

Titolo: Guida alla salute delle donne

Autore: Redazionale


Articolo:
Difendi l'intestino in estate
(da «Viversaniebelli» n. 31 del 2020)
Durante le vacanze, il «buon lavoro» dell'apparato digestivo può risentire del cambio di abitudini, del caldo e del cibo diverso. Ecco come rimediare
Durante l'anno, un italiano su cinque soffre almeno una tolta di mal di pancia e il disturbo si fa sentite o diventa più fastidioso soprattutto in estate. In genere, la colpa è del caldo e delle diverse abitudini alimentari. Per l'intestino, queste «novità» sono un vero dramma, al quale tende a reagire con alterazioni della sua motilità. Ecco, allora, che stitichezza o diarrea fanno spesso la loro comparsa. Se possibile, sarebbe meglio procedere per gradi nel cambio delle abitudini, in modo da lasciare a quest'organo il tempo di adeguarsi al nuovo stile di vita. In ogni caso, si può fare molto per aiutarlo.
Una stagione a rischio
In estate si cambia tipo di alimentazione: si mangia fuori casa più spesso, si fanno aperitivi con gli amici e, durante la passeggiata serale, si gusta volentieri un gelato. Tutti questo ha ripercussioni sulla digestione e sul buon funzionamento dell'intestino. Le conseguenze? Gonfiore addominale, senso di peso allo stomaco e meteorismo.
Spesso, molti di questi disturbi sono dovuti a errori alimentari che provocano un'eccessiva quantità di gas nella pancia per il consumo di cibi che fermentano nello stomaco e nell'intestino. Gli alimenti più incriminati sono i lieviti contenuti nei prodotti da forno (come il pane, la pizza e le focacce), le bibite frizzanti zuccherate, e la birra. Grande attenzione anche ai cibi ricchi di zuccheri, perché favoriscono la loro fermentazione.
L'importanza del microbiota
Un impoverimento del microbiota intestinale può essere tra le cause di vari disturbi intestinali.
Ma che cos'è il microbiota? Si tratta di un insieme di microrganismi, batteri e funghi, appartenenti a oltre 4 mila specie differenti. La tipologia, la quantità e la qualità di questi microrganismi non è «fissa», ma si modifica nello stesso individuo e tra una persona e l'altra.
Se trascurati, i disturbi gastrointestinali, con il tempo possono sfociare in uno stato infiammatorio di tutte le componenti dell'intestino che a sua volta può determinare un peggioramento della composizione del microbiota.
Serve equilibrio
La quantità di batteri buoni e di batteri cattivi nell'intestino deve rimanere costante. Una maggiore proliferazione di quelli cattivi causa uno squilibrio al sistema immunitario, disturbi dell'alvo, infezioni genitali e urinarie, carenze nutritive di minerali e di vitamine, nonché ridotta efficienza fisica e senso di debolezza. Pertanto, avere cura della flora batterica che popola l'intestino significa prendersi cura anche del benessere generale.
L'aiuto dei probiotici
Per aiutare l'intestino, si può ricorrere all'integrazione con prodotti in grado di riequilibrare e di rinforzare la sua microflora, come con i probiotici. Numerosi studi hanno dimostrato che contribuiscono a mantenere sano l'organismo, perché ne aumentano le difese naturali, conservano in equilibrio la microflora intestinale e proteggono da eventuali germi negativi che ne possono alterare il funzionamento.
Inoltre, i probiotici svolgono anche un'azione disintossicante, perché aiutano a smaltire le sostanze potenzialmente nocive, e migliorano la digeribilità del lattosio nelle persone sensibili.
Infine, producono sostanze utili all'organismo, come vitamine e acidi grassi. Altri effetti dei probiotici sono ancora in fase di studio e riguardano la capacità di ridurre sia i fenomeni allergici sia il livello degli enzimi presenti nelle feci e in grado di favorire lo sviluppo dei tumori.
Non sono tutti uguali
Una volta ingeriti in quantità adeguate, i probiotici svolgono importanti funzioni per l'organismo e proteggono il microbiota. Questi vantaggi, però, dipendono dal tipo di probiotici assunti. Tra i più utili, ci sono i Lactobacilli e i Bifidobacteria, capaci di arrivare vivi nell'intestino.
Inoltre, sono sempre più numerosi gli studi che dimostrano come il Bacillus coagulans svolga una parte importante nel regolare la funzionalità dell'intestino. Questo probiotico è in grado di «chiudersi a riccio» se l'ambiente in cui vive non gli è favorevole, per poi ritornare alla forma naturale.
Preziosi, ma delicati
I probiotici sono molto sensibili a umidità, temperatura e stimoli meccanici a cui sono sottoposti nel periodo di conservazione.
Anche piccoli cambiamenti di questi parametri riducono la loro carica vitale: da molti miliardi vivi spesso scendono a pochi milioni di unità, perdendo molto della loro efficacia. Inoltre, prima di arrivare nell'intestino, vengono aggrediti dai succhi molto aggressivi di stomaco, bile e pancreas, riducendo notevolmente il numero di quelli che riescono ad arrivare vitali.
Altre sostanze utili...
Per migliorare i disturbi intestinali sono utili anche altre sostanze. Oltre alle vitamine B1, C e D, importanti per la risposta immunitaria, sono efficaci la pappa reale, un potente ricostituente naturale, così come la papaya fermentata, che attiva le difese naturali dell'organismo, e l'estratto di mirtillo rosso americano, ricco di polifenoli e dalle virtù antisettiche. Da non dimenticare, poi, la camomilla e il magnesio, che normalizzano le funzioni intestinali.
Alcuni cibi sono ottimi contro lo squilibrio microbico intestinale. I più importanti?
Carciofi, cavoli, catalogna, cime di rapa. I carciofi contengono inulina, un probiotico che viene trasformato in butirrato, un balsamo per le pareti dell'intestino; i cavoli sono formidabili antiossidanti, perché eliminano le tossine; le cime di rapa contengono solforafano, una sostanza dalla funzione battericida; la catalogna è ricca di fibre che aiutano a ripulire l'intestino dalle scorie.



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