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Il Progresso

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Numero 07 del 2021

Titolo: Tradizioni- Pasqua in Italia

Autore: Gaetano Aquilino


Articolo:
La Pasqua è una delle festività più importanti dell'anno e, spesso, coincide con l'inizio della bella stagione e delle attività all'aria aperta. In tempi normali, non condizionati dalla pandemia, questo è, infatti, uno dei periodi più belli dell'anno. E io, quest'anno, voglio accompagnarvi in un viaggio tra feste popolari, sagre di paese, concerti, riti religiosi e processioni, proprio per non perdere il contatto con quello che ci aspetta alla fine di tutto questo grigio periodo. Le celebrazioni della Pasqua cominciano la domenica precedente, per ricordare l'entrata di Gesù a Gerusalemme, che venne accolto, trionfante, dallo sventolio di foglie di palma. In questa giornata è assolutamente comune vedere famiglie e bambini che tornano a casa con rami di ulivo benedetto in chiesa o palme. Ha inizio così la Settimana Santa durante la quale si svolgono vari riti. Il giovedì ricorda la ricorrenza dell'Ultima Cena, quella che ad oggi viene rievocata in ogni messa come «celebrazione eucaristica».
Il venerdì Santo è il giorno della Via Crucis: le strade si illuminano di fiaccole e vengono attraversate dalle processioni che ripercorrono il calvario e la morte di Gesù che ha ispirato riti numerosi e sentiti che prevedono rievocazioni e messe in scena. Il sabato a mezzanotte le campane annunciano la Resurrezione. La domenica è il giorno più importante, si rompe la Quaresima, il lungo periodo di digiuno, e si distribuiscono uova e dolci a forma di colomba e uovo. L'uovo, simbolo della vita che si rinnova e augurio di fecondità, è collegato al significato della Pasqua come la festa della primavera e del risveglio della natura.
Il Lunedì dell'Angelo è chiamato così per ricordare l'incontro del messaggero alato con le donne giunte al sepolcro vuoto. Diventa giorno festivo nel calendario nazionale solo nel secondo dopoguerra, per prolungare la pausa primaverile. Da allora si diffonde l'uso delle gite fuori porta e all'aria aperta. In questi giorni, quindi, si ha l'imbarazzo della scelta tra le tante tradizioni e rappresentazioni in costume che si possono ammirare in ogni città e borgo. Ma cerchiamo, appunto, di fare un excursus sui vari usi e costumi da nord a sud.
La Gara dell'uovo di La Thuile
La Thuile è un delizioso paesino da cartolina della Valle d'Aosta situato lungo una via di comunicazione storica fra Italia e Francia. Questa località si trova a 1441 metri di quota e rappresenta un piccolo e preziosissimo gioiello incastonato fra le Alpi. La Pasqua è la prima festa più importante, una grande ricorrenza che sopraggiunge con la primavera e che per tradizione è legata ad usi e costumi popolari. Il Comune di La Thuile ogni anno, da ben 47 anni, organizza per le feste pasquali le gare dell'uovo di Pasqua per adulti e bambini. L'evento, inizialmente destinato soltanto ai più piccoli, prevedeva una piccola e simpatica gara sugli sci che successivamente è stata estesa anche agli adulti per consentire anche a loro di trascorrere una divertente e piacevole giornata sulla neve. Al termine della gara, viene consegnata una coppa come premio ai primi 3 classificati, mentre agli altri partecipanti vengono regalate tante uova di Pasqua: una vera delizia per grandi e piccini!
Sfilata dei carri di fiori a Bormio
A Bormio, troviamo la tradizione dei Pasquali: la sfilata dei carri allegorici ornati di fiori e muschio portati da giovani in costume tradizionale e a carattere religioso. Questi vengono portati in giro per le strade della città, seguite da donne che portano con sé prodotti artigianali e fiori. Gli abitanti, appunto, partecipano vestiti a festa, mentre giudici attenti valutano la bellezza dei Pasquali per eleggere un vincitore. L'abilità con cui questi vengono costruiti, ma anche il rispetto della tradizione e del tema religioso sono tutti aspetti che contribuiscono a far trionfare o meno uno dei Pasquali in gara.
Palio dell'uovo a Tredozio
In Emilia Romagna, troviamo invece celebrazioni pasquali che hanno come protagonista l'uovo come ad esempio la Sagra e il Palio dell'uovo a Tredozio con giochi, battaglie e sfilate di carri allegorici. Dal 1964, infatti, a Tredozio, la domenica di Pasqua e il lunedì di Pasquetta, viene proposta questa sagra. Mille i colori, tra uova variopinte, costumi e giochi. La tradizionale festa è nata dall'antica usanza della battitura delle uova sode che si svolgeva nel giorno di Pasqua come rituale propiziatorio alla primavera. Durante la manifestazione vengono anche allestite mostre di vario tipo (artigianato, artistiche, fotografiche), dove si può assistere a spettacoli con artisti di strada e a giochi con il coinvolgimento del pubblico (come ad esempio la pentolaccia). Il Palio dell'Uovo si svolge il lunedì di Pasqua e vede la sfida dei 4 rioni. Soggetto unico ed esclusivo delle gare del palio è l'uovo, sia crudo che sodo; le gare che concorrono alla conquista del Palio sono quattro come i Rioni: la più spettacolare resta senza dubbio la «battaglia delle uova» crude, che vede contrapposte a rotazione le coppie dei Rioni in un incontro di abilità e precisione, con il lancio di 600 uova per ogni tornata. Non meno divertenti e spettacolari sono la gara «dell'uovo nel pagliaio» con la ricerca di circa 200 uova sode nascoste in un capiente pagliaio, la gara «dell'uovo in bersaglio» con il lancio di uova crude verso un maxi bersaglio con la squadra avversaria protesa ad arrestarne la corsa con una pala di legno ed infine la gara «del tiro alla fune» sull'argine del fiume con le due squadre posizionate sulle rive contrapposte.
Gioco del Truc (Cividale del Friuli)
Il gioco del Truc è una tradizione ludica pasquale, di antichissima pratica, consistente nell'approntare un catino di sabbia dalla caratteristica struttura ovale, in cui si fanno scendere, seguendo la codificazione di precise regole, le uova colorate con l'intento di farle toccare tra loro; l'impiego dell'uovo risulta di fondamentale importanza, in quanto eletto a simbolo di rinascita e quindi elemento pasquale per eccellenza. Il Truc si gioca rigorosamente solo nelle giornate di Pasqua, Pasquetta e, in alcune annate, nell'Ottava, cioè la domenica seguente la Resurrezione.
Firenze e lo Scoppio del Carro
Conosciuta tradizione pasquale fiorentina è quella identificata come lo Scoppio del Carro. Al termine della messa di domenica, un carro trainato da due buoi bianchi raggiunge le porte del duomo di Firenze. Sul carro è montata una torretta, nota come il Brindellone. Dall'altare del duomo parte allora una colomba pirotecnica che attraversa tutta la chiesa fino a raggiungere il carro, e ne provoca lo «scoppio». Se la colomba poi torna senza problemi indietro, allora sarà un anno di prosperità. Per questo l'evento è seguito con trasporto e apprensione dai fiorentini e dai moltissimi turisti che non vogliono perdersi questa tradizione.
La cerimonia di Scavigliazione di Assisi
La chiesa di San Francesco è il teatro di una cerimonia paraliturgica collettiva, che coinvolge l'intera città di Assisi, rappresentata dalle sue confraternite di uomini e di donne che percorrono le strade della città portando in processione due statue lignee di un Cristo crocifisso e di una Vergine dolorosa. L'immagine che si porta in processione fu commissionata nel 1561 dagli affiliati alla confraternita del Sacramento, che si riuniva all'interno della cattedrale di San Rufino. Per tutto l'anno la statua restava esposta sopra un altare privilegiato, salvo nel periodo della Settimana Santa quando il Crocifisso era utilizzato in una cerimonia di scavigliazione, che prevedeva la deposizione della statua dalla croce e la sua deposizione in un sepolcro. La statua è infatti provvista di una cerniera all'altezza delle scapole, che consente di ripiegare le braccia lungo i fianchi. La cerimonia di scavigliazione avviene al termine delle funzioni del giovedì Santo. Al mattino del venerdì il Cristo morto viene fatto scendere per raggiungere la tomba di san Francesco, dove al primo notturno è raggiunto da una statua della Vergine dolorosa, per risalire entrambe seguite da una gran folla fino alla cattedrale.
Sulmona, la Madonna col velo nero
Una delle celebrazioni di Pasqua più sentite è quella che si svolge in questa cittadina dell'Abruzzo durante la domenica. Sulmona festeggia la fine della Settimana Santa con un evento particolare, che prende il nome de «La Madonna che scappa». La mattina delle celebrazioni, la chiesa di San Filippo apre i suoi portoni, e viene rivelata una statua della Madonna coperta da un velo nero e posta su una portantina. Da questo momento, una quadriglia parte di corsa portando la Madonna per le strade del paese, accompagnata dal volo di 12 colombe e dagli applausi degli astanti.
Orte, la processione più antica
Si dice sia la processione del Venerdì Santo più antica d'Italia, quella che si svolge in questo paese della provincia di Viterbo. Di estrema suggestione, così come profondamente sentita dai suoi abitanti, la Processione del Cristo Morto di Orte vede le Confraternite seguire la bara di Gesù per le vie del paese. I confratelli seguono la processione vestiti con abiti bianchi, incappucciati, scalzi e con catene ai piedi. L'intera città spegne le luci, si silenzia e segue, illuminata dalle fiaccole, l'intero percorso, in un sentito ed emozionante cammino di rievocazione.
Tarquinia e le croci d'alloro
Nel borgo etrusco di Tarquinia, la domenica di Pasqua si assiste al passaggio di una statua lignea del Cristo portata in marcia lungo le strade. A precederla, un'altra processione, composta da nove croci che portano in cima una corona d'alloro, segno del miracolo della Resurrezione. Si tratta di una delle manifestazioni più attese nella cittadina, nonché una tradizione che vive fra i suoi abitanti da oltre due secoli.
Via Crucis Colosseo
Voluta da papa Benedetto XIV per la prima volta nel 1750 per quell'anno giubilare. Il pontefice dispose con il breve Exponi nobis del 1731 che tutte le chiese venissero dotate di una Via Crucis. La più importante fu quella del Colosseo, benedetta il 27 dicembre 1750 da Benedetto XIV, papa Lambertini, che consacrò il Colosseo alla passione di Cristo e alla memoria dei martiri. Vennero erette 14 stazioni e una grande croce al centro dell'anfiteatro. Per oltre un secolo, fino all'Unità d'Italia, il Colosseo era la meta della Via Crucis che percorreva la via Sacra. Con l'Unità si perse la tradizione, il papa restava chiuso in Vaticano e le edicole e la croce furono rimosse. Solo nel 1926, mentre si definivano i dettagli del Concordato con la conciliazione tra lo Stato italiano e la Chiesa la croce tornò al Colosseo, non al centro, ma di lato dove si trova tuttora. Fu Giovanni XXIII a riportare il rito nell'anfiteatro Flavio nel 1959 ma solo per quell'anno. La tradizione costante della Via Crucis al Colosseo venne ripresa nel 1965 da Paolo VI e fu anche la prima volta della trasmissione in diretta eurovisione della Rai. La trasmissione in mondovisione arrivò invece nel 1977, la prima a colori con Giovanni Paolo II. Memorabile resta la sua ultima Via Crucis collegato in diretta televisiva dal Palazzo apostolico ripreso di spalle con la meditazione del cardinale Joseph Ratzinger, il quale invitò a riflettere sulla «sporcizia» nella Chiesa.
Ischia e Procida, con l'aiuto di San Francesco
A Procida il Venerdì Santo è contraddistinto dalla processione dei «misteri», i carri che riportano rappresentazioni della vita di Gesù. L'intera sfilata è accompagnata dal suono di trombe e tamburi, che suonano la cosiddetta «chiammata». Ischia ha un modo particolare, invece, per omaggiare la ricorrenza. Si tratta dell'Actus Tragicus, una rappresentazione teatrale sacra itinerante, inizialmente proposta da San Francesco d'Assisi. Gli attori girano in costume per le strade della frazione di Forio, sulla costa occidentale dell'isola, fino a inscenare la rappresentazione della Passione in piazza Colombo.
Tradizioni pugliesi
I fedeli incappucciati di Taranto sfilano scalzi per la città a chiedere perdono, mentre in provincia di Bari, a Ruvo, durante il corteo si assiste allo scoppio della Quarantana, un fantoccio che ha le sembianze di una vecchia signora vestita di nero, la cui esplosione segna la vittoria della vita sulla morte. Stessa fine fa la quaremma a Galatina, dove il fantoccio di una vecchia sfila per le strade della cittadina in provincia di Lecce. Con l'avvento del Cristianesimo, infatti, la moglie del Carnevale diventa la «Quaremma». La «Quaremma» compariva sulle terrazze delle abitazioni e sui pali della luce elettrica o appesa ai crocicchi delle strade, il mercoledì delle Ceneri, quando ormai le festività carnevalesche erano finite. Veniva comunque sempre collocata in posizione ben visibile, in modo che tutti, guardandola, fossero spinti alla penitenza e al sacrificio, propri della Quaresima. Si trattava di un pupazzo di paglia con le sembianze di una strega, brutta, vecchia, vestita a lutto, il capo coperto dal fazzoletto nero.
Bagnara Calabra e la sua affruntata
Molto originale la rappresentazione nota come l'affruntata, che si svolge la domenica di Pasqua in molti comuni delle province di Reggio Calabria e Vibo Valentia. Il termine sta a significare «l'incontro», e il riferimento è quello della Madonna con il figlio risorto. Bagnara Calabra è uno dei comuni più conosciuti che mette in scena questa tradizione, in cui tre statue, una delle Madonna, una di San Giovanni e una del Cristo seguono percorsi differenti in giro per la città, per poi incontrarsi in determinati punti. Questi incontri rappresentano momenti del racconto biblico, come quello tra Maria e Giovanni, quando viene riferita la notizia della resurrezione di Gesù. Punto culminante è, infine, l'incontro della madre col figlio.
Trapani, 24 ore di celebrazioni
Ancor più radicata nel tempo la processione di Pasqua che si svolge a Trapani, che viene rispettata da circa quattrocento anni. Un evento che ha, del resto, origini spagnole, ed una delle più lunghe celebrazioni che partono dal Venerdì Santo. Si protrae infatti per ventiquattro ore la Processione dei Misteri, fino al sabato che precede la Pasqua, in cui i carri che riportano scene della Passione si susseguono lungo le strade della città siciliana, regalando una scenografica celebrazione che coinvolge cittadini e turisti.
Caltanissetta e la Real Maestranza
Altro importante appuntamento siciliano durante la Settimana Santa è quello di Caltanissetta, nell'entroterra isolano. Dalla domenica delle Palme fino alla domenica di Pasqua, la città si trasforma in un teatro a cielo aperto, con il lunedì e il martedì dedicati a scene e rappresentazioni teatrali, e il mercoledì Santo alla Real Maestranza: un corteo di 400 persone che è una rievocazione storica della Maestranza, guardia cittadina istituita nel 1554 per resistere alle invasioni saracene. Un evento che richiama il sorgere dell'identità cittadina nissena, per poi reimmergersi nella tradizione religiosa con la consueta sfilata dei carri.
Iglesias e i baballottis
Prendiamo la città sarda di Iglesias in rappresentanza delle tante manifestazioni della Settimana Santa nell'isola dei Quattro Mori. Qui si ritrova ancora un'impostazione cerimoniale di stampo spagnolo, e non potrebbe essere altrimenti, visto la lunga dominazione sull'isola degli iberici. Il martedì Santo si inizia con la processione dei misteri, mentre il giovedì e venerdì è tempo per i baballottis, figure bianche incappucciate, di riempire le strade, al suono continuo delle matraccas e al battere dei tamburi. Fino alla sera, quando la scena del funerale di Gesù fa cessare ogni suono per lasciare un avvolgente ed estremamente emozionante silenzio di meditazione.
Sperando di aver condotto un viaggio immaginario dove anche voi vi siete immersi, con questa Pasqua voglio augurare i migliori auspici per una pronta ripresa alla rincorsa verso i sogni che ancora abbiamo chiusi e ben custoditi ognuno nei propri cassetti. Perché la pandemia potrà fermare gli abbracci, ma mai la mente e il cuore. Buona Pasqua a tutti!



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