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Corriere dei Ciechi

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Numero 7-8 del 2021

Titolo: SOSTEGNO PSICOLOGICO- Ipocondria: la paura di star male

Autore: Nadia Massimiano


Articolo:
Quando la paura di star male ci fa soffrire

Certamente a tutti è capitato di conoscere qualcuno ossessionato dalle malattie, che corre dal medico per qualunque sospetto, che non contento, se non riceve una diagnosi, consulta altri specialisti. Ad oggi queste persone, con il facile accesso ad internet, trascorrono gran parte del loro tempo ad autodiagnosticarsi patologie più o meno gravi e non si rassegnano fino a quando qualcuno metta loro nero su bianco un qualche tipo di etichetta diagnostica.
A volte può succedere a ciascuno di noi, in un periodo di stress, di diventare molto preoccupato per la salute fisica, e tanti sperimentano vere e proprie fasi ipocondriache, che, però, restano circoscritte ad un periodo limitato.
Quando, invece, l'ipocondria diventa stabile nel tempo, possiamo parlare di un vero e proprio disturbo e, come tale, è disfunzionale, minaccia la serenità della persona e può essere addirittura invalidante.
Che cos'è esattamente l'ipocondria? Il manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali lo riporta come una preoccupazione ansiosa, organicamente infondata, relativa alla propria salute o alla condizione di particolari organi interni. Nonostante la persona riceva numerose raccomandazioni circa la propria salute, continua ad interpretare le proprie sensazioni corporee come problematiche, e vive nel costante timore di essere malato o di contrarre delle patologie. Questo disturbo sembra correlato, in generale, ai disturbi d'ansia e ai disturbi dell'umore, dai quali spesso scaturisce, oppure al contrario, l'ipocondria può, nel tempo, sfociare in una di queste sfere di disturbi.
I sintomi ipocondriaci si sviluppano, in particolare, quando il soggetto prova ad allontanarsi dalla sua comfort zone, quando deve affrontare qualcosa che ritiene superiore alle proprie possibilità e capacità, quando ha molte cose di cui farsi carico. Nella sua attanagliante paura di morire, in realtà, l'ipocondriaco vive una costante paura di vivere a pieno la vita, oppure di modificare le condizioni del suo attuale modo di vivere; in questo modo la preoccupazione per i sintomi fisici altro non fa che spostare l'attenzione del soggetto sul piano fisico, perché troppo doloroso sarebbe per lui occuparsi del suo benessere reale.
Tutti i disturbi somatoformi, di cui l'ipocondria fa parte, sono correlati a labilità emotiva, insicurezza, paura del rifiuto e dell'abbandono, scarsa autostima, e depressione. L'ipocondriaco probabilmente, sin da piccolo, non è riuscito ad apprendere come comportarsi per prendersi realmente cura di se stesso. Questo atteggiamento può essere stato causato da eccessiva apprensione genitoriale o, al contrario, da trascuratezza, per cui quando la persona si sente in difficoltà o ha bisogno di protezione diventa eccessivamente preoccupata per se stessa, ma non nel modo in cui ne ha realmente bisogno, soltanto nella maniera disfunzionale che ha appreso. La paura delle malattie diventa l'unico modo che l'ipocondriaco conosce per manifestare il bisogno di vicinanza e protezione, per fare una richiesta d'aiuto.
Ovviamente, però, la richiesta non è esplicita e, soprattutto, non è formulata sul piano emotivo, laddove la persona avrebbe realmente necessità di essere supportata e contenuta, per cui le reazioni che l'ipocondriaco suscita nelle persone che gli sono accanto sono normalmente di rifiuto. I parenti e gli amici, dopo un po' di tempo, si esasperano a relazionarsi con l'ipocondriaco poiché, se sminuiscono il problema o i sintomi fisici che il soggetto accusa, non ottengono alcun risultato perché non riescono a tranquillizzarlo mai veramente, al contrario, se lo assecondano accompagnandolo a fare le sue infinite visite specialistiche, rinforzano in lui l'idea di essere malato ed amplificano la sua percezione di fragilità. Insomma non si riesce ad uscirne in nessun modo.
Alcuni ipocondriaci sono persone che già hanno delle patologie o delle disabilità. Se queste persone non hanno fatto un percorso di accettazione profonda della loro condizione e non hanno imparato come volersi bene e prendersi davvero cura del proprio benessere, l'ipocondria è dietro l'angolo, poiché la percezione di avere un corpo fragile e il timore di poter stare peggio offrono il fianco all'instaurarsi di una preoccupazione perenne e difficile da gestire.
Cosa fare allora se ci rendiamo conto di avere sempre timore di ammalarci, se non ci sentiamo capiti né dagli amici né dai medici? Cosa fare se un nostro parente o un caro amico non si rassegna all'idea di non essere realmente malato?
Innanzitutto non dobbiamo sminuire la preoccupazione e il sentimento di angoscia perché quelli sono reali e molto intensi, quindi non dobbiamo giudicarci e non dobbiamo giudicare. La cosa più sensata che possiamo fare è accogliere la richiesta di aiuto e considerare o far considerare alla persona di intraprendere un percorso terapeutico di sostegno ed accompagnamento ad una presa in carico più consapevole di sé.
È importante accogliere il bisogno che ciascuno di noi ha di sentirsi accudito e protetto e che ognuno manifesta in maniera differente.



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