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Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti ETS - APS

 

Corriere dei Ciechi

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Numero 9 del 2021

Titolo: RELAZIONI INTERNAZIONALI- Mobilità connessa e a guida autonoma

Autore: Manuela Esposito


Articolo:
Un futuro già vicino a noi

Nel mese di giugno e luglio l'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti si è resa protagonista di un'importante attività di ricerca internazionale e di sensibilizzazione sui veicoli connessi e a guida autonoma, definiti in breve con l'acronimo CAV (Connected and Autonomous Vehicles), che ha toccato quattro grandi città del nostro paese.
Le tecnologie legate alla mobilità connessa e a guida autonoma sfruttano le potenzialità del digitale per creare sistemi caratterizzati da veicoli, siano essi treni, metropolitane, bus o autovetture, che "dialogano" fra loro e sono capaci di ricevere e analizzare una grande quantità di dati provenienti dall'ambiente circostante. Tali veicoli sono costruiti per compiere una gamma più o meno estesa di funzioni e azioni in maniera automatizzata, ossia senza l'intervento di un conducente umano, al fine di rendere i trasporti e la mobilità più efficaci e sicuri.
Non si tratta di un futuro lontano, ma di qualcosa che già permea in qualche modo la nostra quotidianità e, in vista dei rapidi sviluppi di queste tecnologie, sulle quali si sta focalizzando anche la forte attenzione delle imprese, l'UICI ha deciso di aderire all'appello dell'Unione Europea dei Ciechi e di collaborare nell'ambito di PAsCAL (Enhance driver behaviour and Public Acceptance of Connected and Autonomous vehicLes = Migliorare i comportamenti di guida e l'accettazione da parte della società dei veicoli connessi e autonomi), un progetto di ricerca cofinanziato dalla Commissione Europea nel quadro del programma Horizon2020.
Raccogliere, analizzare e trasmettere ai produttori di tali tecnologie le esigenze delle persone cieche e ipovedenti riguardo le nuove modalità di trasporto connesse e automatizzate è fondamentale per far sì che queste ultime siano totalmente inclusive, In caso contrario, esse si trasformerebbero invece in un enorme ostacolo alla mobilità e all'autonomia delle persone con disabilità visiva. È proprio questo il motivo principale dell'impegno dell'Unione Europea dei Ciechi nel progetto, impegno che ha trovato piena condivisione da parte della nostra associazione. L'UICI si è dunque assunta la responsabilità di condurre due indagini tramite questionario su tutto il territorio nazionale e quattro incontri di focus group in diverse città italiane, mirati non soltanto a raccogliere preziose indicazioni sulle caratteristiche che la nuova mobilità dei CAV dovrebbe possedere per essere pienamente inclusiva, ma anche a individuare i motivi di perplessità e di diffidenza delle persone con disabilità visiva nei confronti di queste tecnologie, condividendoli e analizzandoli in un dialogo aperto.
Francesca Sbianchi è stata la responsabile generale delle attività del progetto PAsCAL in Italia. Gli incontri di focus group si sono tenuti a Bologna, Milano, Napoli e Roma, scelte in quanto città in possesso di tracciati urbani e di mobilità molto sviluppati e nello stesso tempo diversi fra loro. In ciascuna di queste città è stata fondamentale la collaborazione, a livello locale, dei dirigenti, dipendenti e volontari delle nostre sedi territoriali, dell'Istituto dei Ciechi Francesco Cavazza di Bologna e dell'Istituto dei Ciechi di Milano, nonché degli esperti: Giuliano Frittelli, Presidente della Sezione territoriale UICI di Roma; Franco Lisi, Direttore Scientifico dell'Istituto dei Ciechi di Milano e Direttore dell'Istituto Nazionale Valutazione Ausili e Tecnologie INVAT; i Consiglieri Nazionali UICI Nunziante Esposito e Giuseppe Fornaro e Michele Landolfo, impiegato UICI, anch'essi impegnati nello stesso INVAT. Grazie anche al loro impegno e a quello di Fernando Torrente, Andrea Prantoni, Alberto Piovani, Mario Mirabile ed Enrico Mosca, i focus group hanno pienamente raggiunto l'obiettivo prefissato, con una partecipazione superiore a quella inizialmente prevista, dovuta probabilmente alla novità dell'argomento e alla struttura informale dell'iniziativa.
Tutti gli incontri sono stati moderati da Francesca Sbianchi coadiuvata nelle diverse città dai suddetti esperti. Insieme riferivano sugli obiettivi del progetto PAsCAL in relazione alla mobilità inclusiva e sulle tecnologie legate ai CAV, con attenzione a quelle funzioni connesse e/o automatizzate che già sono utilizzate nella vita quotidiana, ad esempio il supporto alla navigazione fornito da app come Google Maps, o il parcheggio assistito, già disponibile su alcune vetture, e alle future applicazioni di queste tecnologie.
In un clima disteso e informale si chiedeva poi ai convenuti di presentarsi e di condividere le prime impressioni sulle tecnologie connesse e autonome. In seguito, nel corso dei singoli incontri, ai partecipanti veniva proposto di compilare un questionario online, le cui risposte, analizzate da remoto e in tempo reale dai rappresentanti del partner coordinatore dell'azione progettuale, l'azienda multinazionale Etelätär, che si occupa di soluzioni digitalizzate per la mobilità, avevano l'obiettivo di orientare la discussione successiva.
È stato, questo, un aspetto tecnico particolarmente innovativo dei suddetti incontri, generato, in verità, da una imprevista limitazione, in quanto i rappresentanti del partner progettuale incaricato di coordinare l'azione relativa ai focus group, per motivi dovuti alle restrizioni sui viaggi internazionali, non hanno potuto essere presenti personalmente alle iniziative. La difficoltà della situazione è stata brillantemente superata condividendo con Etelätär le sessioni dei focus group via Zoom, ovviamente fornendo anche la traduzione simultanea. I rappresentanti del partner internazionale hanno quindi potuto seguire i lavori e intervenire contribuendo con domande e risposte. Tutto ciò è stato particolarmente utile per garantire l'efficacia degli incontri e ha fornito ai convenuti l'opportunità di interfacciarsi con un'impresa di tecnologie digitali all'avanguardia, nonché di presentare in prima persona le richieste e le aspettative dei non vedenti in quel settore. Anche se l'analisi e l'elaborazione approfondita dei risultati dei focus group richiederanno ancora un certo tempo, è molto interessante osservare l'influenza delle attuali condizioni di accessibilità del trasporto urbano sulle aspettative riguardo alle tecnologie legate ai CAV: in una città che ha attualmente buone condizioni di accessibilità dei trasporti, le aspettative riguardo ai CAV sono più positive, anche se la loro introduzione è vista come meno necessaria, mentre in città con condizioni meno buone di accessibilità dei trasporti, la loro introduzione è maggiormente auspicata ma, nel contempo, si individuano una serie di criticità collaterali che, qualora non fossero risolte, si teme possano influenzare negativamente l'accessibilità di queste nuove tecnologie.
In tutti i focus group si è condivisa la necessità di affrontare lo sviluppo di tali tecnologie con un approccio olistico, che non soltanto tenga presente, in caso di persone non vedenti, il trasporto con il veicolo, ma sia parte di un sistema che integri anche ulteriori strumenti per la mobilità autonoma, come la segnaletica accessibile, la formazione in orientamento e mobilità e lo sviluppo di competenze sull'utilizzo dei dispositivi per la navigazione personale, sia all'aperto sia al chiuso.
Gli elementi che vengono ritenuti più importanti per una positiva accoglienza da parte delle persone con disabilità visiva delle tecnologie legate ai CAV sono:
la sicurezza, intesa come l'insieme delle misure da porre in essere per proteggere sia il passeggero, sia il pedone;
la possibilità di comunicare e interagire con il sistema per fornire istruzioni sul percorso che si desidera compiere, ottenere risposte in tempo reale relative all'ambiente circostante e agli eventi che in esso avvengono.
Non sono mancate nei focus group interessanti discussioni anche sulla programmazione "etica" del comportamento dei CAV, ossia su quali "regole" i CAV dovrebbero essere programmati a seguire in caso di eventi improvvisi, non contemplati dalle norme del Codice della Strada, che potrebbero condurre a risultati letali.
Grazie alla sua partecipazione a PAsCAL, l'Unione può affermare di aver dato un fattivo contributo all'obiettivo finale del progetto, ossia la creazione di un insieme di linee guida e raccomandazioni volte ad accelerare l'evoluzione user-friendly dei veicoli e dei sistemi di trasporto automatizzati e connessi. Ai partecipanti ai focus group è restato il desiderio, rimandato alla Presidenza Nazionale, che l'Unione si faccia promotrice della realizzazione di eventi che diano l'opportunità alle persone con disabilità visiva di mettersi alla guida dei CAV, per provare a toccare con mano quello che può significare trovarsi immersi in questa esperienza che diventerà per tutti una realtà in un futuro non troppo lontano.



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