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Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti ETS - APS

 

Corriere dei Ciechi

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Numero 12 del 2021

Titolo: EDITORIALE- ╚ di nuovo Natale

Autore: Linda Legname


Articolo:
Nell'era del "politically correct" possiamo ancora pronunciare e scrivere la parola "Natale"?
Dopo le ultime, bizzarre indicazioni provenienti dall'Unione Europea, qualche dubbio ci rimane, mentre spontanea sorge la domanda: non Ŕ che a forza di essere corretti, neutrali, perfetti, finiremo per perdere il senso pi¨ profondo delle radici delle cose e addirittura delle stesse parole?
Ma insomma, sarÓ il ricordo vivo dei tanti Natale trascorsi in famiglia e nel calore della sede dell'Unione che mi spingono a ricordare con infinita nostalgia e affetto la serata dedicata alla tombola con tutti i soci: colori, suoni, odori, doni, speranze, abbracci, sorrisi, mugugni per un terno mancato...
Una grande festa che infondeva nel cuore di ognuno la magia tipica e speciale del Natale.
Le tante "rivoluzioni" pi¨ o meno compiute, non solo nella mia vita, ma soprattutto nel mondo, che riguardano il modo di vivere emozioni, eventi e ricorrenze, le persone, le relazioni, in me non possono modificare nÚ lo spirito del Natale, nÚ la stessa parola Natale.
E dunque, eccoci: anche quest'anno Ŕ arrivato Natale!
A scandire le nostre giornate, purtroppo, ci sono ancora i numeri dei contagi legati alla pandemia. Ma desidero essere fiduciosa: PapÓ Natale, quest'anno, forse ci regalerÓ pi¨ occasioni di incontro e condivisione. E allora provo a immaginare le nostre sedi di nuovo addobbate di alberi e stelle di Natale. E piccoli presepi. In attesa di condividere finalmente altri momenti con i nostri soci.
La pandemia ci ha costretti a mettere da parte il piacere di stare insieme, la voglia di scoprire l'altro e il desiderio del dono.
Pi¨ volte Papa Francesco ha richiamato e richiama la nostra attenzione sempre distratta da mille infinite cosucce materiali, al senso e al valore vero del dono: "Abbiamo dimenticato il primato del dono".
Non credo esista l'arte del dono: l'essere umano sa donare non solo ci˛ che ha, ma anche ci˛ che Ŕ.
Il segreto sta nella profonda convinzione che l'atto del donare nasce dalla libertÓ.
Ognuno di noi, dunque, quotidianamente e consapevolmente dona tempo, forza, coraggio alla nostra Unione. Ogni giorno, infatti, gesto dopo gesto, dono dopo dono, presenza dopo presenza, costruiamo percorsi, azioni, fiducia... Costruiamo la storia della nostra associazione.
Non perdiamoci dunque dietro la logica banale del dono quale atto di restituzione: esso si ispira invece al legame con l'altro, all'attaccamento, al senso di responsabilitÓ, al principio di solidarietÓ. Un Io e un Tu che diventano e si fondono in un "Noi" dal valore inestimabile.
Mi piace pertanto pensare alla nostra Unione come una realtÓ solida e solidale dove l'individualitÓ fine a se stessa, la diffidenza avvelenata, il contrasto esibizionistico, l'arte becera dello scambio non trovino mai spazio e posto.
Aurelio Nicolodi ha fondato la nostra Unione e ne ha fatto un dono prezioso per ognuno di noi. Un grande gesto di generositÓ, amore, fraternitÓ, libertÓ.
Ognuno di noi, nel nostro piccolo e nello spazio che ci Ŕ stato conferito al momento, deve saper accogliere questo dono per dare il meglio di un sÚ che voglia essere attivo ed efficace, con correttezza, coerenza e spirito di servizio. Noi, insieme.
Sotto il grande albero dell'Unione Buon Natale a tutte e tutti!



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