CIRCOLARE N. 13

OGGETTO: L'integrazione scolastica dei ciechi una sfida sempre attuale


Ufficio I (TD/ss)

Roma, 10 febbraio 1999

Prot. 2092-24-204

 

Ai Consigli Regionali dell'UIC

Alle Sezioni Provinciali dell'UIC

Ai Componenti il Consiglio Nazionale dell'UIC

LORO SEDI

 

LETTERA APERTA AI PRESIDENTI PROVINCIALI

Cari amici,

credo proprio che quella manifestazione di protesta per l’integrazione scolastica programmata per il 28 ottobre 1998, a Roma presso il cinema Etoile e rinviata per la crisi di Governo, debba essere nuovamente messa in cantiere e attuata.

Lunedì 1 febbraio ho incontrato, insieme al Vice Presidente Enzo Tioli, il Sottosegretario alla Pubblica Istruzione, senatrice Carla Rocchi. L’effetto di quell’incontro è stato quello di un pugno allo stomaco. Ineccepibile nella forma, disponibilissima a parole, ma mille miglia lontana dalla soluzione dei nostri problemi.

 

Tutto ciò che sembrava a portata di mano nell’incontro di luglio, con il Ministro, ora è in forse e ciò nonostante il nostro impegno nei confronti del Governo e del Tesoro per ottenere lo stanziamento di 15 miliardi nella Finanziaria finalizzati all’integrazione scolastica dei ragazzi ciechi. Si allontana la prospettiva della emanazione di un decreto legislativo sulle scuole atipiche, che avrebbe dovuto contenere l’accoglimento delle tesi che noi sosteniamo da sempre con grande convinzione. La necessità, cioè, di interventi specifici a favore degli studenti ciechi e la creazione di centri regionali o interregionali a sostegno dell’integrazione scolastica organizzati dall’Istituto Augusto Romagnoli, al quale dovrebbe essere restituito il ruolo centrale, di punto di riferimento della tiflologia in Italia.

Al Sottosegretario abbiamo manifestato con grande determinazione la nostra insoddisfazione, la nostra amarezza e la voglia di rompere gli indugi su un problema che non può più aspettare, così fondamentale, così vitale, la cui stagnazione rischia di compromettere il futuro dei ragazzi ciechi in Italia.

 

Si tratta evidentemente di una patente violazione di un diritto costituzionalmente garantito, che viene vergognosamente perpetrata in coincidenza con i 50 anni di vita della dichiarazione dei diritti dell’uomo da parte delle Nazioni Unite.

Riprende dunque corpo l’idea di portare a Roma mille dirigenti per protestare contro il Ministro e il Ministero della Pubblica Istruzione.

L’indagine, da noi recentemente commissionata ad una agenzia specializzata, conferma i dati in nostro possesso sulla inadeguatezza dell’assistenza all’integrazione scolastica e, inoltre, ci consegna un nuovo elemento di riflessione e di preoccupazione: i genitori dei ragazzi ciechi non sempre hanno piena consapevolezza di tale inadeguatezza e non sempre mostrano il dovuto interesse per la qualità degli interventi.

Cresce, quindi, la responsabilità dell’Unione Italiana dei Ciechi su un tema così cruciale e di perenne attualità. Tale responsabilità è da noi fortemente avvertita e la percepiamo come un grosso fardello da non poter portare da soli, ma da condividere con l’intero corpo associativo, affinché tante mani possano riuscire, là dove poche falliscono.

Ecco, dunque puntuale l’invito del Presidente Nazionale a farvi carico, ciascuno come può e come sa, di portare il vostro granello di sabbia per la costruzione di un’opera così meritoria.

In attesa che arrivino nuovi strumenti legislativi, che ci consentano di affrontare organicamente e sistematicamente la questione, cerchiamo di attivare quelli che sono a nostra disposizione che, pur non essendo sufficienti, non sono certamente pochi. Va in questa direzione l’iniziativa della Presidenza Nazionale e della Direzione di costituire il coordinamento di tutte le istituzioni che operano a favore dei ciechi per mettere in sinergia le loro esperienze, le loro conoscenze e, soprattutto, le loro risorse, tutto a servizio dell’integrazione scolastica.

Le istituzioni coinvolte sono: l’Unione Italiana dei Ciechi, la Biblioteca Italiana "Regina Margherita" di Monza, la Federazione Nazionale delle Istituzioni pro Ciechi, l’Istituto per la Ricerca, la Formazione professionale e la Riabilitazione (Irifor), la Sezione Italiana dell’Agenzia per la Prevenzione della Cecità ed il Centro Nazionale del Libro Parlato. Tali istituzioni si riuniscono periodicamente, per programmare insieme in modo da evitare sovrapposizioni di attività e per verificare l’attuazione dei progetti. Non è un’idea nuova, l’abbiamo tenuta a battesimo alcuni anni fa e ha anche dato i suoi frutti per il passato. L’abbiamo ripresa ora, con maggiore convinzione perché le realtà che abbiamo elencato sopra oggi dispongono di maggiori risorse economiche. Mi riferisco ai recenti finanziamenti dell’Agenzia (1 miliardo), della Federazione (2 miliardi), del Libro Parlato (4 miliardi e alcune centinaia di milioni).

Il coordinamento si è riunito recentemente, presso la Sede Centrale, e ha messo in campo un progetto di grande respiro e di grande utilità per il sostegno all’integrazione scolastica.

La Biblioteca si sta facendo carico della qualità del testo scolastico e della diffusione del materiale didattico speciale. A tale scopo ha creato il consorzio qualità, che mette insieme i principali centri di trascrizione del Braille e ha costituito i centri di documentazione didattica in numero di 12, disseminati su tutto il territorio nazionale.

La Federazione integrerà la rete dei centri di documentazione didattica portandoli da 12 a 15 ed organizzerà una mostra itinerante del materiale didattico, portandolo in tutte le province d’Italia e illustrandone l’uso con appositi corsi formativi.

L’Irifor continuerà a finanziare i corsi di aggiornamento degli insegnanti di sostegno e altri corsi formativi.

Il Centro Nazionale del Libro Parlato registrerà quei testi scolastici che non sarà possibile trascrivere in braille.

L’Agenzia finanzierà la riabilitazione visiva degli studenti ipovedenti. Tutto il personale, che opera nelle diverse istituzioni, sarà opportunamente formato e aggiornato con corsi finanziati dalle diverse istituzioni a seconda della competenza.

Si tratta, come è facile intuire, di un progetto concreto che poggia su solide fondamenta e non sulla sabbia, ma che per essere attuato ha bisogno di grande impegno e di grande collaborazione.

Occorre mettere da parte i particolarismi, gli egoismi, le diffidenze, le gelosie, sapendo di battersi per un’unica causa. Per riuscire occorre soprattutto credere nel progetto e nelle sue finalità.

I protagonisti di questo progetto non possono essere che i presidenti provinciali e gli altri dirigenti locali che, ancora una volta, sono chiamati ad una assunzione di responsabilità nuova e più forte.

Tocca alle Sezioni locali dell’Unione Italiana dei Ciechi vincere questa sfida.

Cento cuori che battono producono un grande suono o meglio una grande musica, la musica dell’amore. Ci sono duemila bambini ciechi che ci guardano, essi possono sorridere o piangere.

Cordiali saluti

 

IL PRESIDENTE NAZIONALE

Prof. Tommaso Daniele

 

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