CIRCOLARE N. 27
OGGETTO: Idee per una Associazione del 2000
Ufficio II (TD/fb)
Roma, 25 febbraio 1999
Prot. 3089-24-1
Ai Consigli Regionali dell'UIC
Alle Sezioni Provinciali dell'UIC
Ai Componenti il Consiglio Nazionale dell'UIC
Ai Consiglieri Provinciali
LORO SEDI
Cari amici,
a partire dal XIX Congresso abbiamo piu' volte analizzato la realta' dell'attuale momento politico ed i cambiamenti in atto, che ci costringono a lottare duramente per mantenere le nostre conquiste nei settori vitali dell'istruzione, dell'assistenza, del lavoro e della riabilitazione e per cercare di fare avanzare la qualita' della nostra vita.
Abbiamo parlato delle conseguenze di una economia globale, della moneta unica che costringe lo Stato a ridurre la spesa pubblica, del progressivo disimpegno di quest'ultimo nel sociale e della volonta' di decentrare ogni forma di assistenza, affidandone la responsabilita' agli enti locali secondo il principio della sussidiarieta' verticale e orizzontale.
Abbiamo parlato della crisi dei valori tradizionali che affievoliscono il sentimento di solidarieta' e del conseguente prevalere dell'individualismo e dell'egoismo.
Abbiamo anche sostenuto che di tutto questo occorre prendere coscienza, non certo per rassegnarsi, ma per adeguare la nostra azione alla realta' del tempo, disegnando giuste strategie ed adeguate azioni tattiche.
Abbiamo anche registrato, con amarezza, l'affievolirsi della passione civile, che caratterizza l'attuale momento associativo, che ha il suo dato piu' evidente in una diminuzione costante dei soci alla vita associativa, creandosi per cosi' dire tra dirigenti e soci un solco profondo, che occorre ad ogni costo riempire, se vogliamo salvare l'associazione da un tracollo sicuro.
Ne' puo' essere consolatorio il fatto che il fenomeno riguardi anche altre grandi organizzazioni a carattere politico, sindacale, religioso, ecc..
Si e' interrotto, tra dirigenti e soci, quel flusso di comunicazione indispensabile, che da' conto della ragion d'essere di una organizzazione che rischia di diventare una scatola vuota senza anima e senza vita.
Abbiamo anche preso atto, questa volta con indignazione, del tentativo di alcune forze politiche di svuotare di significato il ruolo dell'associazionismo, riducendolo ad una funzione meramente e formalmente rappresentativa.
"Meglio accendere una candela, che maledire il buio", abbiamo scritto e detto altre volte.
Questa Presidenza e la Direzione Nazionale intendono vincere anche questa battaglia, e portare l'Unione Italiana Ciechi verso quegli approdi disegnati dal XIX Congresso per i quali esso ha chiesto risorse economiche, aggiornamento professionale di dirigenti e soci ed individuazione di standard minimi da erogare ai soci per dare loro delle buone ragioni per iscriversi all'Unione Italiana Ciechi e sviluppare il sentimento di appartenenza.
A tale scopo questa Presidenza e la Direzione Nazionale hanno indicato nello schema che segue una serie di suggerimenti di carattere strutturale ed organizzativo, che dovrebbero costituire la media necessaria per le singole Sezioni.
Avvertiamo subito che i suggerimenti non pretendono di essere originali od innovativi, anzi certamente molti di essi sono gia' in atto in molte Sezioni, e tuttavia essi possono migliorare e potenziare i servizi gia' erogati dalle Sezioni.
Conosciamo anche le obiezioni di coloro che hanno oggettive difficolta' per attuare le nostre indicazioni; noi osserviamo soltanto che la nostra e' una scelta obbligata che puo' essere realizzata in tempi brevi o meno brevi, ma che e' ineluttabile.
I suggerimenti sono stati raccolti in forma schematica.
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Per la definizione di un modello da proporre per l'organizzazione delle Sezioni Provinciali debbono essere individuate tre direzioni fondamentali:
La gestione
La gestione deve essere svolta dall'intero consiglio, che si riunira' ogni mese.
Dovranno essere indicati responsabili dei seguenti settori: Istruzione, Lavoro, Giovani e Sport e Tempo Libero, Libro Parlato, Anziani, Ipovedenti, Problemi delle donne, Volontariato, I.Ri.Fo.r. e Pluriminorati.
Qualora i consigli non siano costituiti da un sufficiente numero di persone e in caso di mancanza di persone in possesso di specifiche competenze, si potra' ricorrere all'opera di persone esterne al consiglio, che presentino i necessari requisiti, siano essi non vedenti o vedenti.
Ogni responsabile di settore dovra' essere coadiuvato da un gruppo di almeno tre collaboratori particolarmente interessati all'ordine di problemi del settore stesso. Tali gruppi dovranno riunirsi non meno di tre volte ogni anno.
L'assemblea dei soci deve configurarsi come un momento di confronto, di programmazione e di valutazione dell'attivita' svolta dalla sezione, cessando di essere organo di semplice ratifica degli atti ufficiali, e dovra' riunirsi almeno due volte all'anno. I documenti dovranno comunque essere approvati dall'assemblea, ma previo invio a domicilio dei soci della relazione morale e di relazioni scritte in maniera accessibile a tutti, concernenti le spese effettuate e le previsioni di spesa.
Dovranno essere individuati referenti comunali (per i Comuni maggiori) o intercomunali, per attuare sul territorio le politiche associative. I referenti dovranno essere riuniti in assemblea almeno una volta all'anno.
Ristrutturazione
Dovranno essere utilizzati, nelle forme massimamente produttive, gli obiettori di coscienza ed il volontariato, ad integrazione dell'attivita' del personale.
La Sezione dovra' disporre di sistema informatico, con particolare riferimento:
La Sezione dovra' organizzare una Sezione I.Ri.Fo.r. ed un servizio di volontariato. Sara' indispensabile dotare l'ufficio sezionale di una segreteria telefonica con notiziario aggiornato settimanalmente e con la possibilita' di raccogliere i messaggi dei soci.
Dovra' essere pubblicato un bollettino informativo mensile, in braille, su cassette, in caratteri ingranditi e su supporto informatico.
Servizi
Oltre ai servizi organizzati dai responsabili di settore con i loro gruppi, si ritengono indispensabili i seguenti:
COMPITI DEI CONSIGLIERI RESPONSABILI DI SETTORE
ISTRUZIONE
Conoscere l'ordinamento scolastico.
Avere rapporti con gli amministratori locali.
Partecipare al Gruppo di Lavoro Interistituzionale Provinciale (GLIP).
Offrire consulenza al Gruppo di Lavoro II operante presso il Provveditorato agli Studi.
Collaborare con le famiglie e gli insegnanti di sostegno.
Organizzare le attivita' integrative speciali.
Vigilare sulla qualita' del materiale didattico speciale.
Promuovere corsi di aggiornamento.
LAVORO
Censire i posti di lavoro disponibili.
Vigilare sull'idoneita' dell'ambiente di lavoro.
Promuovere corsi di qualificazione, riqualificazione ed aggiornamento professionale.
Vigilare sull'applicazione delle norme sul collocamento obbligatorio.
GIOVANI
Stimolare la partecipazione alla vita associativa dei giovani iscritti e non iscritti.
Favorire incontri tra i giovani di Sezioni diverse e con giovani vedenti.
Promuovere le pari opportunita' nelle facolta' universitarie.
Propagandare i servizi offerti dall'U.I.C., dalla Biblioteca, dall'I.RI.FO.R., dal Libro Parlato e dall'U.N.I.VO.C.
Promuovere il volontariato giovanile.
Stimolare le attivita' sportive e ricreative.
CENTRO NAZIONALE LIBRO PARLATO
Collaborare con il locale Centro del Libro Parlato al fine di:
ANZIANI
Tenere contatti telefonici e personali con i soci anziani.
Promuovere momenti di aggregazione.
Visitare i non vedenti nelle case di riposo.
Collaborare con le amministrazioni locali e con il volontariato per l'erogazione dei servizi anziani.
Diffondere la rivista Senior e contribuire alla sua redazione.
IPOVEDENTI
Tenere i rapporti telefonicamente e personalmente con i soci ipovedenti.
Promuovere momenti di aggregazione.
Seguire l'integrazione scolastica e lavorativa degli ipovedenti.
Vigilare sulla qualita' del materiale didattico speciale.
DONNE
Stimolare la partecipazione delle donne alla vita associativa.
Favorire il recupero sociale delle donne divenute cieche in eta' adulta.
Creare momenti di aggregazione tra donne cieche e vedenti.
Favorire la crescita culturale delle donne.
Promuovere l'autonomia attraverso l'educazione manuale.
Aiutare le donne a conoscere la propria identita'.
VOLONTARIATO
Curare i rapporti con i volontari al fine di fare di questi ultimi dei collaboratori delle iniziative dell'Unione, evitando cosi' inutili duplicazioni e possibili interferenze, effettuando un reclutamento mirato ai servizi da affidare.
I.RI.FO.R.
Propagandare le iniziative dell'Istituto e tenere contatti con i soci per individuare i bisogni e proporre corsi formativi e riabilitativi per ottenere finanziamenti sia dall'I.RI.FO.R. che dagli Enti locali.
PLURIMINORATI
Censire i pluriminorati esistenti sul territorio.
Prendere coscienza dei servizi esistenti.
Offrire consulenza alle famiglie.
Stimolare la partecipazione a progetti formativi e riabilitativi.
GRUPPI DI LAVORO
Rappresentano un momento di mediazione tra il Consiglio Sezionale e i soci. Collaborano nella rilevazione dei bisogni e nella programmazione delle attivita' associative.
Ai componenti dei gruppi possono essere affidati anche compiti esecutivi.
REFERENTI COMUNALI
Sono la voce e la mano della Sezione sul territorio. Tengono i contatti con i soci del proprio ambito territoriale e rispondono al Presidente, che li riunisce almeno una volta all'anno per dare e ricevere informazioni, e discutere sulle soluzioni da dare ai problemi. Si terranno in costante contatto con il Presidente, dando e ricevendo messaggi.
I referenti comunali rappresentano una delle forme di decentramento possibile che, se correttamente utilizzata, puo' contribuire a colmare il solco esistente tra dirigenti e soci.
PROBLEMA ANZIANI
L'intera problematica sara' gestita dall'apposita commissione la quale:
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L'ipotesi di modello sezionale sopra descritta e' stata sottoposta all'analisi e alla riflessione dei Presidenti Regionali, che l'hanno condivisa largamente, apprezzandone le intenzioni e cogliendone il valore strategico.
Questa Presidenza e la Direzione Nazionale sono consapevoli delle difficolta' che la proposta contiene per alcune Sezioni e dichiarano la propria disponibilita' a dare ogni possibile supporto, anche di natura economica, quando la cassa della sede centrale lo consenta.
Questa Presidenza e la Direzione, inoltre, esprimono la certezza che i Presidenti Provinciali e gli altri dirigenti faranno il possibile per dare piu' voce e piu' forza alla nostra organizzazione, che ha bisogno di compiere un salto di qualita' in termini di partecipazione, di informazione e di organizzazione.
L'idea di sviluppare una gestione piu' collegiale, con il coinvolgimento del maggior numero possibile di dirigenti e soci, lungi dall'indebolire la figura del Presidente la rende piu' prestigiosa ed autorevole, perche' nella gestione tutto parte da lui ed a lui ritorna.
Egli potra' inoltre godere della gratitudine dei collaboratori, per le responsabilita' a loro affidate, e potra' meglio dedicarsi all'attivita' progettuale della Sezione e alle relazioni di tipo politico.
Strumenti come la segreteria telefonica, il notiziario informativo ed il telefono amico, correttamente e regolarmente usati, possono dare le informazioni necessarie ai soci per colmare il solco esistente tra loro e la dirigenza e possono restituire il gusto di vivere la vita associativa.
L'erogazione di adeguati servizi, quelli minimi previsti, possono costituire il sale necessario per il rifiorire dell'impegno e della passione associativi.
I servizi, cosi' come sopra rappresentati, possono costituire un'indicazione di come utilizzare i volontari, ai quali potrebbero essere affidati, oltre ai tradizionali compiti di accompagnamento e lettura, quelli di organizzare gite sociali, redigere il notiziario informativo, registrare le notizie sulla segreteria telefonica, ed altro ancora. Riteniamo che uno dei modi per superare le attuali incomprensioni tra dirigenti dell'Unione e volontari sia quello di chiamarli a collaborare nella realizzazione degli obiettivi della nostra organizzazione.
Il reclutamento stesso dei volontari dovrebbe avvenire per obiettivi mirati e non per chiamata generica. In molti casi i volontari si sono allontanati, perche' non utilizzati o utilizzati per compiti verso i quali non avevano sufficiente sensibilita'.
Una parola, infine, sugli anziani ai quali sono riservati alcuni dei suggerimenti contenuti nello schema di modello sezionale.
Essi rappresentano la maggior parte dei nostri iscritti, e troppo sovente non hanno voce nei luoghi dell'associazione dove si decide.
Con il presente documento vorremmo segnare un'inversione di tendenza, facendo giustizia di un'ingiustizia, e chissa' che qualche caso di solitudine disperata non possa essere risolto.
Nell'anno riservato dalle Nazioni Unite a questa categoria di persone, l'Unione Italiana Ciechi intende assumere iniziative, anche di livello europeo, per aggiornare le proprie conoscenze e progettare un futuro meno emarginante per i nostri soci anziani.
Concludendo, davvero, la Presidenza e la Direzione Nazionale auspicano successo a questo documento, che non e' una ricetta taumaturgica, ma solo uno strumento nelle mani dell'organizzazione, per migliorarla e potenziarla.
Se sara' usato bene, forse i ciechi italiani potranno ancora giocare un ruolo importante nella societa' civile, e conquistare quelle pari opportunita' e quella pari dignita' che rimane ancora un traguardo lontano, e per qualcuno un sogno proibito.
Cordiali saluti
IL PRESIDENTE NAZIONALE
Prof. Tommaso Daniele