REGOLAMENTO PER L’APERTURA POMERIDIANA DELLE SCUOLE.

 

Con D.P.R. n. 156 del 9 aprile 1999 sono state modificate le norme concernenti l’apertura pomeridiana delle scuole per attività complementari e integrative al percorso educativo degli studenti e per rispondere ad esigenze socio-culturali della comunità locale. L’art. 1-bis, di nuova introduzione, precisa che tali attività sono da considerarsi "scolastiche". Le iniziative si devono svolgere in orario non coincidente con quello delle lezioni. Ove possibile, si svolgono anche in periodi festivi. Comunque nessun iniziativa deve comportare oneri aggiuntivi per il bilancio della scuola. Bisogna comunque tener conto dei criteri fissati dal Consiglio scolastico provinciale e dei contenuti delle convenzioni stipulate tra Amministrazione scolastica ed enti proprietari dei beni che di solito sono Provincia e Comune, ma possono essere anche soggetti privati.

Le iniziative concernenti gli studenti possono anche riguardare "orientamento, educazione motoria, fisica e sportiva; incremento del successo scolastico, nonché per il recupero delle scolarità" (art. 4, comma 9-bis). Per gli alunni minorati della vista si potrebbe pensare, per esempio, a corsi di orientamento spaziale, di educazione musicale, di alfabetizzazione informatica e per l’impiego delle nuove tecnologie riguardanti l’autonomia dei minorati della vista nell’uso dei nuovi programmi elettronici. Per lo svolgimento di tali attività si possono anche utilizzare docenti soprannumerari.

Le attività di collegamento con il territorio possono essere svolte anche tramite accordi con gli enti locali, le associazioni dei genitori o degli studenti ed organizzazioni di volontariato. Comunque, al volontariato è concesso solo il rimborso delle spese vive documentate.

Le attività possono essere finanziate o dagli stessi enti pubblici e privati proponenti o con fondi espressamente assegnati dall’Amministrazione scolastica alle singole scuole. Si possono ricevere anche contributi ed offerte di privati. Comunque tutte le somme debbono entrare nel bilancio di istituto con vincolo di destinazione.

Le iniziative che abbiano correlazione con l’attività didattica sono esaminate dal Collegio dei docenti per un migliore coordinamento. Tutte le iniziative debbono essere approvate dal Consiglio di circolo o di istituto e debbono indicare la fonte di copertura delle spese, che può essere determinata anche da contributi spontanei delle famiglie, che entrano nel bilancio di istituto. Nelle scuole superiori il Comitato studentesco, integrato con i rappresentanti degli studenti nel Consiglio di istituto, esprime pareri e formula proposte in merito alle singole iniziative.

Sempre nelle scuole superiori il Comitato studentesco esprime pareri circa l’accettazione di contributi provenienti da privati e può anche svolgere attività di autofinanziamento, il cui importo, però, deve entrare nel bilancio di istituto. Tutte le iniziative possono essere sospese dal Consiglio di istituto per comprovati motivi ed in via d’urgenza anche dal Capo d’Istituto.

Le iniziative svolte direttamente dalla scuola sono vigilate dal Capo d’Istituto il quale, per le spese aggiuntive circa il maggior orario del personale o l’uso degli edifici scolastici, può attingere alle apposite voci di bilancio, se non esaurite. Le iniziative svolte in convenzioni con altri enti e associazioni sono vigilate secondo le modalità contenute nell’apposita convenzione, che deve essere obbligatoriamente stipulata. Le associazioni studentesche sono qualificate come associazioni non dotate di personalità giuridica, regolate dagli artt. 36 e 38 del Codice Civile, e quindi debbono avere un legale rappresentate costituito da uno studente maggiorenne. Il regolamento introduce una consulta provinciale costituita da due rappresentati per ogni istituto superiore con compiti di proposta e consulenza, con il compito di realizzare un ampio confronto fra tutti gli studenti della provincia, formulare proposte e pareri al provveditore agli studi e agli enti locali, gestire uno "sportello informativo dello studente", "promuovere iniziative di carattere transnazionale".

Il regolamento si pone in linea con i principi dell’autonomia scolastica e dello statuto delle studentesse e degli studenti.