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Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti - ONLUS

 

Organizzazione

Assemblea Nazionale dei quadri dirigenti

Ormai elevata al rango di organo statutario, l’Assemblea nazionale dei quadri dirigenti ha ampliato il momento partecipativo di tutte le strutture, al punto da costituire un imprescindibile punto di riferimento per la discussione delle tematiche associative di maggiore rilevanza e per ampliare la partecipazione democratica all’attività associativa, riuscendo ad evidenziare la ricchezza delle realtà regionali nell’ambito del più ampio decentramento amministrativo in corso nelle pubbliche amministrazioni che coinvolge da vicino anche il mondo dei non vedenti.

Tali incontri, dimostratisi ormai sempre più un momento essenziale della vita associativa come anello di congiunzione tra la dirigenza nazionale e quella sezionale, hanno svolto un importante ruolo di confronto e di impulso nello sforzo organizzativo compiuto dall’Unione per adeguare i propri standard operativi alle nuove esigenze dei minorati della vista ed alla realtà politico-sociale in continua evoluzione.

In essi sono state affrontate le tematiche che incidono o possono incidere più significativamente sulla vita presente e futura dei non vedenti italiani.

Come già riferito, le riunioni del 2002, tenutesi nell’anno seguente il XX Congresso Nazionale, hanno avuto come punto di riferimento la definizione di linee guida volte all’attuazione del programma di rinnovamento delle strutture associative, per verificare l’aspetto strutturale dell’Unione, sia a livello centrale che periferico, e la sua capacità di fare fronte ai grandi cambiamenti in corso.

In sintesi, si può dire che i temi trattati ed analizzati approfonditamente sono stati i seguenti:

In linea di massima, l’Assemblea ha ribadito la necessità di adeguare l’assetto organizzativo alle esigenze dei tempi, che richiedono maggiore efficienza amministrativa, modalità nuove di comunicazione e capacità di aggiornamento continuo, in modo da soddisfare il bisogno di nuove forme educative, lavorative, riabilitative e assistenziali in una società che ha allargato i propri orizzonti ed affinato le proprie tecniche, cercando anche di conciliare l’ispirazione generale e le esigenze di autonomia locali.

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