Logo dell'UIC Logo TUV

Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti - ONLUS

 

AUTONOMIA

La Direzione Nazionale, dopo aver elaborato un documento concernente le priorità in materia di autonomia per i ciechi e per gli ipovedenti, ha costituito, all’inizio del 1999, un apposito Ufficio per la trattazione di tutta la vasta problematica del settore.

L’Ufficio si avvale, per la propria attività, della collaborazione dei componenti la Commissione per le barriere architettoniche e la Commissione per la barriere della comunicazione, commissioni che sono state sciolte durante l’anno. Inoltre, l’organico è stato successivamente potenziato dall’acquisizione dei servizi di un consulente tecnico part-time.

I compiti fissati dalla Direzione Nazionale, per l’Ufficio Autonomia sono i seguenti:

Nella sua attività, l’Ufficio ha posto il proprio impegno fondamentale nella elaborazione di linee-guida tendenti alla standardizzazione dei sistemi nei diversi settori dell’autonomia.

Nel corso del periodo che va dalla sua creazione ad oggi l’Ufficio Autonomia ha affrontato la complessa problematica di sua competenza nei suoi diversi aspetti, mediante la raccolta di documenti e la partecipazione ad incontri con le strutture pubbliche e private, di volta in volta interessate.

Tra le diverse attività svolte durante questo periodo, si segnala la collaborazione con le Ferrovie dello Stato per la elaborazione di un documento sui servizi a favore dei disabili e per la standardizzazione dei servizi di informazione per ciechi ed ipovedenti nelle stazioni ferroviarie. A questo proposito, si segnala l’elaborazione per la società Trenitalia (Servizio Assistenza ai Clienti) di un breve prontuario sulle principali norme di comportamento che gli addetti al servizio, sia di biglietteria che di assistenza ai clienti, debbono tenere con i ciechi e con gli ipovedenti, prevedendo anche un programma per i corsi di formazione degli stessi operatori, per i quali corsi sono stati forniti docenti sulle materie concernenti i non vedenti; inoltre, sono state formulate osservazioni correttive ed integrative al documento sull’accessibilità alle stazioni ed alle vetture ferroviarie, soprattutto perché, nella stesura originaria, erano state ignorate le questioni concernenti gli ipovedenti e la necessità dei dispositivi informativi a complemento dei percorsi dedicati. 

Il lavoro con le Ferrovie dello Stato si è strutturato attraverso la creazione di tavoli tecnici, che hanno visto la partecipazione anche delle altre associazioni di disabili, per la standardizzazione dei servizi di accoglienza nelle stazioni e sui treni e per la definizione di soluzioni idonee per le infrastrutture delle stazioni, alla fruibilità delle vetture ferroviarie e all’assistenza ai passeggeri in particolari condizioni. I componenti dell’Ufficio Autonomia ed altri esperti hanno partecipato a numerose riunioni su tali temi. La collaborazione con le Ferrovie dello Stato ha condotto, nello stesso periodo, ad una seconda edizione in braille e su audio-cassette dell’opuscolo concernente i servizi di assistenza offerti ai disabili da Trenitalia.

Nell’ultimo periodo si sono intensificati i rapporti con la società Grandi Statzioni, responsabile delle infrastrutture nelle 13 principali stazioni italiane. Alla società sono state fornite indicazioni per l’agevolazione dell’accesso da parte dei ciechi e degli ipovedenti, previo accordo con le altre associazioni di disabili visivi.

Sempre d’intesa con le altre associazioni, è stato anche elaborato un documento sulla problematica dell’accesso ai treni.

Sempre nell’ambito dei trasporti, il rafforzamento dei rapporti con Alitalia ha portato alla predisposizione di depliant in braille e in large print sulle norme di sicurezza in volo: la produzione di tali depliant è stata affidata alla Biblioteca Italiana per ciechi di Monza.

Intensa è stata anche la collaborazione con la RAI, dalla quale è stato ottenuto, in primo luogo, che, per il prossimo triennio, le audiodescrizioni relative ai programmi televisivi aumentino in misura almeno pari al 10% e che migliori la qualità dei programmi audiodescritti.

In secondo luogo, l’Ufficio Autonomia ha anche partecipato ad incontri organizzati dal Segretariato Sociale della RAI, con il quale è stata impostata la discussione sui fondamentali problemi per la risoluzione dei quali il servizio radiotelevisivo dovrebbe offrire un valido aiuto, in vista di una più ampia collaborazione in futuro.

In terzo luogo, è stata ottenuta dalla Direzione di Televideo-Rai la pagina 790, che è stata intitolata "Per saperne di più", con la precisa intenzione di rivolgere le informazioni, oltre che ai ciechi ed agli ipovedenti, a tutti i cittadini che possano avere un qualche interesse per le problematiche della categoria. La pagina è aperta a tutte le associazioni ed a tutte le istituzioni che si occupino dei problemi dei minorati della vista; tuttavia, per esplicita richiesta di Televideo-Rai, tutte le informazioni, che dovranno essere inviate alla pagina 790 anche dalle altre associazioni che si occupano dei problemi dei non vedenti, dovranno pervenire alla RAI per il tramite dell’Unione Italiana dei Ciechi. Attualmente, si sta, altresì, studiando il modo per eliminare l’inconveniente originato dalla ristrutturazione dell’intero programma Televideo, nella sua parte iniziale difficilmente accessibile per coloro che usano la sintesi vocale. Nell’intento di facilitare la fruizione del Televideo anche ai ciechi e agli ipovedenti che non possono avvalersi di sussidi informatici, la Direzione Televideo-Rai ha allo studio un progetto per la realizzazione di un apposito sussidio che consenta l’accesso diretto alle pagine del programma.

Inoltre, sono stati tenuti intensi rapporti con gli uffici competenti del Ministero della Sanità e con i rappresentanti di Farmindustria e Federfarma, in ordine all’applicazione della norma contenuta nell’articolo 1, comma 31, della legge finanziaria 1997 e concernente l’indicazione in braille del nome e della data di scadenza dei farmaci sulle relative confezioni. Al riguardo, va segnalato che, mentre per ciò che concerne i nomi sono stati ottenuti risultati soddisfacenti, in merito all’indicazione della scadenza dei farmaci, si sono incontrate fortissime resistenze soprattutto da parte dei produttori, al punto che nel 2001 non è più stato possibile mantenere tali rapporti. In ogni caso, l’Unione non considera chiusa la questione.

L’accessibilità ai siti web è stato un altro problema che ha impegnato l’Ufficio Autonomia fin dalla sua costituzione. Oltre ad un’intensa azione della Presidenza Nazionale sul Governo e sul Parlamento, grazie alla quale si è giunti ad ottenere una completa accessibilità di alcuni siti, come ad esempio quello del Ministero della Pubblica Istruzione e quello della Camera dei Deputati, è stato anche ottenuto che nell’apposito gruppo di lavoro dell’A.I.P.A. (Autorità Informatica della Pubblica Amministrazione), costituito allo scopo di studiare l’accessibilità di tutti i siti della Pubblica Amministrazione, fosse presente un rappresentante dell’Unione Italiana dei Ciechi.

Durante lo stesso periodo di tempo, è continuata l’attività dell’apposito gruppo di lavoro costituito per l’esame delle varie tipologie di percorsi dedicati ai minorati della vista. Il gruppo ha organizzato un’indagine tra le associazioni aderenti all’Unione Europea dei Ciechi (E.B.U.) proprio allo scopo di valutare concretamente i diversi sistemi di guida da parte dei loro associati. Un’altra indagine, sullo stesso problema, è stata condotta tra i soci dell’Unione Italiana dei Ciechi. Sui risultati delle due indagini sarà condotto uno studio approfondito.

Lo stesso gruppo ha, inoltre, provveduto alla elaborazione della prima parte di un documento sulla segnaletica del piano di calpestio, concernente, nella sua stesura definitiva, l’intero problema della mobilità e destinato a tutti gli amministratori locali. La pubblicazione, uscita come numero speciale de "Il Corriere dei ciechi", è stata inviata a Regioni, Province e Comuni, nonché alle Sezioni Provinciali dell’U.I.C., sollecitate nell’occasione a contattare gli amministratori locali, al fine di ottenere risposte soddisfacenti alle esigenze di mobilità dei ciechi e degli ipovedenti. Le medesime Sezioni Provinciali U.I.C. sono state anche informate in merito all’emanazione di un’importante pronuncia del Tribunale di Roma che con propria ordinanza n. 51011 del 7.9.2000 ha dettato alcuni principi su questa materia destinati a produrre rilevanti conseguenze. Infatti, il Tribunale ha riconosciuto l’esistenza di tipi speciali di pavimentazione differenziata, idonei a guidare i ciechi e gli ipovedenti lungo itinerari prestabiliti, basati sull’individuazione di determinati codici tattili, acustici e visivi e ha dichiarato che tali codici linguistici, che costituiscono il significato da attribuire ai vari simboli, non possono essere brevettabili in sé e per sé, dal momento che una specifica norma (l’articolo 12, comma 2, lettera c) del Regio Decreto 1127/1939) vieta espressamente la brevettabilità di quelle modalità con cui vengono presentati alcuni tipi di informazioni, fra le quali sono ricompresi i linguaggi, nonché l’allestimento di tabelle e sistemi di segnalazione. Ne consegue che non può neppure trovare tutela giuridica, attraverso la garanzia offerta da un brevetto, l’idea stessa di realizzare pavimentazioni incorporanti sistemi di segnalazione dedicati espressamente ai non vedenti.

Ciò significa che, in assenza della possibilità di ottenere un tale brevetto, chiunque può utilizzare i codici prima indicati, con le relative regole di linguaggio, al fine di costruire un percorso di guida per i ciechi e gli ipovedenti: l’unica cosa che potrebbe essere brevettata è la singola applicazione pratica di questo sistema di segnalazione, con riferimento a particolari caratteristiche della pavimentazione che ne rendano più agevole la messa in opera o consentano una più facile lettura delle informazioni.

Un apposito gruppo di lavoro, costituito per trattare i problemi connessi con l’autonomia domestica, ha definito alcune modalità di intervento, sulle ditte produttrici di elettrodomestici e di dispositivi vari, in prospettiva di ottenere dal Parlamento l’emanazione di una normativa che, seguendo le indicazioni scaturite dall’Assemblea Generale dell’Unione Europea dei Ciechi, imponga ai produttori di hardware e di software di tener conto dell’esigenze dei ciechi e degli ipovedenti, fin dalla fase della progettazione dei dispositivi e dei programmi.

È stato altresì costituito un gruppo di lavoro per lo studio delle problematiche connesse con l’organizzazione e la gestione di servizi di accompagnamento. Le indicazioni fornite dal gruppo costituiscono un ottimo presupposto per l’impostazione del lavoro che l’Unione dovrà svolgere in questo settore.

Infine, l’attività dell’Ufficio ha riguardato anche:

l’organizzazione di specifici corsi di formazione per ciechi ed ipovedenti sull’uso dell’Euro.

Scelta Rapida