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Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti - ONLUS

 

Organizzazione

Nuovo assetto organizzativo

Nell’anno successivo al XX Congresso Nazionale, e sulla base delle indicazioni operative da esso scaturite, indicazioni che hanno chiaramente confermato la necessità imprescindibile di adeguare sempre più e meglio le strutture associative alle esigenze delle categorie rappresentate, l’Unione Italiana dei Ciechi ha profuso le sue risorse organizzative nell’attuazione dello schema di nuovo modello associativo già delineatosi negli scorsi anni.

Lo scopo primo di questa operazione, che non nasconde una certa quantità di problemi di carattere logistico-progettuale, è quello di creare una rete di strutture territoriali in grado di fornire quella ampia gamma di servizi di cui i minorati della vista hanno mostrato di avere continua necessità, in maniera tale da esercitare, in modo efficace, il ruolo di rappresentanza e tutela degli interessi materiali e morali dei ciechi e degli ipovedenti italiani riconosciuto all’Unione dalla legge.

In attuazione di tale progetto, gli organismi direttivi dell’Unione si sono prefissati la necessità di potenziare le Sezioni Provinciali e i Consigli Regionali, per far fronte in modo capillare al decentramento politico-amministrativo in atto, che ha comportato, e continuerà a comportare, un deciso trasferimento di competenze e funzioni dal centro alla periferia, anche in materie che, come si evince dalle recenti riforme a livello costituzionale, toccano da vicino il mondo dell’handicap e, quindi, della minorazione visiva.

Allo stesso tempo l’intendimento è quello di ampliare il più possibile gli ambiti della democrazia interna dell’associazione, attraverso l’adozione di metodiche collegiali di gestione ed una maggiore assunzione di responsabilità dirette da parte del più ampio numero possibile di dirigenti, alla ricerca di una collaborazione effettiva di tutti i quadri dirigenziali dell’associazione, senza dimenticare l’importanza del coinvolgimento attivo della base associativa, finalizzato a condividere le effettive necessità dei ciechi e degli ipovedenti e farle confluire nell’operare quotidiano delle strutture nazionali e locali.

A tale riguardo, è stata svolta una approfondita rilevazione delle dotazioni funzionali e strutturali delle strutture periferiche, con particolare riferimento ai seguenti ambiti organizzativi: a) gestione del personale; b) rapporti con la base associativa; c) erogazione dei servizi. L’indagine è stata finalizzata all’organizzazione di una innovativa banca dati, da utilizzare per la programmazione delle attività istituzionali a carattere nazionale e/o locale, in modo tale da instaurare una progettualità che sia costituita e calibrata su dati certi e su valori statistici, che consentano di elaborare proiezioni attendibili.

Proprio da tale ordine di considerazioni è anche nato l’intendimento di affidare all’Istituto demoscopico C.I.R.M. lo svolgimento di una indagine di rilevazione concernente la realtà dei ciechi italiani, denominata "Per progettare il futuro". Dalla compilazione di un apposito questionario, suddiviso nei principali settori che caratterizzano l’attività dell’Unione, e dalla susseguente elaborazione dei dati scaturiranno informazioni preziose, in grado di fornire risposte più adeguate alle concrete esigenze dei non vedenti, che mutano di continuo in rapporto ai mutamenti della società.

In sintesi, i punti salienti del programma operativo in parola si possono riassumere come segue:

In tale quadro, il ruolo della Presidenza Nazionale sarà quello di fornire ogni aiuto di tipo tecnico-organizzativo e, nei limiti del possibile, anche stanziare adeguati finanziamenti.

La finalità fondamentale, come confermata dalla relazione programmatica per il 2003, è quella di ribadire con forza i diritti delle persone portatrici di handicap visivo, in un contesto sociale che mostra preoccupanti segnali di disimpegno, in un’ottica dominata dalla globalizzazione dell’economia, che ha accentuato i processi di competizione e la logica del profitto, determinando un progressivo smantellamento dello stato sociale ed un sempre più marcato affievolimento dei sentimenti e dei vincoli di solidarietà, ulteriore elemento di emarginazione delle fasce più deboli e più povere.

Le linee guida precedentemente elaborate hanno comportato la progressiva realizzazione di alcuni modelli di riferimento per il funzionamento delle sedi territoriali, basati su standard qualitativi minimi nella gestione dei servizi da erogare ai soci e, più precisamente:

Le sedi periferiche sono state anche dotate di consulenti esperti nel settore giuridico-organizzativo, con spese a carico della Presidenza Nazionale e, in un prossimo futuro, si provvederà ad attivare anche iniziative formative con moduli di auto-apprendimento e corsi di formazione on line sulle tematiche di maggiore interesse professionale.

Per rafforzare ulteriormente il progetto di rinnovamento, la Presidenza Nazionale ha organizzato altre due importanti iniziative di comunicazione: la rubrica "Parla con l’Unione" e l’istituzione di una linea verde telefonica.

Entrambe le iniziative si prefiggono lo scopo di allargare l’area del dialogo e del confronto, in modo da rendere concreta una rappresentanza e una tutela degli interessi materiali e morali dei ciechi nella maniera più rispondente possibile ai bisogni reali.

Nel primo caso, si tratta di una rubrica audio on line con cadenza settimanale, consistente nella risposta in diretta audio, da parte del Presidente Nazionale, o di altri dirigenti nazionali, a domande formulate da chiunque attraverso una apposita maschera di interrogazione presente sul sito web dell’Unione e ivi pubblicate con la relativa risposta.

Nel secondo caso, è stato istituito un numero telefonico gratuito presso il quale dal lunedì al venerdì è possibile richiedere informazioni di ogni tipo sulle problematiche della cecità in genere e sui servizi e provvidenze a favore dei minorati della vista.

Anche nell’anno appena trascorso tale progetto di ammodernamento organizzativo è stato discusso in sede di Assemblea dei quadri dirigenti, nell’intento di coinvolgere direttamente la base associativa, per garantirne una maggiore e più partecipata adesione e all’accelerazione di questo impegnativo processo di cambiamento.

A latere di tali iniziative, ed in stretta correlazione con le stesse, sono state anche fissate norme di comportamento cui dovranno attenersi tutti i rappresentanti dell’Unione (sia della Presidenza Nazionale che delle strutture territoriali) designati in organi di enti ed organizzazioni esterne all’Unione stessa. Il codice di comportamento approvato si ispira a criteri di eticità e di correttezza, nell’interesse degli enti in cui viene svolto l’incarico e, al contempo, a tutela degli interessi dei minorati della vista.

Nel corso del 2002 è stato anche approvato da parte del Consiglio Nazionale il nuovo Regolamento Generale, attuativo dello Statuto Sociale deliberato dal Congresso.

Anche le modifiche regolamentari sono andate nel senso di ampliare gli spazi di democrazia partecipativa e di snellire le procedure operative, sia nei contatti con gli associati, sia nei rapporti interni fra i vari organi e le varie strutture organizzative, attraverso l’accoglimento delle ultime novità legislative in tema di Onlus e di terzo settore in generale, nonché in tema di classificazione delle minorazioni visive.

Inoltre, si deve segnalare che, nel corso dell’anno, il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, con Decreto del Direttore Generale del Volontariato, dell’Associazionismo sociale e delle Politiche giovanili, ha iscritto l’Unione nel Registro nazionale delle associazioni di promozione sociale, istituito ai sensi dell’art. 2, comma 3, del D.M. 14 novembre 2001, n. 471, in attuazione della legge n. 383/2000. Con la suddetta qualifica, sia pure in misura più limitata, vengono attribuiti a tali associazioni benefici già previsti (soprattutto nel settore fiscale) a favore di organizzazioni di volontariato, di Onlus e di cooperative.

Come già per il volontariato (ma non per le Onlus) è previsto un Osservatorio Nazionale dell’Associazionismo (nonché Osservatori Regionali), che nomina unitamente all’Osservatorio del Volontariato 10 membri del CNEL. Si rammenta, inoltre, che le associazioni iscritte nei registri dell’associazionismo possono usufruire di finanziamenti per iniziative e progetti.

Si conferma, altresì, che, presso gli uffici della Presidenza Nazionale, la dotazione informatica e telematica ha avuto un costante incremento, potendo contare attualmente su una rete, munita di due server primari, che collega più di 40 work stations dotate di computer di ultima generazione, sistema di antivirus centralizzato e firewall di sicurezza.

La stessa sede è anche dotata di strumenti di comunicazione telematica (quali forum e mailing list) destinati allo svolgimento delle attività associative a distanza, nonché di un sito internet (in regola con la normativa AIPA in vigore), che nel panorama nazionale ed internazionale appare un modello di accessibilità, non solo per tutti coloro che soffrono di minorazioni visive, ma anche per tutti i portatori di handicap in generale.

Si rammenta, infine, che la Presidenza Nazionale è anche dotata di un programma di archiviazione ottica di documenti cartacei che permette l’invio e la ricezione della corrispondenza in formato elettronico, nonché la possibilità di applicare le procedure per la firma digitale dei documenti, tenuto anche conto dell’adozione da parte del Governo delle specifiche tecniche per la medesima firma digitale e per la conservazione dei documenti (anche a valenza fiscale ed istituzionale) in forma elettronica.

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