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Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti - ONLUS

 

Testo del Verbale

Data: 13/06/2013

Commissione nazionale per la tutela dei diritti degli insegnanti


Il giorno 13.6.2013, come da convocazione prot. n. 9551 del 7.6.2013, si è riunita in modalità on-line, mediante la procedura Talkyoo, la Commissione per la tutela dei diritti degli insegnanti, costituita per l’occasione dai componenti proff.ri Pier Michele Borra, Marco Condidorio, Daniela Floriduz e Peppino Re.
Assente giustificato il professor Nieddu.
A dirigere i lavori sono presenti l’avvocato Paolo Colombo, come coordinatore di commissione e responsabile nazionale del settore Lavoro, e il professor Vitantonio Zito come responsabile operativo di Commissione.
Sono intervenuti all’incontro i proff.ri Pietro Piscitelli e Luciano Paschetta, nelle more delle rispettive competenze istituzionali.
Le mansioni di segretario sono svolte da Emanuele Ceccarelli.
È stata data per certa la presa visione, da parte di tutti, della documentazione allegata alla lettera di convocazione.
L’avvocato Colombo ha preso la parola alle ore 17,00 verificando la presenza dei componenti e ha accertato la ritualità della convocazione.
Le problematiche in discussione sono di seguito meglio dettagliate.

• Come accade ad inizio di ogni anno scolastico, i docenti minorati della vista devono confrontarsi con una ampia rassegna di tecnologie per la didattica, messe a disposizione dai capi di Istituto, che risultano inaccessibili ai più, limitandosi perciò nell’utilizzo di risorse e materiale informatico che, diversamente concepito, potrebbe invece rendere la loro attività più facile e produttiva.
In più occasioni, richiamando l’attenzione del MIUR, in particolare della dottoressa Schietroma e del dottor Biondi anche per tramite della Sede Centrale UICI (Telegramma prot. UICI 16848/2012 IN PARTENZA), la Commissione insegnanti ha sollevato il problema su quali siano le problematiche di accessibilità del mondo scuola per i non vedenti, che vanno dalla scarsa fruibilità delle piattaforme hardware e software, all’assenza di reti wi fi nelle scuole e alla arbitrarietà, rispetto alle necessità contingenti, con cui i capi di Istituto dispongono dei fondi provenienti dal Ministero.
Dobbiamo affrontare la questione partendo da un dato di fatto: se è praticamente impossibile disciplinare l'immensa quantità di contenuti o siti che vengono giornalmente prodotti e veicolati su Internet, il Legislatore ha provato almeno a regolamentare la produzione di quelli della P.A., affinché tutti i cittadini, disabili o meno, abbiano la possibilità di partecipare, ottenere informazioni e servizi, nel rispetto dell’art. 3 della Costituzione, applicato alle nuove tecnologie.
Da questa circostanza di fondo l’Unione ha preso le mosse nel confrontarsi con il MIUR e, andando oltre la legge Stanca, per alcuni aspetti ormai obsoleta, ha chiesto di dare effettività, nella scuola, al decreto Profumo del 20.3.2013 (pubblicato su GU Serie Generale n.217 del 16.9.2013), di aggiornamento dei requisiti di accessibilità per i siti web delle P.A.
Intanto sempre in Gazzetta Ufficiale n. 90 del 17 aprile 2013 è pubblicato il comunicato della circolare n. 61/2013 riguardante i recenti obblighi delle pubbliche amministrazioni in materia di accessibilità e le modalità di redazione degli “Obiettivi di Accessibilità” (secondo la ratio dell’art. 9, comma 7, del decreto legge 179/2012 convertito con modificazioni dalla legge 17.12.2012, n. 221).
I presenti hanno rilevato altresì che, contestualmente ai rapporti che la Sede Centrale UICI cura da tempo con il MIUR, sarebbe opportuno interfacciarsi con l’Agenzia per l’Italia Digitale (AGID), per affrontare operativamente eventuali segnalazioni di criticità che, se ritenute fondate, porterebbero l’Agenzia stessa a richiedere al soggetto erogatore scuola l’adeguamento dei servizi in tema di accessibilità in applicazione dell’art. 9, comma 8, citato decreto legge n. 179/2012.
Con il richiamo all’inclusione digitale, contenuto appunto nella rubrica dell’articolo 9 del decreto legge n. 179/2013, abbiamo sempre sostenuto che quest’ultima debba essere garantita a tutti nel mondo scuola (indifferentemente se docenti o studenti portatori di handicap), così come nella generalità dei settori pubblico e del privato, con responsabilità specifiche in caso di mancato rispetto delle norme.
Ma sappiamo che il vero problema è la messa in pratica di tali principi.
Tra le richieste che la Commissione insegnanti porta avanti da tempo troviamo quella di intercedere presso il MIUR affinché venga adottata una direttiva dettagliata nei contenuti che fornisca indicazioni precise e omogenee sul territorio direttamente agli istituti scolastici di ogni ordine e grado, sul rispetto dell’accessibilità e della usabilità sia per i documenti che per il sistema di fruibilità dei medesimi.
Per agevolare il lavoro del Ministero, l’Unione potrebbe impegnarsi a stendere sua sponte la bozza di direttiva, con l’impegno, da parte del MIUR, di farla propria per la diffusione; sarebbe necessario individuare un pool di esperti UICI (la Commissione insegnanti in collaborazione con la Commissione OSI, ad es.), tenuto conto, però, del fatto che tra le urgenze c’è prima di tutto quella di individuare a livello istituzionale degli interlocutori autorevoli sensibili alla causa e sui quali, quindi, riporre le speranze, in tal senso collocando l’UICI in posizione privilegiata rispetto ad altri.
La responsabilità operativa dell’Agenzia per l’Italia Digitale, in attuazione di una specifica direttiva MIUR, inciderebbe direttamente nella sfera giuridica dei docenti non vedenti, colmando, così, le mancanze del Legislatore attraverso un’accurata interpretazione di diritto e confermando, in favore degli stessi docenti non vedenti, il principio del self executing nello svolgimento della propria attività professionale.

• Allo studio è la fattibilità di un percorso di aggiornamento professionale in forma completamente on-line, che incida positivamente sull’abbattimento dei costi rispetto ad un’offerta didattica direttamente de visu data la scarsità di risorse economiche in attivo (in alternativa ai corsi tradizionalmente tenutisi a Tirrenia).
Da parte sua, l’I.Ri.Fo.R. ha assicurato la sua disponibilità, potendo contare su una nuova piattaforma e-learning, assolutamente accessibile. Tramite la mailing list l’impegno della professoressa Floriduz sarà quello di sondare il grado di soddisfazione degli utenti ad un percorso didattico così concepito mentre quello dell’Istituto formativo sarà quello di predisporre un percorso specifico, sulla scorta delle indicazioni che verranno date dalla Commissione stessa.
Il primo appuntamento virtuale potrebbe tenersi già nella prossima primavera.

• Resta sempre aperto il problema della fornitura dei libri di testo in formato accessibile e in tempo utile.
La lettera aperta della professoressa Cristiana Cattoi, allegata alla convocazione, chiama in causa la convenzione tra Biblioteca e Case Editrici e chiede al professore Piscitelli se sia possibile migliorare il servizio dell’Istituto, sia al momento in cui i docenti devono scegliere i manuali scolastici per le nuove adozioni sia quando, ad inizio anno, occorre che siano disponibili sui banchi di scuola i manuali scelti secondo le esigenze del personale e degli studenti non vedenti.
La fornitura è attualmente dipendente, nella tempistica, dal servizio della Biblioteca di Monza in forza dell’accordo nazionale con gli editori, che, come è noto, eludono un rapporto personale con gli utenti privilegiando, in linea di massima, l’unico interlocutore Biblioteca di Monza in convenzione.
Intanto, si è discussa dell’iniziativa di una cordata degli Editori (Aie, Associazione Italiana Editori, unitamente a Mondadori Education Spa, Edizioni il Capitello Spa, la Casa Editrice Luigi Trevisini Srl, Rcs Libri Spa e De Agostini Scuola Spa) di adire le vie legali davanti al Tar del Lazio contro il MIUR impugnando il Decreto Profumo del marzo 2013, nella parte in cui viene previsto l’obbligo dei collegi dei docenti, a partire dall’anno scolastico 2014/15, ad adottare esclusivamente libri nella versione digitale o mista
Due in particolare gli argomenti attaccati dagli editori per voce di Giorgio Palumbo rispetto al provvedimento ministeriale:
1. l’adozione “forzata” di testi digitali imposta dal decreto per le classi capiciclo (la prima classe della scuola primaria e secondaria) senza che ci sia stata alcuna istruttoria o sperimentazione sugli effetti di tale Decreto, non essendo garantita una minima gradualità circa il passaggio al digitale e non lasciando, quindi, agli operatori il tempo necessario per adattarsi;
2. n secondo luogo, l’abbattimento previsto dei tetti di spesa del 20 – 30 per cento già dall’anno 2014-2015.
Anche l’Associazione Nazionale Agenti, Rappresentanti e Promotori Editoriali ha aderito a fianco degli editori nel procedimento giudiziario.
Per contro, la Commissione insegnanti ha chiesto alla Sede Centrale UICI di valutare la possibilità di unirsi ad adiuvandum accanto al MIUR in tale procedimento; sono in gioco gli interessi primari della categoria.

Presi in esame tutti gli argomenti all’ordine del giorno, i presenti si sono congedati alle ore 18,00.
ROMA, 6.11.2013 IL SEGRETARIO DI COMMISSIONE
Emanuele Ceccarelli

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