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Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti - ONLUS

 

Testo del Verbale

Data: 27/10/2016

STUDI MUSICALI


Verbale Commissione Nazionale "Studi Musicali" - 27 ottobre 2016:

Il giorno 27 ottobre 2016, con inizio alle ore 15.00 circa, si è riunita in modalità TALKYOO, la Commissione Nazionale "Studi Musicali" previa convocazione prot. 13747/2016 del 18/10/2016, per discutere il seguente ordine del giorno:

1. approvazione del verbale della riunione precedente;
2. comunicazioni del coordinatore;
3. esame delle schede per la rilevazione della disponibilità, interesse e materiale didattico;
4. audizione di un rappresentante del servizio Ottavio Orioli, Univoc di Bologna;
5. varie ed eventuali.

Sono presenti:
il coordinatore della commissione: Antonio Quatraro;
il referente: Luigi Mariani;
i componenti: Giovanni Arestia, Gianluca Casalino, Franco De Feo, Francesca Mannino, Enrico Palladino, Rino Rizzato;
assenti giustificati: Filippo Visentin.
Svolge le funzioni di segretaria verbalizzante: Giada Voci.

Apre i lavori il coordinatore Antonio Quatraro salutando i presenti e comunicando loro che, alle ore 16.00 sarebbe intervenuto Paolo Razzuoli del Servizio Ottavio Orioli. Inoltre si è soffermato sulla opportunità che quando la commissione fa delle proposte, si preoccupi di indicare anche i risultati attesi, e che sia sempre possibile verificare tali risultati, anche in corso d'opera. Questo vale anche se probabilmente non si riuscirà a risolvere tutte le problematiche affrontate.

La riunione prende immediatamente corpo cominciando dal tema del solfeggio: il dibattito si concentra sulla necessità di stabilire quale sia il metodo più adatto nel caso di studenti non vedenti, i quali hanno necessità di usare le due mani per leggere lo spartito. Luigi Mariani ritiene che ci sia l'urgenza di dare l'esempio, e ricorda che la commissione ha deciso di produrre un vademecum; ciò non esclude affatto la sperimentazione; pone l'attenzione sui video dimostrativi che riguardano un allievo non vedente mentre solfeggia con una sola mano, ma non si capisce che legge il braille. Enrico Palladino non si ritiene d'accordo, ma comprende l'importanza che bisogna indicare un metodo che tiene conto della presenza della disabilità visiva. Giovanni Arestia ritiene importante pubblicizzare il materiale video dimostrativo. Antonio Quatraro condivide quanto detto, poiché a suo avviso è necessario far comprendere a tutti come operare affinché un non vedente impari la musica, a leggerla e a memorizzarla, sfatando quindi il luogo comune che il non vedente possa studiare musica solo ad orecchio. Aggiunge che bisognerebbe concentrarsi sulle schede di conoscenza, che egli stesso ha inviato ai membri della commissione, per capire se qualche ragazzo studi musica, se qualcun altro vorrebbe farlo ma non ha gli strumenti giusti, e per sapere chi e dove sono le persone in grado di aiutare i ragazzi a studiare musica.
Rino Rizzato si chiede a cosa servano questi sondaggi. Francesca Mannino ritiene che non si tratta di fare un sondaggio, bensì di concentrarsi sui ragazzi non vedenti, per conoscere la situazione e mostrare a chi lavora con loro, come insegnare la musica. Rino Rizzato prosegue esprimendo la sua contrarietà e titubanza sull'utilità di reperire tali dati, poiché a suo avviso non serve un "sondaggio" per verificare quante persone ad esempio studino musica: basterebbe chiedere alle sezioni. Raccomanda inoltre di costruire delle occasioni per dare visibilità alle eccellenze. Antonio Quatraro risponde che questo lavoro è già stato fatto in precedenza, ma purtroppo i questionari non sono utilizzabili, perché i dati sono scritti a mano, e perché sono in massima parte illeggibili.
Giovanni Arestia propone di inviare una circolare a tutte le sezioni e reperire quindi tutte le informazioni sui ragazzi e le ragazze che studiano musica. Luigi Mariani condivide quanto detto da Francesca Mannino, e condivide la raccomandazione di Rino Rizzato a proposito delle eccellenze. Ritiene che, con umiltà bisognerebbe semplicemente spiegare come un non vedente possa studiare musica, anche solo al livello dilettantistico. Non si tratterebbe quindi di effettuare un sondaggio, ma di acquisire dati e chiedersi a cosa servano; è necessario capire le diverse realtà di questi ragazzi, per cercare di dare loro delle risposte mostrando le mille porte che offre la musica: non ci si può infatti esimere dal rispondere anche a coloro che si approcciano alla musica con altri programmi, magari senza saper leggere il Braille, o solfeggiare o senza aver seguito il percorso professionale, ossia il conservatorio.
A questo punto della riunione, il dibattito diventa più animato, in quanto Enrico Palladino ritiene che la proliferazione di strumenti, di possibilità e la "musica fatta per divertimento" abbiano dato origine a un decadimento della musica attuale favorendo "l'invasione dei Cinesi" nel nostro territorio: bisognerebbe invece alzare ancora di più il livello. Luigi Mariani non condivide, e risponde evidenziando che in Italia è stato sempre considerato solo il livello più elevato, mai quello intermedio, con ciò che ne è conseguito. Aggiunge che ritiene necessario che i docenti conoscano il metodo migliore per insegnare ai ragazzi non vedenti come studiare la musica. Interviene Franco De Feo, secondo cui non esiste una soluzione che vada bene per tutti, quindi bisogna capire innanzitutto che oggi c'è qualcosa di diverso; propone di richiedere tramite e-mail da ogni sezione, un elenco di tutti i musicisti non vedenti, che poi abbiano anche capacità di insegnamento. In seguito questi potrebbero essere contattati telefonicamente per rispondere ad un breve questionario teso a verificarne la disponibilità a operare. Allo stesso modo si potrebbe procedere con tutti i ragazzi in generale per capire se già studiano musica, se interessati o se ci sono le condizioni per farlo. Propone inoltre di attivare corsi di attività musicale di vario genere presso le sezioni UICI, coinvolgendo I.Ri.Fo.R.: musica d'insieme, canto corale e magari individuare coloro che potrebbero affrontare lo studio di uno strumento.
Francesca Mannino propone di trovare un punto di incontro tra le posizioni espresse da Luigi Mariani e Enrico Palladino, partendo dal livello medio, ovvero dallo studio amatoriale/dilettantistico. In ultimo ritiene che si debba elaborare un programma riguardante le metodologie di insegnamento agli studenti non vedenti e pubblicizzarli a partire dalle scuole elementari, senza escludere le accademie private, per poi proseguire ai livelli superiori.
Interviene Gianluca Casalino, riferendosi a quanto detto precedentemente da Luigi Mariani; fa rilevare che non si parte dal livello medio, bensì da quello inesistente: il problema è la mancata conoscenza del mondo dei ciechi musicisti. Le domande che arrivano alla nostra Biblioteca Italiana per i Ciechi di Monza sono diverse e riferisce che spesso egli si trova nell'imbarazzo di non poter rispondere, o indirizzare le persone verso un referente fisico. Luigi Mariani condivide l'intervento di Gianluca Casalino, e aggiunge che per avere informazioni attendibili, quindi per raccogliere dati utili, si deve partire dalla base, cioè dagli uffici scolastici (come si era già profusamente argomentato nella precedente riunione).
Gianluca Casalino afferma che il Vademecum è un punto dal quale poter partire, ma ritiene che ci sia molto altro da fare: capire come procedere con il portale, reperire molto materiale da mettere a disposizione (non solo video, che riguardi anche i pluriminorati).
Antonio Quatraro riferisce che la Direzione Nazionale ha concesso lo spazio web e la segretaria della commissione Giada Voci si è resa disponibile anche a inserire i vari contenuti.
Luigi Mariani pone l'attenzione sul libro dello Schiepati, che illustra ai non vedenti la notazione musicale dei vedenti da considerarsi quale ponte da salvaguardare tra insegnati vedenti e allievi ciechi.
Prima di proseguire nel dibattito, Antonio Quatraro riassume brevemente i punti sui quali lavorare:
- sollecitare le sezioni ad individuare i musicisti disponibili e a indicare un referente locale per gli studi musicali;
- sollecitare i consulenti territoriali per la tiflodidattica a diffondere il materiale;
- sensibilizzare i centri scolastici regionali;
- informare sulla possibilità per i ciechi di studiare musica;
restano però i problemi del reperimento di buon materiale dimostrativo unitamente ai libri e più in generale la didattica. Inoltre sollecita coloro che hanno materiale documentale o video a condividerlo con i colleghi della commissione (es. video con brevi descrizioni). Riferisce che la Direzione Nazionale si rende disponibile: infatti si è mostrata favorevole all'apertura di un indirizzo email, alla sinergia tra la Biblioteca Italiana per i Ciechi e l'I.Ri.Fo.R. e a considerare la Biblioteca come punto di riferimento oltre alla commissione stessa. Dà atto a I.Ri.Fo.R. nazionale di aver inserito per la prima volta un modulo per la didattica musicale fra le opzioni offerte ai docenti nella "carta del prof.".

Alle ore 16.00 circa entra in conferenza Paolo Razzuoli in rappresentanza del Servizio Ottavio Orioli, al quale Antonio Quatraro dopo una breve presentazione, passa la parola.
Paolo Razzuoli illustra il suo punto di vista sul programma BME (Braille Music Editor) e propone un incontro con i pochi utenti esperti, per individuare quali sono i principali aspetti sui quali lavorare per aggiornarlo e per fare delle proposte sulle azioni da intraprendere per realizzarle.
Il dilemma è quindi scegliere se sviluppare il programma soddisfacendo genericamente gli utenti, oppure aiutare chi seriamente lo utilizza: a suo avviso non si può ragionare su un programma prescindendo da chi realmente lo usa. Aggiunge che si rende disponibile a fornire alcuni nominativi di utilizzatori a livello professionale. L'intervento prosegue collegandosi al formato BMML. L'obiettivo proposto, in linea con il documento approvato nel seminario internazionale del marzo 2016 tenutosi a Pisa, è quello di perfezionare il formato BMML, per rendere possibile una traduzione dal formato Music xml al formato BMML che sia il più possibile automatizzata. Propone inoltre che, qualora ci fosse la volontà, le istituzioni europee legate al mondo braille potrebbero formare un consorzio per mettere a disposizione le esperienze e creare un codice musicale standard da condividere.
Luigi Mariani aggiunge che, oltre alla problematica esposta, il software BME presenta criticità anche al livello di scrittura braille, nonostante sia un programma molto versatile.
Alle ore 16.40 Franco De Feo abbandona la riunione, con la richiesta da parte di Antonio Quatraro di reperire il materiale dimostrativo.
Prosegue il dibattito e Luigi Mariani condivide la linea di Paolo Razzuoli, aggiungendo che è necessario incontrarsi per capire cosa serve, ipotizzare come potrebbe funzionare al meglio il programma e poi attivarsi verso potenziali finanziatori, con gli obiettivi comuni.
Alle ore 16.45 Enrico Palladino abbandona la discussione.
La riunione prosegue con l'analisi delle varie problematiche legate al programma BME: tutti ipotizzano che questo software soddisferebbe le esigenze di tutti gli utenti se fosse in grado di trattare correttamente l'80% delle situazioni. Antonio Quatraro aggiunge che i due problemi principali legati fra loro, siano la buona qualità del lavoro che può fare un non vedente e la possibilità di importare spartiti in formato Music xml.
Interviene Giovanni Arestia segnalando che l'I.Ri.Fo.R. non è stato in grado di fornirgli il codice di attivazione del BME.
Paolo Razzuoli riferisce che l'ultima versione del software risulta peggiorata rispetto a quella licenziata dalla commissione valutatrice nel lontano 2009; ricorda di aver inviato una lettera ai consiglieri della Biblioteca Italiana per i Ciechi di Monza e a Luciano Paschetta, ma senza risultati. Antonio Quatraro chiede di poter avere copia della lettera in oggetto.
Alle ore 17.00, Giovanni Arestia prima di abbandonare la riunione, comunica che entro il 10 novembre la commissione sarà convocata dal nuovo presidente e direttore del conservatorio di Messina per discutere sulla bozza di convenzione che riguarda le scuole. Luigi Mariani si rende disponibile, prima di salutare ed abbandonare la riunione alle 17.06.
Antonio Quatraro chiede a Paolo Razzuoli di fargli pervenire la lista di tutte le opere trascritte dal Servizio Ottavio Orioli per poterle mettere a disposizione.
Gianluca Casalino condivide quanto detto finora, ma ritiene che la prima indagine da condurre vada indirizzata sulle aspettative verso il programma Braille Music Editor e se si possa contare o meno su BME per il futuro, data l'incapacità dei detentori di diritto di continuare questo percorso.
Paolo Razzuoli concorda con quanto detto, ma è convinto che sia importante intanto incontrarsi per capire le varie esigenze, poi sottoporle agli attuali proprietari e in seguito scegliere la strada da percorrere.
Alle ore 17.30 tutti i partecipanti abbandonano la riunione.

La segretaria Il Coordinatore
Giada Voci Antonio Quatraro


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