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Corriere dei Ciechi

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Numero 3 del 2013

Titolo: ITALIA- Abbiamo fatto un gioco

Autore: Michele Novaga


Articolo:
Michele Novaga intervista Annalisa Minetti prima delle elezioni

Nella vita, Annalisa Minetti, ha dovuto rimboccarsi le maniche. Diventata cieca nell'età dell'adolescenza, non si è persa d'animo affrontando di petto tutte le avventure in cui si è buttata. Vincendole tutte. Trionfatrice del Festival di Sanremo nel 1997, premiata come aspirante Miss Italia, ci ha fatto gioire alle Paralimpiadi di Londra 2012 con il bronzo conquistato nei 1500. Ora Annalisa ha deciso di alzare l'asticella della difficoltà misurandosi anche in politica candidandosi con la Lista Monti. "Il Corriere dei Ciechi", con l'intenzione di non violare la par condicio, l'ha intervistata a metà febbraio non conoscendo ancora l'esito delle votazioni, per capire cosa farà se eletta e soprattutto come concilierà i suoi impegni canori, sportivi e politici con la famiglia. Un gioco a cui Annalisa si è prestata molto volentieri e che, ci auguriamo, le abbia portato fortuna.

D: Cosa l'ha spinta a candidarsi alle prossime elezioni?
R: La voglia di aiutare i più deboli. Io ho un bel lavoro, non mi manca nulla, ma non sono contenta di sapere che c'è chi non viene tutelato. Mi sono sempre sentita una portavoce del popolo e adesso voglio fare qualcosa che permetta di avere il potere per cambiare questa situazione d'impotenza.
La chiamata del Professor Monti a salire in politica al suo fianco, è stata un grande onore. Anch'io, come il nostro Paese, ho affrontato nel corso della vita momenti che mi hanno messo a dura prova. Ecco perché mi sento di poter affermare che con determinazione e spirito di sacrificio non esistono sfide impossibili da superare. Con la lista "Scelta civica" per Monti se ne aggiunge una nuova anche nella mia vita.
D: Prima di questa decisione di candidarsi, ha mai fatto politica? Cosa votava prima?
R: Mi avevano già proposto prima di fare politica ma non l'ho mai fatta con convinzione.
Monti, invece, per me è sinonimo di etica, rettitudine, regole, disciplina. Con lui possiamo risanare un Paese che ha bisogno di tornare nel benessere con onestà. È la persona giusta.

D: Cosa pensano i suoi famigliari di questa "salita" in politica?
R: Diciamo che secondo loro avrei fatto bene a continuare serenamente la mia carriera... Ma non posso fermarmi e disinteressarmi delle persone che rappresento: i diversamente abili, i più deboli, il mondo della musica e dello sport. Devo fare qualcosa.

D: Su quali argomenti si basa il suo programma elettorale?
R: La mia azione è incentrata sul sociale che voglio inserire come materia scolastica. Ma anche sul sostegno allo sport per aiutare i giovani ad allontanarsi da strade sbagliate. Per me lo sport deve abilitare e riabilitare socialmente chi ha sbagliato e deve dare una possibilità a chi si impegna e segue le regole e la disciplina.
E poi naturalmente sul mondo della musica che va regolamentato dato che è in crisi da troppo tempo. Senza dimenticare le donne, le grandi risorse sprecate del nostro Paese.

D: Come sta svolgendo la sua campagna elettorale?
R: Con grande impegno ma c'è da dire che, anche in campagna elettorale, io sono sempre me stessa. Ho sempre voluto essere una voce fuori dal coro che sostiene chi ne ha bisogno. Ho una grande determinazione e voglio dare il massimo per raggiungere questo obiettivo. Io non "salgo" in politica per il mio interesse personale ma per rappresentare quell'Italia che si vuole impegnare con coraggio e sacrifici al miglioramento del Paese.

D: Nel nostro paese la categoria degli "specialmente abili" non è molto tutelata. Addirittura, nella precedente legislatura si ventilava la possibilità di tagliare l'assegno di accompagnamento. Lei per i non vedenti è un punto di riferimento. Immaginiamo che al momento della pubblicazione di questo numero, lei sia stata eletta: cosa si impegna a fare per loro?
R: La categoria che rappresento deve essere tutelata e io voglio garantire questo. Nel nostro Paese il servizio pubblico socio-sanitario spesso viene meno e la vita dei disabili purtroppo è resa più difficile proprio dalla carenza - a volte assenza totale - delle infrastrutture necessarie. Ad esempio, il finanziamento a livello nazionale del fondo per la non autosufficienza, già chiesto al Governo Berlusconi ma senza alcun successo, potrebbe essere la soluzione. Finanziarlo, come del resto fanno gran parte dei Paesi europei, sarebbe quindi un segnale importante e ci metterebbe alla pari con gli altri.
Lotterò comunque perché questa ipotesi di togliere l'assegno di accompagnamento non venga considerata ma sono convinta che bisogna fare molto di più per le persone speciali che hanno il diritto di seguire i propri sogni. Sarò la loro voce.

D: In una recente intervista ha dichiarato che le piacerebbe diventare Ministro delle Pari Opportunità: continuando il nostro gioco, immagini che lei è stata nominata Ministro. Su cosa incentra la sua azione?
R: Sulle donne che oggi vogliono, devono e possono contare di più: nelle istituzioni, nelle imprese, in tutti i fronti della società. Servono quindi politiche che tutelino la donna nei suoi vari aspetti: la sua immagine, la sua partecipazione al mercato del lavoro e le pari opportunità durante tutto l'arco della vita. Solo in questo modo si potranno rimuovere pregiudizi e resistenze che non possono più appartenere alla società di oggi.
Ma pari opportunità vogliono dire più politiche sociali. Non ho mai fatto qualcosa giusto per farla. Se salgo in politica, è per arrivare in Parlamento e per avere il potere che mi serve per sostenere molte cause che voglio portare avanti. E se ciò mi consentisse di aiutare anche solo poche persone, ne sarà valsa la pena.

D: Come riuscirà a conciliare il suo impegno politico, quello sportivo, di artista con il suo ruolo di madre?
R: Ho un grande staff, rappresentato soprattutto da mio marito Genny Esposito. Siamo organizzati e sviluppiamo la nostra giornata al meglio. Mi dedico alla musica attraverso gli eventi, allo sport allenandomi tutti i giorni. E poi faccio la mamma portando il mio bambino sempre con me.
Se dovessi essere eletta in Parlamento non sarò presente ma presentissima perché ho il dovere di provare a dare il massimo per far conquistare la medaglia del diritto ai più bisognosi.

D: Lei si reputa una donna fortunata? Pensa di aver più dato o ricevuto dalla vita?
R: Ho ricevuto un grande dono, quello di perdere la vista per avere l'opportunità di essere speciale, ho raggiunto grandi obiettivi ma il meglio deve ancora venire. Adesso sono in credito, devo dare tanto e voglio farlo al meglio.



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