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Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti ETS - APS

 

Corriere dei Ciechi

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Numero 3 del 2013

Titolo: RUBRICHE- Segnalibro

Autore: a cura di Renato Terrosi


Articolo:
Farfalle come pensieri
Da tempo vivo di ricordi e spesso vengo incatenato dai sogni. In particolari condizioni riesco perfino a fissare sul nero schermo della memoria film di vicende complesse alle quali aggiungo spezzoni di realtà quotidiana. Minutaglia.
Questa commistione di pensieri e di realtà d'accatto, tutto sommato, mi piace e mi fa sentire meno in là con i decenni. Qualcuno, dito pedagogico in alto, parla di trucchi meschini per frastornare le maledette Parche, sempre con i forbicioni in mano. Stupidaggini.
Romolo Paradiso, autore della raccolta di Poesie, della quale schizzerò brevi impressioni, sostiene, invece, che è una cosa ganza, bella. Da creativo di classe. E se anche Romolo, talvolta, mostra un cuore un po' "malandrino", alla fine, si mostra per quello che è: onesto affabulatore come lo erano non pochi aedi e poeti dei secoli d'oro. Con un sentire capace di superare il tempo.
Del resto, il nostro autore è cresciuto a pane e letteratura, scrive alla grande e "dicitur" abbia compiuto diverse escursioni sul Monte Elicona, regno silvano delle Muse.
Poi, nonostante la feconda temperie giornalistica, e non solo, si è deciso e, quasi meravigliandosi della sortita da capitano di ventura, con braccio ferrigno e cuore giovinetto, ha tirato fuori "Il senso delle stelle", un forziere colmo di preziosi diversi. Di vita, vera e pura.
Evviva! È una notizia, un evento per chi si nutre di elevato sentire e di sane emozioni. Un evento benefico anche per cinici disperati e naufraghi nella morta gora dell'indifferenza. A loro è facile raccomandare, anzitutto, "Sorriso", a pagina 17 della ricca e affascinante fantasia poetica. Troveranno risposte a tanti perché.
In questa cascata di diamanti è bello sfiorare un mondo di sentimenti, poesie levi o scattanti. Vita per chi dorme o ronfa pigramente davanti a un visore rococò.
Sì, amico lettore, divieni viandante nelle infinite strade della terra, creatore di pensieri, che sono farfalle trasparenti pregiatissime, racchiuse in una teca, splendida e splendente.
Frullano, frullano le farfalle, per volar via o per restare, dipende. Compagne silenti, prepotenti come i pensieri. A questo punto, non posso negarmi un rapido giro tra le pagine de "Il senso delle stelle".
"A Mamma" (il cielo è più bello ora che ci sei tu), "Pisola" (un abbraccio d'amore riconoscente, un inno alla generosità), e poi "Elisa" (occhi che danzano in cerca di un'intesa), "A Giovannino" (comprensione e guida di chi conosce e sa), il ricordo vivo della grande Alda (Merini) che sa del dolore di sempre.
L'occhio corre tra le pagine, la mente pensa, il cuore batte più svelto. "Sicilia" (un rimbrotto alla bella terra amatissima, che sta veleggiando stanca nel mare procelloso).
Frusciano ancora le pagine: la gioia di una scoperta, la partecipazione ad uno sdegno, l'indicazione di una scelta, l'afrore silvano nelle rugiadose ore di pace di un ermo boschetto, lo stridore che può farsi dolore in città.
Una sospensione di fiato e via ancora. L'incalzare di sensazioni, di speranze, di mestizie. L'ilare commento di una festa popolare. La frenesia spadroneggia. Penso che basti come assaggio.
Il cosiddetto prefatore si ferma. Torna quello di sempre: cercatore di favole. Alla buon'ora! I cercatori di favole son tanti come i poeti. Per fortuna.
Il cercatore appare provato. Prende il suo organetto sfiatato e va. Va verso l'orizzonte. Contento.
Felice di saper sorridere sempre meglio col trascorrere degli anni. Anche al gatto forastico che passa a coda dritta regala un sorriso, che è un saluto.
Romolo Paradiso annuirà comprensivo?

Il senso delle stelle
(Poesie)
Romolo Paradiso

50 anni di TV, Sorrisi e Canzoni
Nel 1952 avevo già corso tutti i mari della terra, con poca allegria, per la verità. Senza saperlo ambivo un comodo divano per la meritata pausa. Il divano lo trovai, ma non ebbi il tempo di godermelo.
Mike Bongiorno suonò la sveglia e poi tanti altri artisti, cantanti, gente che faceva la radio e dal 1954 la televisione giurarono che non avrebbero dato requie e mantennero il giuramento. Morandi, Cinguetti, Modugno e una lunga fila di noti, notissimi e ultrafamosi presero il gusto e il vizio di uscire, giorno e notte, dall'apparecchio radio, da quello televisivo, dai juke-box, dai mangiadischi e da tutte le altre macchine inventate per la gioia di giovani e vecchi.
Tutti battevano le mani, sorridevano, cantavano e piangevano. Per vari motivi.
Non dimentico una brava e giovane cantante che venne da me piangendo durante una manifestazione canora. Avevo uno specifico incarico e ascoltai il ricorso tra una pioggia di lacrime. Le avevano sfumato la canzone. Voleva giustizia.
La ebbe questa benedetta giustizia. E riprese a piangere. Dalla gioia.
Questo piccolo episodio la dice lunga su questi 60 anni, ma di sicuro il libro fotografico che celebra il compleanno di una grande rivista del settore ne dice molte di più. E più interessanti episodi, più curiosi aneddoti, tutto di tutto e di tutti. Per un lungo periodo mi sono trovato anche io, per motivi professionali, in mezzo alla bagarre e... niente divano per riposare. L'ho ancora quel divano imponente, rosso fuoco, sta nello studio, semicoperto da numeri di "Sorrisi e Canzoni". E ora c'è il libro fotografico. Buono sfoglio!

INCORNICIATO

Angolo dei ricordi

Risfogliando Ciak di Luce
Un eccezionale splendido volume di Federico Fellini con Vittorio Storaro. Anno 1989

Questo libro, autentica opera d'arte, ha un posto particolare nella mia biblioteca e quando lo prendo per sfogliarlo mi suscita una sensazione particolare. Una sorta di piacevole stupore.
Nel 1989 fu una strenna natalizia dell'Enel ed ebbe un grande successo. Non poteva non averne: Fellini che si fa pregare anni per girare uno dei suoi film da Oscar e che scrive un libro, Vittorio Storaro direttore di luce in tanti capolavori gli è a fianco, il titolo particolarmente indovinato "Ciak di luce" le illustrazioni pregiate e i famosi "disegni graffiti" felliniani.
Il grande formato, la stampa eccellente, la cura di ogni dettaglio, i sette Oscar sulla fascetta di copertina. Non sono cose di tutti i giorni. Sono eccezionalità. Anche io che ho fatto la mia parte nella progettazione e lavorazione dell'opera non resisto al richiamo narcisistico e vado a rileggere il lungo commento espressamente scritto e intitolato "La Luce nel linguaggio cinematografico 1878 –1989". Piccolo tra giganti avverto una piacevole sensazione di leggera follia. Come sempre mi accade mi lascio andare al vizio-gioco delle rimembranze, cibo di vita.
I giorni del libro di Fellini sono sperduti in lontananze difficilmente misurabili ma basta un battito un po' languido di ciglia e sono subito qui attorno. Il recente cinquantenario dell'Enel forse li ha elettrizzati, ha dato loro un cinematografico "Viraggio"!
Per qualche attimo sembrano imbarazzati e non mi saltano addosso. Poi intrecciano un vivace carosello accompagnato da musica niente male. Butto via il bastoncino dal manico d'argento e entro nel giro. Sorrido e canto anche se la testa un po' gira.



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