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Corriere dei Ciechi

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Numero 3 del 2013

Titolo: RUBRICHE- Sibemolle

Autore: a cura di Flavio Vezzosi


Articolo:
La fisicità della musica

Partiamo dalla fine, cioè da chi riceve un prodotto musicale e ne fa uso; ovvero: l'ascoltatore di musica. Per dirla ancora con altre parole: colui che usa le proprie orecchie per captare le vibrazioni sonore, a loro volta organizzate in forme più o meno complesse, definibili come "musica".
Ma perché tutte queste apparenti sconclusionate puntualizzazioni per parlare, in fondo, della stessa cosa? La risposta non è anch'essa univoca e cercheremo di darla con quanto stiamo qui scrivendo.
Partiamo da un assunto inconfutabile: la musica è sempre costituita da un evento fisico. L'ascoltatore di cui sopra, è dunque l'ultimo anello di una catena, la cui lunghezza è variabile a seconda della situazione, fatta da elementi fisici vibranti, ovvero capaci di trasmettere vibrazioni sonore.
Occupiamoci ora più da vicino del musicista, di colui che, in senso ampio, si adopera in prima persona per generare quelle vibrazioni destinate a essere identificate come musica. Per dovere di cronaca, sottolineiamo che, nel caso del cantante, è lui stesso a produrre tali vibrazioni; ma anche il suonatore di uno strumento a fiato è sicuramente coinvolto direttamente nella generazione di tali vibrazioni. Il musicista dunque, è chiamato a svolgere azioni fisiche molto raffinate e complesse, proprio nell'uso dello strumento musicale da lui prescelto. Molta della sua abilità di esecutore sta nella destrezza tecnica con cui riesce a utilizzare al meglio il suo strumento. Quindi un impegno fisico molto importante profuso per ottenere un risultato sonoro preciso, il più rispondente possibile alle esigenze dettate dal progetto musicale in via di esecuzione, il quale può essere più o meno complesso, chiamando in causa diversi attori: può esserci a monte un compositore e quindi un interprete; oppure è lo stesso esecutore a raccogliere in sé i vari ruoli. Gli esecutori possono essere più di uno, fino a raggiungere le decine e decine come nel caso di una grande orchestra, di un coro o di una banda. Da solo o insieme ad altri, l'esecutore genera, con il suo impegno intellettuale e soprattutto fisico, il suono, cioè le onde sonore che attraverso l'aria si propagano fino a raggiungere un eventuale ascoltatore. Ecco quindi descritta la "fisicità della musica".
Questo legame fisico che si crea tra oggetto vibrante capace di produrre suoni e l'orecchio dell'ascoltatore, viene definito evento musicale, o più semplicemente musica. Questo legame deve essere ricreato il più fedelmente possibile, anche quando si ricorre alla registrazione sonora; cioè quando le onde sonore originali vengono captate non solo da orecchie umane, ma anche da uno o più microfoni. Questi oggetti sono stati creati dall'uomo per trasformare la pressione acustica delle onde sonore in impulsi elettrici che, a loro volta, possono essere registrati, trasmessi, manipolati artificialmente. Ma poiché l'organo di senso deputato alla percezione acustica funziona solo grazie al movimento della pressione dell'aria, è necessario ricreare questo meccanismo in fase di riproduzione musicale. Serve cioè un dispositivo in grado di generare nell'ambiente in cui si trova l'ascoltatore le stesse vibrazioni sonore che erano state prodotte dal musicista con il suo strumento.
Abbiamo voluto qui esporre in modo quantomai schematico gli aspetti meramente fisici della musica, perché intendiamo ora condividere con voi lettori una riflessione apparentemente poco evidente in chi è coinvolto a vario titolo dalla fruizione della musica, sia esso produttore (quindi esecutore) o semplice (si fa per dire) ascoltatore.
La facilità di accesso alla musica da parte dell'ascoltatore offerta oggi dalle tecnologie digitali e dall'informatica, escludendo un'attività fisica preliminare di quest'ultimo per lo più finalizzata all'acquisizione di un supporto fisico contenente la registrazione musicale di suo interesse, allontana ulteriormente lo stesso ascoltatore dall'azione fisica originaria della creazione musicale.
Avere facile accesso a sconfinate librerie virtuali che ci mettono a disposizione qualsiasi tipo di genere di brano musicale scaricabile gratis o a pagamento con un click del mouse, può farci perdere il gusto di "conquistarci" l'ascolto della nostra canzone. E ancora: dover uscire di casa per andare a comprare un disco, diventando così legittimi proprietari di un oggetto fisico contenente l'oggetto immateriale (la registrazione musicale) capace di ricreare a nostro piacimento il "piacere dell'ascolto", non richiede azioni fisiche assai più complesse e quindi coinvolgenti del semplice download di musica da internet?



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