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Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti - ONLUS

 

Relazione sull'Attività dell'Unione Italiana dei Ciechi per l'anno 2000

Indice

 

ORGANIZZAZIONE

- 80° Anniversario e nuovo assetto organizzativo

Nel corso del 2000 l’Unione Italiana dei Ciechi ha festeggiato l’80° anniversario della sua fondazione, avvenuta a Genova il 26 ottobre del 1920. In occasione della ricorrenza si sono svolti solenni celebrazioni in più parti d’Italia durante le quali è stato ripercorso il cammino compiuto dall’Associazione in questo lasso di tempo a sostegno dei ciechi e sono state illustrate le più importanti prospettive per il futuro. In taluni casi tali manifestazioni sono state accompagnate da concerti, fra i quali spiccano quelli svoltisi presso il Teatro Carlo Felice di Genova e presso il Teatro alla Scala di Milano, durante il quale è avvenuta anche la consegna del Premio Louis Braille, sulla quale si riferisce nel seguito della relazione, che, nelle parole del Presidente della Commissione Europea, Romano Prodi, si è dimostrata, ancora una volta, uno "splendido esempio di quella solidarietà cui deve ispirarsi qualsiasi progetto di miglioramento della nostra società".

Tale importante ricorrenza cade proprio in un periodo di profonde trasformazioni sia sul piano politico amministrativo, sia, più in generale, sul piano sociale e dell’integrazione dei portatori di handicap.

Da un lato, basti pensare ai numerosi provvedimenti che hanno portato ad attuazione (in alcuni casi ancora parzialmente) le leggi di riforma della Pubblica Amministrazione che hanno caratterizzato gli ultimi anni (si pensi, ad esempio, alle c. d. "leggi Bassanini"o alle recenti riforme nel campo della pubblica istruzione) hanno dato impulso ad un massiccio trasferimento di competenze e funzioni dal centro alla periferia, anche in materie che toccano da vicino il mondo dell’handicap e, quindi, della minorazione visiva. Prime fra tutte la nuova legge di riordino del sistema di assistenza sociale, su cui si parlerà più diffusamente nel prosieguo della relazione, che unita ad alcune inadeguatezze delle strutture degli enti locali, potrebbe comportare pericoli di diminuzione delle prestazioni effettive dello stato sociale con il rischio di ostacolare il raggiungimento del traguardo della piena integrazione sociale, culturale, professionale ed economica, della pari dignità e delle pari opportunità.

Dall’altro lato, si deve fare riferimento all’ondata di innovazioni derivante dai progressi dell’elettronica e delle tecnologie connesse alle telecomunicazioni che può alimentare, in effetti, grandi speranze anche per una migliore integrazione dei disabili - dal settore dell’istruzione al mondo del lavoro, dalla lettura dei quotidiani al tempo libero, fino alla trasformazione di ogni aspetto della nostra vita quotidiana, e al progressivo abbattimento di molte barriere che fino a ieri sembravano insuperabili – ma che non deve far dimenticare che, nello stesso modo, si possono anche creare nuove forme di esclusione e sacche di emarginazione per chi non è in grado di restare al passo con i tempi.

Queste considerazioni acquistano maggior valore, specie se unite ai rischi derivanti dalla globalizzazione dell’economia, che ha accentuato i processi di competizione e la logica del profitto, determinando un progressivo smantellamento dello stato sociale ed un sempre più marcato affievolimento dei sentimenti e dei vincoli di solidarietà.

A tale riguardo, come affermato dallo stesso Presidente Prodi in un recente intervento, l’impegno delle istituzioni nazionali e comunitarie da questo punto di vista dovrà essere triplice. Anzitutto, occorrerà favorire lo sviluppo di tecnologie che permettano l’uso dei nuovi strumenti ai cittadini disabili, rendendo realmente operativo il loro diritto all’istruzione, al lavoro e allo svago; nel caso dei ciechi e degli ipovedenti, soprattutto sintetizzatori vocali e applicazioni in grado di interagire con interfacce auditive e tattili (basti pensare che, attualmente, circa il 97 per cento dei siti Internet è inaccessibile per queste categorie di cittadini). In secondo luogo, si dovranno adottare politiche e protocolli per fare in modo che i servizi di pubblica utilità – si pensi ad esempio ai siti Internet delle amministrazioni on-line - siano realmente accessibili a tutti: sarebbe assurdo che proprio i disabili, potenzialmente i maggiori beneficiari di simili innovazioni, ne fossero esclusi a causa dell’impiego di pagine troppo sofisticate, in cui la grafica prevale sul testo. Per questo, è indispensabile che i disabili possano ricevere un’istruzione adeguata, che consenta loro una piena integrazione nella società digitale.

Nuovo assetto organizzativo

Proprio per venire incontro a queste pressanti esigenze, l’Unione Italiana Ciechi, nel corso del 2000, ha ulteriormente potenziato l’azione di riassetto amministrativo iniziata nel 1999 che si era articolata in dieci incontri regionali su un programma proposto dalla Direzione Nazionale, integrati dal dibattito nei diversi organismi associativi, ma che, pur avendo dato innegabili risultati positivi, aveva rivelato alcuni limiti di partecipazione legati in parte ai costi ed in parte ad aspetti organizzativi.

Sulla scorta dell’esperienza acquisita, lo scorso anno il programma di riorganizzazione delle Sezioni Provinciali e dei Consigli Regionali, oltre che su adeguati stanziamenti finanziari, si è basato soprattutto sul principio del decentramento delle funzioni e sulla ricerca di un contatto continuo con la base associativa, attraverso una gestione di tipo collegiale e tramite l’erogazione di servizi qualificati. A questo scopo, in collaborazione con i rappresentanti delle strutture territoriali direttamente interessate (Consigli Regionali e Sezioni Provinciali), è stato predisposto un progetto di cambiamento dell’assetto funzionale, avente carattere strutturale ed organizzativo, che prevede nuovi metodi di gestione e di funzionamento di tali strutture nei settori nevralgici dell’organizzazione. In sintesi, tale schema, contenuto in un manuale organizzativo, ha previsto modelli di riferimento per il funzionamento delle sedi territoriali ed ha individuato una serie di standard qualitativi minimi nella gestione dei servizi da erogare ai soci.

Come prima accennato, l’iniziativa ha seguito nel 2000 una nuova formula, intendendo utilizzare per l’aggiornamento tre incontri delle assemblee dei quadri dirigenti, che, pur non essendo organo statutario, ma la cui creazione è stata fortemente voluta dalla Direzione Nazionale al fine di ampliare il momento partecipativo di tutte le strutture, ha assunto nel corso degli ultimi anni una valenza essenziale per le politiche associative dell’Unione. In essa tutti i dirigenti si confrontano apertamente con i problemi di più grande rilevanza, approfondendoli e discutendoli con passione e piena conoscenza.

In tali incontri sono state esaminate e discusse alla presenza di esperti del settore le principali normative che regolano, sostanzialmente, il processo di decentramento in atto in materia di erogazione dei servizi socio-assistenziali, sanitari, riabilitativi e di sostegno all’integrazione sociale, sulla base della considerazione che, per essere interlocutori validi delle amministrazioni locali, è necessario conoscere le loro regole organizzative e soprattutto essere in possesso di tutti gli strumenti utili per un’efficace tutela e rappresentanza degli interessi morali e materiali dei ciechi, che hanno riposto nell’Unione Italiana dei Ciechi la loro fiducia. Le disposizioni esaminate sono state: legge 142/90, legge 59/97 e 675/96 legge 241/90, legge 68/99 e D.Lgs 112/98 legge 127/97, 265/99 e il progetto di legge sulle disposizioni per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali (poi approvato con legge 328/2000).

Nell’intento di avvicinare il più possibile le strutture amministrative alla base associativa per garantirne una maggiore e più partecipata adesione e nell’intento di accelerare il processo di cambiamento, si è passati poi, all’avvio della seconda fase del progetto che riguarda gli aspetti gestionali da indirizzarsi ad una più razionale divisione delle responsabilità, alla creazione di gruppi di lavoro, alla nomina di referenti presso le pubbliche amministrazioni più importanti e, soprattutto, ad un diverso ruolo rivestito dall’assemblea dei soci, così come descritto in linee-guida, divulgate presso le strutture periferiche, che dettavano regole di base per la gestione dei corretti rapporti con i soci.

La collaborazione in parola si è concretizzata nella organizzazione di assemblee straordinarie presso le varie Sezioni Provinciali che hanno inaugurato una vera e propria rivoluzione del ruolo di tale istituto associativo, non più vissuto come semplice momento di ratifica degli atti del Consiglio Sezionale, ma come luogo di discussione, dibattito e confronto, dove vengono censiti i diversi bisogni dei ciechi e decise le strategie di lotta per la loro soddisfazione. È evidente, quindi, che tali assemblee straordinarie sono state solo il primo atto di un processo destinato ad ampliare gli spazi della partecipazione, come momento caratterizzante l’attività di una associazione più moderna ed in grado di soddisfare la molteplicità dei nuovi bisogni dei ciechi e degli ipovedenti.

A latere di tali iniziative, ed in stretta correlazione con le stesse, sono state anche fissate norme di comportamento cui dovranno attenersi tutti i rappresentanti dell’Unione (sia della Presidenza Nazionale che delle strutture territoriali) designati in organi di enti ed organizzazioni esterne all’Unione. Il codice di comportamento approvato si ispira a comportamenti di eticità e di correttezza, nell’interesse degli enti in cui viene svolto l’incarico e, al contempo, a tutela degli interessi dei minorati della vista.

È proseguita, inoltre, la selezione a livello nazionale di personale, volta a mettere a disposizione dei Consigli Regionali, con spese a carico della Presidenza Nazionale, consulenti esperti nel settore giuridico-organizzativo, in modo da porre le strutture a livello regionale e, conseguentemente, a livello provinciale, nella condizione di poter svolgere adeguatamente i compiti di rappresentanza e tutela della categoria cui sono chiamate dalle nuove norme di decentramento dell’attività amministrativa dallo Stato alle Regioni ed agli altri enti locali.

Al fine di garantire un costante aggiornamento del personale e dei dirigenti delle strutture periferiche, è stata anche organizzata una edizione del corso di formazione e aggiornamento sui nuovi programmi di contabilità. Il corso ha inteso approfondire ed eventualmente puntualizzare alcuni aspetti dei programmi di contabilità, già testati dalle strutture territoriali, nonché di fornire ogni elemento utile per indirizzare le rispettive Sezioni Provinciali nel territorio di competenza. Gli argomenti trattati sono stati:

A questo hanno fatto seguito alcuni corsi di approfondimento del programma.

Tra le altre iniziative, va segnalata la decisione della Direzione Nazionale che, in tema di lavoro ha disegnato uno scenario nuovo e ricco di prospettive: l’Agenzia Nazionale per la promozione del lavoro dei ciechi e il progetto di un convegno che esplori la reale possibilità di una riscoperta del lavoro manuale. L’operazione consiste, in effetti, in una radicale ristrutturazione dell'ufficio lavoro della Presidenza Nazionale oggi assolutamente inadeguato, per mancanza di personale e di know how, a dare una risposta ai bisogni di questo tempo.

L’Agenzia in parola avrà come compiti istituzionali quelli di:

L’esplosione delle nuove tecnologie ha creato strumenti di lavoro sempre più sofisticati che richiedono conoscenze e abilità particolari, che non sempre tutti i ciechi posseggono. Questo significa che esiste il rischio reale e non ipotetico che possa aumentare il numero dei ciechi senza lavoro. L’idea, quindi, di immaginare prospettive di lavoro manuale per i meno abili, rientra tra i doveri associativi e non va letta come nostalgia del passato o peggio come un ritorno all’indietro. La Direzione Nazionale ha ritenuto, quindi, debbano essere realizzati studi di fattibilità da presentare e discutere al previsto convegno prima menzionato.

Nell’intento di mantenere l’organizzazione interna al passo con le innovazioni tecnologiche, in atto anche presso le pubbliche amministrazioni, è stata perfezionata l’installazione presso gli uffici della Presidenza Nazionale di una rete informatica che, allo stato attuale, collega circa 40 work stations dotate di computer di ultima generazione, del sistema operativo Windows NT work station e del programma Office 2000. La rete è basata su un server primario (dotato di processore pentium di ultima generazione con 128 MB di ram e due hard disk da 9 GB ciascuno e di un juke box da 7 CD-Rom) e uno secondario con caratteristiche simili, ed è controllata dal sistema operativo Windows NT4. La rete è anche dotata di un sistema di sicurezza ad alimentazione ridondante e di due UPS con batteria a tampone.

Inoltre, la Presidenza Nazionale si è dotata in via definitiva di un programma di archiviazione ottica di documenti cartacei che permette l’invio e la ricezione della corrispondenza in formato elettronico (salvo gli sporadici casi in cui sia necessario procedere all’invio di atti originali, quali procure speciali, copie autentiche, etc.), nonché la possibilità di applicare le procedure per la firma digitale dei documenti, tenuto anche conto dell’adozione da parte del Governo delle specifiche tecniche per la medesima firma digitale e per la conservazione dei documenti (anche a valenza fiscale ed istituzionale) in forma elettronica.

Di pari passo è proceduta la dotazione di strumentazione informatica delle strutture periferiche, in vista di una futura connessione in rete dell’intero sistema.

- Legge 8 novembre 2000, n. 328

Legge-quadro per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali

Nel corso del 2000 è stato finalmente approvato il nuovo progetto di riforma del sistema di assistenza sociale, rispetto al quale l’Unione ha svolto un’intensa attività parlamentare.

L’argomento è di tale importanza che può essere utile ripercorrere in breve l’iter di questa intricata vicenda legislativa.

Più volte nel corso dell’iter di questo provvedimento l’Unione ha avuto modo di sottolineare i possibili pericoli derivanti, all’attuale sistema di sicurezza sociale a favore dei minorati della vista, prendendo posizione contro alcune previsioni contenute in precedenti versioni del testo in cui, sotto la parvenza di nazionalizzare il sistema vigente, si finiva per travolgere alcuni cardini su cui finora aveva trovato solido fondamento l’azione pubblica a favore dei ciechi.

In primo luogo, in tale progetto iniziale, veniva abolito il principio della concessione dell’indennità di accompagnamento "al solo titolo della minorazione", basato sul principio della pari dignità dell’art. 3 della Costituzione. Gli unici riferimenti al testo costituzionale riguardavano l’art. 38, quello cioè che si riferisce al mantenimento ed alla assistenza sociale.

Ancora, per le provvidenze a favore dei ciechi era previsto un "riequilibrio" o riclassificazione che portava, in sostanza, ad un confluire di tutte le indennità di invalidità in un unico contesto, senza alcun riguardo alla specificità ed alle esigenze di ogni singola minorazione.

Inoltre, alle associazioni degli invalidi non veniva riconosciuto alcun ruolo nei procedimenti amministrativi, ma una generica funzione di consultazione, tra l’altro senza riguardo alla rappresentatività di ciascuna associazione, in relazione al tipo di minorazione.

Infine, per limitarsi ai punti principali, era previsto il trasferimento ai Comuni (singoli od associati) delle competenze assistenziali ora in capo alle Province, senza tener conto dei precedenti travagli connessi a tale trasferimento, in occasione della legge di riforma delle autonomie locali (legge 142/1990).

Poiché nella materia è sopravvenuta anche una iniziativa legislativa del Governo, la Presidenza Nazionale dell’Unione, unitamente alle altre associazioni di invalidi, ha svolto una intensa azione nei confronti del Ministro per la Solidarietà Sociale, ottenendo l’inserimento, nel disegno di legge governativo dei seguenti punti:

L’azione di sostegno dell’Unione ha dovuto superare numerose difficoltà, non ultima una versione del testo di legge elaborato dalla Commissione Affari Sociali della Camera, nella quale venivano meno i principi basilari prima indicati, con possibile grave nocumento a tutte le categorie di invalidi civili e con uno sconvolgimento dell’attuale sistema di riconoscimento della specificità della minorazione visiva che avrebbe, tra l’altro, comportato una cancellazione degli attuali benefici per i pluriminorati.

L’Unione, quindi, pur apprezzando lo sforzo di dare organicità e sistematicità ad una materia complessa e varia nella direzione di attribuire maggiori responsabilità agli enti locali, secondo il principio della sussidiarietà (pur rimanendo fortissimo il dubbio sulle effettive capacità organizzative di questi ultimi di fronte al peso di compiti così nuovi e rivoluzionari), ha ritenuto di svolgere una pressante e risolutiva azione di lotta, per il mantenimento, nel testo del provvedimento legislativo, dei fondamentali principi a tutela dei diritti e degli interessi dei non vedenti, conquistati nel corso degli ultimi anni a prezzo di duri sacrifici.

L’attuale formulazione della legge ha certamente recepito alcuni punti cruciali, come appare da una sommaria indicazione del suo contenuto.

La legge ha come finalità la realizzazione di un sistema integrato di interventi e servizi sociali volto a garantire pari opportunità sull’intero territorio nazionale, prevenendo, eliminando o riducendo le condizioni di bisogno e di disagio individuale e familiare, intendendo con servizi sociali tutte le attività relative alla predisposizione ed erogazione di servizi, gratuiti o a pagamento, o di prestazioni economiche destinate a rimuovere e superare le predette condizioni, ad esclusione unicamente delle prestazioni previdenziali e sanitarie.

Le funzioni relative alla programmazione degli interventi sono attribuite istituzionalmente ai Comuni, alle Province, alle Regioni e allo Stato che le esercitano su un piano di parità secondo i principi di sussidiarietà e del decentramento amministrativo.

Per favorire l’attuazione del principio di sussidiarietà, la legge prevede che tutte le amministrazioni direttamente interessate promuovano azioni di sostegno nei confronti del terzo settore, con particolare riferimento ai sistemi di affidamento dei servizi alla persona.

Il sistema integrato di interventi e servizi sociali dovrà realizzarsi mediante politiche e prestazioni coordinate nei diversi settori della vita sociale, integrando servizi alla persona e al nucleo familiare con eventuali misure economiche, valorizzando il ruolo peculiare della famiglia. Particolari interventi sono previsti in favore dei disabili, attribuendo ai Comuni il compito di predisporre progetti individuali, comprendenti prestazioni di cura e riabilitazione, servizi alla persona, nonché misure economiche volte a superare condizioni di emarginazione ed esclusione sociale.

Come è stato precedentemente notato, un punto nodale della riforma è il riordino della disciplina delle provvidenze economiche godute attualmente dagli invalidi civili, ciechi civili e sordomuti. Tale riordino sarà attuato attraverso un decreto delegato che dovrà prevedere le seguenti forme di sostegno: 1) reddito minimo a favore dei disabili totali, avente la funzione di integrare la mancata produzione di reddito a seguito della minorazione; 2) reddito minimo a favore dei disabili parziali, avente la funzione di favorire l’accesso al mercato del lavoro; 3) indennità per favorire la vita autonoma, nonché per consentire assistenza continua a soggetti con gravi limitazioni dell’autonomia.

Quest’ultima indennità potrà essere concessa secondo le seguenti modalità non cumulabili tra loro: a) indennità per l’autonomia dei disabili gravi o pluriminorati concessa al solo titolo della minorazione; b) indennità di cura e di assistenza per soggetti con più di 65 anni totalmente dipendenti. L’indennità per l’autonomia sarà cumulabile con il reddito minimo previsto per i disabili totali, mentre l’indennità di cura e di assistenza sarà cumulabile con il reddito minimo di inserimento, di cui viene anticipata l’estensione su tutto il territorio nazionale.

Tale riclassificazione degli emolumenti non dovrà comportare una riduzione degli attuali trattamenti e, nel complesso, oneri aggiuntivi rispetto a quelli determinati dall’andamento tendenziale dei medesimi.

Nella legge sono anche previsti la revisione e lo snellimento delle procedure relative all’accertamento dell’invalidità civile e alla concessione delle relative prestazioni, secondo il principio della unificazione delle competenze, prevedendo anche l’istituzione di uno sportello unico.

Il finanziamento della riforma sarà garantito attraverso l’istituzione di un Fondo per le politiche sociali, nel quale andranno a confluire tutti gli stanziamenti previsti dalle varie leggi recanti interventi di carattere sociale.

Per quanto sopra detto, si può ritenere di poter affermare, con sufficiente cognizione di causa, che molte delle preoccupazioni che hanno contraddistinto la nascita di questo provvedimento, non hanno più motivo di essere ed è quindi venuta meno l’ipotesi di una mobilitazione in merito della categoria che era stata nel frattempo ventilata.

Naturalmente la legge in oggetto non è, tuttora, esente da limiti; l’azione dell’Unione proseguirà, quindi, nell’intento di ottenere ulteriori aggiustamenti e precisazioni in sede di emanazione della normativa secondaria.

Rimangono, invece, tutte le perplessità originariamente espresse sulla reale disponibilità di risorse economiche per mettere in moto un così lodevole, ma complesso, sistema assistenziale, e sulla reale capacità degli enti locali di assumere su di sé un così pesante onere e una responsabilità così grande.

- Centro di educazione permanente e di sperimentazione per le attività produttive e occupazionali

È già da tempo che l’Unione sta impiegando molte delle sue energie organizzative per l’attuazione di un progetto di pregnante rilevanza sociale, sostenuto anche da adeguate iniziative legislative (si veda la sezione della presente relazione dedicata ai rapporti con il Parlamento e la proficua attività svolta al riguardo dall’apposita Commissione U.I.C. per i pluriminorati), che costituisce il giusto coronamento dell’attività sfociata nell’approvazione della legge 284/97 che, si ricorda, detta norme per la prevenzione della cecità e per la riabilitazione visiva e l’integrazione sociale e lavorativa dei ciechi pluriminorati.

Come è noto, il settore nel quale viene ad operare questa legge è particolarmente delicato, poiché, fatto del quale l’Unione Italiana Ciechi è da sempre stata consapevole, in Italia, a differenza che nella quasi totalità dei Paesi dell’Unione Europea, è praticamente inesistente un’attività pubblica di riabilitazione mirata ai soggetti che presentino più minorazioni.

Quel poco che pur meritoriamente si fa è dovuto in prevalenza all’attività spontanea di associazioni, organizzazioni ed enti "non profit", ed è, pertanto, di rilevante interesse generale che l’attività di tali entità venga rafforzata e mirata a favore di quelle categorie che, per la presenza di minorazioni multiple, sono destinate, nella quasi totalità dei casi, ad una pressoché completa emarginazione dalla vita sociale in genere e lavorativa in particolare.

A questo proposito, va tenuta soprattutto presente la situazione dei minorati visivi pluriminorati, la cui realtà numerica è in continuo e sensibile aumento, fatto che imprime alla soluzione di questo problema un improrogabile carattere di urgenza.

Purtroppo, i soggetti minorati della vista con ulteriori minorazioni aggiuntive tuttora esauriscono e concludono la loro esperienza di vita scolastica senza che per loro sia stato concepito e formulato un valido progetto di orientamento e di integrazione nell’ambito della vita sociale: un progetto commisurato e corrispondente alle loro particolari esigenze, aspirazioni e potenzialità.

In altre parole, la vita scolastica di questi soggetti risulta come una fase di sviluppo e di apprendimento destinata fatalmente a rifluire in un ritorno nell’ambiente familiare, denso di crescenti inquietudini e contraddizioni e sostanzialmente privo di prospettive di miglioramento e di inserimento nella vita sociale e produttiva.

Conseguentemente, l’Unione, avendo ben presente la necessità di affrontare questo problema, attingendo alla creatività, alla competenza ed alle energie di organismi adusi ad operare in tale settore (quali l’I.Ri.Fo.R., il Centro Nazionale Tiflotecnico, il Centro Nazionale del Libro Parlato), si è attivata per la progettazione di un centro di sperimentazione per le attività produttive ed occupazionali per soggetti minorati della vista in età post-scolare che presentino ulteriori minorazioni aggiuntive di natura sensoriale, motoria, intellettiva e simbolico-relazionale, che ben si inserisce nel disegno della legge approvata di recente e che potrebbe essere di stimolo per le autorità pubbliche interessate.

Questo progetto di struttura residenziale intende utilizzare al meglio le potenzialità e le irripetibili conoscenze scientifiche, professionali e formative possedute dalle citate organizzazioni e, in particolare, si prefigge di raggiungere le seguenti e principali finalità:

Il progetto prevede che i soggetti accolti dal centro siano divisi in quattro gruppi distinti per tipologia e per finalità, in modo da garantire a ciascun soggetto terapie di riabilitazione adatte e corrispondenti al tipo di minorazioni presentate, nel modo seguente:

Attualmente, dopo il superamento di una serie di ostacoli di ordine burocratico collegati al faticoso iter dell’approvazione del piano regolatore a livello regionale, si è giunti alla individuazione di quella che dovrebbe essere l’area disponibile per la realizzazione del progetto, che, ponendosi come una struttura all’avanguardia nel settore, ha come obiettivo primario la realizzazione di un impianto distributivo flessibile che consenta allo stesso tempo la libertà di organizzare lo svolgimento delle attività didattiche, di studio e di lavoro fra insegnanti e allievi e la possibilità di adattare gli spazi al continuo aggiornarsi delle tecnologie didattiche senza costose operazioni di trasformazione, prevedendo delle aree di riserva per l’eventuale futura crescita ed espansione delle singole parti, consentendo a ciascuna il mantenimento della propria destinazione originale.

- Premio Braille

Come sopra ricordato, più che negli anni precedenti, la consegna del Premio Braille nel 2000 ha significato un fondamentale appuntamento per l’Unione mediante il quale, nel ricordo dell’inventore dell’alfabeto tattile, si è voluto testimoniare, come da tradizione, un segno di stima e gratitudine a uomini di stato o personalità del mondo della cultura e dello spettacolo che con la loro opera si sono distinti per la loro azione a favore dei portatori di handicap in generale e dei minorati della vista in particolare.

L’VIII edizione del Premio, in occasione dell’ottantesimo anniversario dell’Unione Italiana dei Ciechi, è stata celebrata con particolare solennità a Milano, al Teatro alla Scala, il giorno 25 giugno 2000 con una manifestazione, ripresa dalla RAI TV, che ha visto l’esibizione del soprano Cecilia Gasdia e della Orchestra del Teatro alla Scala.

Nel 2000 i Premi sono stati assegnati a Roberto Formigoni, presidente della Regione Lombardia, al dr. Rodolfo Masto, commissario straordinario dell’Istituto dei ciechi di Milano, al Ministro del lavoro Cesare Salvi, all’On. Nicola Bono, segretario di Presidenza della Camera dei Deputati, all’On. Paolo Giaretta, componente della Commissione per il bilancio del Senato, al Senatore Michele Montagnino, componente della Commissione lavoro del Senato. Anche il settimanale "Famiglia cristiana" è stato premiato per aver ospitato articoli riguardanti i problemi della categoria.

Alcune medaglie ricordo sono anche state consegnate ad alcuni premiati nelle passate edizioni del Premio Braille, che hanno continuato ad operare a vario titolo a favore dell’Unione Italiana Ciechi. Le medaglie sono andate ad Andrea Monorchio, Ragioniere Generale dello Stato, ad Enzo Bianco, Ministro degli Interni, a Livia Turco, Ministro per la Solidarietà Sociale.

- Raid ciclistico

Nel 2000 un particolare significato ha rivestito anche un altro appuntamento fisso dell’attività associativa, di svago ma anche di impegno e di richiamo sul mondo dei non vedenti, rappresentato dalla dodicesima edizione del Raid Ciclistico in tandem organizzato dall’Unione in collaborazione con la Federazione Italiana Sport Disabili (F.I.S.D.) – Settore Ciechi Sportivi, che si è svolta dal 28 maggio al 3 giugno in collaborazione con le strutture territoriali del Lazio.

Quest’anno la carovana, composta da 45 equipaggi, misti di vedenti e non vedenti, ha attraversato con tappe giornaliere tutto il Lazio, visitando i Santuari della Regione, onorando così con una significativa e originale iniziativa socio-sportiva il Giubileo del Duemila e l’80° compleanno dell’Unione Italiana Ciechi.

Il Raid, si è concluso in Piazza San Pietro, dove il Santo Padre ha voluto portare il suo significativo saluto ai partecipanti.

La manifestazione è stata seguita da vicino da molte televisioni locali e gli amministratori delle località interessate, con la loro partecipazione, hanno mostrato interesse ed evidenziato molta sensibilità per i problemi dei non vedenti, assumendosi numerosi impegni a favore di iniziative di integrazione sociale.

La manifestazione, oltre alla presenza del Presidente Nazionale dell’U.I.C. e del Presidente della F.I.S.D., ha sempre beneficiato di una amplissima ed affettuosa cornice di pubblico lungo tutti gli itinerari di volta in volta seguiti.

- Raid in pedalò

Lo scorso anno ha anche avuto luogo un’altra iniziativa di rilevante valore associativo e di sensibilizzazione, vale a dire il raid in pedalò "Dal Tevere al Garigliano", che ha avuto luogo dal 1° al 12 di agosto.

L’iniziativa, grazie anche all’apporto di alcuni volontari ha riscosso un grande favore fra il pubblico, permettendo di far conoscere, per quanto possibile, la realtà dei ciechi e le iniziative intraprese in loro favore dall’Unione e dalle strutture ad essa collegate.

Si è anche avuto un buon riscontro in termini di copertura della stampa e di trasmissioni televisive sulle reti private e pubbliche, di livello locale e nazionale. Durante la conferenza inaugurale, sono state presentate alle numerose autorità presenti le più rilevanti necessità dei ciechi e degli ipovedenti in materia di stato sociale e di integrazione lavorativa e culturale aprendo una finestra sul mondo politico e della società civile sui problemi dei ciechi oggi.

- XLII Giornata Nazionale del Cieco e campagna per la prevenzione della cecità

La XLII Giornata Nazionale del Cieco si è svolta il 13 dicembre presso la Sala della Protomoteca del Campidoglio a Roma sul tema "Prevenzione e riabilitazione per l’autonomia dei ciechi e degli ipovedenti".

Vi hanno preso parte esponenti della scuola e delle università, studiosi, esperti, docenti, rappresentanti delle autorità politiche locali e nazionali.

Nell’occasione si è fatto il punto sulle iniziative intraprese dall’Unione Italiana Ciechi, in collaborazione con la Sezione Italiana dell’Agenzia Internazionale per la Prevenzione della Cecità, in Italia e all’estero. Tra le più significative iniziative per la sensibilizzazione sui temi di tutela e difesa della vista, si ricordano: le unità mobili oftalmiche (sia dell’Agenzia che dell’Unione), la programmazione televisiva di spot promozionali, la concessione di borse di studio in favore di neo-laureati per specializzazione in oftalmologia.

- Assemblea dei quadri dirigenti

Dell’attività di questa assemblea si è già riferito nella sezione dedicata al nuovo assetto organizzativo.

- Riunione dei Presidenti Regionali

Nel corso degli ultimi anni si è di fatto istituzionalizzato anche l’incontro dei Presidenti dei Consigli Regionali, voluto dalla Presidenza Nazionale allo scopo di ampliare la partecipazione democratica all’attività associativa e di evidenziare la ricchezza delle realtà regionali nell’ambito del più ampio decentramento amministrativo in corso nelle pubbliche amministrazioni che coinvolge da vicino anche il mondo dei non vedenti. L’incontro dei Presidenti Regionali, dimostratosi ormai sempre più un momento essenziale della vita associativa, come anello di congiunzione tra la dirigenza nazionale e quella sezionale, ha svolto un importante ruolo di confronto e di impulso nello sforzo organizzativo compiuto dall’Unione per adeguare i propri standard operativi alle nuove esigenze dei minorati della vista ed alla realtà politico-sociale in continua evoluzione.

Nelle riunioni succedutesi nel 2000 sono stati affrontati alcuni fra i più importanti temi di politica associativa, tra i quali si ricordano, in massima sintesi:

- Attività degli organi nazionali

Nel corso del 2000 la Direzione Nazionale si è riunita 14 volte, adottando 254 deliberazioni.

Nello stesso lasso di tempo il Consiglio Nazionale si è riunito 2 volte, adottando 7 deliberazioni. In una di tali occasioni il Consiglio è stato ricevuto al Quirinale dal Presidente della Repubblica.

Nello stesso tempo è stata smaltita una corrispondenza superiore alle 30.000 unità, mentre il servizio amministrazione ha registrato un totale di 37.877 movimenti.

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CENTRO DI DOCUMENTAZIONE GIURIDICA "GIANNI FUCÀ"

Nel 2000 il Centro di Documentazione Giuridica è stato intitolato alla memoria dell’avvocato Gianni Fucà, prematuramente scomparso, che ne era, oltre che il direttore responsabile, il vero padre fondatore. Il Centro di Documentazione, da lui creato e, nel corso del tempo, potenziato con cura e intelligenza, si è rivelato una risorsa preziosa non soltanto per l’Unione Italiana dei Ciechi, ma per tutte le istituzioni che lavorano a favore dei ciechi.

Per rispondere alle numerose esigenze di supporto e di consulenza svolte dal Centro, si è provveduto, di conseguenza, ad una sua parziale ristrutturazione, avvalendosi dei servigi dell’Avv. Paolo Colombo e dell’Avv. Paolo Organtini, in qualità di consulente giuridico, nonché coinvolgendo direttamente gli uffici amministrativi della Presidenza Nazionale e della Federazione Nazionale delle Istituzioni pro Ciechi con compiti di supporto e di ricerca giuridica e giurisprudenziale.

In tal modo, il Centro di Documentazione è riuscito ugualmente a svolgere, in termini di consulenza e di servizio, per tutte le strutture associative e per i singoli soci, quell’attività che si è confermata sugli elevati standard qualitativi raggiunti negli scorsi anni.

Dal punto di vista dei supporti tecnico-informativi il Centro può disporre, oltre che della necessaria attrezzatura informatica, di articolate fonti di documentazione giuridica quali, per la parte cartacea, Guida Normativa e Guida al Diritto e, per le banche dati, della normativa vigente delle Leggi d’Italia con la giurisprudenza commentata, del testo vigente dei Codici d’Italia commentati con la giurisprudenza, della normativa regionale, della Banca Dati Ufficiale del Diritto Comunitario, del repertorio del Foro Italiano, del Foro Italiano (rivista), della Cassazione Civile e del Codice del Lavoro con relative tabelle, nonché del repertorio della Giurisprudenza Italiana e della LEX editi dalla UTET.

È tuttora in corso di sperimentazione e di adattamento il software predisposto dall’Istituto "Cavazza" per la realizzazione di una autonoma banca dati.

A partire dal 1996, il Centro è anche presente sul sito Internet dell’Unione Italiana Ciechi (http://www.uiciechi.it/CDG/), dove è possibile consultare un considerevole archivio riguardante la legislazione nazionale e regionale che interessa i non vedenti (in particolare i due volumi del testo "Codice dei diritti del non vedente" di Franco Gobetti), la giurisprudenza significativa dei settori direttamente correlati e i pareri espressi dal Centro stesso, suddivisi per materia. È inoltre possibile avere un contatto di posta elettronica, inviando la corrispondenza all’indirizzo: cdg@uiciechi.it.

L’attività del Centro nel periodo di tempo considerato può essere schematizzata nei seguenti punti essenziali:

Il Centro ha continuato a curare anche rubriche di consulenza giuridico-amministrativa per altre riviste associative.

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I.Ri.Fo.R.

- Premessa

L’I.Ri.Fo.R., Istituto per la Ricerca, la Formazione e la Riabilitazione ONLUS, costituito il 22 Febbraio 1991, nel suo ormai decennale impegno a favore dei minorati della vista, degli ipovedenti e dei plurihandicappati, anche nell’anno 2000 può vantare un numero altissimo di interventi su tutto il territorio nazionale grazie alla capillarità delle sue sedi, ben 15 strutture regionali ed 80 strutture provinciali.

Pur alla costante ricerca di strutture e progetti innovativi che sempre meglio possano soddisfare le esigenze di quanti usufruiscono dei corsi I.Ri.Fo.R. come strumento di accrescimento personale, nonché professionale, l’Istituto ha concesso parimenti priorità a quelle iniziative aventi natura fondamentale di base, in quanto principalmente mirate all’integrazione sociale dei minorati della vista.

Tali indirizzi sono anche giustificati dal fatto che l’I.Ri.Fo.R. è praticamente l’unica struttura nazionale che si occupa esclusivamente di tutte le problematiche formative e riabilitative dei minorati della vista, di qualunque età e condizione sociale.

L’esperienza pluriennale di attività ha consentito all’Istituto di monitorare le esigenze prioritarie dell’utenza in modo da indirizzare gli interventi di ricerca, di progettazione e di formazione verso le aree di maggior rilevanza ed interesse, nonché di ripartirle in modo ottimale nei vari settori.

In tale ottica l’impegno ha ricoperto il più ampio spettro possibile di iniziative, offrendo un paniere di interventi ricco e altamente professionale.

La legge 23/9/1993 n. 379 assicura un finanziamento annuo costante, per il tramite dell’Unione Italiana Ciechi, di cui l’Istituto è emanazione.

Da tale impostazione di forte innovatività sono anche nati gli studi per nuove figure professionali in modo da consentire ai minorati della vista sbocchi occupazionali di più elevato livello. Tali studi sono sfociati nel riconoscimento, nell’ordinamento occupazionale italiano, di nuove qualifiche che consentiranno l’allargamento del collocamento obbligatorio dei ciechi. Il 10 Gennaio del 2000 il Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale ha adottato decreto di riconoscimento delle seguenti nuove figure di operatori telefonici non vedenti: addetti alle informazioni alla clientela e agli Uffici Relazioni con il Pubblico (URP), addetti alla gestione ed utilizzazione di banche dati, addetti al telemarketing ed al telesoccorso.

Ciò premesso, si enuncia l’attività svolta nell’anno 2000, in particolare in relazione alla utilizzazione del contributo statale, sottolineando che sono stati progettati, programmati e realizzati corsi specifici ed autonomi per oltre quattro miliardi di lire.

Seguendo ancora il proprio indirizzo di diffusione delle attività sul territorio, l’I.Ri.Fo.R. ha ritenuto di dover privilegiare l’attività delle strutture territoriali, poiché più prossime all’utenza. L’I.Ri.Fo.R. inoltre, pur continuando a progettare e realizzare progetti ad alto contenuto innovativo, ha concesso priorità ai corsi aventi natura fondamentale di base, in quanto principalmente mirati alla integrazione sociale dei minorati della vista.

L’esperienza dei primi dieci anni di attività ha consentito all’Istituto di monitorare le esigenze prioritarie dell’utenza in modo da indirizzare le attività di ricerca, di progettazione e formative verso le aree di maggior rilevanza ed interesse, nonché di ripartirle in modo ottimale nei vari settori.

In tale ottica si è ritenuto di privilegiare le attività mirate al settore scolastico rivolte in particolare agli insegnanti ed ai genitori, essendo essenziale da parte loro un corretto atteggiamento, al fine di una razionale e proficua frequenza degli allievi minorati della vista, resa più problematica dalla spesso carente conoscenza dei problemi tiflologici da parte degli insegnanti curriculari e, talvolta, anche di quelli di sostegno.

La situazione è aggravata dalla intervenuta sospensione dei corsi polivalenti per insegnanti di sostegno, sospensione durata circa un triennio. Attualmente i corsi, affidati alle Università, stanno riprendendo, e si spera che le strutture universitarie possano garantire una qualità migliore, poiché la preparazione prima impartita nei corsi era generica e spesso insufficiente.

Nella stessa ottica si inquadrano i campi riabilitativi, riservati ai giovani minorati della vista, campi estesi in più casi ai genitori.

Insieme con il settore scolastico l’attività dell’Istituto ha privilegiato il campo dell’informatica, vista la sempre maggiore richiesta di corsi nel settore, per l’importanza delle tecnologie informatiche per l’autonomo accesso alle informazioni, alla cultura, ai dati ed alla loro gestione.

E sempre nell’autonomia personale soccorrono le iniziative in tema di orientamento, mobilità, ambientamento, comunicazione, economia domestica.

Una sufficiente autonomia è poi indispensabile per un sempre migliore inserimento dei ciechi nel mercato del lavoro, in posizioni adeguate alla loro potenzialità. Va infatti ricordato che attualmente la forza lavoro dei non vedenti (poco più del 30% del totale, data anche la elevata età media) è costituita per il 78% da centralinisti telefonici (in possesso del diploma di scuola media superiore ed in buon numero di laurea), per il 13% da massofisioterapisti e terapisti della riabilitazione, e per il restante 9% da insegnanti, docenti (anche universitari), operatori informatici (sempre in crescita), liberi professionisti.

Accanto a queste attività, che costituiscono l’asse portante dell’azione dell’Istituto, l’impegno è fortemente rivolto alla ricerca, quale base per la elaborazione di progetti a forte carica innovativa, riservata ai settori trascurati, ed in particolare alla pluriminorazione.

In tale ottica l’I.RI.FO.R. ha dato e darà il proprio determinante supporto al progetto "Mercurio", diretto a consentire l’accesso dei sordo-ciechi alla cultura e alla informazione quotidiana, nonché e soprattutto alla comunicazione interpersonale.

Allo scopo il Centro Nazionale Tiflotecnico dell’Unione Italiana Ciechi ha realizzato un’apposita apparecchiatura informatica (il BRAICOM), per istruire all’uso della quale l’Istituto ha già formato i primi istruttori.

Si stanno organizzando corsi di formazione all’utilizzo di BRAICOM, ed agli altri strumenti tiflo-informatici, di sordociechi.

La legge 28 gennaio 1999 n. 17, con integrazioni e modificazioni della legge quadro sull’handicap, ha introdotto il diritto per gli studenti portatori di handicap iscritti alle Università di disporre di sussidi tecnici e didattici specifici. La citata legge prevede la creazione, nell’ambito delle Università, di servizi appositi di tutorato specializzato, nonché la individuazione di un docente, delegato dal rettore, per le funzioni di coordinamento, monitoraggio e supporto di tutte le iniziative concernenti l’integrazione nell’ambito degli atenei.

L’Unione Italiana dei Ciechi e l’Istituto ha stipulato una convenzione con l’Università di Urbino, e altre ne sta perfezionando (Pisa, Milano), convenzioni che comprendono anche interventi formativi e riabilitativi indirizzati ai minorati della vista e che saranno messi in opera dall’I.Ri.Fo.R.

E’ già stato realizzato in collaborazione con l’Università di Urbino, un primo corso di formazione per studenti aventi funzione di assistenti tutor per universitari minorati della vista.

Sempre al passo con i tempi, l’I.Ri.Fo.R. ha perfezionato il contratto di accreditamento per ottenere la qualità di Centro abilitato al rilascio della patente europea di informatica (ECDL).

Veniamo ora alle iniziative finanziate e realizzate nei singoli settori.

- Iniziative mirate all’integrazione scolastica

Corsi per insegnanti

È nozione comune che l’integrazione dei fanciulli minorati visivi nella scuola normale non può dirsi compiutamente realizzata; in taluni casi, anzi, tale integrazione è stata causa di ulteriore emarginazione. Se è vero, infatti, che le scuole speciali creavano dei "mondi a parte", tendendo ad allontanare i ciechi dalla società, è anche vero che la mancanza di idonei strumenti per l’integrazione rende ancora più "solitaria" e diversa la figura del cieco in un mondo da cui non si sente accettato ed in cui non riesce ad esprimersi.

Aggrava la situazione la scarsa o nessuna conoscenza che gli insegnanti della scuola normale hanno spesso delle problematiche dei non vedenti; gli stessi insegnanti di sostegno, che nella scuola dell’obbligo devono essere di supporto agli scolari handicappati, non hanno troppo di frequente sufficienti conoscenze tiflologiche. I corsi polivalenti infatti non sempre riescono a dare la necessaria professionalità, non solo per quanto riguarda gli studenti non vedenti ma anche per gli altri minorati sensoriali, psichici e fisici.

Anche le famiglie non sono sempre in grado di dare ai ragazzi il necessario habitat famigliare per uno sviluppo armonico delle loro attitudini.

Per venire incontro a queste esigenze l’I.Ri.Fo.R. ha realizzato sul territorio tutta una serie di corsi destinati all’apprendimento da parte degli insegnanti di sostegno delle discipline tiflologiche (compreso l’uso delle nuove tecnologie), di formazione degli insegnanti curriculari nelle stesse discipline, di orientamento dei genitori.

Fra le iniziative si segnalano in particolare le seguenti:

Corso di aggiornamento per insegnanti di sostegno per minorati della vista con plurihandicap

Nell’edizione del 2000, organizzata dalla Presidenza Nazionale dell’Istituto, il corso ha perseguito il raggiungimento del più alto standard qualitativo nella scuola dell’autonomia rivolto ad alunni non vedenti e ipovedenti con minorazione aggiuntiva.

Ha visto la partecipazione di 5 dirigenti scolastici, 11 operatori e 72 docenti operanti in strutture scolastiche con pluriminorati. L’iniziativa è stata accolta con entusiasmo dagli operatori scolastici poiché le problematiche dei minorati della vista con handicap aggiuntivi sono tante e spesso di difficile approccio, sia a livello scolastico che a livello sociale.

Il corso ha ottenuto, come di consueto, il riconoscimento del Ministero della Pubblica Istruzione.

Corsi di aggiornamento per insegnanti di sostegno, genitori e alunni

Con lo scopo di migliorare l’integrazione degli alunni minorati della vista nell’ambito della scuola normale, l’I.Ri.Fo.R. ha realizzato su tutto il territorio una serie di corsi destinati alla formazione di insegnanti (di sostegno e curriculari) e di orientamento dei genitori alle discipline tiflologiche, con la finalità di far conoscere e rendere operativi strumenti per l’integrazione che garantiscano una più completa partecipazione dei non vedenti alle attività educative. Molto spesso infatti, la scarsa o nulla conoscenza che gli insegnanti hanno delle problematiche dei non vedenti si unisce all’impossibilità di comunicare del videoleso che non disponendo della tecnologia appropriata resta segregato in un «percorso educativo a parte».

Per intervenire su questa situazione l’I.Ri.Fo.R. ha cercato di finalizzare il proprio intervento alla preparazione e formazione di tutti gli attori interessati: insegnanti di sostegno, insegnanti curriculari, alunni e genitori. In questo modo, agendo globalmente, si è raggiunta una più funzionale integrazione tra ausili tiflologici e diretti interessati.

Gli alunni ipovedenti nella scuola di oggi

Nell’ambito delle iniziative mirate all’integrazione degli alunni con minorazioni visive, questo corso si è rivolto specificamente a quegli insegnanti di sostegno in servizio che attualmente lavorano con allievi ipovedenti.

Sono state trattate tematiche inerenti alla didattica e alla psicologia delle persone ipovedenti in età evolutiva attraverso lezioni frontali e laboratori pratici. Di particolare valore scientifico sono state le osservazione del comportamento di bambini ipovedenti attraverso la visione di filmati, l’analisi di materiale scolastico e clinico.

L’aspetto psicologico/didattico, che ha occupato la maggior parte del corso, è stato contornato da interventi di approfondimento specificamente orientati all’analisi dei problemi e delle metodiche valutative del residuo visivo.

Corso di aggiornamento per insegnanti di sostegno "Software e ausilii tecnologici per minorati della vista nella scuola"

Organizzato al fine di affrontare con la massima professionalità i problemi della scolarizzazione degli alunni non vedenti ed ipovedenti, il corso ha affrontato temi quali: l’uso dei videoingranditori e della lavagna a conduzione ottica, l’apporto dei sussidi tiflotecnici nello sviluppo cognitivo, nonché argomenti teorici come il rapporto tra l’insegnante di sostegno e la famiglia del non vedente.

In complesso, nel 2000, sono stati finanziati, nel settore dell’istruzione, 43 corsi di cui 39 a cura delle strutture territoriali e 4 della Presidenza Nazionale:

Strutture organizzatrici: 19

Corsi: 43

Partecipanti: 1.576

Ore totali: 2.462

Totale ore utente: 90.235

Spesa totale: L. 470.107.710

Costo per partecipante: L. 298.290

Costo ora utente: L. 5.210

- Iniziative nel settore dell’informatica

Corsi di informatica

Il massiccio intervento dell’I.Ri.Fo.R. nel settore dell’informatica è da porre in relazione alle possibilità che le sempre più raffinate tecnologie informatiche aprono agli handicappati, ed ai minorati della vista in particolare.

Ricerche da più parti recentemente effettuate hanno dimostrato, infatti, la grande potenzialità di iniziative dirette all’inserimento professionale di ciechi ed ipovedenti in quei settori (in particolare del secondario e del terziario anche avanzato) in cui l’informatica va assumendo un ruolo sempre più dominante con continua evoluzione dinamica delle aree di professionalità.

Le attività di formazione rivolte a soggetti con handicap visivo debbono avere perciò presente il quadro tecnologico esistente, tenendo conto della scarsa modificabilità delle diversificate realtà organizzative aziendali (che costituisce un non lieve impedimento all’inserimento dei disabili), ed alla conseguente esigenza dell’obiettivo della massima possibile autonomia degli handicappati nell’ambiente di lavoro, quale presupposto di una attività lavorativa efficiente e produttiva.

Ciò comporta la formulazione di progetti formativi ad alto contenuto di specificità, rispetto alle attività formative dei normodotati, nonché di personalizzazione, tenuto conto della presenza di singole attitudini professionali nei soggetti con handicap visivo.

In tale quadro appare essenziale, per una sempre maggiore integrazione sociale dei minorati della vista, una incisiva azione di alfabetizzazione informatica, per i possibili sbocchi professionali, ma anche per l’ampliamento della sfera di autonomia personale.

Sempre più numerose, infatti, sono le applicazioni informatiche in cui i minorati della vista hanno potenzialità pressoché pari a quelle dei normodotati; tali applicazioni riguardano anche la sfera personale, dello studio, della cultura e dell’informazione.

Infatti, a differenza di altre tipologie di handicap, quello sensoriale visivo è suscettibile di essere quasi interamente rimosso come ostacolo nel campo della lettura e della scrittura, qualora si disponga di strumenti in grado di consentire completa autonomia, e cioè un computer dotato di periferica display braille e/o di sintetizzatore di voce, ed eventualmente di stampante braille.

Si realizza così il concetto della riabilitazione quale definita dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, cioè rimozione degli impedimenti a svolgere determinate funzioni.

I corsi base di alfabetizzazione informatica si sono svolti di norma in 20 lezioni di 4 ore ripartite in due settimane, articolate sui seguenti moduli base:

L’alto numero di corsi di alfabetizzazione informatica svolti negli anni precedenti ha generato, come prevedibile, la esigenza di formazione più avanzata, quali corsi di secondo livello, con particolare riferimento all’uso degli ausili per l’accesso ai programmi basati prevalentemente sulla grafica, quali Windows e Office. Da ultimo sempre più frequente ed elevata la richiesta di corsi per apprendere a "navigare" in Internet.

Sono stati finanziati in totale 50 corsi di informatica, di cui 49 a cura delle strutture territoriali e 1 della Presidenza Nazionale.

Strutture organizzatrici: 37

Corsi: 50

Partecipanti: 527

Ore totali: 3.776

Totale ore utente: 39.800

Spesa totale: L. 605.059.460

Costo per partecipante: L. 1.148.120

Costo ora utente: L. 15.202

- Iniziative per l’autonomia personale

Corsi di orientamento e mobilità

Presupposto per una piena integrazione sociale dei minorati della vista è l’acquisizione del massimo di autonomia possibile, quale base anche per una più agevole introduzione nella realtà del mondo del lavoro.

È infatti noto che la scarsa modificabilità delle diversificate realtà organizzative aziendali, unite alla scarsa autonomia degli handicappati costituisce uno dei maggiori impedimenti al loro inserimento nell’ambiente di lavoro, e comunque remore ad una attività lavorativa pienamente efficiente e produttiva.

La minorazione visiva pregiudica gravemente l’autonomia, la libertà di movimento e la capacità di orientamento, e crea così nell’individuo una serie di difficoltà di natura psico-fisica che investono tutta la sua vita sociale e professionale, causando, nella maggior parte dei casi, una totale dipendenza dagli altri.

Per compensare tali limitazioni occorrono interventi specifici di riabilitazione e di integrazione. Uno di questi interventi è il corso di Orientamento e Mobilità per non vedenti ed ipovedenti.

Con i corsi di Orientamento e Mobilità (O&M) si cerca di ampliare l’indipendenza e l’autonomia del minorato della vista, di migliorare la sua disposizione, capacità e abilità a muoversi da solo con sicurezza e naturalezza nell’ambiente conosciuto e sconosciuto. Questo scopo insperato può essere raggiunto dopo un corso individuale, molto impegnativo, che varia dalle 60 alle 80 ore.

Durante il corso il minorato visivo impara a valutare le proprie capacità ed i propri limiti, diminuisce la paura, e si è in grado di prendere decisioni che garantiscano la propria sicurezza e quella altrui.

Le considerazioni esposte spiegano il massiccio intervento delle strutture periferiche dell’I.Ri.Fo.R. nella organizzazione dei corsi di orientamento e mobilità, intervento che purtroppo non ha potuto avere uno sviluppo adeguato alle richieste dell’utenza, per la mancanza in Italia di un numero adeguato di istruttori abilitati.

Il corso di orientamento e mobilità è, dunque, un intervento riabilitativo individuale che mira a conferire ai minorati della vista il massimo grado possibile di autonomia di movimento, sia all’interno degli edifici sia all’esterno (negozi, supermercati, incroci stradali, semafori, lavori in corso etc.), nonché all’uso dei mezzi pubblici (autobus, treni, tram, traghetti, linee metropolitane).

Le prime lezioni si svolgono all’interno di un edificio, mentre nella seconda fase si inizia il contatto con l’esterno in un quartiere residenziale con poco traffico. Si prosegue il corso in un quartiere più vivace, con negozi, supermercati, incroci, semafori, lavori in corso etc..., ciò prepara il minorato della vista alle situazioni reali. Il corso termina con la verifica finale: il corsista viene lasciato solo in un luogo a scelta dell’istruttore, dove dovrà orientarsi e riguadagnare autonomamente la base di partenza.

Nel corso dell’anno 2000 si è avuta, sostanzialmente, la prosecuzione delle attività iniziate negli anni precedenti; finanziate in misura massiccia, tanto da assorbire tutti gli istruttori, probabilmente anche per buona parte dell’anno 2001. Va sottolineato, infatti, che la quasi totalità dell’attività formativa impegna ogni istruttore nei confronti di una sola persona per un periodo non inferiore a 60 ore.

Strutture organizzatrici: 9

Corsi: 9

Partecipanti: 60

Ore totali: 2580

Totale ore utente: 17.200

Spesa totale: L. 223.982.850

Costo per partecipante: L. 3.733.050

Costo ora utente: L. 13.022

Corsi di autonomia personale e domestica

Attraverso i corsi di autonomia personale, si familiarizza il minorato della vista a una autonomia di base nel movimento (non così approfondita e raffinata come nei corsi di Orientamento e Mobilità) nonché nella scrittura, sia in Braille che in nero, oltre che all’uso dei principali ausili personali.

Appare evidente come, spesso, un corso di base di autonomia personale si pone come propedeutico a qualunque azione specifica di riabilitazione.

I corsi organizzati dall’I.Ri.Fo.R. sono di natura spiccatamente individuale, con un rapporto docente allievo di 1 a 2, al massimo 1 a 3, ed una durata che varia (a seconda del grado di autonomia dei singoli partecipanti) da 60 a 120 ore. A ciascun corso partecipa un massimo di 10 utenti.

Ciascun corso è composto di una fase propedeutica e di una fase didattica vera e propria.

La fase propedeutica consiste in una serie di colloqui tesi a stabilire il grado di autonomia personale, mentre la fase didattica punta a trasmettere le competenze necessarie per l’uso del sistema Braille e dei principali ausili tecnici personali (orologio tattile - bastone guida - termometro tattile o sonoro - calcolatrice tattile o sonora - sensori di luminosità etc.), valutando costantemente il grado di abilità raggiunta.

Nell’ambito dell’acquisizione di una migliore autonomia personale per i portatori di handicap visivo, riveste una particolare importanza l’apprendimento di funzionali strategie tattili e di manipolazione di oggetti di uso comune domestico. È indubbio quanto sviluppare al meglio la manualità e la conoscenza del tatto permetta di raggiungere al non vedente una migliore qualità della vita.

Oltre alle suddette conoscenze, i corsisti sono stati invitati ad esercitarsi anche nell’ambito dell’estetica dove sono stati affrontati principalmente gli argomenti di igiene personale, aromoterapia, e rilassamento del corpo.

Progetto Incipit (Epressività corporea)

Il corso è stato organizzato in quattro differenti moduli: il corpo, come riconoscimento della propria condizione posturale; il gesto, come riconoscimento e riproduzione e riproduzione dei principali gesti convenzionali; il volto, come acquisizione della propria mimica facciale; la voce, come mezzo veicolare di espressività.

L’insieme dei differenti moduli ha avuto la finalità di favorire fra i non vedenti una graduale acquisizione della consapevolezza del sé corporeo e delle principali dinamiche comportamentali e posturali che - per ragioni generali di tiflo-comunicazione - sono loro quasi sempre estranee.

La sicurezza in casa

Organizzato in dieci diversi incontri, con lezioni frontali e dimostrazioni pratiche dell’utilizzo di elettrodomestici ed utensili da parte del non vedente, questo corso è stato svolto con l’intento di creare una reale consapevolezza intorno alla questione "sicurezza in casa" al fine di prevenire I pericoli e le situazioni che potrebbero dar luogo ad incidenti.

Corso di cucina "Sognando Vissani"

Il progetto "Sognando Vissani" è nato allo scopo di relazionare in maniera più creativa e stimolante il mondo dei non vedenti alle attività quotidiane di cucina, al fine di acquisire la massima autonomia nel riconoscimento dei cibi, nella loro preparazione e conservazione.

Corso di maglieria "Impariamo a lavorare ai ferri e all’uncinetto"

Il corso in oggetto, con la finalità di esercitare al meglio le proprie mani, spesso lasciate in rigida immobilità, è al tempo stesso occasione per dare libero sfogo alle diverse attitudini creative dei partecipanti.

Sono stati finanziati in totale 19 corsi, di cui 18 a cura delle strutture territoriali e 1 della Presidenza Nazionale.

Strutture organizzatrici: 14

Corsi: 19

Partecipanti: 229

Ore totali: 2824

Totale ore utente: 34.037

Spesa totale: L. 242.524.330

Costo per partecipante: L. 1.059.060

Costo ora utente: L. 7.125

- Iniziative mirate al lavoro

Corsi di manualità

L’acquisizione di un livello qualitativamente alto di manualità è il presupposto fondamentale per il raggiungimento di un’effettiva autonomia personale, che garantisca al non vedente la possibilità di svolgere con il massimo profitto tutte quelle attività che gli siano necessarie sia in ambito lavorativo che domestico.

Essa, al tempo stesso, garantisce al non vedente di poter intraprendere qualsiasi tipo di hobby che possa esprimere al massimo la sua creatività, svincolandolo finalmente da una visione puramente utilitaristica delle proprie capacità.

Corso di perfezionamento per cartapestai

Muovendosi lungo la stessa linea di pensiero, anche questo corso è riuscito a fondere in maniera nuova la necessità di sviluppare abilità manuali dei non vedenti con l’opportunità di dar loro un valido mezzo d’espressione artistica quale l’arte della cartapesta. Essa educa il cieco alle forme e alla misura nello spazio, consentendo al tempo stesso di dar libero sfogo alla fantasia.

Corso di modellismo e botanica

Modellismo e botanica sono stati occasione non solo di incremento delle capacità manuali dei partecipanti, ma anche di socializzazione, di un confronto che ha arricchito ulteriormente le finalità strumentali del corso.

Strutture organizzatrici: 2

Corsi: 2

Partecipanti: 18

Ore totali: 220

Totale ora utente: 1.980

Spesa totale: L. 22.430.000

Costo per partecipante: L. 1.246.110

Costo ora utente: L. 11.328

Aggiornamento massofisioterapisti

I corsi di aggiornamento per massofisioterapisti hanno lo scopo sia di approfondire le conoscenze già preesistenti ed incrementare le abilità, sia di favorire l’inserimento nel mondo del lavoro di quei soggetti non vedenti che attraverso una migliore acquisizione delle diverse metodologie possono porsi ad un livello professionale elevato.

Tecniche manuali di linfodrenaggio

Anche tale iniziativa formativa persegue l’arricchimento professionale dei massofisioterapisti ciechi ed ipovedenti.

Il percorso formativo si è svolto in due unità didattiche, affrontando sia la tecnica del linfodrenaggio manuale profondo in osteopatia, sia il linfodrenaggio manuale superficiale, attraverso lezioni teoriche e pratiche per un totale complessivo di 60 ore.

Corso di aggiornamento per massofisioterapisti "Corso teorico-pratico di riflessologia plantare e della mano"

Il corso in oggetto è teso all’apprendimento delle tecniche di riflessologia plantare e della mano, facenti parte della medicina riabilitativa alternativa.

Il corso si è sviluppato per un totale di 60 ore affrontando sia lezioni pratiche di massaggio riflessogeno ed esercizi preparatori, sia lezioni teoriche di anatomia e fisiologia del piede e della mano.

Strutture organizzatrici: 4

Corsi: 7

Partecipanti: 117

Ore totali: 382

Totale ore utente: 6.385

Spesa totale: L. 95.421.000

Costo per partecipante: L. 815.564

Costo ora utente: L. 14.945

- Interventi mirati alla riabilitazione

Nell’ambito dell’integrazione e della riabilitazione, riveste un ruolo di primaria importanza il Progetto Mercurio, studiato appositamente per garantire un valido aiuto a quegli operatori che quotidianamente si confrontano con la realtà dei sordociechi.

Il Centro Nazionale Tiflotecnico dell’Unione Italiana Ciechi, nella sua continua ricerca di strumentazioni tifloinformatiche, ha realizzato un dispositivo per sordociechi, mirato a consentire ai sordociechi la comunicazione fra di loro ed anche con persone normodotate.

Il dispositivo costituisce, sostanzialmente, la evoluzione del terminale braille e del bloc notes informatico, arricchiti per la specifica funzione della comunicazione.

L’apparecchio si presta anche a diversi e maggiori utilizzazioni, quali la realizzazione di un’aula informatica per sordociechi, le conversazioni telefoniche, e simili.

Progetto Mercurio: Corso di supporto psicologico ai formatori di sordociechi

Si è proceduto all’aggiornamento degli operatori del progetto Mercurio con un corso di 40 ore che ha voluto ulteriormente fornire le cognizioni psicologiche sui sordociechi ed approfondire la struttura dei rapporti dei i suddetti tra genitori, ambiente scolastico e realtà sociale.

Strutture organizzatrici: 1

Corsi: 1

Partecipanti: 4

Ore totali: 40

Totale ore utente: 160

Spesa totale: L. 10.100.000

Costo per partecipante: L. 2.525.000

Costo ora utente: L. 50.000

Corso di formazione per assistenti tutor universitari

Il corso, organizzato in collaborazione con la Libera Università di Urbino, ha dato modo agli studenti che vi hanno partecipato di approfondire la conoscenza dell’ambiente informatico così come esso viene percepito da un utente cieco.

I vari moduli didattici hanno affrontato, oltre all’uso del sistema operativo Windows 98, anche l’uso degli Screen Reader, nonché della barra Braille e dei programmi OCR per non vedenti.

Strutture organizzatrici: 1

Corsi: 2

Partecipanti: 27

Ore totali: 150

Totale ore utente: 2.025

Spesa totale: L. 31.134.850

Costo per partecipante: L. 1.153.142

Costo ora utente: L. 15.375

Centro trascrizione testi universitari per minorati della vista

Al fine di proseguire il cammino già intrapreso con il corso di formazione per tutor universitari, l’I.Ri.Fo.R., preso atto della sempre crescente domanda di testi di studio fruibili da minorati della vista, ha deciso di istituire un centro di trascrizione Braille ed informatica di testi universitari presso l’Università di Urbino.

Per procedere alla registrazione e stampa sarà necessario dotare il centro di apposite attrezzature, come personal computer e relativi programmi applicativi, stampante in nero e in Braille, nonché di concedere una borsa di studio al personale che sarà impegnato nel centro stesso.

L’impegno economico previsto è di L. 75.000.000.

Corso di aggiornamento per redattori tiflologici

L’innovazione scolastica, il ricorso a risorse tipografiche sempre nuove nella stampa dei testi normali, l’introduzione della multimedialità su scala sempre più vasta, richiedono risposte nuove, in relazione alla preparazione di materiale testuale ad uso dei ragazzi non vedenti che frequentano la scuola comune.

E’ necessario ampliare le conoscenze e le informazioni di base degli operatori, allo scopo di fornire un prodotto che riduca i costi ed i tempi di produzione e che sia sempre più all’altezza delle esigenze degli alunni.

Il redattore tiflologico avrà mansioni del tipo:

Il progetto, che verrà realizzato in collaborazione con la Biblioteca Italiana per i Ciechi "Regina Margherita" - ONLUS e con la Federazione Nazionale delle Istituzioni Pro Ciechi, prevede, da parte dell’I.Ri.Fo.R., un impegno di L. 20.000.000.

Campi riabilitativi per minorati della vista

Il lusinghiero risultato ottenuto dalla esperienza dei campi estivi riabilitativi svolti dall’I.Ri.Fo.R. negli anni passati ha indotto l’Istituto a ripetere ed ampliare l’iniziativa, estendendola anche al periodo invernale.

Nel 1999 sono stati tenuti 7 campi estivi ed un campo invernale in località marine e montane, di cui 7 organizzati dalle strutture periferiche e 1 dalla Presidenza Nazionale.

Anche questi progetti hanno raggiunto lusinghieri risultati, svolgendo interventi riabilitativi di orientamento e mobilità nonché di vita pratica, attività ricreative e di vacanza.

Lo sport e l’autonomia

Lo stage è stato frazionato in 5 giornate di lavoro durante le quali I partecipanti hanno potuto praticare diverse attività fisiche, quali il nuoto, l’equitazione, la ginnastica, etc.

Lo stage ha avuto carattere fondamentalmente socializzante, prevedendo la partecipazione non solo di ragazzi non vedenti, così come il superamento di impedimenti psicologici di fronte alla pratica sportiva.

Campo riabilitativo subacqueo "Poseidon"

Il progetto Poseidon è stato suddiviso in diversi moduli riguardanti rispettivamente: attività individuali di conoscenza teorica e pratica degli strumenti necessari alle immersioni, lezioni teoriche sull’approccio all’attività subacquea, lezioni pratiche in piscina ed immersioni a varie profondità.

Campo estivo riabilitativo "Mare Mare 2000"

Il campo, dai contenuti innovativi per I metodi di approccio alla cecità ed all’ipovisione, ha dato risultati di notevole valore riabilitativo, sociale e psicologico anche grazie ai vari moduli che hanno affrontato temi quali: l’attività senso-motoria, l’attività ginnica, l’attività senso-percettiva, etc.

Soggiorno estivo riabilitativo

Affrontando sia il problema della cecità, che dell’ipovisione e del plurihandicap, il soggiorno riabilitativo è stato di particolare profitto ed innovazione grazie anche ai suoi moduli di musicoterapia e psicomotricità, alle attività didattiche riferite all’apprendimento del metodo Braille e di alfabetizzazione informatica.

Settimana bianca riabilitativa

Rivolta a ragazzi in età scolare, il progetto ha avuto una duplice finalità: promuovere l’apprendimento delle discipline sportive, dallo sci al pattinaggio sul ghiaccio; incentivare l’acquisizione di autonomia personale da parte del ragazzo non vedente sia sul versante dell’orientamento sia sotto un aspetto più strettamente relazionale.

Strutture organizzatrici: 15

Corsi: 22

Partecipanti: 484

Ore totali: 2.219

Totale ore utente: 48.816

Spesa totale: L. 1.001.992.060

Costo per partecipante: L. 2.070.231

Costo ora utente: L. 20.525

Sostegno all’integrazione e al recupero sociale

L’iniziativa ha visto l’intervento (anche finanziario) di Enti pubblici e privati ed è nata dalle seguenti esigenze, meritoriamente sentite dai vari Comuni:

Fornire ai disabili visivi attraverso contatti personali e/o visite domiciliari, informazioni utili sugli strumenti culturali disponibili (periodici parlati ed in braille, nastroteche, biblioteche in braille, reti telematiche, ecc.);

promuovere e favorire nel minorato della vista il processo di accettazione delle minoranze e di potenziamento compensativo che lo portino gradualmente ad utilizzare meglio i sensi residui ed a sviluppare le autonomie personali, riducendo la dipendenza dagli altri con l’obiettivo di pervenire ad una migliore qualità della vita e ad una maggiore integrazione familiare e socio-ambientale;

organizzare iniziative formative idonee a favorire l’autonomia personale di base, l’autonomia di comunicazione attraverso l’uso delle nuove tecnologie, l’orientamento e la mobilità nell’ambiente familiare e urbano.

L’intervento è stato rivolto a tutti i minorati visivi residenti nel territorio versiliese, secondo il seguente piano di lavoro:

Strutture organizzatrici: 8

Corsi: 10

Partecipanti: 1.247

Ore totali: *

Totale ore utente: *

Spesa totale: L. 272.625.015

Costo per partecipante: *

Costo ora utente: *

* La durata è variabile a seconda dei soggetti coinvolti

- Corsi formativi musicali

Molti sono i non vedenti che si occupano a vario titolo di musica: insegnanti di educazione musicale presso scuole pubbliche, insegnanti privati, esecutori, compositori, ed anche semplici appassionati.

Corso di educazione e canto corale (III anno)

Il corso ha avuto la finalità di organizzare I suoni per lo sviluppo e la maturazione del senso ritmico e melodico, di analizzare e rielaborare in modo creativo e personale il materiale sonoro, di ampliare la conoscenza della segnografia Braille.

Strutture organizzatrici: 4

Corsi: 4

Partecipanti: 60

Ore totali: 1.720

Totale ore utente: 25.800

Spesa totale: L. 145.800.000

Costo per partecipante: L. 2.430.000

Costo ora utente: L. 5.651

Progetto "Trascrizione musicale facilitata"

Il progetto ha l’obiettivo di creare uno strumento software che consenta la trascrizione di uno spartito musicale in Braille, ricorrendo al programma Finale, per la codifica dello spartito seguendo apposite linee guida, e a Italbra per la formattazione del risultato in uscita.

Realizzata la versione utilizzabile e adeguatamente documentata del sistema di trascrizione, si è passati ad un periodo di collaudo con la collaborazione di alcuni operatori per verificare sul campo la funzionalità del sistema.

L’impegno finanziario assunto dall’Istituto è stato di L. 15.000.000.

- Ricerche, studi, varie

Concorsi per l’assegnazione di borse di studio a laureati.

La borsa di studio assegnata per la tesi sul tema Roma e il Giubileo del 2000: percorso attrezzato accessibile tra S. Maria Maggiore e S. Giovanni in Laterano. Settore Roma Nord" sta procedendo con una ricerca sui percorsi per minorati della nella in ambito urbano.

L’obiettivo di questa seconda fase di ricerca è quello di comprendere le effettive esigenze dei disabili visivi, interfacciandosi direttamente con gli interessati. Per individuare le differenti situazioni nelle diverse città è stato sviluppato un questionario da rivolgere a campioni di ipo/non-vedenti di tutta Italia; questa attività è stata affiancata da incontri diretti con disabili visivi romani.

Parallelamente è stata sviluppata una ricerca che si prefiggeva l’obiettivo di estendere l’utilità degli ausilii per la mobilità degli ipo/non-vedenti a tutti, elemento che è stato giudicato fondamentale per agevolare una diffusione capillare ed omogenea degli ausilii sul territorio nazionale.

La spesa prevista è di L. 20.000.000

- Pubblicazioni

Periodico dell’Istituto

Il mensile «Oltre il confine – Le nuove frontiere della riabilitazione», organo dell’Istituto, uscito nel 1997, ha continuato anche per il 2000 la sua attività di informazione e pubblicazione di iniziative e ricerche a cura dell’Istituto anche con numeri monotematici.

Il periodico ha riscontrato e riscontra molto successo sia per gli argomenti trattati che per la sua veste grafica.

Il costo dei 11 numeri del 2000 è stato complessivamente di L. 49.140.044. Il periodico ha usufruito dei contributi previsti dalla legge per l’editoria speciale per non vedenti (D.L. 23.10.1996 n. 542 conv. L. 23.12.96 n. 649), nella stima di £ 15.534.760.

«Toccare l’arte. L’educazione estetica di ipovedenti e non vedenti» a cura di Andrea Bellini

Il volume di Andrea Bellini affronta il problema della fruizione dei beni artistici da parte dei non vedenti aprendo nuovi orizzonti e stimolando un più vasto interesse.

Il volume trova la sua origine nel corso di aggiornamento per insegnanti sulla materia organizzato dall’I.Ri.Fo.R., riconosciuto dall’amministrazione scolastica, e diretto appunto dal curatore del volume Andrea Bellini, filosofo e critico d’arte.

Il costo è stato di L. 8.400.000.

«Partenariato Innovativo Europeo per L’Occupazione. Prassi di supporto all’occupazione dei minorati della vista»

Nell’ambito delle iniziative comunitarie connesse ai progetti Horizon, concernenti sia i problemi di occupazione sia quelli di riabilitazione e di creazione di nuovi sistemi di ausilio alla integrazione professionale e sociale dei minorati della vista è stato predisposto da parte dell’I.Ri.Fo.R., un adeguato progetto presentato alla regione Basilicata. L’ammissibilità al finanziamento del progetto veniva subordinata alla costituzione di un supporto operativo transnazionale: in pratica si è previsto che ogni Paese interessato individuasse almeno dei partner interessati al progetto e responsabili della sua attuazione. Ciò è avvenuto con il supporto di istituzioni nazionali con organizzazioni adeguate al raggiungimento dei fini previsti dal progetto. Per l’Italia il partenariato si appoggia, come è ovvio, all’I.Ri.Fo.R., che costituisce l’organismo deputato appunto allo studio ed all’attuazione ad ampio raggio dei problemi di insegnamento ai minorati della vista soprattutto al fine di una più ampia possibilità di integrazione professionale e sociale.

Deve sottolinearsi che i principi che vengono sviluppati in base al progetto Horizon (ed a quelli che ad esso seguiranno) sono di particolare interesse per l’Italia perché consentiranno un sempre maggiore allineamento della legislazione e dell’amministrazione italiana a quelle che sono le concezioni e le direttive europee. In Italia il principio costituzionale che impegna la Repubblica a rimuovere gli ostacoli che impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione dei lavoratori alla organizzazione politica, economica e sociale del Paese è inteso a favorire al meglio l’attuazione di progetti come quello di Horizon. Si tratta di elaborare contributi da tradurre in azione normativa ed amministrativa che attui il concetto della solidarietà soprattutto nei confronti di coloro che si trovano in posizioni di svantaggio. E’ questo il clima positivo che informa l’opera svolta dall’I.Ri.Fo.R. sul piano della collaborazione comunitaria.

Il costo è stato di L. 6.422.000

Pubblicazioni divulgative

L’I.Ri.Fo.R. ha inserito illustrazione della propria attività in pubblicazioni promosse dall’Unione Italiana Ciechi. Sono stati realizzati un libretto e due depliant per complessivi 80.000 esemplari. Il libretto è stato diffuso in apposito contenitore con altri fascicoli illustranti natura ed attività dell’Unione Italiana dei Ciechi e delle istituzioni collegate.

In totale l’impegno di spesa è stato di L. 42.000.000.

- Progetti per il Fondo Sociale Europeo

L’I.Ri.Fo.R., in occasione dello stanziamento dei fondi strutturali da parte dell’Unione Europea, in gestione alle amministrazioni regionali competenti, ha presentato cinque diversi progetti finalizzati alla formazione per le nuove professioni.

Si è accennato in premessa del decreto ministeriale con cui sono state individuate nuove qualifiche professionali, equipollenti a quelle di centralinista telefonico, ai fini del collocamento al lavoro dei non vedenti, in applicazione della legge 113/1985.

Il riconoscimento delle nuove figure pone l’esigenza di specifici corsi di formazione, che l’I.RI.FO.R. è legittimata ad organizzare in base al disposto del comma 6 dell’art. 4 della legge 12 marzo 1999 n. 68 relativa al diritto al lavoro dei disabili.

L’Istituto, di conseguenza, ha predisposto i programmi dei corsi per la formazione delle nuove figure professionali.

Obiettivo generale è la creazione di figure professionali in cui possa essere convertita l’attuale tendenza dei ciechi, con qualunque titolo di studio (media, media superiore, laurea) a rifugiarsi nella figura, ormai vieta, del centralinista telefonico.

Attualmente, in Italia, i centralinisti rappresentano circa l’80% circa dei minorati della vista in attività da lavoro. Tale condizione è stata resa possibile anche in virtù della tipologia professionale di centralinista in quanto l’introduzione del non vedente nelle varie realtà organizzative aziendali comporta modifiche alle postazioni lavorative non rilevanti ed il non vedente è in grado di realizzare, sul posto di lavoro, una più che sufficiente autonomia lavorativa.

È noto, infatti, che i maggiori vincoli alla introduzione nell’universo lavorativo dei portatori di handicap sono costituiti dalla scarsa modificabilità delle realtà organizzative aziendali e dalla necessità della più ampia autonomia possibile.

Tuttavia se è vero che agevole è stata, ed è, l’introduzione dei minorati della vista nel mondo del lavoro nelle funzioni di centralinista telefonico, è pur vero che tale figura professionale costituiva anche un limite, in quanto si può constatare come difficilmente si prevedesse o comunque si realizzasse un avanzamento professionale.

Inoltre è ancora in atto una vasta inoccupazione dei centralinisti telefonici minorati della vista iscritti all’albo professionale gestito dal Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale.

Infatti l’attuale progresso tecnologico delle telecomunicazioni porta alla creazione di centrali telefoniche senza posto operatore e pertanto la legge 113/85 non è più sufficiente a garantire l’ingresso al lavoro di non vedenti in possesso della sola professionalità di centralinista telefonico.

Si è posta, pertanto, l’esigenza di trovare nuovi sbocchi lavorativi a professionalità più evoluta e contenuti più avanzati.

Operatore telefonico addetto alle informazioni alla clientela e agli Uffici Relazioni con il pubblico.

La figura professionale, costituita con D. M. 10/01/2000, è da porre in relazione con il moltiplicarsi, nella pubblica amministrazione, sia centrale che locale, di uffici specificamente addetti alle relazioni con il pubblico. Tale fenomeno è da porre in relazione con gli interventi di ristrutturazione degli apparati pubblici, mirati da una parte ad una efficace azione delle amministrazioni, dall’altra dalla sempre più sentita esigenza di creare sistemi di monitoraggio della cosiddetta "customer’s satisfaction".

Segni normativi di tale tendenza sono le "carte dei servizi", dirette a garantire al cittadino una costante informazione sui procedimenti, nonché certezza sulle regole, anche di prassi, in atto presso le singole amministrazioni.

La riforma delle autonomie locali è anche essa improntata al rapporto privilegiato con le comunità locali.

Di qui l’esigenza della creazione degli U.R.P. - Uffici Relazioni con il Pubblico -, con funzioni e contenuti ben più ampi e complessi di quanto si riscontrasse (e tuttora in taluni casi si riscontra) nei tradizionali "Uffici Informazioni" con compiti pressoché limitati al rilascio dei cosiddetto "passi".

Gli Uffici per le Relazioni con il Pubblico, del resto, sia pure con diverse forme e denominazioni (in particolare quella di addetto alle informazioni e alla clientela), sono stati realizzati da decenni in tutte le strutture economiche ed imprenditoriali (private ma anche pubbliche) operanti sul mercato con rapporti costanti ed istituzionali con il vasto pubblico.

Strutture specificamente destinate ai rapporti con il pubblico ed alla informazione alla clientela erano e sono riscontrabili, ad esempio, in tutte le banche, nella grande distribuzione, nelle strutture di vendita per corrispondenza nonché nelle imprese di servizi.

Occorre sottolineare che il contesto professionale richiede attitudini alla comunicazione, in particolare telefonica, ma anche all’utilizzo di strumenti informatici, poiché le notizie richieste dai fruitori andranno per lo più reperite attraverso la ricerca in banche dati (esempio illuminante sono al riguardo la Cassa Depositi e Prestiti, gli uffici anagrafe ed elettorali dei comuni, gli uffici assistenza clienti delle banche, delle A.S.L., etc.)

Il programma ipotizzato per il percorso formativo è il seguente:

Operatore telefonico addetto ai servizi di telemarketing e telesoccorso.

La nuova figura professionale, anch’essa riconosciuta col D. M. 10/01/2000, è nata dalla constatazione (effettuata in alcuni interventi di enti ed aziende) che il centralinista (anche minorato della vista) può essere utilizzato in attività professionale diversa, che peraltro presuppone sempre l’uso del telefono o comunque di collegamenti on line: l’operatore di telemarketing.

È tuttavia evidente che l’operatore telefonico tradizionale non può trasformarsi in operatore di telemarketing senza prima aver acquisito una serie di cognizioni e di capacità connesse alle attività di telemarketing: pubbliche relazioni, area di marketing, ricerche e tecniche di mercato, promozione delle vendite, tecniche di comunicazione interpersonale.

Nel nostro paese il telemarketing sta avendo negli ultimi anni una diffusione sempre più ampia, avvicinandosi ai livelli di paesi (quali ad esempio la Francia) che da maggior tempo praticano tale attività.

Tuttavia il panorama lavorativo italiano non presentava figure professionali specifiche in tali settori: gli operatori prestavano in prevalenza opera saltuaria e venivano ingaggiati per singole campagne, nella maggior parte dei casi fra studenti universitari in materie umanistiche (segnatamente la psicologia).

Alle attività di telemarketing il Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale opportunamente ha collegato le attività di telesoccorso, per i molti punti in comune che l’attività, ma soprattutto le specifiche conoscenze professionali del telemarketing hanno con il sistema organizzativo del telesoccorso.

Il programma del corso di formazione per la nuova qualifica è stato così ipotizzato:

Operatore telefonico addetto alla gestione ed all’utilizzazione di banche dati.

Si tratta della qualifica professionale probabilmente più avanzata riconosciuta specificamente per minorati della vista.

E’ evidente infatti il forte contenuto innovativo di questa qualifica, in rapporto alla situazione di occupabilità dei disabili visivi.

È noto come le realtà organizzative aziendali (pubbliche e private) presentino di norma una notevole rigidità unita a scarsa modificabilità. Ciò costituisce un non lieve impedimento all’inserimento dei disabili in genere, e visivi in particolare, nelle strutture produttive. Finora, in mancanza di specifiche normative mirate all’inserimento dei minorati visivi, le imprese optavano per i portatori di altri handicap. I minorati della vista, perciò, restavano emarginati, quando si trovavano a competere, per l’accesso al lavoro, con altre categorie di disabili, ritenute dotate di maggior grado di autonomia personale.

Vi è inoltre da rilevare che l’informatica, oltre a saturare figure specialistiche, si connota in modo pervasivo come componente trasversale, integrandosi con ambienti disciplinari diversi, in aree di professionalità preesistenti/emergenti , finalizzate alla gestione delle diverse funzioni presenti in una realtà aziendale. Tali figure infatti non si saturano nella componente informatica, ma ne assorbono significativamente le potenzialità, le quali si integrano con i contenuti disciplinari del profilo.

La nuova qualifica proposta punta alla valorizzazione delle attitudini informatiche dei minorati visivi, aumentando la loro autonomia nell’uso degli strumenti informatici, e mira anche a modificare il contesto lavorativo mediante adozione di semplici attrezzature tiflotecniche.

La nuova figura sarà in grado di operare autonomamente sul contesto aziendale senza significative modifiche nell’ambiente di lavoro in quanto le modifiche sono limitate alla introduzione delle periferiche per non vedenti esclusivamente in uso ai minorati della vista.

Il programma del corso formativo per la nuova qualifica professionale "operatore telefonico addetto alla gestione e all’utilizzazione di banche dati" è stato così ipotizzato:

Corso di formazione per "Esperto audio per l’industria multimediale minorato della vista"

L’informatica musicale rappresenta la sintesi di diverse aree, dalla ricerca e produzione artistica a quella scientifica ed umanistica (teoria musicale, musicologia), all’industria dello spettacolo e multimediale.

In questo ambito, l’esperto audio per l’industria multimediale minorato della vista è un tecnico specialista che opera nei campi della programmazione di sistemi di acquisizione ed elaborazione dei dati audio digitali.

La figura in oggetto pone in essere la fusione di due aspetti fondamentali quali la capacità manuale operativa, e l’autonomia decisionale laddove inserito in team o produzioni complesse.

Nelle metodologie di lavoro la sintesi dei processi di lavorazione e la completa autonomia in taluni casi, offrono all’esperto audio per l’industria multimediale minorato della vista potenzialità organizzative sorprendenti, tali da poter identificare in un’unica figura professionale più componenti dell’aspetto organizzativo/realizzativo.

In generale l’esperto audio per l’industria multimediale minorato della vista deve conoscere:

Corso di formazione per formatore informatico

Attualmente in ogni attività produttiva vanno sempre più prendendo sviluppo le operazioni informatiche a supporto sia delle attività di ufficio che delle attività di produzione.

La formazione di formatori informatici minorati della vista si propone di assicurare un ruolo professionale nel settore informatico ai ciechi ed ipovedenti onde migliorarne le condizioni di accesso al mercato dell’occupazione, poiché le possibilità di occupazione di persone con handicap visivo sono caratterizzate da un numero limitato di professioni, anche perché non tutte le professioni si adattano pienamente alle sempre nuove richieste del mercato.

L’attuale sviluppo dell’informatica e di tutte le attività ad esse collegate rendono necessaria una professionalità che il minorato della vista può facilmente acquisire con il supporto di tecnologie appropriate.

Il corso si rivolge a persone minorate della vista già in possesso della professionalità di programmatore informatico ed è diretto alla acquisizione, oltre che delle attitudini formative in senso generale, anche delle specifiche conoscenze necessarie per essere abilitato alla formazione di minorati della vista, ciechi assoluti e ipovedenti.

L’istruttore informatico minorato della vista deve avere piena e approfondita conoscenza degli ausilii tiflotecnici necessari per leggere il monitor, quali le sintesi vocali, i display braille, gli strumenti per l’orientamento acustico sullo schermo, i processori ingrandenti, il leggio elettronico, le stampanti braille.

Il formatore informatico non può limitarsi alla professionalità necessaria per discenti normodotati, deve specificamente approfondire le seguenti discipline inerenti la minorazione visiva:

Da quanto esposto si evince che l’I.Ri.Fo.R. nell’anno 2000 ha utilizzato l’intero contributo (L. 2.250.000.000) di cui alla legge 23.9.1993 n. 379 afferente tale anno per la realizzazione di iniziative formative, di ricerca, nonché riabilitative.

La ulteriore spesa di L. 1.853.186.292 viene finanziata con le risorse acquisite nel corso degli anni precedenti per finanziamenti concessi negli anni precedenti dall’Unione Europea e dal Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale, liquidati in tali anni, nonché con economia nell’effettuazione delle iniziative.

Le spese di progettazione, di personale, di funzionamento degli organi, locazioni, assicurazioni, documentazione, etc. sono state sostenute parte con mezzi direttamente acquisiti dall’Istituto, a valere sui finanziamenti F.S.E., essendo una non irrilevante quota delle spese d’ufficio connessa alla gestione dei corsi.

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U.N.I.Vo.C.

Il 2000 è stato un anno importante per l’Unione Nazionale Italiana Volontari pro Ciechi (U.N.I.Vo.C.), in quanto è coinciso con la scadenza del secondo quadriennio di attività dell’ente e con il conseguente obbligo statutario di rinnovo di tutte le cariche sociali. Di conseguenza, in ottemperanza agli adempimenti previsti, si è proceduto a verificare che tutte le strutture periferiche avessero provveduto ad effettuare i rinnovi delle cariche sociali, con le modalità previste dallo statuto.

Nel campo delle attività promozionali, è stato distribuito a tutte le sezioni periferiche uno spot audio da divulgare attraverso emittenti radiofoniche locali. Si è provveduto anche ad effettuare un’opera di volantinaggio, al fine di divulgare informazioni sull’attività associativa, così come è stata prevista la partecipazione delle più importanti cariche associative a trasmissioni televisive e radiofoniche di preminente significato sociale.

Nel corso della primavera, si è svolta a Tirrenia, presso il Centro Studi e Riabilitazione "G. Fucà" dell’Unione Italiana dei Ciechi, l’Assemblea Nazionale, che ha visto la partecipazione di tutti i quadri dirigenti delle sezioni periferiche. Nell’occasione si è provveduto alla elezione del Presidente e del Vice-Presidente, della Direzione Nazionale, nonché del Collegio dei Probiviri.

Nel campo dell’editoria è continuata la pubblicazione e distribuzione di "Reciprocamente insieme", la rivista trimestrale di volontariato dell’U.N.I.Vo.C., inviata alle scuole, università, Asl, strutture periferiche dell’Unione dell’U.N.I.Vo.C., nonché ai comuni con più di 20.000 abitanti.

È stato anche deliberato di pubblicare una seconda rivista, al momento in fase di predisposizione, in formato audio su un’unica cassetta da novanta minuti, da distribuire ai soci e agli utenti dell’associazione.

La nuova dirigenza ha impresso un nuovo corso alle numerose ed incisive attività dell’U.N.I.Vo.C.; tra le altre, si ricordano la ricostituzione di numerosi organismi periferici e una costante attività di informazione e supporto di carattere amministrativo-contabile-organizzativo alle sezioni provinciali. È stato anche ottenuto il contributo per l’editoria speciale per l’anno 1999.

Nel corso del mese di ottobre si è riunita la commissione paritetica U.I.C/U.N.I.Vo.C., che ha predisposto una bozza di protocollo di intesa successivamente approvata dagli organi dirigenti di entrambi gli enti interessati.

A questo incremento dell’attività ha contribuito in maniera determinante l’Unione Italiana Ciechi, con il consueto sostegno economico, umano e logistico.

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RAPPORTI CON IL PARLAMENTO

Anche nel corso del 2000 l’Unione ha tenuto costanti contatti con il Senato e la Camera dei Deputati, nello sforzo di sostenere in maniera continuativa ogni iniziativa legislativa riguardante i bisogni e le necessità di integrazione dei non vedenti in generale, nonché l’attività associativa in particolare, soprattutto in un periodo di vaste e penetranti riforme, in atto o in fieri, nell’ordinamento sociale ed amministrativo.

Di seguito vengono riportati i più importanti traguardi raggiunti dall’azione dell’Unione, con particolare riferimento anche alle nuove leggi di finanziamento, in aggiunta o in sostituzione dei provvedimenti scaduti prima dell’anno o durante il periodo in esame.

Successivamente vengono riportati i disegni e le proposte di legge che, nello stesso periodo, l’Unione ha ritenuto di sostenere lungo tutto il loro iter parlamentare.

- Legge 8 marzo 2000, n. 53

Disposizioni per il sostegno della maternità e della paternità, per il diritto alla cura e alla formazione e per il coordinamento dei tempi delle città

Fra le numerose novità introdotte da questo provvedimento legislativo in materia di tutela del nucleo familiare dei lavoratori in generale, ve ne sono alcune che concernono direttamente i portatori di handicap e, quindi, anche i ciechi e gli ipovedenti.

In particolare, gli articoli 19 e 20 della legge vanno ad apportare alcune modifiche all’articolo 33 della legge-quadro in materia di handicap (legge 104/92). Viene, in primo luogo, introdotta una contribuzione figurativa ai fini previdenziali in favore dei soggetti che usufruiscono dei permessi previsti in detto articolo, che vengono, in tal modo, ad avere sotto il profilo previdenziale la stessa tutela prevista per i periodi di astensione facoltativa dal lavoro, con una piena e assoluta copertura previdenziale. In secondo luogo viene estesa la possibilità di scelta della sede di lavoro più vicina al proprio domicilio per il lavoratore che assista con continuità un parente o affine portatore di handicap grave, eliminando la dizione precedente che limitava tale diritto solo ai coloro che convivevano con il predetto familiare. Viene, infine, precisato definitivamente che la fruizione dei permessi ad ore o a giorni può essere alternativa, fugando ogni dubbio interpretativo sul punto. La legge precisa, poi, che tutti i benefici previsti dal predetto articolo 33 della legge 104/92 vengono applicati anche qualora l’altro genitore non ne abbia diritto, nonché ai genitori e familiari lavoratori che assistano con continuità e in via esclusiva un parente o affine entro il terzo grado portatore di handicap, ancorché non convivente.

Inoltre, sono disciplinati dalla legge i permessi cui hanno diritto la lavoratrice madre o, in alternativa, il lavoratore padre di minore con handicap in situazione di gravità (anche se adottivo), prevedendo un prolungamento sino a tre anni del periodo di astensione facoltativa dal lavoro, già previsto dalla legge 1204/71. Qualora i genitori non intendano avvalersi di tale beneficio, possono fruire, alternativamente, di un permesso retribuito di due ore giornaliere, sempre sino al compimento dei tre anni di età da parte del bambino. Successivamente a tale limite, è, invece, stabilito il diritto di usufruire di tre giorni di permesso mensili.

Infine, viene prevista la possibilità per i lavoratori dipendenti, pubblici e privati, di usufruire di un periodo di congedo, continuativo o frazionato, non superiore a due anni, per gravi e documentati motivi familiari, tra i quali, secondo il regolamento applicativo (DM 21.7.2000, n. 278) rientrano anche le situazioni che comportano un impegno particolare nella cura o nell’assistenza di un proprio familiare, che soffra di determinate patologie. Durante tale congedo, il dipendente mantiene il posto di lavoro, non ha diritto alla retribuzione, ma può procedere al riscatto ai fini previdenziali, ovvero procedere al versamento dei relativi contributi, secondo i principi della contribuzione volontaria.

- Legge 22 marzo 2000, n. 69

Interventi finanziari per il potenziamento e la qualificazione dell’offerta di integrazione scolastica degli alunni con handicap

Come riferito anche nella parte della presente relazione dedicata al settore istruzione, è questo uno dei provvedimenti legislativi sui quali si è maggiormente concentrata l’azione dell’Unione, lungo tutto il suo faticoso iter parlamentare, trattandosi di disposizioni che toccano in prima persona gli alunni con deficit sensoriali e, quindi, anche i ciechi e gli ipovedenti.

In applicazione di quanto previsto nell’articolo 10 della legge 59/97 (la c. d. "Bassanini"), e nel quadro della più ampia riforma in atto nel mondo della scuola, viene prevista una completa riforma delle scuole e degli istituti a carattere atipico, fra i quali anche quelli destinati agli studenti ciechi, destinati a supportare il funzionamento delle istituzioni scolastiche autonome.

Parte delle risorse stanziate dalla legge (in tutto, più di 25 miliardi per il 2000 e più di 21 a partire dal 2001, in aggiunta a quelle già destinate all’integrazione scolastica) viene destinata alla realizzazione degli interventi demandati a tali istituti, compresi corsi di alta qualificazione dei docenti, mentre il resto (il 45%) è devoluto, fino all’entrata in funzione di detti istituti ad altri interventi in favore di alunni in situazione di handicap, con particolare attenzione per quelli con handicap di tipo sensoriale. Tali fondi saranno dedicati alla predisposizione di progetti di integrazione scolastica degli alunni e di formazione del personale docente, tenuto conto anche delle possibilità offerte da sperimentazioni dell’autonomia didattica ed organizzativa. Sono previste anche convenzioni da parte delle varie istituzioni scolastiche che attuano tali progetti con istituti specializzati nello studio e nella cura di specifiche forme di handicap.

La legge è ancora in attesa del regolamento attuativo, tutt’ora in corso di esame da parte degli organi competenti, che dovrà prevedere nel dettaglio le modalità organizzative e di funzionamento di tali istituti.

- Legge 21 novembre 2000, n. 342

Misure in materia fiscale

Alcune disposizioni contenute in questo "collegato" alla manovra finanziaria 2000 hanno riguardato direttamente i ciechi e gli ipovedenti.

In primo luogo, va segnalato l’articolo 50 della legge, giunto a coronamento di una lunga e costante attività di pressione da parte dell’Unione, che viene a colmare in maniera definitiva una lacuna ordinamentale, consistente in una evidente disparità di trattamento creatasi tra i non vedenti e le altre categorie di invalidi, allorché una interpretazione restrittiva operata dal ministero delle Finanze limitava solo ai possessori di patente speciale le agevolazioni fiscali previste in origine dalla manovra finanziaria 1999 per tutti i mezzi necessari all’accompagnamento. La manovra finanziaria dello scorso anno aveva già provveduto ad estendere le agevolazioni previste in materia di imposta sui redditi, mentre la legge 342/2000 si è pronunciata in materia di IVA e di tasse automobilistiche.

Le agevolazioni per i disabili, previste dall’art. 50 della suddetta legge, hanno decorrenza dal 1° Gennaio 2001. Sarà agevolabile l’acquisto di una normale autovettura, purché di cilindrata fino a 2000 centimetri cubici, se alimentata a benzina, e fino a 2800 centimetri cubici se con motore diesel.

In definitiva, le agevolazioni fiscali nei confronti dei non vedenti ora in vigore possono così sintetizzarsi:

In secondo luogo, si deve citare l’articolo 69 che, nell’ambito di un più vasto riordino della normativa fiscale in materia di successioni e donazioni, ha elevato l’importo della franchigia, prevista per ciascun beneficiario nella somma di 350 milioni, a un miliardo di lire nel caso di minori di età e di portatori di handicap riconosciuto grave ai sensi della legge 104/92. La franchigia verrà aggiornata ogni quattro anni, avuto riguardo all’indice del costo della vita.

- Legge 7 dicembre 2000, n. 383

Disciplina delle associazioni di promozione sociale

La legge in questione si propone di dettare una disciplina organica di quelle associazioni che svolgono attività di promozione sociale, come l’Unione Italiana Ciechi, senza finalità di lucro, nell’intento di valorizzarne il cospicuo lavoro svolto in favore di soggetti in situazione di disagio sociale, regolandone il rapporto con le istituzioni sia a livello nazionale che a livello locale. Allo stesso tempo la legge intende disciplinare l’attività di questi soggetti e ampliare, riconoscere e sollecitare la pluralità di forme e di presenze associative in progressivo aumento per valorizzare un fondamentale canale di partecipazione popolare e di cittadinanza attiva. A tale scopo è prevista l’attivazione di meccanismi di sostegno finanziario e di servizi a favore di enti che contribuiscono alla realizzazione del principio costituzionale della partecipazione dei cittadini all’organizzazione politico-sociale del paese, in un quadro di collaborazione con le istituzioni pubbliche operanti nel settore.

La disciplina prevede alcuni requisiti fondamentali per la costituzione di tali entità associative, tra i quali l’assenza di fini di lucro e un ordinamento interno ispirato a principi democratici. Vengono anche esplicitamente indicate le diverse fonti di finanziamento e le modalità di iscrizione negli appositi Registri nazionali istituiti presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri. Inoltre, in analogia con quanto già previsto dalla legge 266/91 in materia di volontariato, vengono disciplinate l’istituzione, la composizione, il funzionamento e le attribuzioni dell’Osservatorio nazionale dell’associazionismo che, fra l’altro, dovrà sostenere iniziative di formazione e aggiornamento, nonché approvare progetti sperimentali per far fronte a particolari situazioni di emergenza.

Viene anche previsto un regime fiscale di favore sia in materia di prestazioni in favore degli associati sia in materia di erogazioni liberali, tributi locali e accesso a finanziamenti agevolati. Una particolare tipologia di convenzioni con le autorità competenti servirà a garantire l’esistenza delle condizioni necessarie a svolgere con continuità attività di promozione sociale previste negli statuti.

- Legge 23 dicembre 2000, n. 388

Legge finanziaria 2001

Tra le disposizioni fiscali o assistenziali di carattere generale contenute nella legge 23 dicembre 2000, n. 388 (legge finanziaria 2001), alcune meritano di essere segnalate per le loro ripercussioni sulla categoria dei minorati della vista e sull’attività associativa in generale.

Andando per ordine, l’articolo 2, nell’ambito della proroga anche per il 2001 della detrazione IRPEF del 36% per interventi di ristrutturazione immobiliare, dispone che tale norma si applica anche a tutti quegli interventi destinati all’eliminazione delle barriere architettoniche, compresi gli eventuali strumenti, anche tecnologici, che possano favorire la mobilità interna ed esterna dei soggetti portatori di handicap.

L’articolo 7, fra gli incentivi occupazionali, prevede un particolare credito di imposta a quei datori di lavoro che assumano, fra gli altri, anche soggetti portatori di handicap, individuati ai sensi della legge 104/92.

In materia di IVA agevolata, oltre all’ampliamento della normativa in materia di autovettura a tutti i soggetti handicappati (ad ulteriore dimostrazione di una ingiustificata disparità di trattamento delle precedenti interpretazioni restrittive, come già riferito in precedenza), viene prevista, all’articolo 31, una estensione dell’aliquota al 4% anche ai giornali, notiziari, quotidiani, dispacci delle agenzie di stampa, libri, periodici in scrittura braille e su supporti audio-magnetici per non vedenti ed ipovedenti, nonché alle prestazioni relative al loro montaggio e duplicazione. Altre agevolazioni fiscali sono previste, dall’articolo 81, anche per l’acquisto di autocaravan destinati alla locomozione di disabili.

Quanto agli interventi in materia previdenziale e sociale, contenute negli articoli 68 e seguenti, vanno segnalati gli interventi di maggiorazione delle pensioni ed assegni sociali, di importi vari a seconda dell’età dei beneficiari, nonché le ulteriori maggiorazioni a favore dei trattamenti assistenziali, con particolare riferimento alla corresponsione di un aumento di 20.000 lire mensili sulle pensioni e assegni di invalidità a favore di invalidi civili, ciechi civili e sordomuti, con età inferiore a 65 anni, se in possesso delle medesime condizioni reddituali previste in materia di assegno sociale. Inoltre, è previsto che, a decorrere dal 2001, le pensioni di vecchiaia e quelle di anzianità liquidate su una base contributiva di almeno 40 anni di anzianità, siano interamente cumulabili con i redditi da lavoro autonomo e dipendente, le altre pensioni di anzianità saranno cumulabili nella misura del 70% anziché del 50%. A tale proposito, va anche citato il potenziamento del fondo destinato a finanziare l’aumento delle provvidenze economiche previste per i ciechi "ventesimisti" (su cfr. infra) da 66 ad 87 miliardi di Lire.

Per quanto concerne le politiche sociali, la legge finanziaria stanzia, fra l’altro, nuove risorse al fine del perseguimento dell’attuazione sperimentale dell’istituto del reddito minimo di inserimento fino a tutto il 2002 e, in più, istituisce un nuovo tipo di congedo retribuito per motivi straordinari a parziale modifica di quello, prima descritto, e previsto dalla legge 53/2000. Tale congedo, di durata massima di due anni, potrà essere fruito alternativamente, in maniera sia continuativa che frazionata, dai genitori lavoratori, anche se adottivi, conviventi da almeno cinque anni con soggetti portatori di handicap in situazione di gravità. Tutto il periodo relativo sarà coperto da contribuzione figurativa.

Viene anche prevista la possibilità per le regioni, titolari della potestà concessiva dei trattamenti di invalidità civile, di demandare tale compito all’INPS, a seguito di apposita stipula di specifici accordi. Tali accordi potranno, tra l’altro, definire i rapporti conseguenti all’eventuale estensione della potestà concessiva ai benefici aggiuntivi disposti dalle medesime regioni con risorse proprie.

Inoltre, il fondo nazionale per le politiche sociali viene incrementato al fine di migliorare i servizi di assistenza telefonica e domiciliare agli anziani, con la partecipazione di associazioni di volontariato ed altri organismi senza scopo di lucro con comprovata esperienza nel settore. Altri fondi sono espressamente destinati alle famiglie con una o più persone anziane titolari dell’indennità di accompagnamento, totalmente immobili e bisognose di assistenza continuativa.

Un ulteriore incremento di fondi, pari a 100 miliardi, è previsto per la sovvenzione di un programma di interventi per l’assistenza a portatori di handicap in situazione di gravità rimasti privi dei familiari che prestavano loro assistenza.

Infine, viene prevista una totale equiparazione degli stranieri, titolari di carta di soggiorno o di permesso di soggiorno di durata non inferiore ad un anno, in materia di tutte quelle prestazioni sociali che, in base alle norme vigenti, costituiscono diritti soggettivi.

- Proposte e disegni di legge

- d.d.l. Giaretta e altri su "Nuove norme per l’esercizio del diritto di voto da parte degli elettori affetti da gravi infermità (atto Senato n. 4393)

Il presente disegno di legge mira ad eliminare le anomalie presenti nell’attuale disciplina delle operazioni di voto che prevede che gli elettori ciechi, o amputati delle mani o affetti da paralisi o da altro impedimento di analoga gravità, esercitino il diritto elettorale con l’aiuto di un elettore della propria famiglia o, in mancanza, di un altro elettore, che sia stato volontariamente scelto come accompagnatore, purché l’uno o l’altro sia iscritto nel Comune. Tale normativa costringe l’interessato a seguire un procedimento che appare anacronistico, complicato e tale da limitare gravemente la scelta – da parte dell’elettore invalido – del soggetto che deve sostituirlo nella manifestazione del voto. Anche la disciplina della certificazione medica si risolve in una inutile e spesso defatigante acquisizione di attestati sanitari da parte dell’elettore, laddove – trattandosi di infermità fisiche e menomazioni irreversibili – sarebbe sufficiente una semplice annotazione sulla carta di identità.

L’azione legislativa, sostenuta dall’Unione, cerca di ovviare a tali difficoltà, restituendo libertà di scelta all’elettore invalido in ordine alle persone che lo aiutano ad esercitare il diritto elettorale, e prevedendo che l’accompagnatore sia un altro elettore iscritto in un qualunque Comune della Repubblica, stabilendo, allo stesso tempo, che l’infermità fisica sia annotata sulla carta di identità con apposita indicazione, eliminandosi così il ricorso, di volta in volta, a certificazioni mediche.

- d.d.l. Tomassini e altri su "Norme a sostegno delle persone in condizioni di cecità parziale" (atto Senato n. 4627)

Questo disegno di legge, proposto e attivamente sostenuto dall’Unione, prevede un congruo aumento dell’indennità speciale goduta dai ciechi parziali c. d. "ventesimisti", cioè a favore di coloro che abbiano un residuo visivo non superiore ad 1/20 in entrambi gli occhi con eventuale correzione.

L’intendimento è quello di ridimensionare l’evidente disparità tra il trattamento riservato dall’ordinamento a questi soggetti, la cui invalidità può raggiungere il 100%, e quello previsto per altre tipologie di invalidi con minorazioni anche di minore entità.

Va, infatti, precisato che, dal punto di vista effettivo, cioè in ordine all’utilizzo possibile di un residuo visivo di così modesta portata, un visus non superiore ad un ventesimo può, nella più rosea delle prospettazioni, consentire una certa mobilità autonoma (senza dover ricorrere al bastone bianco, al cane guida o all’accompagnatore), ma solo in condizioni di luminosità piena ed entro un raggio spaziale assai limitato. Cosicché se, di norma, sarà possibile lo spostamento nelle zone pedonali o di abituale frequentazione, gli attraversamenti e i movimenti nel contesto del traffico non potranno invece basarsi sulle percezioni visive del tutto inadeguate in tali frangenti. Sul piano relazionale e culturale, inoltre, un simile modesto residuo non consente la lettura e la scrittura nelle forme ordinarie con tutte le conseguenze che ne derivano sul piano degli ausili tecnici e personali per sopperire a tale deficit. Sul piano psicologico, poi, la condizione del "ventesimista" è particolarmente delicata sia per la difficoltà soggettiva di identificarsi e con i ciechi e con i vedenti, sia con il parallelo atteggiamento ondivago di chi entra in rapporto con il ventesimista, considerato di volta in volta cieco o vedente a seconda delle circostanze, con tutti gli equivoci che ciò può comportare.

Per questo si è ritenuto che, fermo restando che né il sostegno economico da solo, né i servizi sociali per lo più freddi e asettici possono incidere profondamente su questa condizione di disagio, sia auspicabile un consistente innalzamento dell’indennità speciale in favore dei ciechi "ventesimisti", originariamente introdotta con la legge 21 novembre 1988, n. 508, al fine di consentire un maggiore sostegno e una più puntuale valorizzazione delle potenzialità residue di questa importante area della minorazione visiva.

- d.d.l. di iniziativa governativa su "Nuova disciplina per gli istituti di patronato e di assistenza sociale" (atto Camera n. 5891)

Questa iniziativa interessa da vicino il campo di attività in cui tradizionalmente l’Unione Italiana Ciechi è chiamata ad operare, dal momento che prevede una revisione della legislazione vigente in materia di compiti e finanziamento degli istituti di patronato e di assistenza sociale.

I principali punti qualificanti del presente disegno di legge, intesi a riunificare ed aggiornare in un unico contesto legislativo tutta la normativa attuale, nonché a recepire istanze ed indicazioni per il superamento di talune difficoltà attuative emerse dalla medesima, si possono riassumere nei seguenti punti:

Scopo precipuo dell’attività parlamentare svolta in materia dall’U.I.C. è stato quello di vedere riconosciuto dalla nuova normativa il valore di pubblica utilità del ruolo e dell’attività delle associazioni che storicamente operano nel settore dell’assistenza in rappresentanza dei cittadini che si trovano in condizioni di disagio sociale, tra i quali rientrano, ovviamente, anche i portatori di handicap.

Infatti, l’iniziativa dell’Unione mira ad introdurre una specifica correlazione con il dettato della legge 328/2000 di riforma dello stato sociale (già esaminata nella parte dedicata all’organizzazione in generale), che riconosce espressamente l’importanza del bagaglio di esperienza degli operatori del terzo settore, primi fra tutti quelli cui la legge affida espressamente la difesa dei diritti e degli interessi dei portatori di handicap, come, per i ciechi, l’U.I.C.

- d.d.l. di iniziativa governativa su "Istituzione del servizio civile nazionale" (atto Camera n. 7532)

Particolarmente intensa è stata anche l’attività svolta dall’Unione in relazione a questo disegno di legge, volto alla istituzione di un servizio civile nazionale, al fine di soddisfare l’esigenza avvertita presso l’opinione pubblica di una più mirata disciplina di questo importante istituto che, oltre a novellare la legge 8 luglio 1998, n. 230 in materia di obiezione di coscienza, introduca nuovi istituti finalizzati a consentire lo sviluppo di politiche sociali più moderne e rispondenti alle necessità dell’individuo e della collettività.

Esso rappresenta, inoltre, uno strumento finalizzato a colmare i vuoti che inevitabilmente si creeranno nel servizio civile dopo la sospensione del servizio di leva obbligatorio con cui esso è attualmente in stretta connessione, stabilita dalla recente legge 331/2000 che istituisce il servizio militare professionale.

L’opera dell’U.I.C., insieme a quelle di altri operatori del terzo settore, è riuscita a far riconoscere che il principio di solidarietà sociale può e deve rappresentare uno dei cardini fondamentali della nuova disciplina finalizzata, in ossequio al principio enunciato nell’articolo 3 della Costituzione, alla rimozione degli ostacoli di ordine economico e sociale che limitano di fatto la libertà e l’uguaglianza tra i cittadini.

Il disegno di legge è diviso in tre capi: il Capo I contiene le disposizioni relative all’istituzione del servizio civile nazionale che sarà organizzato su base esclusivamente volontaria dopo la sospensione del servizio di leva obbligatorio; il Capo II disciplina la gestione ed il funzionamento del servizio civile nel periodo transitorio; il Capo III prevede le norme finanziarie e finali.

Nel periodo successivo alla piena attuazione della riorganizzazione del reclutamento da parte delle Forze armate, si prevede un servizio civile esclusivamente volontario, articolato in progetti di chiara utilità sociale e alimentato con risorse derivanti dal bilancio dello Stato e da altre fonti pubbliche e private, con modalità organizzative definite nei decreti legislativi che il Governo dovrà emanare entro diciotto mesi dalla data di entrata in vigore della legge in esame.

Nel periodo transitorio, invece, si propone di mantenere il quadro disegnato dalla legge n. 230 del 1998, con una accentuazione sul carattere progettuale del servizio civile, una apertura alla partecipazione al servizio, a titolo volontario, delle ragazze e dei giovani dichiarati inabili al servizio di leva e un ampliamento delle ipotesi di svolgimento del servizio civile all’estero.

Di particolare rilievo, nell’ambito di questa nuova disciplina, saranno la determinazione dei trattamenti giuridici ed economici dei volontari in servizio civile, in armonia con quanto previsto per il personale militare volontario in ferma annuale e nei limiti delle disponibilità finanziarie, nonché i benefici non economici funzionali all’incentivazione al servizio civile e all’ingresso nel mondo del lavoro.

- d.d.l. Carella e altri su "Claswificazione e quantificazione delle minorazioni visive" (atto Camera n. 7477)

Scopo della presente iniziativa legislativa, già approvata dal Senato nel corso dell’anno, è introdurre nell’ordinamento giuridico nuove modalità di classificazione e quantificazione delle ridotte funzioni visive, visto che si è venuto a creare un certo divario tra le definizioni dei vari gradi di handicap visivo contenute nella vigente legislazione speciale e le classificazioni utilizzate dalla medicina oculistica, sia in campo nazionale che internazionale.

Infatti, l’inquadramento dei "privi della vista" attualmente adottato dalla legislazione italiana (in particolare dalla legge 382/70, che distingue ciechi totali o equiparati e ciechi parziali con diverso residuo visivo) appare oggi superato nella terminologia e, soprattutto, incompleto, in quanto esclude categorie di minorati visivi sicuramente bisognose di riconoscimento, indipendentemente dalla eventuale erogazione in loro favore di prestazioni economiche.

A questo scopo, il Gruppo Italiano per lo Studio dell’Ipovisione (GISI) e l’Unione Italiana Ciechi hanno elaborato, in armonia con i dati di commissioni e gruppi di studio internazionali, una classificazione delle minorazioni visive, nella quale si distinguono l’ipovisione centrale, dovuta ad una riduzione più o meno grave della acutezza visiva, dalla ipovisione periferica, provocata da una perdita del campo visivo, ambedue suddivise in tre livelli: ipovisione grave, moderata, lieve. Il danno della acutezza visiva viene espresso in decimi, mentre il danno del campo visivo è espresso in residuo perimetrico percentuale.

Se si confronta l’attuale classificazione con quella proposta dal GISI-UIC si possono notare alcune differenze, tra le quali la mancata contemplazione da parte della vigente normativa dei soggetti con un visus residuo uguale o superiore a 3/10 e dei soggetti con minorazioni visive periferiche, che, tuttavia, necessitano di un riconoscimento della loro disabilità.

La classificazione elaborata in tale proposta di legge non comporta, infine, alcuna modificazione alla normativa concernente le prestazioni di natura economico-assistenziale che rimarrebbero disciplinate dalle norme speciali esistenti.

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ATTIVITÀ INTERNAZIONALI

L’unanime riconoscimento ottenuto dall’Unione Italiana Ciechi per la vastità e l’efficacia dell’azione sul piano dei rapporti internazionali, riconoscimento venuto anche dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri e dalla Corte dei Conti, ha spinto l’Unione nel 2000 ad un impegno ancora più pregnante ed incisivo.

La copiosa attività di relazioni internazionali svolta nell’anno dai suoi rappresentanti può sintetizzarsi come segue:

- Conferenze e Riunioni Internazionali

18 – 20 febbraio
Roma
Incontro editoriale dei partner del progetto europeo "Vedere un futuro: esclusione sociale delle persone anziane minorate della vista"

19 – 21 febbraio
Bruxelles
Conferenza giovani sull’esclusione sociale e l’impiego

16 – 18 marzo
Heidelberg (Germania)
Conferenza internazionale sulle necessità speciali degli anziani ciechi e ipovedenti

6 – 10 maggio
Vienna
Congresso sull’assistenza domiciliare

8 – 14 luglio
Cracovia
Conferenza europea dell’ICEVI (Consiglio Internazionale per l’Istruzione delle Persone con Minorazione Visiva)

21 ottobre
Parigi
Prima Assemblea Nazionale dei Ciechi e dei Minorati della Vista

- Riunioni dell’EBU (Unione Europea dei Ciechi)

28 – 30 gennaio
Parigi
Riunione del Direttivo EBU

18 marzo
Roma
Riunione Comitato Organizzatore della Conferenza Internazionale sull’Istruzione (19-23 luglio 2000, Montegrotto Terme, Italia)

27 aprile
Strasburgo
Riunione con il responsabile della sezione ONG, sig.ra Jutta Gützkow, presso il Consiglio di Europa

19 maggio
Londra
Riunione del Direttivo EBU con i Presidenti di Commissione EBU

20 - 21 maggio
Londra
Riunione del Direttivo EBU

13 - 18 giugno
Espoo (Finlandia)
Riunione della Commissione Riabilitazione, Formazione Professionale e Occupazione e partecipazione al seminario "Virtual Vision"

16 - 18 giugno
Londra
Riunione della Commissione Diritti Umani e Sociali

16 - 18 giugno
Roma
Riunione della Commissione per la collaborazione con i ciechi ed ipovedenti nei paesi in via di sviluppo

23 - 25 giugno
Larnaca (Cipro)
Riunione della Commissione per la promozione degli interessi delle donne cieche e ipovedenti

7 - 9 luglio
Anversa (Belgio)
Riunione della Commissione per le attività delle persone ipovedenti

19 - 23 luglio
Montegrotto Terme
Conferenza Internazionale sull’Istruzione

21 e 24 luglio
Montegrotto Terme
Riunione della Commissione sull’Istruzione

4 - 5 settembre
Tirrenia
Seminario sull’Euro per formatori locali

16 - 17 settembre
Roma
Riunione del Direttivo EBU

21 settembre
Bruxelles
Incontro con il Presidente della Commissione Europea, prof. Romano Prodi

20 - 22 ottobre
Atene
Riunione della Commissione Giovani

27 - 29 ottobre
Zurigo
Riunione della Commissione sulle attività degli anziani ciechi e ipovedenti

1 - 5 novembre
Parigi
Riunione della Commissione per i ciechi pluriminorati

22 novembre
Melbourne
Riunione del Direttivo EBU

8 - 10 dicembre
Linz (Austria)
Riunione della Commissione sugli ausili e servizi tecnici

- Attività Commissione EBU di Collegamento con l’Unione Europea

28 – 30 gennaio
Parigi
Riunione del Direttivo EBU

28 gennaio
Parigi
Riunione del Gruppo di Lavoro EBU sul Futuro dell’Ufficio del Segretario Generale dell’Unione Mondiale dei Ciechi

21 – 22 febbraio
Bruxelles
Conferenza: Verso una Società dell’Informazione Sostenibile per il 21° Secolo

23 febbraio
Lisbona
Riunione del Comitato Finanze dell’EDF

24 febbraio
Lisbona
Riunione del Comitato EDF sui Rapporti con il Parlamento Europeo

24 - 26 febbraio
Lisbona
Riunione del Direttivo EDF

25 febbraio
Lisbona
Riunione del Gruppo di Lavoro EDF sulla non discriminazione

27 febbraio
Lisbona
Riunione dei rappresentanti di Organizzazioni Non Governative Europee componenti del Direttivo EDF

9 marzo
Lisbona
Riunione della Commissione EDF sulla Società dell’Informazione

10 - 12 marzo
Lisbona
Seminario ETUC-EDF "L’impiego dei disabili: il ruolo dell’istruzione e della formazione professionale"

12 marzo
Lisbona
Seminario di formazione dell’EDF sull’impiego e i fondi strutturali

21 marzo
Bruxelles
Incontro preparatorio per la riunione di coordinamento tra EDF e Direzione Generale Occupazione e Affari Sociali della Commissione Europea

21 marzo
Bruxelles
Riunione di coordinamento tra EDF e Direzione Generale Occupazione e Affari Sociali della Commissione Europea

29 marzo
Bruxelles
Rapporto finale progetto Conferenza Giovani Madrid

30 marzo
Bruxelles
Tavola Rotonda sul Pacchetto Europeo sulla Non Discriminazione presso il Parlamento Europeo

10 - 11 aprile
Lisbona
Conferenza Ministeriale sulla Conoscenza e la Società dell’Informazione

13 - 15 aprile
Parigi
Preparazione domanda di finanziamento delle attività di coordinamento della Commissione di Collegamento 2000/2001

2 - 3 maggio
Pristina (Kosovo)
Consegna contributo alle associazioni dei ciechi

11 - 14 maggio
Atene
Riunione della Commissione EBU di Collegamento con l’Unione Europea

19 maggio
Londra
Riunione del Direttivo EBU con i Presidenti di Commissione EBU

20 - 21 maggio
Londra
Riunione del Direttivo EBU

1 - 4 giugno
Bruxelles
Assemblea Generale dell’EDF e riunioni collaterali

6 - 7 giugno
Potsdam (Germania)
Conferenza "telecomunicazioni Mobili"

20 - 21 giugno
Bruxelles
Attività di lobby sul Programma di Azione sull’Antidiscriminazione presso il Parlamento Europeo

10 – 11 luglio
Bruxelles
Riunione al Parlamento Europeo per attività di lobby per il pacchetto Anti Discriminazione (Commissione Industria ecc.)

1 – 2 settembre
Rethymnon (Isola di Creta)
Riunione del Comitato Esecutivo e Presidenti di Commissioni e Comitati del Forum Europeo della Disabilità (EDF)

8 settembre
Bruxelles
Riunione del Comitato di Gestione della Giornata Europea delle Persone Disabili

9 settembre
Bruxelles
Riunione del Comitato EDF verifica poteri

9 settembre
Bruxelles
Riunione dei rappresentanti eletti delle ONG europee della disabilità

15 settembre
Roma
Riunione del Gruppo di Lavoro dell’EBU sull’accesso all’informazione

16 - 17 settembre
Roma
Riunione del Direttivo EBU

18 - 19 settembre
Bruxelles
Attività di lobby sul Programma di Azione sull’Antidiscriminazione presso il Parlamento Europeo per finanziamenti associazioni

20 settembre
Bruxelles
Revisione interna dei conti dell’EDF

21 settembre
Bruxelles
Incontro con il Presidente della Commissione Europea, prof. Romano Prodi

4 - 5 ottobre
Bruxelles
Attività di lobby sul Programma di Azione sull’Antidiscriminazione presso il Parlamento Europeo per finanziamenti associazioni

12 ottobre
Parigi
Discussione del progetto cofinanziato per l’accesso intelligente e inclusivo a internet (IT Innovation Centre in Inghilterra)

12 - 14 ottobre
Parigi
Riunione del Direttivo EDF e riunioni collaterali

16 - 17 ottobre
Parigi
Conferenza europea tenuta dal Governo francese sulle politiche rivolte alle persone disabili

7 novembre
Bruxelles
Gruppo di discussione alla Conferenza della Settimana sull’Occupazione

8 novembre
Parigi
Conferenza internazionale su "Conoscenza nuova, occupazioni nuove"

11 novembre
Bruxelles
Riunione Ufficio Presidenza Commissione di Collegamento EBU

17 - 18 novembre
Madrid
Seminario sul dialogo civile

21 novembre
Bruxelles
Conferenza sulla legislazione inerente il commercio elettronico

22 novembre
Vienna
Seminario Giornata Europea Disabilità

24 novembre
Francoforte
Riunione con la Banca Centrale Europea

7 - 10 dicembre
Osterode (Germania)
Riunione della Commissione EBU di Collegamento con l’Unione Europea

14 dicembre
Bruxelles
Attività Ufficio EBU

19 dicembre
Bruxelles
Attività Ufficio EBU e Parlamento Europeo

- Riunione della WBU (Unione Mondiale dei Ciechi)

16 – 18 novembre
Melbourne
Forum delle Donne dell’Unione Mondiale dei Ciechi

20 – 24 novembre
Melbourne
Quinta Assemblea Generale dell’Unione Mondiale dei Ciechi

A tutte le manifestazioni l’Unione è stata presente, con interventi concreti e costruttivi.

L’Unione ha anche curato direttamente l’organizzazione di alcune importanti conferenze internazionali tenutesi in Italia nel 2000:

L’attività dell’Ufficio Esteri della Presidenza Nazionale ha, infine, fornito un supporto logistico ai rappresentanti dell’U.I.C. in seno a numerosi Commissioni e Gruppi di Lavoro, formati nell’ambito dell’EBU, la cui attività si può così riassumere.

La Commissione sull’Istruzione

La Commissione sulle Attività dei Disabili Visivi Pluriminorati :

La Commissione sulla Riabilitazione, la Formazione Professionale e l’Impiego :

La Commissione sui Diritti Umani e Sociali :

La Commissione sulla Promozione degli Interessi delle Donne Cieche e Ipovedenti

La Commissione di Collegamento con l’Unione Europea :

La Commissione Giovani :

La Commissione sulle Attività degli Ipovedenti :

La Commissione sulle Attività delle Persone Anziane Cieche e Ipovedenti :

La Commissione sulla Cooperazione con i Ciechi e gli Ipovedenti nei Paesi in Via di Sviluppo:

La Commissione sugli Ausili Tecnici e i Servizi:

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ISTRUZIONE

Nel corso degli ultimi anni è stato varato un complesso molto ampio di norme, primarie e secondarie, riguardanti la scuola. In attuazione della delega conferita al Governo dall’art. 21 della legge n. 15.3.1997, n. 59 e per effetto dell’iniziativa legislativa del Parlamento, il comparto istruzione è stato interessato da una profonda trasformazione.

Momenti essenziali del processo di innovazione sono stati:

Da questa radicale riforma sono sorti problemi applicativi di vario genere, ancora lontani da una soluzione definitiva, che hanno interessato direttamente anche il diritto allo studio, garantito, nell’ordinamento italiano, dall’art. 34 della Costituzione, con conseguenti difficoltà applicative che hanno coinvolto tutte gli studenti portatori di handicap, in generale, e anche quelli ciechi ed ipovedenti, in particolare.

In questo scenario in continua evoluzione, una prolungata e difficile azione di pressione dell’U.I.C. presso i due rami del Parlamento, è riuscita ad ottenere l’approvazione in via definitiva del d.d.l. di iniziativa del Governo sul finanziamento per la ristrutturazione degli istituti atipici, fra cui l’Istituto "A. Romagnoli" per i ciechi, sia pure in una versione assai diversa dal testo originale. Su tale legge, pubblicata con il n. 69/2000, si può fare riferimento anche alla sezione della presente relazione dedicata ai rapporti con il Parlamento.

Al momento attuale si è impegnati ad ottenere il regolamento applicativo che, attraverso il concreto funzionamento degli istituti, consenta di utilizzare i finanziamenti stanziati dalla legge in parola, in modo realmente utile all’integrazione scolastica degli studenti ciechi ed ipovedenti. Nella realtà dei fatti, il cambio di Governo, avvenuto a primavera, ha creato notevoli difficoltà nel funzionamento dell’organizzazione ministeriale, difficoltà che si sono ripercosse, per ciò che concerne questo argomento, soprattutto sul raggiungimento di un accordo in ordine alla composizione del consiglio di Amministrazione dell’Istituto "A. Romagnoli" e su altre disposizioni che interessano direttamente l’attività di sostegno all’integrazione scolastica che tale istituto sarà chiamato a svolgere. Nonostante i ripetuti incontri con i rappresentanti del Ministero della Pubblica Istruzione, il regolamento non è ancora definito e non sembra improbabile che, considerata l’imminente conclusione della legislatura, si debba ancora attendere qualche tempo, prima della sua approvazione conclusiva.

Numerose novità hanno anche interessato l’organizzazione interna del settore.

Sulla base di un programma elaborato dalla competente Commissione U.I.C. per l’istruzione, si sono svolte nel mese di settembre presso i sedici Centri di Consulenza Tiflodidattica di recente istituzione, apposite riunioni allo scopo di costituire alcune Unità Territoriali di Coordinamento, l’attività delle quali è tesa all’unificazione degli sforzi di tutti gli enti che operano sul territorio a supporto dell’integrazione scolastica, in modo da razionalizzare l’impiego delle risorse disponibili e di fornire le risposte più efficaci alle esigenze formative dei singoli. Le U.T.C. hanno iniziato, sia pure con efficacia diversa, in rapporto alle diverse situazioni locali, la loro attività. Tali difficoltà iniziali erano state previste al momento dell’elaborazione del progetto e si prevede che, superati i primi ostacoli, esse possano essere gradualmente eliminate e che le risposte fornite da tali nuovi organismi possano sempre meglio soddisfare alle richieste del territorio, conseguendo gli obiettivi fissati all’atto della loro costituzione.

Inoltre, a partire dal mese di aprile 2000, è stato ripristinato il servizio di consulenza giuridica sui problemi dell’istruzione. Il nuovo consulente avrà il compito di occuparsi sia delle questioni relative all’integrazione scolastica, che dei problemi degli insegnanti. Tutte le strutture territoriali dell’Unione, così come i genitori dei bambini scolarizzati e i singoli soci interessati, sono stati invitati ad avvalersi dell’aiuto del servizio. Su ogni problema che viene prospettato, oltre a fornire la risposta all’interessato, tutte le volte che se ne rilevi l’opportunità, viene anche compilata una scheda che va ad arricchire l’apposita pagina nel nostro sito web.

A proposito del quale va precisato che numerose informazioni concernenti la nuova normativa sull’istruzione e le attività ed i servizi predisposti dall’Unione Italiana Ciechi e dagli altri enti collegati possono essere prelevati dall’apposita pagina del sito www.uiciechi.it dedicata all’istruzione al cui aggiornamento si provvede ogni volta che si disponga di notizie di interesse generale.

Di pari passo è continuato l’impegno di socializzare documenti particolarmente significativi, ottenuti da Sezioni o da Consigli Regionali dell’Unione, affinché possano essere utilizzati come precedenti per la corretta risoluzione di casi interessanti direttamente la base associativa.

Il problema di maggiore interesse, in questo particolare settore, è risultato quello dell’assistenza scolastica, che alcune Regioni (Lombardia, Lazio e, provvisoriamente, anche Veneto) hanno lasciato, dietro pressanti richieste da parte dell’Unione, in capo alle Amministrazioni Provinciali. Mentre si auspica che il maggior numero possibile di Regioni legiferi in tal senso, si deve rilevare che alcune hanno contrariamente attribuito la competenza, in materia di assistenza scolastica per i ciechi, ai Comuni, ai quali non sempre sono trasferite le necessarie risorse. Infatti, vengono già segnalati più casi di disimpegno, specie di piccoli amministrazioni non in grado di far fronte a tali necessità.

Su richiesta della Facoltà di Architettura dell’Università di Firenze, che è stata incaricata di predisporre criteri base per una normativa concernente l’eliminazione delle barriere architettoniche all’interno degli edifici scolastici statali, la Commissione Istruzione ha fornito indicazioni relative alle specifiche esigenze dei ciechi e degli ipovedenti che frequentano le pubbliche scuole.

Dal 19 al 23 luglio, presso l’Hotel Caesar di Montegrotto Terme (Padova) è stata organizzata, in collaborazione con la Commissione per i Problemi dell’Istruzione dell’Unione Europea dei Ciechi (E.B.U.), la prima Conferenza Internazionale sui problemi dei ciechi e degli ipovedenti in Europa. Ad essa hanno partecipato i rappresentanti di ventuno Paesi europei. Gli atti della Conferenza, come richiesto dall’E.B.U., saranno pubblicati in italiano (come numero speciale di "Tiflologia per l’integrazione") e in inglese.

Come consuetudine, sono stati assegnati i premi di studio dell’eredità Beretta-Pistoresi ai migliori diplomati nell’anno solare 1999. In questa edizione si è rivelato degno di nota l’eccellente livello dei risultati conseguiti da quasi tutti i partecipanti, soprattutto tra i laureati, tanto che la Direzione Nazionale ha deliberato l’assegnazione di due premi speciali, oltre ai vincitori. Tuttavia, non si può tacere il rammarico per la totale assenza, come accadde per la prima edizione del premio, di partecipanti diplomati di conservatorio.

Nel corso dell’anno, poi, è stata svolta la fase italiana del Concorso Internazionale sul tema "Che cosa significa per te il braille". Il Concorso Internazionale è stato organizzato dall’Unione Mondiale dei Ciechi, W.B.U., e dall’Istituto Canadese per i Ciechi. In Italia hanno partecipato trentasei concorrenti, sedici donne e venti uomini, dai dodici anni ad oltre settanta. La Commissione giudicatrice ha ritenuto degni di segnalazione diversi elaborati. I tre vincitori sono stati premiati con una somma in denaro ed i loro saggi, tradotti in inglese, sono stati inviati al Royal National Canadian Institute for the Blind.

Infine, va segnalato che, nei giorni 10 e 11 marzo, presso l’Hotel Ramada di Giardini Naxos, è stato organizzato il convegno sul tema "I servizi integrati del territorio ed i servizi specialistici a supporto dell’integrazione dei ciechi e degli ipovedenti nella scuola dell’autonomia". Tre gruppi di lavoro hanno approfondito i temi affrontati dalle relazioni e dal dibattito ed hanno prodotto tre documenti che hanno trovato applicazione nell’azione svolta dall’U.I.C. a supporto dell’integrazione scolastica. Notevoli sono stati la concretezza delle conclusioni e l’impegno nella partecipazione al dibattito e ai lavori di gruppo.

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AUTONOMIA

Nel corso dell’anno l’Ufficio Autonomia ha affrontato la complessa problematica di sua competenza nei suoi diversi aspetti, mediante la raccolta di documenti e la partecipazione ad incontri con le strutture pubbliche e private, di volta in volta interessate.

Sono stati elaborati, per le Ferrovie dello Stato, oggi Trenitalia (Servizio Assistenza ai Clienti), un breve prontuario sulle principali norme di comportamento che gli addetti al servizio, sia di biglietteria che di assistenza ai clienti, debbono tenere con i ciechi e con gli ipovedenti, prevedendo anche un programma per i corsi di formazione degli stessi operatori; inoltre, sono state formulate osservazioni correttive ed integrative al documento sull’accessiblità alle stazioni ed alle vetture ferroviarie, soprattutto perché, nella stesura originaria, erano state ignorate le questioni concernenti gli ipovedenti e la necessità dei dispositivi informativi a complemento dei percorsi dedicati.

I componenti dell’Ufficio Autonomia ed altri esperti hanno partecipato anche a numerose riunioni indette dalle Ferrovie dello Stato, per dibattere i problemi connessi alle infrastrutture, alla fruibilità delle vetture ferroviarie e all’assistenza ai passeggeri in particolari condizioni. La collaborazione con le Ferrovie dello Stato ha condotto, nello stesso periodo, ad una seconda edizione in braille e su audio-cassette dell’opuscolo concernente i servizi di assistenza offerti ai disabili da Trenitalia.

Analoga collaborazione è stata offerta all’Alitalia per la predisposizione in braille e in caratteri ingranditi di un opuscolo sulle misure di sicurezza durante il volo. La produzione dell’opuscolo è stata affidata alla Biblioteca Italiana per i Ciechi di Monza.

Intensa è stata anche la collaborazione con la Rai Tv, dalla quale è stato ottenuto, in primo luogo, che, per il prossimo triennio, le audiodescrizioni relative ai programmi televisivi aumentino in misura almeno pari al 10% e che migliori la qualità dei programmi audiodescritti.

In secondo luogo, l’Ufficio Autonomia ha anche partecipato ad incontri organizzati dal Segretariato Sociale della Rai, con il quale, al momento, è stata impostata la discussione sui fondamentali problemi per la risoluzione dei quali il servizio radiotelevisivo dovrebbe offrire un valido aiuto, in vista di una più ampia collaborazione in futuro.

In terzo luogo, è stata ottenuta dalla Direzione di Televideo-Rai la pagina 790, che è stata intitolata "Per saperne di più", con la precisa intenzione di rivolgere le informazioni, oltre che ai ciechi ed agli ipovedenti, a tutti i cittadini che possano avere un qualche interesse per le problematiche della categoria. La pagina è aperta a tutte le associazioni ed a tutte le istituzioni che si occupino dei problemi dei minorati della vista; tuttavia, per esplicita richiesta di Televideo-Rai, tutte le informazioni, che dovranno essere inviate alla pagina 790, dovranno pervenire alla Rai per il tramite dell’Unione Italiana Ciechi. Attualmente, si sta, altresì, studiando il modo per eliminare l’inconveniente originato dalla ristrutturazione dell’intero programma Televideo, nella sua parte iniziale difficilmente accessibile per coloro che usano la sintesi vocale. Nell’intento di facilitare la fruizione del Televideo anche ai ciechi e agli ipovedenti che non possono avvalersi di susssidi informatici, la Direzione Televideo-Rai ha allo studio un progetto per la realizzazione di un apposito sussidio che consenta l’accesso diretto alle pagine del programma.

L’accessibilità ai siti web è stato un altro problema che ha impegnato l’Ufficio Autonomia lungo tutto l’arco dell’anno. Oltre ad un’intensa azione della Presidenza Nazionale sul Governo e sul Parlamento, grazie alla quale si è giunti ad ottenere una completa accessibilità di alcuni siti, come ad esempio quello del Ministero della Pubblica Istruzione e quello della Camera dei Deputati, è stato anche ottenuto che nell’apposito gruppo di lavoro dell’A.I.P.A. (Autorità Informatica della Pubblica Amministrazione), costituito allo scopo di studiare l’accessibilità di tutti i siti della Pubblica Amministrazione, fosse presente un rappresentante dell’Unione Italiana Ciechi.

Durante l’anno, è continuato il lavoro dell’apposito gruppo di lavoro costituito per l’esame delle varie tipologie di percorsi dedicati ai minorati della vista. Il gruppo ha organizzato un’indagine tra le associazioni aderenti all’Unione Europea dei Ciechi (E.B.U.) proprio allo scopo di valutare concretamente i diversi sistemi di guida da parte dei loro associati. Un’altra indagine, sullo stesso problema, è stata condotta tra i soci dell’Unione Italiana Ciechi. Dei risultati delle due indagini sarà data notizia non appena sarà conclusa l’analisi della documentazione ricevuta.

Lo stesso gruppo ha, inoltre provveduto alla elaborazione della prima parte di un documento sulla segnaletica del piano di calpestio, concernente, nella sua stesura definitiva, l’intero problema della mobilità e destinato a tutti gli amministratori locali. La pubblicazione, uscita come numero speciale del "Corriere dei ciechi", è stata inviata a Regioni, Province e Comuni, nonché alle Sezioni Provinciali dell’U.I.C., sollecitate nell’occasione a contattare gli amministratori locali, al fine di ottenere risposte soddisfacenti alle esigenze di mobilità dei ciechi e degli ipovedenti.

Un apposito gruppo di lavoro, costituito per trattare i problemi connessi con l’autonomia domestica, sta lavorando per definire modalità di intervento, sulle ditte produttrici di elettrodomestici e di dispositivi vari, ma anche in prospettiva di ottenere dal Parlamento l’emanazione di una normativa che, seguendo le indicazioni scaturite dall’Assemblea Generale dell’Unione Europea dei Ciechi, chieda ai produttori di hardware e di software di tener conto dell’esigenze dei ciechi e degli ipovedenti, fin dalla fase della progettazione dei dispositivi e dei programmi.

Infine, va notato come la richiesta della Presidenza Nazionale di avere la segnalazione di un responsabile per i problemi dell’autonomia da parte dei Consigli Regionali e delle Sezioni Provinciali abbia avuto esito particolarmente positivo, a dimostrazione del grande interesse della base associativa per questo ordine di problemi.

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PENSIONISTICA

In questa sezione della relazione vengono riportate le attività, svolte nel 2000, relative alle procedure di riconoscimento della minorazione visiva e di erogazione delle provvidenze economiche in favore dei non vedenti da parte dello Stato (prima di competenza del Ministero dell’Interno e ora dell’INPS). Tale complesso di attività, all’interno dell’Unione, viene comunemente definito con il termine "pensionistica"; la materia previdenziale viene, invece, trattata nella sezione denominata "LAVORO E PREVIDENZA".

L’Unione Italiana Ciechi, insieme alle altre associazioni che storicamente curano e difendono i diritti e gli interessi dei portatori di handicap, è riuscita ad ottenere da parte dell’INPS un formale impegno, espresso sotto forma di un messaggio diretto agli organi periferici dell’Istituto, di mantenere fattivi rapporti di collaborazione con le associazioni stesse, a seguito del passaggio all’INPS delle competenze relative all’erogazione delle provvidenze economiche a favore degli invalidi civili, ciechi e sordomuti. In particolare, è stata segnalata l’opportunità che i rappresentanti periferici delle associazioni siano chiamati a partecipare alle riunioni nelle quali vengono trattati temi specifici riguardanti le categorie degli invalidi.

L’Unione Italiana Ciechi e l’INPS in data 21.12.1999 hanno stipulato una convenzione per la riscossione del contributo associativo degli iscritti, in sostituzione di quella in essere con il Ministero dell’Interno, in base alla quale, su indicazioni dello stesso Ministero, venivano già effettuate, in nome e per conto degli interessati, le ritenute sulle provvidenze economiche erogate.

L’ufficio lavoro della Presidenza Nazionale dell’Unione ha posto in essere, tramite le strutture periferiche dell’associazione, una capillare attività di monitoraggio tesa a verificare le eventuali difficoltà operative rilevate nell’applicazione del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 13 gennaio 2000 che, in base alle nuove norme sul collocamento obbligatorio, legge 68/1999 art.1, comma 4, ha posto in essere un atto di indirizzo e coordinamento relativo alla valutazione delle persone con disabilità sia ai fini del riconoscimento della invalidità sia ai fini, soprattutto, del collocamento obbligatorio mirato. In particolare, è stata richiamata l’attenzione degli organi periferici sui punti che seguono. Con l’art. 1 del Decreto prima citato viene attribuita alle Commissioni Mediche delle Asl la competenza relativa all’accertamento della disabilità. Con l’art. 2 si attribuisce alla Commissione Medica il compito di formulare una diagnosi funzionale della persona disabile. Con gli artt. 3 e 4 vengono stabiliti i criteri di accertamento delle condizioni di disabilità che danno diritto ad accedere al collocamento obbligatorio, i criteri e le modalità per l’effettuazione delle visite sanitarie di controllo della permanenza dello stato invalidante e per la definizione del profilo socio-lavorativo della persona disabile. La diagnosi funzionale della persona disabile, prevista dall’art. 5, è un atto di grande rilevanza, visto che contiene la descrizione analitica della sua compromissione funzionale dello stato psicofisico e sensoriale. Tale accertamento è eseguito sulla base delle indicazioni valide per la definizione delle capacità, utilizzando definizioni medico-scientifiche. Con l’art. 6 del ripetuto Decreto viene prevista, come diretta conseguenza degli accertamenti eseguiti, la relazione conclusiva, che deve precisare eventuali forme di sostegno e strumenti tecnici necessari per l’inserimento o il mantenimento al lavoro della persona disabile. Copia della relazione conclusiva deve essere inviata all’Azienda U.S.L. competente e alla Commissione medica di verifica del Ministero del Tesoro (art. 7 del decreto). Inoltre l’Azienda U.S.L. deve inviare copia della relazione conclusiva alla persona disabile e alla Commissione provinciale per le politiche del lavoro di cui all’art. 6, comma 2, lett. b) della legge 68/99. L’art. 8 disciplina le visite sanitarie di controllo della permanenza dello stato invalidante.

L’Unione, che si è particolarmente interessata nelle sedi politiche e amministrative opportune, ha, inoltre, comunicato ai propri organi periferici che la Presidenza della Conferenza dei Presidenti delle Regioni e delle Province Autonome ha approvato lo schema di convenzione per l’affidamento all’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale delle attività di istruttoria della concessione delle provvidenze economiche in favore, fra gli altri, dei ciechi civili, in attuazione dell’art. 130 del Dlgs. 112/1998. All’INPS, con detta convenzione, vengono delegate tutte le funzioni di istruttoria delle pratiche relative alla concessione delle provvidenze, che dovrà poi essere materialmente effettuata dall’organo che, in base a ciascuna normativa regionale, sarà titolare della funzione di concessoria. L’Unione Italiana Ciechi, in base a tale convenzione, ha chiesto all’INPS di prevedere la presenza di un rappresentante dell’Unione (da nominarsi da parte di ciascun Consiglio Provinciale competente per territorio) negli organi, costituiti presso le proprie sedi, competenti per l’istruttoria delle pratiche di concessione delle provvidenze economiche. L’Unione ha anche chiesto a tutte le Regioni di prevedere la presenza di un proprio rappresentante nell’ambito dell’organo regionale a cui sarà affidata la funzione di concessione delle provvidenze.

Allo scopo di completare ed aggiornare le informazioni sulle norme che regolano la pensionistica dei non vedenti, l’Unione ha ritenuto opportuno inviare agli organi periferici una cassetta registrata della scheda che contiene le fonti normative e le modalità per ottenere il riconoscimento della minorazione visiva e le provvidenze economiche (pensioni e indennità) erogate dallo Stato.

I Consigli Regionali U.I.C. sono stati invitati a seguire con la massima attenzione le fasi di attuazione del passaggio di competenze dalle Prefetture alle Regioni di cui al Dpcm 26/05/2000, relativo alla individuazione delle risorse umane, finanziarie, strumentali ed organizzative da trasferire dal centro alla periferia in materia di funzioni di concessione dei trattamenti economici a favore degli invalidi civili, ai sensi dell’art.130 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112.

Infine, particolare impegno è stato profuso sia dall’Unione, sia dalle altre associazioni storiche, per superare gli ostacoli frapposti dalla normativa a tutela della privacy che, secondo un’interpretazione restrittiva adottata in un primo tempo, avrebbe impedito la conoscenza dei nominativi dei non vedenti (e degli altri invalidi) sottoposti a visita di accertamento. Tale costante azione è servita ad ottenere, da parte del Garante per la protezione dei dati personali, del Ministero del Tesoro e del Ministero della Sanità, un chiarimento definitivo, secondo il quale le associazioni hanno il diritto di conoscere l’elenco dei soggetti riconosciuti invalidi, con esclusione dei dati sensibili connessi, quale, ad esempio, la diagnosi medica.

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LAVORO E PREVIDENZA

Nell’anno 2000 ha avuto inizio l’applicazione della nuova legge sul collocamento obbligatorio (68/1999). Essa si sviluppa intorno ad un principio del tutto innovativo secondo cui si tende a porre il lavoratore giusto nel posto giusto, indicando in forma sintetica tale orientamento con la locuzione "collocamento mirato". L’U.I.C., già negli anni precedenti, è stata costretta a curare la qualificazione dei non vedenti perché, così facendo, riusciva ad agevolare la ricerca di un impiego compatibile con la grave minorazione visiva. In altri termini, la persona cieca od ipovedente è stata, per lo più, utilizzata, nel mondo del lavoro, in base alla professionalità raggiunta a seguito di apposita formazione. Si pensi ai massofisioterapisti, al terapista della riabilitazione, al centralinista, all’insegnante di materie umanistiche, all’operatore informatico e così via.

Si ha il timore però che la unificazione delle categorie di disabilità, prevista dalla legge 68/1999, possa involontariamente condurre a non valutare adeguatamente la specificità della minorazione visiva. Ciò si deduce dalla struttura della ripetuta legge 68/1999 e dal contenuto dell’atto di indirizzo e coordinamento, approvato con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 13.1.2000, di cui si fa cenno nella presente relazione nella sezione dedicata alla pensionistica.

L’Unione, quindi, come già ricordato prima, si è impegnata a porre in studio la possibilità di ricercare nuove professioni per i non vedenti, seguendo, entro i limiti delle capacità di ciascuno, l’evoluzione in atto nel mondo del lavoro caratterizzata prevalentemente dalla nascita e dalla progressiva diffusione di nuove professionalità.

In relazione a quanto appena detto, va segnalato il successo ottenuto a seguito delle sollecitazioni effettuate presso il Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale, il quale ha adottato il decreto 10.1.2000 (in G.U. Serie Generale n. 37 del 15 febbraio dello stesso anno) con cui riconosce, per il collocamento al lavoro dei non vedenti, in applicazione della legge 29/3/1985 n. 113, l’equipollenza alla qualifica di centralinista telefonico delle seguenti nuove qualifiche professionali:

Il decreto fa riserva di individuazione di ulteriori qualifiche, sempre ai fini del collocamento al lavoro dei non vedenti. Il provvedimento ministeriale è applicativo di specifica norma contenuta nell’art. 45, comma 12, della legge 17 maggio 1999 n. 144 (cosiddetto "collegato ordinamentale" alla legge finanziaria 1999) ed è il frutto di una azione di proposta e stimolo che da anni l’Unione Italiana Ciechi sta portando avanti per abbattere le barriere professionali che finora hanno limitato la figura del centralinista telefonico, impedendogli sia l’arricchimento professionale sul piano del contenuto delle mansioni, sia lo sviluppo di carriera in posizioni di maggior responsabilità. Ciò senza tener conto delle possibilità occupazionali, ove si consideri che lo sviluppo delle telecomunicazioni va sempre più riducendo i posti di centralinista telefonico.

Va anche dato atto che le nuove figure professionali nascono dalle ricerche e dagli studi portati avanti dalla Commissione per le nuove attività lavorative e dall’I.RI.Fo.R. (vedi nella relazione la parte relativa all’attività svolta da detto Istituto), che sta predisponendo l’organizzazione dei corsi di formazione alle nuove qualifiche. Successivamente, si farà luogo ai primi percorsi formativi autofinanziati e, contemporaneamente, si chiederà alle Regioni di procedere agli adempimenti di loro competenza per l’avvio di sistematici corsi in tutto il territorio italiano, come già ora per i corsi di centralinisti telefonici. Giova sottolineare che il decreto in parola costituisce l’ultimo importante anello di una catena di successi ottenuti negli ultimi due anni, grazie ad una azione intelligente, costante e coinvolgente dell’Unione Italiana dei Ciechi. In particolare, malgrado l’orientamento avverso manifestato da più parti, con il quale sono stati costantemente creati ostacoli e sollevate eccezioni in sede legislativa per limitare, se non addirittura revocare, i benefici ottenuti in tanti anni di dure lotte per il riscatto sociale dei ciechi, l’Unione è riuscita a far salve tutte le leggi speciali riguardanti i centralinisti telefonici, i massofisioterapisti e terapisti della riabilitazione e gli insegnanti, come si evince dall’art. 1, comma 3, della legge 12 marzo 1999, n. 68 concernente "Norme per il diritto al lavoro dei disabili"; ad ottenere il riconoscimento degli Enti speciali di formazione di emanazione delle Associazioni di tutela dei disabili e, quindi, l’I.Ri.Fo.R. che dell’Unione è una creatura, come evidenziato nell’art. 4, comma 6, della summenzionata legge; a realizzare la possibilità della partecipazione ai concorsi pubblici senza lo stato di disoccupazione, come risulta dalla citata legge all’art. 16, comma 2.

La Presidenza Nazionale dell’U.I.C. ha ritenuto opportuno dare diffusione alle norme che regolano il fondo di solidarietà, già deliberato dalla Direzione Nazionale in favore dei lavoratori non vedenti che svolgono attività professionale autonoma, estendendo tale beneficio anche in favore di coloro che svolgono attività a contenuto economico imprenditoriale. Le norme stabiliscono:

Alcuni Comuni avevano sollevato eccezioni circa la corresponsione in favore dei centralinisti telefonici non vedenti dell’indennità di mansione. L’intervento dell’Unione al riguardo ha potuto produrre un chiarimento da parte dell’ANCI che, con apposito comunicato, ha sottolineato il diritto a detta indennità, in quanto quest’ultimo scaturisce da una norma primaria (legge 113/1985 art. 9, co. 1). Conseguentemente, il dubbio sorto circa l’abrogazione di tale compenso da parte del decreto legislativo 29/1993 non ha motivo di esistere.

L’INPDAP, con la circolare n. 13 del 1° marzo 2000, ha fornito al personale del comparto scuola le indicazioni e le disposizioni in merito all’autorizzazione per la contribuzione volontaria e per la determinazione del relativo importo. L’autorizzazione, concessa dai Provveditorati agli Studi, può essere richiesta in presenza di interruzione o cessazione dal lavoro, ai fini di conservare i diritti derivanti dal rapporto assicurativo o di raggiungere i requisiti per il trattamento pensionistico. Fra le ipotesi d’interruzione sono compresi i periodi caratterizzati da mancanza di retribuzione, come le aspettative per motivi di famiglia o di studio o collegate a lavori stagionali, compresi i lavori part-time. In linea di massima, i requisiti richiesti sono: trentasei mesi di contribuzione anche non continuativa nei cinque anni precedenti la richiesta e sono validi i contributi per attività lavorativa, per ricongiunzione e per riscatto mentre sono esclusi quelli per contributi figurativi. Stante il notevole numero degli insegnanti non vedenti l’Unione ha ritenuto opportuno dare la massima diffusione al contenuto della suddetta circolare.

Allo scopo di conoscere la reale situazione occupazionale dei centralinisti telefonici, l’Unione ha invitato le dipendenti Sezioni Provinciali U.I.C. a comunicare all’ufficio lavoro della Presidenza Nazionale il numero dei centralinisti disoccupati alla data del 30 aprile 2000, nonché il numero di coloro che frequentano corsi per centralinisti e che conseguiranno il relativo diploma entro lo stesso anno. Con l’occasione, è stato chiesto altresì il numero dei posti disponibili presso le pubbliche amministrazioni e presso le aziende private, comprese le Province nelle quali non vi sono centralinisti occupati, avuto riguardo anche alle dimissioni per pensionamento anticipato (pensioni di anzianità) o per raggiungimento del limite massimo d’età (pensioni di vecchiaia) che si presume possano verificarsi nel corso dell’anno duemila.

Gli organi periferici dell’Unione sono stati sollecitati a richiedere a livello territoriale la possibilità di inserire nei nuovi organi collegiali per il collocamento obbligatorio un rappresentante dell’Unione stessa. Tale richiesta si basa sul parere espresso in merito dal Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale, Direzione Generale per l’Impiego, con nota prot. n. 1120/M 165 del 15 giugno 2000. Peraltro, il fondamento di tale richiesta trovasi nel riconoscimento che, per legge, l’Unione ha sempre avuto quale associazione di categoria maggiormente rappresentativa dei non vedenti.

A seguito di segnalazioni di protesta da parte dei centralinisti telefonici non vedenti, dipendenti dello Stato, è stato interessato il Dipartimento per la Funzione Pubblica, al fine di conoscere i motivi per i quali l’indennità di mansione spettante a detti centralinisti non veniva percepita. La Funzione Pubblica, Ufficio P.P.A., con nota 12.7.2000, prot. n. 2786/10.2, ha precisato che la circostanza secondo cui le indennità corrisposte ai dipendenti statali debbono far parte di un unico capitolo di bilancio non pregiudica il diritto dei centralinisti non vedenti alla specifica indennità di mansione, peraltro riconosciuta dalla legge, ma riconduce nella contrattazione collettiva l'attribuzione di tutti i trattamenti economici dei pubblici dipendenti, così come previsto dal D.Lgs. n. 29/93.

A seguito di numerosi interventi, il Ministro della Pubblica Istruzione, con la Circolare n. 248 del 7.11.2000, ha fornito alcune indicazioni applicative della legge n. 68 del 13.3.1999, estremamente favorevoli per gli insegnanti non vedenti. La Circolare, ha previsto, infatti, che gli insegnanti non vedenti, di cui all’art. 61 della legge 20.5.1982, n. 270, beneficiano, in aggiunta all’aliquota complessiva prevista dalla legge, di una autonoma ed ulteriore quota di riserva corrispondente al 2% e non a meno di 2 posti annualmente assegnabili a livello provinciale. La stessa Circolare ha chiarito che l’assunzione dei disabili, risultati idonei nei concorsi, può avvenire a prescindere dallo stato di disoccupazione al momento dell’assunzione stessa.

Particolare impegno ha assunto l’Unione nell’ambito della nota legge 12.3.1999, n. 68. Nel fornire le direttive agli organi periferici, è stata sottolineata l’attenzione rivolta dal legislatore all’istituto della convenzione, come strumento di inserimento mirato dei lavoratori disabili, che si prefigge di rendere compatibile il più possibile la realtà produttiva con le reali capacità lavorative dei soggetti portatori di handicap (tra i quali, ovviamente, rientrano i non vedenti con qualifiche diverse da quelle tradizionali) e di promuovere l’incontro tra domanda ed offerta di lavoro in questo settore di pregnante rilevanza sociale. Tale strumento consentirà di valutare in modo congruo le capacità del singolo e di trovare il posto di lavoro più confacente sia alle sue esigenze che a quelle dell’impresa. La legge 68/99 prevede una diversificata tipologia di convenzioni, la cui disciplina è contenuta negli articoli 11 e 12. Il regolamento di attuazione della legge 68/99 (D.P.R. 10.10.2000, n. 333), all’articolo 10, detta alcune disposizioni di massima su questo importante istituto. Sia i liberi professionisti che le cooperative interessati a stipulare convenzioni devono, oltre a segnalare la propria disponibilità, essere iscritti nell’Albo professionale regionale da almeno un anno ed avere in corso altre attività, a parte quelle oggetto della commessa. Confermato che la durata delle convenzioni non può eccedere i 12 mesi, prorogabili di altri 12, viene stabilito che il datore di lavoro può stipulare (su parere conforme del Comitato tecnico di cui all’art. 6 della legge 68/99) una nuova convenzione avente ad oggetto un percorso formativo adeguato alle esigenze formative del disabile. Nel caso di assunzione tramite convenzione, la titolarità del rapporto di lavoro rimane attribuita al datore di lavoro privato, mentre i relativi diritti ed obblighi fanno carico sulla cooperativa, sul disabile professionista e sul lavoratore disabile, in base alla disciplina del contratto collettivo applicabile. Secondo il regolamento, la convenzione deve disciplinare espressamente le modalità della prestazione lavorativa richiesta al disabile: tali attività possono essere diverse da quelle oggetto della commessa, ma devono comunque essere orientate all’acquisizione, da parte del disabile medesimo, di professionalità equivalenti a quelle possedute, nonché adeguate alle mansioni che il disabile sarà chiamato a svolgere presso il datore di lavoro privato che lo ha assunto. Infine, viene previsto che, in caso la convenzione venga disdetta prima della sua scadenza naturale, questo comporta automaticamente da parte del datore di lavoro privato la piena acquisizione della responsabilità del rapporto di lavoro nei confronti del disabile e la sua contestuale immissione in servizio. La verifica è demandata al servizio che ha concorso alla relativa stipula, vale a dire il centro provinciale per l’impiego competente per territorio. In più, proprio per favorire il pronto funzionamento delle nuove procedure, l’art. 14 del citato D.P.R ha assegnato al Ministero del Lavoro il compito di promuovere la definizione di linee programmatiche finalizzate alla stipula delle convenzioni, da coniugarsi con la possibilità per le Regioni di prevedere apposite convenzioni-quadro di riferimento. Il Ministero, tenuto conto della rilevanza di detto istituto nell’ottica dell’inserimento mirato dei lavoratori disabili, al fine di individuare un modello base di convenzione che contenga gli elementi minimi sui quali elaborare, in seguito, le singole convenzioni, ha avviato le procedure di consultazione previste dalla legge. Nell’ambito delle modalità di svolgimento, devono essere previsti: la durata della convenzione, che deve essere determinata secondo precisi parametri quantitativi e qualitativi; la programmazione delle assunzioni secondo scansioni temporali ben definite; le regole circa gli avviamenti d’ufficio durante la vigenza della convenzione; le procedure di assunzione ed eventuali deroghe; le condizioni per il rinnovo della convenzione; l’impegno da parte del Centro provinciale per l’impiego a svolgere attività di supporto tecnico per tutto il periodo della convenzione; l’impegno del datore di lavoro ad offrire la propria collaborazione all’attività di monitoraggio del Centro per l’impiego. Non vi sono preclusioni per quanto attiene le possibili tipologie di inserimento. In particolare, il contratto a termine è consentito, nei limiti delle previsioni legali e contrattuali, sebbene l’obiettivo prioritario sia quello di assicurare il più possibile la stabilizzazione del rapporto di lavoro. Inoltre, dovranno essere disciplinati nel dettaglio eventuali periodi di orientamento e formazione a beneficio del lavoratore disabile, unitamente ai contenuti qualitativi, al percorso formativo ed ai risultati previsti; dovranno anche essere individuate le modalità di svolgimento dei periodi di formazione e, nello stesso tempo, disciplinato il periodo di prova. Il Ministero prevede anche la possibilità di individuare modelli di convenzione valide a livello nazionale per datori di lavoro che operino in ambito pluriregionale, con contenuti adattabili alle specifiche esigenze territoriali, nonché delle convenzioni-quadro di settore, per considerare le peculiarità di ciascun settore produttivo.

Dopo tanta attesa, è stato, poi, approvato il regolamento di attuazione della legge 68/1999 sul diritto al lavoro dei disabili con il D.P.R. 10.10.2000, n. 333. L’Unione ha richiamato l’attenzione dei propri organi periferici sulle novità principali di detto regolamento, che si possono così sintetizzare.

All’articolo 1 viene ribadito il diritto di iscrizione agli elenchi del collocamento obbligatorio di tutte le categorie di invalidi citate dalla legge 68/99, compresi i non vedenti. In particolare, relativamente ai centralinisti telefonici ed ai terapisti della riabilitazione non vedenti, tale articolo prevede che la loro precedente iscrizione nell’Albo professionale regionale venga comunicata, entro 60 giorni, alla Direzione Generale per l’impiego, affinché essa provveda all’aggiornamento dell’Albo, mentre per i massaggiatori ed i massofisioterapisti non vedenti le iscrizioni all’Albo nazionale sono comunicate, entro lo stesso termine, ai servizi di collocamento di residenza dell’iscritto. Tra le altre norme, a parte quelle dedicate ai criteri di computo per stabilire la quota di riserva, alla sospensione dell’obbligo di assunzione ed alle compensazioni territoriali (artt. da 2 a 5), è stata richiamata l’attenzione sull’art. 7 che riguarda le procedure di avviamento. In base a tale disposizione, l’inoltro della richiesta di avviamento deve avere luogo entro 60 giorni dal giorno successivo a quello in cui insorge l’obbligo di assunzione; nell’impossibilità di avviare i lavoratori con la qualifica richiesta, il Centro provinciale per l’impiego deve convocare il datore di lavoro per individuare possibili soluzioni alternative, stipulando, eventualmente, una apposita convenzione che preveda lo svolgimento di un periodo di tirocinio a favore dei soggetti individuati. In caso di esito negativo di questa procedura, o quando il datore di lavoro non si presenti, il regolamento prevede che l’ufficio proceda direttamente all’avviamento sulla base delle informazioni in suo possesso, con una procedura che richiama da vicino quella dell’avviamento d’ufficio prevista dalla legge 113/85, anche se, ora, gli uffici competenti dovranno tenere conto delle informazioni contenute nel prospetto informativo annuale, nonché nella richiesta di avviamento. Questa disposizione conferma l’importanza centrale che riveste la ricerca, da parte del Centro provinciale, della soluzione occupazionale che possa, comunque, rivestire uno specifico interesse per entrambi le parti in causa (datore di lavoro e lavoratore disabile), ribadendo la ratio intrinseca del collocamento mirato, sottesa a tutta la legge 68/99. Per i datori di lavoro pubblici sono previste le normali procedure selettive concorsuali, previa verifica della sussistenza delle condizioni di assunzione previste dall’ordinamento vigente: le norme consentono, infatti, l’assunzione nominativa solo nel caso in cui il numero dei lavoratori computabili nelle quote di riserva, o già in servizio, non sia pari o superiore alla quota da assumere tramite chiamata numerica. L’irrogazione delle sanzioni rimane affidata al servizio ispettivo della Direzione Provinciale del Lavoro. Un’altra norma rilevante è costituita dall’art. 9 che prevede che, fino al momento dell’entrata in vigore della graduatoria unica ex art. 8 della legge 68/99, rimangono valide le attuali graduatorie, ma senza la distinzione per categorie, mentre i lavoratori già iscritti mantengono la posizione acquisita. Per tali lavoratori sarà compito del comitato tecnico di cui all’art. 6 della legge 68/99 redigere la scheda professionale di valutazione - sulla base dei criteri contenuti nell’atto di indirizzo e coordinamento emanato dalla Presidenza del Consiglio con D.P.C.M. 13.1.2000 - in merito alla quale sarà opportuno verificare se i non vedenti possano essere assistiti da un medico di fiducia, per garantire una effettiva valutazione delle loro capacità lavorative. In tale materia spetterà alle Regioni la definizione dei termini e delle modalità per la costituzione della nuova graduatoria unica, con l’obbligo di tenere conto dei seguenti criteri: anzianità di iscrizione negli elenchi, condizione economica, carico familiare e difficoltà di locomozione sul territorio. Sull’intera materia sopra indicata l’Unione ha invitato tutte le strutture territoriali UIC ad esercitare la dovuta vigilanza in sede di redazione delle leggi regionali, per verificare che non vengano considerati nel reddito le indennità percepite al solo titolo della minorazione e che gli altri criteri seguiti non vadano a discapito dei diritti e degli interessi dei ciechi e degli ipovedenti.

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ASSISTENZA

Due sono gli eventi di maggior rilievo che si devono segnalare.

Nel corso del 2000 sono stati avvertiti i primi effetti dell’applicazione del principio del decentramento amministrativo, derivanti dall’analisi e dall’interpretazione del complesso delle nuove norme legislative che il Parlamento, su iniziativa della Presidenza del Consiglio dei Ministri, Dipartimento degli Affari Sociali, ha posto in essere.

Al riguardo, assume particolare importanza, non tanto il trasferimento delle funzioni dallo Stato agli Enti Locali, i cui effetti saranno registrati negli anni futuri, quanto piuttosto l’abbandono delle tradizionali classificazioni dei disabili in categorie rigide a vantaggio della valutazione dei singoli soggetti portatori di handicap in relazione alle loro particolari necessità sociali, di gruppo e personali allo stesso tempo.

L’altro evento di spicco nel settore è consistito nel sostanziale incremento nell’uso dei nuovi mezzi di comunicazione. Ciò, da una parte ha consentito ad una significativa percentuale dei ciechi e degli ipovedenti di superare, almeno parzialmente, le barriere dell’informazione e della comunicazione, attraverso i nuovi strumenti tiflo-informatici, con un notevole miglioramento della loro integrazione sociale. Dall’altra parte, questo processo ha comportato, di pari passo con lo sviluppo organizzativo realizzato all’interno dell’associazione, un aumento del flusso della corrispondenza, in relazione ai quesiti posti dai non vedenti in generale, sia soci che non, con un conseguente positivo sviluppo dei rapporti con la base associativa.

Più in particolare, nel settore socio-assistenziale si devono segnalare soprattutto due questioni che hanno interessato da vicino i non vedenti e, conseguentemente, hanno impegnato le risorse organizzative dell’Unione: le agevolazioni concesse per l’acquisto di una autovettura e le modifiche apportate alla legge-quadro sull’handicap dalla legge 53/2000. Di entrambi questi argomenti si riferisce anche nella sezione della presente relazione dedicata ai rapporti con il Parlamento.

Per quello che riguarda le agevolazioni fiscali introdotte, relativamente ai mezzi di locomozione per non vedenti, dall'art. 6, comma 1, lett. e) della legge finanziaria 2000, è stato fatto presente che, a seguito di una attività di pressione dell’U.I.C. durata più di due anni e volta ad eliminare una evidente sperequazione introdotta dalla precedente normativa, sulla materia è intervenuto anche il Ministero delle Finanze con circolare n. 247/E in data 29 dicembre 1999. Con il predetto articolo 6 sono state apportate modifiche all'articolo 13-bis, comma 1, lettera c), del TUIR, aggiungendo ai mezzi necessari per la locomozione dei non vedenti i cani guida e gli autoveicoli. Tale modifica normativa ha compreso, oltre i soggetti con difficoltà motorie, anche i soggetti non vedenti ed i sordomuti. Ciò comporta che la detrazione sarà fruita dai citati soggetti anche per veicoli non adattati. Inoltre, l’agevolazione potrà essere fruita da un familiare che ha sostenuto la spesa nell’interesse del soggetto portatore di handicap fiscalmente a suo carico. L’agevolazione e’ riferita all'acquisto di un solo autoveicolo ogni 4 anni, salvo casi particolari.

L’Unione, in relazione ai numerosi quesiti pervenuti da più parti circa tali agevolazioni fiscali, ha ritenuto, inoltre, necessario dare pubblicità alle parti essenziali contenute nella circolare del Ministero delle Finanze, Dipartimento Centrale, Direzione Centrale Affari Giuridici e Contenzioso Tributario, Ufficio del Direttore Centrale, 12.4.2000 n. 74/E. In particolare, la suddetta norma dispone la detrazione del 19% sulla spesa non superiore a 35 milioni fruibile in un’unica soluzione o in quattro anni. La circolare del Ministero delle Finanze sopra citata prevede anche una detrazione d’imposta a fronte delle spese sostenute per il mantenimento dei cani guida, individuandone la misura in modo forfetario in 1.000.000 di lire. Poiché la suddetta agevolazione può essere usufruita dalle persone diverse dai non vedenti, purché siano fiscalmente a carico, è apparso opportuno pubblicizzare l’art. 12 del T.U.I.R. che indica quali siano le persone a carico e il limite massimo di reddito.

La legge 342/2000 collegato alla Finanziaria dello stesso anno, all’art. 50 prevede ulteriori agevolazioni fiscali in favore dei ciechi e dei sordomuti nell’acquisto e nell’uso dell’autovettura. Trattasi della riduzione dell’IVA al 4% e dell’esenzione della tassa automobilistica. Tali benefici vengono quindi aggiunti alla detrazione del 19% sull’IRPEF previsto – come si è già detto – nella legge 488/1999. Trattandosi di una complessa materia del tutto nuova per i non vedenti, l’Unione ha ritenuto necessario raccogliere e diffondere le varie norme che regolano i suddetti benefici già disciplinati nel dettaglio per le persone disabili munite di patente speciale e limitate nella deambulazione.

Si è data adeguata pubblicità anche all’art. 69 del collegato fiscale alla legge finanziaria 2000 – di cui si è parlato in ordine all’acquisto e all’uso dell’autovettura – che ha stabilito la franchigia di un miliardo di lire per l’applicazione della imposta di successione o donazione quando beneficiari siano persone con handicap riconosciuto grave ai sensi della legge 1992 n. 104 (come modificata dalla legge 21 maggio 1998 n. 162). In sostanza l’imposta di successione o donazione si applica soltanto sulla quota di eredità o donazione che supera il miliardo di lire e fa riferimento alla quota spettante al singolo poiché, in base alle nuove norme, l’imposta non si applica più sull’asse patrimoniale globale, bensì sulle singole attribuzioni in capo agli eredi, legatari e donatari.

Per quello che riguarda, invece, l’altro argomento, va detto che, stante il numero elevato dei lavoratori ciechi che, riconosciuti in situazione di gravità, fruiscono dei permessi disciplinati dall’art. 33 della legge-quadro 104/1992, l’Unione si è premurata di comunicare, con apposita circolare, le modifiche apportate a detto art. 33 dalla legge 8 marzo 2000, n. 53 sui congedi parentali (riportate nel dettaglio nella sezione della presente relazione dedicata ai rapporti coni il Parlamento), avendo cura, nel contempo, di diffondere il nuovo testo aggiornato.

Le strutture periferiche dell’Unione sono state informate sulle prime disposizioni applicative della legge 53/2000 sui congedi parentali emanate dall’INPS con la circolare n.133 del 17.7.2000. In particolare, è stata richiamata l’attenzione sugli artt. 19-20 che hanno modificato ed integrato l’art. 33 della già citata legge-quadro 104/1992 sui permessi in favore delle persone disabili, riconosciute in situazione di gravità. Successivamente è stata data adeguata pubblicità al D.P.C.M. 21/07/2000 n° 278 ,con il quale è stato approvato il primo regolamento della legge 53/2000. Con l’occasione sono state riportate le principali norme che possono interessare i minorati della vista siano essi lavoratori o no: a) diritto a 3 giorni di permesso annui; b) congedo per motivi familiari; c) decesso di familiare e d) ruolo della contrattazione collettiva.

Allo scopo di fornire ulteriori informazioni in ordine alle provvidenze istituite dalla più volte menzionata legge 53/2000, l’Unione ha ritenuto utile sintetizzare le istruzioni del Dipartimento della Funzione Pubblica che, in merito, ha diramato la circolare 16.11.2000, n. 14 (in G. U. 21.11.2000, n. 272). La circolare della Funzione Pubblica richiama il principio secondo il quale restano ferme le condizioni di maggior favore eventualmente già disciplinate nei contratti collettivi nazionali e di comparto, o che saranno da questi successivamente adottate. Tra i punti che interessano più da vicino i non vedenti sono state compilate apposite schede, distinte per istituto. Dette schede comprendono:

In merito alle altre disposizioni contenute nell’art. 33 della legge 104/92 la circolare ha cura di precisare taluni concetti. La nozione di assistenza continuativa ed esclusiva al familiare disabile, anche non convivente, viene interpretata nel senso che il lavoratore che intende usufruire dei tre giorni di permesso mensile retribuito deve essere "l’unico soggetto in grado di assicurare, sulla base del soddisfacimento di un criterio logistico e nell’arco temporale di riferimento, il proprio supporto nei confronti del portatore di handicap". Di conseguenza, il medesimo lavoratore, oltre a produrre la certificazione medica prevista dall’art. 4 della legge 104/92, attestante lo stato di gravità dell’ handicap da cui e’ affetto il familiare disabile da assistere, deve rendere una dichiarazione, anche autocertificata, con la quale attesta il possesso delle predette condizioni. Inoltre, in merito ai benefici previsti dal comma 6 del ripetuto art. 33 della legge 104/92, la circolare ribadisce la scelta della legge 53/2000, che consente al lavoratore disabile grave non il cumulo, ma l’alternativa tra i tre giorni di permesso mensile e le due ore di riduzione giornaliera di orario. In materia di retribuzione dei permessi mensili di cui all’art. 33, la Funzione Pubblica indica specificamente che essi continuano ad essere retribuiti, ai sensi e per gli effetti della legge 27.10.1993, n. 423 che ha modificato in sede di conversione l’art. 3-ter del decreto-legge 27.8.1993, n. 324. È ovvio che, per ciò che attiene al trattamento giuridico ed economico nel dettaglio, occorre fare riferimento alla contrattazione collettiva di comparto. Infine, per quanto riguarda il trasferimento del lavoratore nella sede dove deve essere prestata assistenza continuativa al disabile in situazione di gravità, non è più elemento vincolante il requisito della convivenza con il medesimo portatore di handicap.

L’Unione, in conformità ai principi attuativi del decentramento amministrativo, ha informato e sollecitato i propri organi periferici a controllare l’applicazione del contenuto del decreto 332/1999 del Ministro della Sanità, con il quale è stato approvato il regolamento recante norme per le prestazioni di assistenza protesica erogabili nell’ambito del Servizio Sanitario Nazionale in favore delle persone disabili, comprensivo di modalità di erogazione e tariffe. In particolare sono state segnalate le seguenti prestazioni:

È previsto, in detto regolamento, che i prezzi corrisposti dalle aziende Asl per gli ausili per la minorazione visiva, al pari degli apparecchi protesici, siano determinati mediante procedure pubbliche di acquisto. È stato utile richiamare l’attenzione delle Sezioni Provinciali U.I.C. sulla circostanza che il nuovo nomenclatore tariffario ha eliminato la categoria degli ausili "a contributo". Pertanto il Servizio Sanitario Nazionale ha assunto l’intera spesa degli ausili e protesi previsti nel nomenclatore medesimo.

In attesa del riordino della normativa riguardante l’assistenza farmaceutica e gli accertamenti clinici e di laboratorio in favore delle persone con disabilità, l’Unione ha dato la massima pubblicità al comunicato del Ministro della Sanità 4.2.2000 secondo cui la validità degli attuali tesserini per fruire dell’esonero dal pagamento del ticket sanitario, già rilasciati dalle Asl in favore dei non vedenti, continua ad avere efficacia.

La Direzione Nazionale, con decisione approvata anche dalla Assemblea dei Presidenti regionali, ha perfezionato con il Centro Autorizzato di Assistenza Fiscale –ACAI una convenzione per l’assistenza fiscale dei minorati della vista. Le tariffe applicate sono sensibilmente inferiori a quelle normalmente applicate dagli altri CAAF; inoltre l’ACAI – CAAF procederà ad elargizioni liberali a favore delle Sezioni, erogazioni che faranno carico alla quota che il CAAF riceve dall’assistenza finanziaria. L’assistenza verrà prestata da professionisti convenzionati che saranno presenti presso la sede delle Sezioni in ore e giorni predeterminati; per i casi in cui non sia necessario conferire con il professionista, la documentazione sarà raccolta dalle Sezioni Provinciali U.I.C., che, in seguito, la faranno tenere al professionista. Particolare importanza assume l’assistenza per la compilazione dei modelli "RED" dell’INPS, richiesti ai fini dell’erogazione delle provvidenze economiche erogate ai non vedenti da detto istituto per conto dello Stato.

- Servizio civile

Accade, con una certa frequenza, che le riforme introdotte dal legislatore nell’organizzazione amministrativa tendano a conseguire obiettivi validi senza però tenere nel dovuto conto i tempi e le modalità richiesti nella fase applicativa delle nuove norme. Il passaggio della competenza sulla gestione del servizio civile degli obiettori di coscienza dal Ministero della Difesa alla Presidenza del Consiglio dei Ministri ha comportato, purtroppo, un notevole rallentamento nell’assegnazione degli obiettori e nella loro gestione, ponendo in crisi gli enti convenzionati con il Ministero della Difesa e, conseguentemente, creando disfunzioni nella realizzazione dei servizi assistenziali collegati con la collaborazione dei giovani che hanno richiesto, in luogo del servizio militare, quello civile.

Dietro costante segnalazione dell’Unione, l’Ufficio Nazionale per il Servizio Civile ha disposto l’assegnazione di un congruo numero di obiettori di coscienza agli uffici periferici dell’associazione che erano rimasti scoperti a causa dei mutamenti organizzativi prima ricordati.

L’Ufficio Nazionale per il Servizio Civile ha precisato, con nota 21.2.2000 prot. UNSC/1339/IV/1.2, le modalità da seguire per ottenere il rimborso da parte degli enti convenzionati delle spettanze corrisposte agli obiettori di coscienza, con il precipuo scopo di normalizzare le procedure relative a tale rimborso. L’U.I.C. si è premurata di dare la massima diffusione ai suddetti adempimenti indispensabili per ridurre i tempi di attesa tra l’erogazione delle somme anticipate dagli organi periferici dell’Unione e il ricevimento del corrispondente mandato di pagamento da parte dell’Ufficio Nazionale per il Servizio Civile. Il competente ufficio della Presidenza Nazionale ha reso note le nuove norme e gli adempimenti emanati dall’Ufficio medesimo, riguardanti la gestione degli obiettori di coscienza, precisando, nell’occasione, l’obbligo di utilizzare una nuova modulistica. Inoltre gli uffici periferici dell’Unione sono stati informati sull’obbligo di precisare con cadenza annuale l’entità degli obiettori di coscienza da assegnare (Nota dell’Ufficio Nazionale per il Servizio Civile del 31.10.2000 prot. UNSC/0008).

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ATTIVITÀ DELLE COMMISSIONI

Come è noto, l’organizzazione dell’Unione Italiana Ciechi si articola, oltre che su base territoriale, anche in organi collegiali interni, ai quali vengono attribuiti compiti relativi a particolari settori di attività, ciascuno coordinato da un componente la Direzione Nazionale.

Le Commissioni, i Comitati Tecnici e i Comitati composti dai rappresentanti regionali svolgono un compito di grande rilievo ed importanza nella vita associativa, esprimendo pareri e formulando proposte agli organi decisionali dell’associazione.

Si riportano di seguito, in sintesi, gli argomenti trattati nell’anno 2000, suddivisi per ciascun settore di attività di competenza delle varie Commissioni.

- Attività della Commissione istruzione

- Attività delle Commissioni lavoro

Attività del Comitato tecnico nazionale dei massofisioterapisti e terapisti della riabilitazione

Attività del Comitato tecnico nazionale dei centralinisti telefonici non vedenti e del Comitato dei rappresentanti regionali dei centralinisti telefonici

- Attività della Commissione nazionale per la tutela degli insegnanti non vedenti

- Attività della Commissione per la pensionistica

- Attività della Commissione pari opportunità uomo-donna

- Attività della Commissione per i cani-guida

- Attività della Commissione Pluriminorati

- Attività della Commissione Nazionale Anziani

- Attività del Comitato Nazionale Giovani

- Attività della Commissione sport e tempo libero

- Attività della Commissione ausili e tecnologie

- Attività del Gruppo di lavoro per la gestione del sito internet

- Attività della Commissione Nazionale per il turismo sociale

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STAMPA ASSOCIATIVA

Nel corso dell’anno sono state edite le seguenti pubblicazioni:

Le riviste, oltre ad essere inserite integralmente nel sito internet dell’U.I.C., nello spazio dedicato alla stampa, sono disponibili anche in Braille e su supporto informatico.

Il settore, inoltre, sulla base della programmazione decisa dal Comitato di redazione, ha curato la parte pubblicitaria e di pubbliche relazioni in occasione delle più importanti manifestazioni ed iniziative organizzate dall’Unione, svoltesi lo scorso anno e descritte precedentemente nella sezione dedicata all’organizzazione in generale. Tra esse si rammentano la celebrazione dell’80° anniversario dell’Unione avvenuta al Teatro alla Scala e a Genova, il raid in pedalò, la XLII Giornata Internazionale del cieco, lo stand organizzato durante la Fiera "Ability" svoltasi a Torino.

È stato anche predisposto un servizio di organizzazione, coordinamento ed integrazione di materiale per le trasmissioni settimanali dal titolo "le mani che leggono", trasmesse dall’emittente Rete News, che sono in programma anche per il 2001. I positivi riscontri su testate nazionali e locali, nonché su radiotelevisioni pubbliche e private, hanno testimoniato la riuscita di tale iniziativa.

In merito alle pubblicazioni, è stato approntato uno studio di fattibilità per consentire una lettura agevolata ai soggetti con un residuo visivo minimo de "Il Corriere dei ciechi" a partire dal 2001. Inoltre, a partire dal mese di giugno del 2000, è stato prodotto il supplemento della rivista "Kaleîdos" in braille e registrato su audiocassetta.

Infine, come di consueto, sono state seguite nel corso dell’anno tutte le fasi redazionali, comprese quelle amministrative e di archivio abbonamenti, di tutte le riviste edite dall’Unione, compresi i settimanali registrati su cassetta "L’Espresso", "Panorama", "Famiglia Cristiana", "Salve" e "Selezione" dal Reader’s Digest. A ciò si è aggiunto il servizio di relazioni esterne di recente attivazione che ha comportato costanti contatti con giornali, enti e sodalizi operanti nel terzo settore.

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CENTRO NAZIONALE DEL LIBRO PARLATO

- Sezione opere

a) Produzione

Nel corso dell’anno 2000, sono state prodotte dal Centro Nazionale del Libro Parlato n. 1.457 opere registrate su audio-cassetta di cui n. 493 di I livello, scelte dalla Commissione preposta, pari a 3.304 cassette master C90 per 4.956 ore di registrazione, e, per soddisfare precise richieste e necessità degli utenti, n. 964 opere di II livello pari a 8.898 cassette C90 per 13.347 ore di registrazione.

Rispetto alla produzione del 1999 si è avuto un incremento pari al 175% per le opere di I livello e dell’11% per quelle di II livello.

Relativamente alla produzione di opere di I livello, si annota che l’incremento è stato reso possibile non solo dall’aumentata disponibilità delle cabine di registrazione (in particolare del Centro distaccato di Firenze), ma anche e soprattutto dal rispetto dei piani e dei programmi di lavoro predisposti ad inizio anno e sottoposti mensilmente ad attente verifiche per gli opportuni interventi, al fine di rimuovere eventuali cause ostative al rispetto degli standard produttivi.

Tale produzione è stata interamente realizzata avvalendosi dei più moderni sistemi digitale con apprezzabili risultati qualitativi.

Le registrazioni di II livello, pur essendo state realizzate con la collaborazione di lettori volontari e con l’impiego di una strumentazione di tipo comune, risultano, tuttavia, di livello ugualmente elevato.

All’aggiornamento del catalogo si è provveduto sia con la produzione in audio-cassetta del mensile "Libro Parlato Novità" sia, in attesa della sua registrazione come rivista, attraverso il suo invio gratuitamente a tutti gli iscritti al servizio come supplemento al Corriere dei Ciechi, sia con la stampa di un supplemento al catalogo in nero - edito nel maggio 1998 - che comprende le opere registrate sino al 30 settembre 2000. Tale attività ha comportato un particolare impegno organizzativo per i seguenti motivi:

Nella tabella che segue sono indicati le date e i riferimenti delle edizioni della rivista in argomento:

Data Periodo di riferimento Cassette master C/90 Numero dei destinatari Cassette duplicate e spedite dalla Twilight
Marzo 2000 2° semestre 1999 3 8.865 26.594
Giugno 2000 1° trimestre 2000 3 8.541 25.623
Luglio 2000 2° trimestre 2000 3 8.825 26.475
Novembre 2000 Lug.- Ago 2000 3 10.303 30.909
Dicembre 2000 Settembre 2000 1 10.345 10.345
Dicembre 2000 Ottobre 2000 1 10.351 10.351
Gennaio 2001 Nov. – Dic. 2000 2 E’ in corso la stampa delle etichette

Il totale delle audio-cassette spedite nel 2000 è stato di 130.297.

Un ulteriore aggiornamento, comprensivo delle informazioni delle opere registrate nel precedente mese di gennaio, sarà assicurato a partire dal mese di febbraio 2001.

Inoltre, è stato distribuito gratuitamente il "Catalogo del Libro Parlato" in nero, in Braille o su floppy disk a seconda delle richieste.

Come consuetudine, è proseguita la collaborazione con l’ufficio stampa per la pubblicazione, sul mensile "Il Corriere dei Ciechi", delle recensioni delle opere prodotte.

b) Lavorazioni avviate, in corso e/o realizzate

1. Digitalizzazione delle opere della nastroteca "F.lli Milani" di Brescia:

Nel mese di ottobre è stato ultimato da parte della società GULP di Roma il riversamento su CD-Rom mediante digitalizzazione dell’archivio delle 2.461 opere della Nastroteca "F.lli Milani" di Brescia registrate su 14.760 audiocasette. Tale lavorazione, iniziata nel mese di dicembre 1998 e per la quale erano previsti tempi di esecuzione di 26/30 mesi, è stata seguita costantemente e controllata sistematicamente a campione.

Nell’ultimo scorcio dell’anno si è dato anche avvio al riversamento su CD-Rom degli atti e delle riviste dell’Unione in ottemperanza alle decisioni della Direzione Nazionale.

2. Duplicazione delle opere della nastroteca "F.lli Milani" di Brescia:

La ditta Twilight, a cui è stata affidata la duplicazione e la spedizione ai 12 Centri distribuzione delle 2.461 opere acquisite al Centro Nazionale del Libro Parlato dalla nastroteca di Brescia, nel corso del 2000 ha duplicato e spedito 458.088 cassette sulle 531.360 previste. Si ritiene che l’operazione possa essere completata nel corso del primo trimestre 2001.

3. Trasferimento su cassette a due piste di alcune opere delle nastroteca "Bigini" di Padova già registrate su audio-casette a 4 piste.

Per tale operazione, affidata alla ditta Filonzi Daniela di Jesi, era stato previsto il riversamento di circa 8.000 ore di registrazione da ultimarsi entro 36 mesi dalla data in cui alla ditta affidataria. La ditta interessata, cui nel frattempo sono stati forniti ulteriori apparecchiature di registrazione, ha incontrato alcune difficoltà nell’esecuzione del lavoro commissionato a causa dei continui interventi tecnici da effettuarsi sulle apparecchiature in dotazione. Pertanto, a tutto il mese di dicembre risultano consegnate al Centro di Padova n. 3004 cassette pari a 4.506 ore di registrazione.

In relazione a quanto sopra detto, è prevedibile che la lavorazione in discorso, iniziata di fatto nel mese di marzo 1999, sia completata con qualche mese di ritardo rispetto ai tempi previsti.

4. Produzione di video Film con commento.

Una nuova produzione sperimentale di film con commento in video cassetta è stata avviata alla fine del mese di marzo non appena il Centro è venuto in possesso delle necessarie apparecchiature tecniche.

Superate le prime difficoltà per il reperimento dei testi di alcune sceneggiature, la realizzazione di video filmati con commento si è svolta nei mesi di aprile, maggio, giugno, luglio e nella prima decade del mese di settembre, momento in cui si è dovuta interrompere, in attesa di una chiarificazione interpretativa della nuova normativa recentemente emanata a tutela del diritto d’autore. I film interessati da questo procedimento sono stati: La vita è bella, Tutto su mia madre, La leggenda del pianista sull’oceano, La bomba, Pani e tulipani.

Per superare le difficoltà create dalla legge sopra richiamata, si è provveduto a richiedere, nel mese di novembre, a differenti case produttrici l’autorizzazione alla riproduzione delle videocassette con l’inserimento del commento per la distribuzione in prestito gratuito ai soli iscritti al Libro Parlato.

c) Progetti

1. Individuazione di nuove forme di fruizione e nuovi formati di produzione.

- Progetto DAISY:

Il Consorzio preposto alla realizzazione del progetto Daisy che, si ricorda, consiste nella definizione di un software di registrazione indicizzata su CD-Rom, particolarmente utile nella registrazione di testi per studi professionali, non ha ancora approntato una versione definitiva di tale software tale da poterne consentire l’utilizzo. Infatti le copie ad oggi pervenute non hanno permesso di procedere ad una applicazione del programma per la presenza di anomalie riscontrate anche da altri aderenti al Consorzio. Sono in corso di attuazione studi per risolvere tali inconvenienti.

- Progetto Aladin (Ascoltare Libri Audio Digitali Innovativi e Navigabili)

Parallelamente all’adesione al progetto Daisy, considerate le difficoltà per la realizzazione dello stesso, nel mese di settembre 2000 è stata sottoscritta con la Società "Cavazza 2000" Srl una convenzione che prevede la realizzazione del progetto "Aladin" da portare a compimento entro 12 mesi dalla sottoscrizione della convenzione, che consiste nella creazione di libri in formato digitale forniti dei necessari requisiti per essere perfettamente fruiti dai ciechi e dagli ipovedenti..

2. Trasferimento della banca dati sul circuito Internet

Nel corso dell’anno è stato realizzato ed installato sul provider della Presidenza Nazionale il programma per l’utilizzo della banca dati del libro parlato su Internet. È attualmente in fase di elaborazione la decodifica dei dati pervenuti dalla nastroteca di Brescia.

d) Attività promozionali

1. Premio Letterario Libro Parlato

Si è concluso con l’assegnazione dei premi previsti dal relativo bando il concorso "Premio Letterario Libro Parlato". Il concorso, bandito nel mese di luglio del 1999, ha visto la partecipazione di otto autori.

2. Promotori

Nel mese di settembre sono stati assunti in servizio, dopo apposita selezione e specifico corso di formazione, nuove unità di personale per lo svolgimento di attività promozionale presso i Centri di distribuzione di Torino, Brescia, Padova, Modena, Firenze, Napoli, Palermo e Sassari.

3. Spot Radiofonici

Nel mese di febbraio è stato realizzato uno spot della durata di 30 secondi circa che illustra le attività del Centro per la messa in onda sulle emittenti radiofoniche.

Tale spot in audio-cassetta è stato inviato a 32 network e, in tre copie, a tutte le Sezioni Provinciali U.I.C., per la diffusione sulle reti radiofoniche nazionali e locali.

4. Rete Rappresentanti Comunali

Nel corso dell’anno sono stati organizzate numerosi riunioni con i rappresentanti delle strutture territoriali dell’Unione per la predisposizione di progetti finalizzati alla creazione di una rete di rappresentanti comunali cui demandare il compito di pubblicizzare capillarmente il servizio fornito dal Libro Parlato. A tutto il 31 dicembre 2000 risultano pervenuti 28 progetti di cui 3 già portati a conclusione.

5.Pubblicità televisiva

Il Centro nazionale del Libro Parlato ha partecipato alla trasmissione televisiva autogestita intitolata "Le mani che leggono" nel quadro di un programma (Rotocalco) diffuso sul territorio nazionale dall’emittente Rete News.

e) Attività varie

Anche nel corso dell’anno 2000 sono stati effettuati numerosi provini di voci per la selezione di nuovi lettori.

Nel corso dell’anno è stata anche definita la compravendita di nuovi locali da destinare agli uffici del Centro di Distribuzione di Torino attualmente sistemati in ambienti angusti e in cattivo stato di manutenzione, inadeguati al corretto funzionamento della struttura.

Sono tutt’ora in fase di definizione gli atti e le procedure per l’acquisto di un immobile in Bari dove trasferire l’attuale Centro di Rutigliano.

Sono continuate le ricerche per reperire locali per una idonea sistemazione del Centro di Napoli e degli uffici Centrali del Libro Parlato.

Come di consueto, gli Uffici Centrali hanno svolto funzione di coordinamento amministrativo, organizzativo e tecnico delle strutture periferiche di produzione e di distribuzione, unitamente ad un adeguato supporto di assistenza tecnica ai Centri di distribuzione che ne hanno fatto richiesta.

Nel prospetto che segue sono indicati i dati riferiti all’attività di tali Centri nell’anno 2000 e nei tre anni precedenti:

Anno Iscritti Fruizioni Ore di registrazione Opere registrate Opere spedite Periodici registrati N. Copie riviste inviate Volontari
1997 6864 39954 N.C. N.C. N.C. N.C. N.C. N.C.
1998 7976 22428 11234 976 54272 12 2782 983
1999 9518 24477 12081 869 60411 11 7983 1029
2000 12303 25573 13347 964 68176 12 12872 1058

Più nel dettaglio, i dati relativi all’attività svolta da tali centri di distribuzione nel 2000 è riassunta nello schema seguente:

Centri Soci Iscritti al L.P. % su soci Vol. Ore registrazione Opere registrate Fruitori servizio Opere spedite
Bari 6646 801 12.05 70 424 4 801 1503
Brescia 5135 1993 38.81 100 10693 73 6372 12987
Campobasso 3920 601 15.33 70 803 49 1419 4031
Cosenza 3180 397 12.84 53 751 48 495 1240
Firenze 3643 1020 28.00 95 14803 159 2448 7891
Modena 3560 642 18.03 140 818 63 1895 5535
Napoli 7272 2335 32.10 117 869 50 1068 2840
Padova   313   80 1079 67 139 203
Palermo 15782 1284 8.13 81 609 40 686 3216
Roma 4341 707 16.28 25 1324 129 2034 6060
Sassari 3049 334 10.95 69 1042 34 336 1297
Torino 5256 892 16.97 101 2153 175 3164 10397
Trento 5559 986 17.46 57 925 73 4716 10976
Totale 67343 12303 18.26 1058 13347 964 25573 68176

Inoltre, va precisato che i medesimi centri di distribuzione provvedono alla registrazione su cassetta delle seguenti riviste che gli interessati possono richiedere direttamente anche a mezzo telefono. Tale distribuzione è gratuita.

Centri Rivista registrata - periodicità/totale copie annue
Bari Airone - mensile/1292
Brescia Le Scienze – mensile /2769
Campobasso Effe - bimestrale/646
Firenze Storia e Dossier - mensile/1334
Modena Consumatori - mensile/832
Napoli Viver Sani & Belli - mensile/1000
Padova Focus – mensile/1834
Palermo Gente Mese - mensile/69 (reg. iniziata a Dicembre)
Roma Guerrin Sportivo - settimanale/1799
Sassari Oggi Verde – mensile/80(reg. iniziata a dicembre)
Torino Newton – mensile/533
Trento 50 E Più – La Terza Età… - mensile/684
Totale 12/12872

- Sezione stampa sonora

Nel 2000, il servizio "STAMPA SONORA" ha prodotto le seguenti riviste:

In conseguenza della riorganizzazione della struttura, nell’anno 2000 la sezione Stampa Sonora è riuscita ad eliminare i ritardi relativi alle uscite delle riviste dell’Unione e, in particolar modo, della rivista per i giovani "Pub" producendo un numero unico (Maggio- Dicembre 1999) composto da quattro cassette. In totale le riviste prodotte sono state 13 rispetto alle 8 del 1999. Infatti, "Tiflologia per l’Integrazione" e "Spigolature musicali", registrate negli anni passati dalla sezione opere, sono state affidate nuovamente alla sezione Stampa Sonora.

Nel mese di Gennaio 2000 è iniziata la produzione su audio-cassetta della rivista della Sezione Italiana dell’Agenzia per la Prevenzione della Cecità, "Oftalmologia sociale". Sono stati pubblicati i quattro numeri relativi al 1999 e i primi due numeri del 2000.

Inoltre, nel mese di maggio è iniziata la pubblicazione della nuova rivista "Kaleidos", bimestrale, supplemento sonoro gratuito al "Portavoce".

Nei primi mesi dell’anno sono stati pubblicati il n. 3 (maggio-giugno 1999) e i nn. 5 e 6 (settembre-dicembre ’99) della rivista "Contatto" edita dall’INPDAP.

Sono anche stati registrati su audio-cassetta gli opuscoli "Handicap e nuove tecnologie -SUPERabile" per l’INAIL e "I centri di accoglienza per la clientela disabile" per Trenitalia Spa – F.S.

Nel corso dell’anno è stata affidata a questa Sezione la pubblicazione della rivista "Libro Parlato Novità". A tal fine sono stati curati i rapporti con i Centri di distribuzione per l’aggiornamento dell’archivio degli iscritti al Libro Parlato e la conseguente stampa delle etichette dei destinatari della rivista stessa.

La sezione Stampa Sonora ha, inoltre, curato mensilmente, per conto della Sezione Opere, la raccolta e l’elaborazione dei dati di produzione dei Centri di distribuzione del Libro Parlato.

Nell’arco dell’anno è stata fornita assistenza alla registrazione dei verbali e di materiale vario per la Direzione e per il Consiglio Nazionali, nonché per l’Assemblea dei Quadri dirigenti.

Il settore si è occupato direttamente della registrazione dei verbali delle Commissioni di lavoro della Presidenza Nazionale. Sono stati riversati, inoltre i lavori di convegni, seminari e corsi per l’archivio.

- Sezione masterizzazione e duplicazione

Libro parlato

L’attività di questa sezione ha incluso, oltre la duplicazione delle audio-cassette, l’apposizione su ognuna di esse di 2 etichette: la prima dattiloscritta con titolo dell'opera ed il relativo numero di catalogo, la seconda con l'indicazione in braille del numero di audio-cassetta.

Stampa sonora

Per il settore stampa sonora l’attività di duplicazione dei master originali, ripartiti nel corso dell’anno secondo la frequenza di uscita delle riviste, ha comportato la preparazione di 125.421 cassette in totale.

- Centri di registrazione di Firenze e Lecce

Come di consueto, gli uffici distaccati di Firenze e Lecce del Centro Nazionale del Libro Parlato, hanno prodotto nel 2000 su audio-cassetta, oltre che opere, anche i settimanali "Famiglia Cristiana", "Panorama" e "L’Espresso".

L’attività ha richiesto una attenta selezione degli articoli delle due riviste e un processo di registrazione, masterizzazione e duplicazione che ha impegnato i Centri nel corso di tutte le settimane dell’anno. Entrambi i Centri hanno anche svolto una intensa attività di duplicazione a supporto dei nuovi centri di distribuzione.

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CENTRO NAZIONALE TIFLOTECNICO

Il Centro Nazionale Tiflotecnico nel corso del 2000 ha confermato il suo ruolo di unica organizzazione esistente a tutt’oggi in Italia in grado di fornire strumenti tiflotecnici, progettati e distribuiti in proprio, al passo con le più avanzate tecnologie.

Nel corso dell’anno si sono verificati importanti momenti di transizione nell’organizzazione, a partire dall’inizio della riqualificazione operativa, che ha richiesto la messa a punto di un piano di miglioramento capace di conseguire i seguenti risultati:

In quest’ottica, e nel rispetto del nuovo regolamento finanziario, è stato avviato l’iter per l’acquisizione della certificazione ISO 9000, grazie anche all’utilizzazione del software di gestione Passepartout che ha fornito un valido supporto per la predisposizione delle procedure di definizione di modalità, requisiti, controlli e responsabilità di gestione ed approvvigionamento. Le operazioni hanno anche comportato una significativa opera di svecchiamento del magazzino merci.

Nell’ambito del progetto per la creazione di altre sedi regionali del Centro, con la conservazione del ruolo centrale della sede di Roma, sono stati inaugurati i primi sei centri regionali distaccati nelle città di Genova, Cagliari, Napoli, Cosenza, Bari e Siracusa.

Più nel dettaglio, i risultati conseguiti sul piano politico ed organizzativo possono essere così schematizzati:

Il Centro ha anche curato il servizio di stampa per il periodico mensile "Voce nostra", destinato ai sordo-ciechi, nonché il consueto servizio di manutenzione e riparazione di apparecchiature informatiche per conto dei clienti e delle strutture dell’Unione.

Nello stesso periodo, infine, il Centro ha svolto una costante attività promozionale, tra l’altro partecipando ed esponendo i propri prodotti a Seminari e Convegni, sia esterni che organizzati in proprio o dalle strutture territoriali dell’Unione, garantendo in tal modo una sempre maggiore diffusione dell’informatica tra i minorati della vista ed aumentando, di conseguenza, la produttività della struttura a vantaggio del servizio reso all’utenza.

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AGENZIA INTERNAZIONALE PER LA PREVENZIONE DELLA CECITÀ

L’operato della sezione Italiana dell’Agenzia Internazionale per la Prevenzione della Cecità, unico ente in Italia ad occuparsi in maniera stabile di prevenzione visiva, fondato dalla Società Oculistica Italiana (S.O.I.) e dall’Unione Italiana Ciechi ed associata alla Federazione Nazionale delle Istituzioni pro Ciechi, ha abbracciato, nel corso del 2000, un vasto arco di attività che, di seguito, si riassumono, proseguendo l’opera di riorganizzazione ed ampliamento, iniziata nel corso del passato quadriennio, allo scopo di migliorare la gamma dei servizi offerti ed ampliare il suo raggio d’azione nell’ambito del territorio nazionale.

Giovandosi delle esperienze trascorse, è proseguita la capillare campagna di prevenzione realizzata a mezzo delle Unità Mobili Oftalmiche dotate di attrezzature tecniche idonee ad effettuare completi esami della vista, il cui numero si è accresciuto, grazie ad una donazione dei Lions della Sicilia. Nel 2001 un’altra unità sarò acquisita grazie all’opera del Comitato regionale della Basilicata.

L’iniziativa in parola, accompagnata da una idonea campagna pubblicitaria, ha contribuito a diffondere lungo tutta la penisola la cultura della prevenzione di tutte le patologie in generale ed, in particolare, di quelle che affliggono direttamente l’apparato visivo. In tal modo, l’opinione pubblica è stata anche sensibilizzata sulle problematiche degli ipovedenti, settore, in taluni casi, trascurato. Sono stati, infatti, effettuati controlli in collaborazione con scuole e centri per anziani con scuole e centri per anziani, nonché con farmacie ed esercizi commerciali di ottica, oltre che su cittadini comuni.

Lo screening ha interessato un elevato numero di soggetti che hanno presentato le più diverse patologie quali, in via indicativa ma non esaustiva: cataratta asportabile con intervento, sclerosi del cristallino, forme di sofferenza della macula ed in alcune fasce più giovani, forme di refrazione in midriasi e del fundus.

Da quanto sopra detto emerge la necessità di un maggiore numero di centri di prevenzione e riabilitazione al fine di rendere più facile, ad una ampia gamma di persone, un controllo preventivo periodico nonché porre i disabili in una condizione di migliore integrazione sociale.

La partecipazione a congressi e convegni, nel 2000, è stata ampia ed articolata e si è realizzata sia a livello di presenza di delegati dell’Agenzia che di sponsorizzazione.

In particolare, l’Agenzia ha contribuito alla realizzazione dei seguenti Convegni :

La Sezione Italiana dell’Agenzia è stata anche presente con uno stand proprio al Convegno della SOI, tenutosi a Napoli.

Nell’ambito dell’attività promozionale va citata la programmazione sulle reti Rai e su quelle Mediaset di spot pubblicitari. Tale programmazione si è protratta per circa due mesi con numerosi "passaggi" televisivi giornalieri.

Per quanto riguarda le pubblicazioni, l’Agenzia ha provveduto a fare ristampare 10.000 copie di una nuova versione, in forma di pieghevole, del testo "Viaggio intorno all’occhio"; 12.500 copie dei due opuscoli omologhi a fumetti "Vediamoci chiaro".

Si è anche in procinto di completare la creazione di un sito Internet esclusivo dell’Agenzia, ove possano essere elencati scopi ed attività della stessa, nonché fornite tutte le notizie rilevanti all’attività istituzionale.

È proseguita la redazione della rivista "Oftalmologia Sociale", realizzata dalla Clinica Oftalmologica dell’Università di Roma, diretta dal Professor Corrado Balacco Gabrieli che incontra un sempre maggiore consenso tra il pubblico specializzato e non. La rivista è, dall’inizio del 1999, anche registrata in audio-cassetta e distribuita ai Comitati Regionali e Provinciali dell’U.I.C. Ne viene realizzata anche una versione Braille; inoltre essa è reperibile su un apposito sito Internet.

Dall’inizio del 2000 la pubblicazione ha assunto, parzialmente, forma e contenuti nuovi per rispondere più incisivamente alle esigenze di un pubblico sempre più vasto e competente.

Nella rivista stessa, che contiene informazioni scientifiche aggiornate su tutto il campo oftalmologico, vengono curati i più significativi aspetti della ricerca scientifica attuale, le tecniche chirurgiche relative alle varie patologie, i nuovi farmaci per curare dette patologie e sono, altresì, indicati gli ausili tecnologici più avanzati per la riabilitazione visiva per gli ipovedenti.

Pur nella generalità e nell’ampiezza di tematiche trattate, la pubblicazione trimestrale dedica, prevalentemente, ogni numero ad un argomento specifico.

La tiratura della rivista si aggira attualmente sulle 15.000 copie.

Come di consueto, i numeri dell’annata precedente sono stati rilegati in un unico volume monografico che costituirà patrimonio comune a disposizione di chiunque abbia necessità di consultazione per ricerche specifiche o generiche.

A partire dal mese di dicembre 2000 l’Agenzia ha messo in funzione una Linea Verde di consultazione su patologie visive alla quale possono rivolgersi tutti coloro che chiamano da una postazione telefonica fissa su suolo italiano. Tale servizio, prestato da oculisti di fiducia dell’Agenzia, operanti presso l’Università "La Sapienza" di Roma, è attivo dal lunedì al venerdì dalla 10.00 a.m. alle 12.00 a.m.

La Linea Verde sarà operativa per un anno e, se avrà riscontri positivi, come risultati e valutazioni lasciano credere, dovrebbe essere protratta indefinitamente nel tempo.

Come già accennato nella sezione dedicata all’organizzazione, l’Agenzia ha organizzato, in collaborazione con l’U.I.C., nella giornata del 13 Dicembre 2000, la celebrazione della Quarantaduesima Giornata Nazionale del non vedente nonché Terza Giornata Nazionale sulla prevenzione della cecità e sulla integrazione dei non vedenti, svoltasi nella sala della Protomoteca del Campidoglio di Roma. Nell’occasione sono state presenti numerose autorità nazionali ed internazionali del mondo della medicina, della cultura e della politica.

Il giorno 9 novembre, inoltre, è stata celebrata la prima giornata nazionale sull’AMD. Questo acronimo sta per Degenerazione Maculare Senile, malattia che è la principale causa di cecità per i soggetti con più di 60 anni nei paesi occidentali. Malgrado ciò essa è praticamente sconosciuta. L’Agenzia si è, quindi, impegnata per diffonderne la conoscenza e, di conseguenza, i consigli per una sua accurata prevenzione. A questo scopo è stata organizzata la giornata in parola, imperniata su una conferenza stampa con proiezione di filmati e commenti di esperti del settore.

L’Agenzia ha mantenuto rapporti costanti con i Consigli Regionali e le Sezioni Provinciali U.I.C., presso le quali si appoggiano i Comitati Regionali e Provinciali dell’Agenzia stessa. Tra le altre funzioni, questo filo diretto serve in particolare alle seguenti iniziative:

Nel quadro dell’ampliamento della attività dell’Agenzia stessa sono stati costituiti altri cinque Comitati Regionali che hanno iniziato ad essere operativi nel corso dell’anno.

Nel mese di aprile sono state assegnate 4 borse di studio riservate a medici specializzati in oftalmologia o genetica (da lire 25.000.000 cadauna), decise antecedentemente. Saranno assegnate nel 2001 le altre seguenti borse di studio:

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CENTRO STUDI E RIABILITAZIONE "GIUSEPPE FUCÀ"

Nel corso del 2000, l’utilizzazione del Centro da parte dell’I.Ri.Fo.R. centrale si è ulteriormente rafforzata in proporzione all’espansione dell’Istituto, soprattutto per quel che riguarda corsi e seminari anche internazionali, andandosi ad affiancare alla consueta attività di casa-vacanza per i minorati della vista e le loro famiglie. Sono anche state ospitate riunioni degli organi nazionali dell’U.I.C. e dell’U.N.I.Vo.C. e numerose altre iniziative di aggiornamento.

In considerazione di ciò, l’Unione è venuta nella determinazione di procedere ad una completa ristrutturazione interna della struttura, comprensiva di messa a norma dei locali in ottemperanza alla normativa in tema di barriere architettoniche per disabili. La spesa complessiva dell’operazione, che si va ad aggiungere all’ultimazione della piscina ludico-riabilitativa, è stimabile nell’importo di 3,5 miliardi di Lire.

Le presenze annuali sono state pari a 18.827 unità, ripartite per tutto il corso dell’anno, con le consuete punte rilevate durante le stagioni festive e di vacanza.

Le presenze nei singoli mesi, confrontate con quelle relative agli anni precedenti, sono state le seguenti:

1998 1999 2000
Gennaio 727 445 916
Febbraio 648 98 876
Marzo 1349 311 299
Aprile 1570 1463 1344
Maggio 1892 1395 1513
Giugno 2824 2333 2517
Luglio 3453 3643 4023
Agosto 3469 3644 3694
Settembre 2209 1856 1494
Ottobre 836 1218 489
Novembre 406 809 482
Dicembre 653 702 1180
Totale 30036 17917 18827

Per completezza, si riporta qui di seguito un elenco delle manifestazioni ospitate dal Centro.

- Corsi organizzati dall’I.Ri.Fo.R.

13 – 18 febbraio: corso di aggiornamento per insegnanti di sostegno sugli ausili informatici per non vedenti;

27 febbraio – 3 marzo: corso di informatica;

5 – 10 marzo: corso di informatica;

9 – 13 maggio: corso di aggiornamento per insegnanti di sostegno per minorati della vista sul tema "Gli alunni ipovedenti nella scuola di oggi";

2 – 6 ottobre: corso di formazione per assistente tutor nell’Università di Urbino;

16 – 20 ottobre: corso di formazione per assistente tutor nell’Università di Urbino;

23 ottobre – 3 novembre: corso di autonomia personale e domestica;

14 – 16 dicembre: corso di aggiornamento per insegnanti di sostegno per minorati della vista con plurihandicap.

- Riunione dei Quadri, Direzione e Consiglio Nazionale

31 marzo – 2 aprile;

9 – 11 giugno;

22 – 24 settembre.

- Riunioni dell’U.N.I.Vo.C.

7 – 9 aprile: Assemblea Nazionale.

- Altre riunioni, seminari e corsi di aggiornamento

7 – 11 gennaio: corso per massofisioterapisti non vedenti;

4 – 6 febbraio: Consulta nazionale ausili e tecnologie;

17 – 20 febbraio: Assemblea nazionale dei massofisioterapisti non vedenti;

24 – 29 febbraio: corso di terapia manuale dell’Associazione Franco-Italiana;

4 – 5 marzo: corso per tecnologo;

18 – 19 marzo: corso della sezione Provinciale U.I.C. di Firenze;

4 – 9 maggio: corso di terapia manuale dell’Associazione Franco-Italiana;

18 – 21 maggio: convegno C.O.F.A.R.C.E.;

3 – 6 settembre: corso sull’Euro;

3 – 8 settembre: corso per promotori del Centro nazionale del Libro Parlato;

24 settembre: Assemblea del Consiglio Regionale U.I.C. della Toscana;

29 settembre – 3 ottobre: corso di terapia manuale dell’Associazione Franco-Italiana;

13 – 15 ottobre: riunione dei componenti osservatori sito internet;

30 novembre – 5 dicembre: corso di terapia manuale dell’Associazione Franco-Italiana.

- Gruppi ospitati in occasione di manifestazioni sportive e ricreative

9 – 28 aprile: raduno Federazione Svizzera di atletica leggera;

11 – 17 settembre: raduno Federazione Italiana Nuoto.

- Soggiorni per vacanze

21 maggio – 4 giugno: IX soggiorno per anziani;

11 – 25 giugno: soggiorno estivo organizzato dalla Unione Ciechi della Baviera;

24 giugno – 7 luglio: soggiorno marino organizzato dalla Sezione Provinciale U.I.C. di Bolzano;

1° – 15 luglio: soggiorno marino organizzato dalla Unione Ciechi Svizzera UNITAS.

Va segnalato che sono state ospitate anche numerose comunità neocatecumenali, nonché le riunioni dell’Associazione degli ex marinai d’Italia e dell’Associazione degli ex combattenti.

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CONCLUSIONI

Quest’anno la Presidenza Nazionale e la Direzione hanno inteso innovare rispetto al passato predisponendo una relazione delle attività 2000 più ampia, destinata all’esterno, ed una sintetica rivolta all’interno. La ragione di tale scelta sta da una parte nella necessità di fornire all’esterno un quadro il più possibile completo dell’impegno associativo e dall’altra nella volontà di agevolare la lettura a dirigenti e soci dell’Unione Italiana dei Ciechi.

Dunque, la relazione sulle attività 2000, così come presentata, è solo una sintesi rispetto alla più ampia versione che racconta nel dettaglio la grande mole di lavoro svolto nell’arco dell’anno appena passato.

Eppure, ciò nonostante, dalla sua lettura appare subito evidente che si è trattato di un anno ancora una volta estremamente positivo, che ci ha visto mettere a segno alcuni colpi particolarmente brillanti, che consentono ai ciechi italiani notevoli progressi verso una migliore qualità della vita.

Il decreto Salvi in materia di lavoro, che individua nuove professioni per i ciechi: l’addetto agli uffici per le relazioni con il pubblico, l’addetto alla gestione di banche dati, l’operatore di marketing, estendendo loro tutti i benefici previsti dalla legge 113/85 a favore dei centralinisti telefonici ciechi. Il decreto Salvi è solo il punto di arrivo di un lungo percorso che ci ha visto prima difendere con fatica, ma con successo, le varie leggi sul collocamento obbligatorio dei ciechi, seriamente minacciate dalle prime formulazioni della riforma sul lavoro dei disabili e poi ottenere dal Parlamento una norma fondamentale per il lavoro futuro dei ciechi che attribuisce al Ministero del Lavoro la facoltà di individuare, con proprio decreto, nuove figure professionali di lavoratori ciechi.

Una grande finestra spalancata sulle speranze di lavoro dei ciechi, che rischia però di rimanere una mera enunciazione di principio e trasformarsi nella ennesima profonda delusione, se non si recide con un sol colpo il nodo degli intralci burocratici che impediscono alle regioni di dar corso alla sperimentazione e di mettere le ali ad un progetto così importante e ricco di prospettive.

L’Unione Italiana dei Ciechi, attraverso l’IRIFOR, non è stata a guardare e non ha perso tempo: ha subito attivato alcuni canali, abbozzato programmi, formulato ipotesi, ma per spezzare il cerchio dell’indolenza e della apatia delle regioni ci vuole di più. Ci vuole il forte impegno dei Presidenti regionali e dei Presidenti provinciali che dovranno prendere sulle proprie spalle l’onere di svegliare l’elefante che dorme e, eventualmente, minacciare di portare nutrite rappresentanze di ciechi a far conoscenza degli uffici regionali.

La legge 69/2000, in materia di istruzione, che stanzia cospicui fondi per la riforma degli istituti atipici per l’educazione dei ciechi e dei sordomuti nella prospettiva di favorire e sostenere la loro integrazione scolastica. Un traguardo lungamente inseguito, quasi un sogno proibito dell’Unione Italiana dei Ciechi che da vent’anni vede nella istituzione di centri regionali di risorse la chiave per superare carenze e disfunzioni dell’integrazione scolastica. Un traguardo ed un sogno resi impossibili dalla feroce ostilità del Ministero della Pubblica Istruzione, degli altri invalidi e di alcuni gruppi di ciechi innamorati della teoria delle intese tra gli enti locali, mai realizzata in Italia.

Ora quel traguardo e quel sogno sono a portata di mano, c’è la legge, ci sono i soldi, manca solo il regolamento attuativo. Ancora una volta la politica e la burocrazia, prigioniere delle ideologie e delle astrazioni di principio, frappongono ostacoli e ritardi nonostante le assillanti pressioni della Presidenza. Dunque la guerra continua, ma noi abbiamo fiducia perché sappiamo con certezza che le buone ragioni finiscono sempre col prevalere.

La legge, che istituisce il Museo Nazionale Tattile "Omero" in Ancona e che stanzia 500 milioni all’anno per la sua gestione, rappresenta un altro segno più nel bilancio del 2000 e premia giustamente l’impegno e la dedizione di Aldo Grassini, che con amore e competenza ha creato il Museo in quella città. Ma anche in questo caso non c’è rosa senza spine. Infatti la legge in parola non ha ancora trovato attuazione per le lentezze burocratiche del Comune di Ancona, del Ministero dei Beni Culturali e degli altri enti pubblici coinvolti. E ciò nonostante l’impegno di Aldo Grassini e le sollecitazioni di questa Presidenza Nazionale.

I tre provvedimenti di cui si è fatto cenno sono stati tutti approvati nei primi tre mesi del 2000, il che ci ha consentito di affermare in un convegno sull’istruzione a Naxos che il 2000 nasceva sotto i migliori auspici.

In verità, il 2000 si è anche chiuso sotto i migliori auspici, poiché negli ultimi due mesi dell’anno sono stati approvati tre provvedimenti di grande interesse per i ciechi italiani: la legge quadro sull’assistenza, l’estensione ai ciechi dei benefici previsti per i disabili motori per l’acquisto dell’autovettura ed infine lo stanziamento nella finanziaria di 87 miliardi per aumentare l’indennità speciale dei ciechi ventesimisti.

La cosiddetta legge quadro sull’assistenza è giunta in porto dopo un iter assai travagliato in Commissione Affari Sociali della Camera, iter durato oltre due anni. La prima stesura di questa legge costituiva una vera e propria aggressione allo stato sociale e un attentato autentico alle conquiste dei ciechi e degli altri disabili, poiché fra l’altro metteva in discussione la stessa filosofia ispiratrice dell’indennità di accompagnamento,che trova la sua origine nel secondo comma dell’art. 3 della costituzione: è compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’uguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese. L’indennità di accompagnamento veniva dimezzata nell’importo e subordinata al reddito, l’indennità degli invalidi ultrasessantacinquenni, ciechi compresi, veniva trasformata in indennità di assistenza, la doppia indennità di accompagnamento dei ciechi pluriminorati veniva spazzata via.

Le economie realizzate con una siffatta rivoluzione copernicana, che faceva tornare l’assistenza al medio evo, dovevano finanziare il terzo settore che avrebbe erogato fantomatici servizi.

Due anni di impegno e di lotte per l’intera Unione Italiana dei Ciechi sono valsi a scongiurare il pericolo. L’indennità conserva i suoi importi attuali, non è subordinata al reddito, gli ultrasessantacinquenni conservano l’indennità di accompagnamento, i pluriminorati conservano la doppia indennità; restano intatti i dubbi che abbiamo sempre nutrito sulla reale possibilità di attuare una legge così complessa e, per qualche verso, interessante senza disporre di cospicue risorse economiche.

Solo qualche parola sui benefici fiscali per l’acquisto dell’autovettura: la detrazione del 19% dall’IRPEF, la riduzione della aliquota IVA al 4%, la esenzione dal pagamento dell’imposta di bollo rappresentano un risultato insperato che abbiamo sempre perseguito con convinzione, ma che non appariva a portata di mano. Hanno sicuramente contribuito al successo le numerose telefonate piovute sul Ministero delle Finanze da parte di soci, come mai interessati a questo provvedimento e attivamente coinvolti. Se lo stesso impegno venisse profuso per sostenere altri provvedimenti, potremmo guardare al futuro con maggiore ottimismo!

Infine è stato chiesto un atto di giustizia per i ciechi ventesimisti che godono di una indennità speciale davvero irrisoria: dalle iniziali 50.000 lire alle attuali 93.000. Sono stati chiesti 167 miliardi per equiparare l’indennità speciale dei ciechi ventesimisti alla indennità di comunicazione dei sordomuti, sulla base dell’assunto che la percentuale dell’invalidità dei ventesimisti è superiore a quella dei sordomuti.

Sapevamo di batterci per una causa giusta, ma sapevamo anche che non era realistico sperare di ottenere l’intera somma. Grazie ad una sapiente trama di sensibilizzazione, siamo risusciti ad ottenere che il Governo stanziasse nella finanziaria 2001 67 miliardi, che sono diventati 87 durante la discussione della finanziaria in Parlamento. Non è tutto, ma non è neanche poco, detta somma ci consentirà di aumentare l’indennità speciale dei ciechi ventesimisti di circa 120.000 lire mensili.

Mentre scrivo, l’apposito provvedimento concessivo dell’aumento da noi tempestivamente fatto presentare, è stato già approvato al Senato ed è in discussione per l’approvazione definitiva alla Commissione Affari Sociali della Camera. Sarebbe una vera beffa non riuscire a vincere questa gara col tempo: la scadenza elettorale è maledettamente vicina.

L’iniziativa in parola a favore dei ciechi ventesimisti si aggiunge alle altre in atto in favore degli ipovedenti: il provvedimento che definisce la cecità e l’ipovisione e la istituzione del Club dei lettori ipovedenti che prevede la fornitura del libro su richiesta. Ci è sembrato giusto riservare una particolare attenzione agli ipovedenti, che rappresentano una larga fascia del tessuto associativo e meritano, quindi, una adeguata tutela.

Le attività associative del 2000 sono state segnate particolarmente dall’impegno per celebrare gli 80 anni di vita e di storia dell’Unione Italiana dei Ciechi. I festeggiamenti hanno conosciuto momenti di autentica e profonda commozione: al Teatro alla Scala di Milano, quando, durante il concerto di Cecilia Gasdia per il Premio Braille, abbiamo consegnato medaglie ricordo ai Ministri Enzo Bianco, Cesare Salvi, Livia Turco e al ragioniere generale dello Stato Andrea Monorchio; a Genova, in occasione della messa celebrata dal Cardinale Tettamanzi; nel momento della scopertura della targa nell’atrio del Teatro Carlo Felice e durante il discorso celebrativo in teatro che ha visto la partecipazione calda e appassionata di dirigenti e soci accorsi, da ogni parte d’Italia

Molto apprezzati anche il distintivo ricordo, il numero speciale del Corriere dei Ciechi ed, in particolare, il libro di Carlo Monti "In cammino verso le pari opportunità" che ripercorre i momenti salienti della storia associativa.

Ma l’impegno associativo per l’80° anniversario dell’Unione Italiana dei Ciechi non si esaurisce nei momenti celebrativi, trae invece spunto da essi per mobilitare la categoria nella direzione di un riassetto organizzativo delle strutture periferiche e di una presa di coscienza delle grandi sfide dell’era moderna.

Lo spostamento del baricentro della politica dal centro alla periferia, dallo Stato agli enti locali esige una ridistribuzione dell’impegno associativo sul territorio, con l’assunzione di nuove responsabilità da parte dei consigli regionali e delle sezioni provinciali.

Il progressivo affermarsi del fenomeno della globalizzazione, che segna il prevalere delle ragioni dell’economia su quelle della politica, impone agli stati nazionali di ripensare lo stato sociale e di ridurre l’area degli interventi.

Strumenti della mobilitazione associativa sono stati la lettera aperta del presidente nazionale e la indizione in tutta Italia di assemblee straordinarie.

Per la prima volta nella storia dell’Unione Italiana dei Ciechi l’anniversario della sua nascita veniva celebrato nella sezione, in mezzo ai soci, che coglievano l’occasione per discutere e dibattere sul nuovo modello associativo proposto dalla Presidenza Nazionale.

L’anno dell’80° anniversario è stato segnato anche da iniziative organizzative di grande spessore: lo svolgimento di tre assemblee dei quadri dirigenti per illustrare le più recenti leggi in materia di decentramento, di privacy, di riforma del collocamento obbligatorio e di legge quadro sull’assistenza. L’assunzione di consulenti regionali per aiutare i consigli regionali e provinciali a districarsi nel sempre crescente groviglio delle disposizioni regionali e locali. Infine, il potenziamento del Centro di Documentazione Giuridica per accrescere le sue conoscenze ed estendere la consulenza anche alla Biblioteca Italiana Regina Margherita, alla Federazione Nazionale delle Istituzioni Pro Ciechi e all’IRIFOR, enti con i quali sono state stipulate apposite convenzioni.

Purtroppo l’anno dell’80° anniversario è stato anche l’anno della morte di Gianni Fucà, l’ideatore ed il fondatore del Centro di Consulenza e di Documentazione Giuridica che ora porta il suo nome.

E’ stato bello per me riaccendere i riflettori sul palcoscenico dell’impegno associativo del 2000 e scoprire che abbiamo scritto, ancora una volta, parole significative per il futuro dei ciechi italiani. La tentazione di evocarle tutte è forte, ma sappiamo di dover resistere, ci limiteremo quindi a sfogliare ancora qualche pagina qua e là per segnare, con la matita rossa della soddisfazione, alcuni punti di particolare rilievo nei diversi settori di attività.

Ci piace ricordare il confronto con il Garante della Protezione dei dati personali che aveva negato all’Unione Italiana dei Ciechi e ad altre associazioni storiche il diritto a ricevere gli elenchi degli invalidi riconosciuti idonei a ricevere le provvidenze economiche. Il confronto si è concluso positivamente per noi ed ha rappresentato una bella vittoria in tema di rappresentanza.

Note positive ci sono venute anche dal nostro impegno all’interno dell’Unione Europea dei Ciechi: la mia nomina a rappresentare l’EBU nella mia veste di vice presidente presso il Consiglio d’Europa, la scelta di Montegrotto, in provincia di Padova, per tenere l’importante Conferenza Europea sull’integrazione scolastica, l’incontro con il Presidente dell’Unione Europea, Romano Prodi, da me promosso, sono piccole soddisfazioni di cui andiamo legittimamente orgogliosi.

Notevole successo ha avuto anche l’accordo con la televisione privata Rete News che manda in onda ogni settimana, su quasi tutto il territorio nazionale, un programma da noi realizzato dal titolo "Le mani che leggono".

Altrettanto successo ha avuto la pagina di televideo da noi gestita che rappresenta una preziosa fonte di informazione per i ciechi e per i vedenti.

Una parola a parte merita l’attività promozionale del Libro Parlato in grande espansione, che sta creando una rete di rappresentanti di livello comunale che si aggiunge a quella dei rappresentanti provinciali, già esistente. Grande eco ha avuto il premio letterario bandito dal Centro Nazionale del Libro Parlato ed espletato nel corso del 2000, è risultato vincitore lo scrittore Giovanni Talleri con il libro "Vent’anni no". Al successo del Libro Parlato ed all’incremento dei suoi lettori ha contribuito notevolmente l’assunzione di otto giovani laureati ciechi che svolgono attività di promozione in tutte le forme possibili.

Degna di menzione ci sembra la scelta del Centro Nazionale Tiflotecnico di imboccare la strada del decentramento per avvicinare il più possibile il servizio agli utenti. Negli ultimi mesi del 2000 sono stati realizzati solo quattro centri regionali, con esito ancora da verificare.

Infine, l’ultimazione dei lavori della piscina presso il Centro Studi di Tirrenia apre nuovi spazi alla riabilitazione, infatti si pensa di organizzare sistematicamente corsi di nuoto riservati ai ciechi, agli ipovedenti ed ai ciechi pluriminorati.

Cari amici è tempo di spegnere i riflettori sul palcoscenico delle attività 2000, a chi scrive non resta che dire grazie a tutti coloro che si sono spesi per questo regalo ai ciechi italiani, all’Ufficio di Presidenza, alla Direzione Nazionale, al Consiglio Nazionale, ai Consiglieri Regionali e Provinciali, ai soci tutti.

Certo, ci sono ancora tante opere incompiute, tutte ugualmente pressanti e urgenti ma il nostro è un cantiere sempre aperto, l’ho già scritto, non c’è tempo per fermare lo sguardo sul lavoro fatto e godere dei risultati. C’è una sorta di benefica maledizione che ci spinge a guardare altrove, più avanti, più in alto.

E se guardo altrove vedo altro lavoro, altri problemi, altre difficoltà, altre necessità, altri bisogni, altre sofferenze, altri dolori, altri percorsi in salita, altre montagne da scalare ma voglio chiudere gli occhi per un attimo e pensare ad un solo appuntamento: il XX Congresso Nazionale dell’Unione Italiana dei Ciechi, sembra lontano e invece è vicino, assai vicino.

Lo celebreremo a Roma, presso l’Hotel Ergife dal 22 al 24 novembre e terremo la sua inaugurazione presso un teatro del centro per consentire al maggior numero possibile di autorità politiche di partecipare.

E’ prevista in giugno un’assemblea precongressuale per discutere e deliberare sui progetti e le strategie dell’Unione Italiana dei Ciechi per i prossimi quattro anni e indicare gli uomini che dovranno realizzarli. Raccomando vivamente di prepararsi a questo evento; è auspicabile che i nuovi consigli regionali, appena insediati, mettano all’ordine del giorno il tema del congresso per favorire la discussione ed il dibattito, in modo che la partecipazione dei delegati al congresso sia il più possibile attiva e propositiva.

Cari amici, è davvero tempo di spegnere i riflettori sul palcoscenico delle attività 2000, e a chi scrive non resta che augurare che l’Unione di domani sia migliore dell’Unione di oggi. Perché questo sia, ognuno di noi dovrà chiedersi non che cosa l’Unione può fare per lui ma che cosa lui, può fare per l’Unione, come ammoniva John Kennedy a proposito dei suoi concittadini nei confronti della Nazione americana. Abbiamo celebrato ottanta anni della nostra storia rivedendo il film dell’impegno associativo, abbiamo scoperto che niente ci è stato mai regalato, che ogni conquista è sempre il frutto di dure lotte e di grandi sacrifici. Sarà così anche domani: ma insieme possiamo ancora vincere.

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