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Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti - ONLUS

 

Testo del Verbale

Data: 13/07/2016

ISTRUZIONE E FORMAZIONE


Il 13 luglio 2016 si sono riuniti, in conferenza telefonica, i componenti della Commissione nazionale istruzione e formazione, convocati con nota 9538 dell’11 luglio 2016.
Presenti all’incontro, iniziato alle 9:30 e concluso alle 11:30: Marco Condidorio, coordinatore; Daniela Floriduz, referente; Francesco Busetti, Peppino Lapietra e Silvana Piscopo, componenti; Enzo Bizzi e Giancarlo Abba, esperti; Marinica Mecca, segretaria verbalizzante.
Presente, inoltre, Luciano Paschetta, in veste di componente del Gruppo di lavoro “Network per l’inclusione scolastica” (di seguito: GdL).
Nell’impossibilità di un resoconto stenografico, i lavori vengono sintetizzati come segue.

Il Coordinatore apre i lavori, spiegando che Luciano Paschetta vorrebbe poter presentare, alla Commissione, la proposta di consulenza e formazione a distanza, illustrata al GdL il giorno precedente, 12 luglio 2016.
Verificato che la presenza ai lavori di Paschetta è a tutti ben accetta, il Coordinatore prosegue, riferendo che, nella riunione del 12, il GdL ha tirato le somme dei primi tre mesi di attività.
Il risultato della ricognizione è il seguente.
1. È stato pressoché completato il lavoro di stesura delle linee guida all’organizzazione e alla gestione dei servizi educativi destinati agli alunni e agli studenti con disabilità visiva.
2. È in corso l’elaborazione di un vademecum dedicato a quanti abbiano la responsabilità, genitoriale, socio-sanitaria o scolastica, di bambini con deficit visivo e siano alla ricerca di notizie sui servizi disponibili nei vari ambiti territoriali.
3. Sono, inoltre, in via di elaborazione due schede di rilevazione, destinate: l’una, alla classificazione delle attività svolte dai Centri che, sull’intero territorio nazionale, operano nel campo della riabilitazione, dell’educazione, dell’istruzione e della formazione dei bambini e dei ragazzi, ciechi ed ipovedenti, ed, eventualmente, con minorazioni aggiuntive; l’altra, alla misurazione del grado di soddisfazione degli utenti dei suddetti Centri.
4. In progress è anche la ricerca che ha, come risultato atteso, la definizione del profilo professionale e del percorso formativo dell’educatore tiflologico è in progress. A tale ricerca, si lega l’iniziativa dell’Unione tesa ad ottenere il riconoscimento della figura, mediante l’emendamento del testo unificato delle proposte di legge AC 2656 Iori e AC 3247 Binetti, recante «Disciplina delle professioni di educatore professionale socio-pedagogico, educatore professionale socio-sanitario e di pedagogista». Alla stessa ricerca è, in altro modo, legata anche l’istituzione, a titolo gratuito, dell’insegnamento di “Tiflologia teorica e applicata” presso l’Università degli studi del Molise, corso di laurea libero.
Il Coordinatore continua, dicendo che ai lavori del 12 ha partecipato Roberta Caldin, Presidente della Scuola di psicologia e scienze della formazione dell’Università di Bologna. In qualità di esperta, la docente ha sostenuto che la formazione dell’educatore tiflologico va legata a quella del pedagogista e l’insegnamento della tiflologia va inquadrato nell’ambito disciplinare della pedagogia speciale. Senza di ciò, si rischiano la marginalità e la residualità e, di conseguenza, bassi livelli di qualità.
Il Coordinatore fa, infine, presente di aver chiesto al GdL, e chiede, ora, alla Commissione, di valutare la sua personale, seguente proposta: dare mandato ai Presidenti dei Consigli regionali UICI di conferire, a soggetti in possesso di adeguati requisiti professionali, mediante contratti di lavoro autonomo, l’incarico di referenti regionali UICI per l’istruzione. In caso di valutazione positiva, il Coordinatore si impegna a portare la proposta al voto della Direzione nazionale.
Conclusi i riferimenti e le comunicazioni, il Coordinatore lascia la parola ai Commissari.

Il primo intervento è di Silvana Piscopo, che formula due richieste.
La prima è rivolta a Giancarlo Abba, Enzo Bizzi, Marco Condidorio e Luciano Paschetta, in considerazione del fatto che, come componenti del GdL, sono in costanza di rapporto con la Federazione nazionale delle istituzioni pro ciechi e con la Biblioteca italiana per i ciechi e sono, perciò, nella condizione di segnalare: alla prima, che il sito www.prociechi.it è accessibile tramite screen reader solo parzialmente e che l’offerta multimediale di www.tiflopedia.org è limitata e lacunosa; alla seconda, che i tempi di consegna dei libri di testo in braille, in formati-stampa adattati e in formati digitali accessibili sono eccessivamente lunghi rispetto alle necessità.
In secondo luogo, Piscopo chiede di predisporre un ordine del giorno da far tenere, tramite la Presidenza nazionale, a tutti i soggetti istituzionali coinvolti nel processo di riordino delle funzioni delle Province, di cui all’art. 1, comma 89, della legge 7 aprile 2014, n. 56. Con tale ordine del giorno, si deve:
1. Rimarcare che il riordino ha determinato e determina ritardi, rallentamenti, ridimensionamenti e, finanche, vuoti nell’esercizio delle funzioni relative all’assistenza per l’autonomia e la comunicazione personale degli alunni con disabilità visiva.
2. Chiedere che siano posti in essere le azioni necessarie affinché, all’avvio del nuovo anno scolastico, a tutti gli alunni con deficit visivi siano garantiti i servizi educativi integrativi, in ambito scolastico ed extrascolastico; i servizi di trascrizione dei libri di testo in caratteri braille e in caratteri di stampa ingranditi; i servizi di produzione e distribuzione degli ausili tiflodidattici e tifloinformatici e i servizi di trasporto casa-scuola-casa.
Le richieste di Silvana Piscopo vengono riprese e sostenute in tutti gli interventi successivi.
In qualità di responsabile scientifico di “Tiflopedia”, Giancarlo Abba fa presente che il progetto, tuttora in fase di sviluppo, è caratteristicamente un progetto in progress. Assicura, quindi, che le cause di parziale inacessibilità del sito www.prociechi.it saranno prontamente individuate e rimosse.
Daniela Floriduz chiede, e tutti concordano, che, con l’ordine del giorno, venga ribadito che i soggetti istituzionali, che diano i servizi di assistenza agli alunni con disabilità visiva in affidamento a terzi, devono accertarsi che il personale impiegato sia in possesso di specifica formazione.

All’intervento di Silvana Piscopo, segue quello di Peppino Lapietra, che rileva come le attività di studio, di ricerca e di pubblicazione del GdL, per quanto di per sé encomiabili, non rispondono alle necessità, talvolta anche drammaticamente urgenti, degli alunni ciechi ed ipovedenti.
Per dare ascolto e soluzione a questi bisogni, si sarebbero dovute offrire occasioni di formazione mirata al personale della scuola, docente e non docente, e si sarebbero dovuti siglare accordi di programma per assicurare la continuità dei servizi di assistenza educativa e dei servizi di supporto organizzativo all’inclusione scolastica, in tutti gli ambiti territoriali.
Si è scelto di perseguire altre finalità e la responsabilità della scelta rimane, per intero, a chi l’ha compiuta.

Le parole di Lapietra trovano eco in quelle di Francesco Busetti.
Rileva, infatti, Busetti che l’obiettivo del riconoscimento giuridico della figura del tiflologo o dell’educatore tiflologico o del tiflology assistant, che dir si voglia, è stato individuato come obiettivo prioritario, senza alcuna analisi preliminare.
D’altra parte, le difficoltà incontrate dal GdL nel costruire la mappa dei Centri di servizio, in grado di essere punto di riferimento per gli alunni con disabilità visiva, dimostrano che l’Unione, di fatto, non sa chi e quanti siano questi alunni, non sa quali scuole frequentino e come vi si trovino, non sa se fruiscano di servizi mirati e non sa se siano o meno affiancati da docenti ed operatori specializzati. Il fatto è che l’Unione vive la crisi, che vivono tutte le formazioni sociali intermedie.
Oltre a ciò, il sistema scolastico è, oggi, molto più dinamico e flessibile che in passato.
In questo contesto, dire quanti tiflologi potrebbero trovare impiego e a quali condizioni è azzardato.
Va, peraltro, considerato che l’Unione non è più in grado di esercitare sul Legislatore e sul Governo la stessa pressione che esercitava quando l’Associazionismo era meno diffuso ed organizzato; di conseguenza, può impiegare anche anni prima di ottenere l’approvazione di una specifica norma.
Per tutte queste ragioni e tenuto conto che, come già segnalavano Piscopo e Lapietra, è essenziale mettere in campo azioni che, fin dal prossimo anno scolastico, concorrano a migliorare la situazione scolastica dei bambini non vedenti, Busetti suggerisce di concentrare le forze su due obiettivi. Il primo è quello di compilare una lista delle strutture che garantiscono servizi mirati di buona qualità e di impegnare il MIUR a divulgare tale lista presso tutte le istituzioni scolastiche. Il secondo è quello di realizzare incontri formativi secondo lo schema proposto da Lapietra, schema che i convenuti conoscono, avendone ricevuto copia insieme alla lettera di convocazione.

Alle contestazioni di Lapietra e Busetti, replicano Marco Condidorio e Daniela Floriduz, entrambi convinti che sia stato e sia corretto puntare al riconoscimento giuridico della figura del tiflologo e alla istituzione dell’insegnamento universitario della tiflologia.

Lapietra prende atto che Condidorio e Floriduz confermano le scelte compiute in qualità di Coordinatore e di Referente.
Ribadisce il proprio dissenso e aderisce alle proposte formulate da Piscopo e da Busetti.
Segnala che il percorso formativo, di cui ha prodotto lo schema, può essere reso più funzionale, se strutturato con le modalità previste nel progetto, di cui Enzo Bizzi gli ha dato notizia, in forma privata.
Propone, infine, di far tenere ai Governatori di Regione, oltre all’ordine del giorno detto da Silvana Piscopo, anche un documento che indichi gli interventi socio-sanitari ed educativi, da garantire, mediante accordi di programma regionali, a tutti gli studenti disabili visivi.

La parola passa a Luciano Paschetta, per la presentazione della proposta di consulenza e formazione a distanza, già esposta al GdL.
Com’è noto, è allo studio la riorganizzazione dei servizi erogati dall’UICI e dagli Enti in forma di “Network per l’inclusione scolastica”. Le svariate questioni, connesse al riassetto, che, in ogni caso, non sarà immediato, meritano un approfondimento collettivo. La prima proposta, dice Paschetta, è, perciò, quella di tenere, entro settembre, una due giorni di lavori.
L’altra proposta è quella del “Tiflotelehelp”, un servizio di consulenza telefonica alle famiglie e alle scuole, da attivare, se possibile, fin dal 1° settembre 2016, con la collaborazione dei Commissari all’istruzione.
La massima parte del personale docente nominato su posto di sostegno è specializzato, o sceglie di specializzarsi, nelle didattiche di inclusione degli alunni con deficit psico-fisico. La ragione è semplice: mentre gli alunni con disabilità che frequentano le scuole, statali e non statali, di ogni ordine e grado, sono poco meno di 220 mila, gli alunni e gli studenti con disabilità visiva, inclusi gli studenti universitari, sono all’incirca 4 mila.
D’altra parte, le opportunità di conseguire una preparazione tiflologica adeguata sono davvero scarse.
Lo sportello telefonico, gestito da persone di sicura esperienza, come sono i Commissari all’istruzione, permetterebbe una veloce e valida catalogazione dei casi, il loro rinvio alle strutture maggiormente attrezzate a risolvere le singole esigenze, secondo la mappa dei Centri di servizio costruita dal GdL, e il rinvio, se del caso, ai moduli formativi di base, che l’IRIFOR potrebbe rendere disponibili on line, in tempi anche molto stretti.
Laddove le richieste di aiuto pervenissero particolarmente numerose, in “Tiflotelehelp” potrebbero essere coinvolte altre persone di indubbia preparazione, come, ad esempio, Luciano Carassale o Angela Mazzetti.
E’ tuttavia, improbabile che il progetto possa risultare eccessivamente impegnativo. Difatti, “Tiflotelehelp” è una riproposizione di “Tiflowebhelp”, il progetto di consulenza tiflologica multimediale realizzato dall’IRIFOR e finanziato dalla Direzione generale per lo studente per gli anni scolastici 2014/2015 e 2015/2016. “Tiflowebhelp” era destinato a trenta scuole di vario ordine e grado, dislocate in aree remote del Paese, frequentate da alunni disabili visivi. Ebbene: il primo anno, il progetto non è stato attivato per carenza di adesioni; il secondo, è stato, sì, avviato, ma è stata chiesta assistenza solo in un caso.
Presentata la proposta ed acquisita la disponibilità di massima dei Commissari a collaborare, Paschetta si impegna a far pervenire, entro una settimana, una scheda dettagliata del progetto e a tenere, entro lo stesso termine, una conferenza telefonica ad hoc con tutti gli interessati.

Ciascun Commissario, nel dirsi disponibile a collaborare alla realizzazione di “Tiflotelehelp”, ribadisce la necessità di organizzare una formazione diffusa sul territorio, rivolta alle famiglie, ai docenti e agli operatori addetti al supporto dei bambini e dei ragazzi non vedenti.
Lapietra torna a parlare del progetto formativo, di cui i Commissari hanno ricevuto notizia, al momento della convocazione. Su indicazione di Marco Condidorio, il progetto è stato trasmesso a tutte le sedi territoriali dell’Unione e dell’IRIFOR. La struttura barese dell’Istituto di ricerca, attualmente impegnata nella realizzazione del progetto, sta incontrando delle difficoltà di ordine organizzativo. Come già accennato, tali difficoltà potrebbero essere superate se il progetto venisse articolato secondo lo schema adottato da Enzo Bizzi. Aggiunge di condividere la proposta di Paschetta di una due giorni settembrina di approfondimento collettivo dei temi connessi alla creazione del “Network per l’inclusione scolastica”. Conclude, riformulando la richiesta di convocazioni settimanali monotematiche della Commissione.
Busetti sottolinea che la formazione andrebbe realizzata nei luoghi in cui sono presenti alunni e studenti con disabilità visiva. Fa, quindi, presente che la Commissione dovrebbe promuovere azioni finalizzate, oltre che alla formazione, anche alla ratifica del Trattato di Marrakech e alla sigla di accordi di collaborazione con le case editrici. Occorre, infatti, corrispondere ai bisogni di conoscenza e di apprendimento dei bambini e dei ragazzi, e le dotazioni, umane e materiali, della Biblioteca italiana per i ciechi sono, chiaramente, insufficienti allo scopo.
Floriduz ricorda che la Commissione deve attivarsi anche in favore dei docenti non vedenti, organizzando seminari e laboratori, destinati, come in passato, allo sviluppo delle competenze informatiche e delle abilità di regolazione dell’autostima e di gestione dei conflitti.
Condidorio rammenta la proposta, formulata via mail, di allestire percorsi di ascolto e di consulenza per le famiglie, per gli operatori dei Centri di consulenza tiflodidattica e per quanti, nelle sedi territorialii dell’Unione, si occupano di istruzione. Verificato che la proposta è condivisa, Condidorio si impegna ad elaborare lo schema dell’iniziativa, da realizzare a partire da settembre.
Abba rimarca che, qualunque intervento si voglia realizzare, è utile disporre di una mappa dei Centri di servizio ben dettagliata. Invita, quindi, tutti i Commissari a partecipare al censimento di medesimi Centri.
Piscopo osserva che, ai fini della concreta implementazione di “Tiflotelehelp”, è essenziale predisporre delle linee guida per i gestori del servizio.
Bizzi ribadisce quanto sostenuto in altre occasioni e cioè che la relazione educativa nasce e cresce attraverso la frequentazione personale. Per questa ragione, le reti strumentali di comunicazione possono e devono essere utilizzate solo in via eccezionale. Si impegna, quindi, a far avere lo schema delle attività formative, cui ha fatto riferimento Lapietra, e che è alla base della attività in corso a L’Aquila. Lo schema favorisce la sedimentazione degli apprendimenti mediante l’abbinamento di lezioni frontali e attività pratiche e la programmazione a cadenza periodica dei moduli didattici. Invita a vigilare a che il trasferimento delle funzioni in materia di assistenza scolastica dalle Province ad altri Enti non generi guasti nell’appalto dei servizi, sempre più spesso affidati ad aziende e cooperative del tutto inesperte.

Null’altro di rilevante resta da segnalare.
Si allegano: i modelli progettuali prodotti da Peppino Lapietra ed Enzo Bizzi, citati nella narrativa.

Visto. Il Coordinatore, Marco Condidorio
F.to Marinica Mecca

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