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Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti - ONLUS

 

Testo del Verbale

Data: 21/09/2016

ISTRUZIONE E FORMAZIONE


COMMISSIONE NAZIONALE ISTRUZIONE E FORMAZIONE
Sintesi dei lavori del 21 settembre 2016


Il 21 settembre 2016 si sono riuniti, in conferenza telefonica, i componenti della Commissione nazionale istruzione e formazione, convocati con nota 12132 del 13 settembre 2016.
Presenti all’incontro: Marco Condidorio, coordinatore; Daniela Floriduz, referente; Francesco Busetti, Peppino Lapietra e Silvana Piscopo, componenti; Giancarlo Abba, esperto; Marinica Mecca, segretaria verbalizzante.
Assente giustificato: Enzo Bizzi, esperto.
Nell’impossibilità di un resoconto stenografico, i lavori, iniziati alle 15:30 e conclusi alle 17:45, vengono sintetizzati come segue.


1. Comunicazioni del Coordinatore e dei Componenti la Commissione.
Marco Condidorio (di seguito: Coordinatore) apre l’incontro, riferendo di aver partecipato, nella mattinata dello stesso 21 settembre, al tavolo che il Comitato esecutivo della FAND ha ritenuto opportuno istituire, allo scopo di dotare la Federazione di una propria linea di azione per quanto attiene l’inclusione degli alunni e degli studenti con disabilità nelle scuole, di ogni ordine e grado.
Il coordinamento del tavolo è stato affidato a Luciano Paschetta, portavoce della FAND presso l’Osservatorio permanente per l’inclusione degli alunni con disabilità del MIUR.
Nell’incontro, si è discusso del decreto legislativo da adottare ai sensi dell’art. 1, comma 181, lettera c., della legge 107/2015, allo scopo di promuovere l’inclusione scolastica degli alunni con disabilità; del disegno di legge S. 2443, recante la disciplina delle professioni di educatore professionale socio-pedagogico, educatore professionale socio-sanitario e pedagogista; della copertura dei posti di sostegno per l’anno scolastico 2016/2017; e dell’accessibilità dei materiali scolastici digitali, on e off line.
Com’è noto, il provvedimento delegato è stato illustrato, alle Associazioni di e per persone con disabilità, nel corso di colloqui privati e, da ultimo, nella riunione del 27 luglio del Comitato tecnico-scientifico dell’Osservatorio ministeriale. Non è, però, mai stata fornita copia dell’articolato. La mancanza è grave, perché impedisce di formulare osservazioni e richieste, mirate e puntuali.
A parere dei convenuti, sarebbe necessario che Franco Bettoni, nella sua qualità di Presidente nazionale della FAND, formulasse richiesta formale di accesso all’atto.
La richiesta, sottoscritta, se possibile, anche dal Presidente nazionale della FISH, Vincenzo Falabella, dovrebbe contenere un passaggio sulle difficoltà incontrate dagli alunni e dagli studenti con disabilità, all’avvio del nuovo anno scolastico. Sono, infatti, in corso le procedure relative al piano straordinario di assunzioni, al piano straordinario di mobilità e al concorso per titoli ed esami, disposti all’art. 1, commi 95-97, 108 e 114 della legge 107/2015. Al momento, perciò, decine di centinaia di posti di sostegno sono vacanti e saranno, presumibilmente, coperti da personale docente non specializzato. Il disagio e il danno per gli alunni e gli studenti interessati sono evidenti e gravi.
Il Gruppo ha, quindi, stabilito di incontrarsi nuovamente il 30 settembre, quando tutti avranno avuto modo di studiare lo schema del decreto delegato, di cui uno dei componenti ha fortunosamente ottenuto copia.
Sono state, poi, illustrate, molto rapidamente, le iniziative che l’Unione intende promuovere in ordine al disegno di legge S. 2443 di disciplina delle professioni di educatore professionale socio-pedagogico e socio-sanitario e di pedagogista ed alla accessibilità digitale.
Il Gruppo ha ritenuto che la FAND possa e debba affiancarsi alla UICI nel chiedere:
1. Che il ddl S 2443 venga emendato, prevedendo che l’esercizio delle professioni di educatore professionale socio-pedagogico e di pedagogista sia vincolato alla frequenza di un master universitario di 60 CFU in discipline attinenti l’inclusione delle persone con disabilità.
2. Che i materiali digitali, off e on line, usati nella scuola a fini didattici, amministrativi, informativi, comunicativi e selettivi, siano resi accessibili mediante le tecnologie assistive.
Prima di passare ad altri riferimenti, il Coordinatore chiede ai convenuti un parere sull’opportunità che l’Unione intervenga presso il Ministero, allo scopo di rafforzare il pressing della FAND. La richiesta non ha seguito nel prosieguo dei lavori.
Il Coordinatore comunica, quindi, di aver partecipato, come portavoce dell’UICI, al convegno “La Scuola per i ciechi. Le buone prassi oltre le ideologie” organizzato dalla Fondazione Lucia Guderzo e svolto il 3 settembre a Castello Tesino, in provincia di Trento. Particolarmente interessanti sono state le relazioni tenute da Piera Sciacca, Presidente dell’Associazione bresciana “Bambini in braille” e da Roberta Zumiani e Ferdinando Ceccato, in rappresentanza di IRIFOR Trentino. Provocatoria, invece, la relazione svolta da Davide Cervellin sulla “Summer School” organizzata dalla Fondazione Guderzo in collaborazione con la Tiflosystem; la scuola estiva sarebbe stata una felice sperimentazione della scuola paritaria specialistica, di cui Cervellin è convinto propugnatore.
Il Coordinatore prosegue, dicendo di essere intervenuto, come portavoce della FAND, anche al V Convegno nazionale di SIPeS, la Società Italiana di Pedagogia Speciale, convegno tenuto a Pescara, il 30 giugno e il 1° luglio. Nel corso dei lavori, il Coordinatore ha avuto modo di proporre a Lucio Cottini, Presidente di SIPeS, e a Michele Corsi, Direttore del Dipartimento di Scienze della formazione dell’Università degli studi di Macerata, di fissare un incontro, per trattare dell’introduzione dell’insegnamento della tiflopedagogia nei corsi di laurea di pedagogia e di scienze della formazione. La proposta è stata accolta. Resta da definire la data dell’incontro, cui il Coordinatore parteciperà insieme a Daniela Floriduz.
Ciò detto, il Coordinatore lascia la parola ai Commissari, per i commenti del caso.
Le prime osservazioni vengono da Giancarlo Abba, il quale invita a considerare le iniziative di Cervellin come pure e semplici pubblicità commerciali e, soprattutto, invita a consolidare il rapporto con la SIPeS e tutte le organizzazioni e le associazioni interessate alla definizione dei percorsi di formazione degli aspiranti docenti, anche in vista di possibili interlocuzioni con il MIUR.
La parola passa a Peppino Lapietra, che elogia e ringrazia il Coordinatore per aver creato le premesse di un confronto diretto tra la SIPeS e l’Unione. Contesta, tuttavia, che la responsabilità di intervenire sulla complessa materia dell’articolazione dei corsi di laurea non sia affidata ad Abba e Bizzi, i quali hanno, sul tema, conoscenze e competenze di livello superiore a quelle del Coordinatore e di Daniela Floriduz (di seguito: Referente).
La Referente replica che le attività che il Coordinatore ed ella stessa svolgono per conto dell’UICI non sono affatto di generico volontariato, ma hanno un alto contenuto professionale; il Coordinatore e la Referente meritano, perciò, di essere accreditati nelle sedi scientifiche e in quelle istituzionali.
Silvana Piscopo chiede al Coordinatore di chiarire quale peso va attribuito alle consulenze di carattere sindacale che egli offre in prima persona o che delega ai Commissari. Più specificamente, Piscopo chiede di sapere se, nel rilasciare un parere sulle norme di reclutamento, di nomina o di mobilità, si agisce individualmente, come Commissione o come UICI. Piscopo chiede, inoltre, al Coordinatore di illustrare le ragioni per cui rimette i quesiti sindacali ai Commissari piuttosto che agli Uffici della Sede Centrale.
Il Coordinatore risponde che le attività di consulenza rientrano tra le attività che i Commissari nazionali svolgono a servizio del territorio. Aggiunge che, nel prossimo futuro, tutti i quesiti di natura sindacale saranno trattati dal costituendo Gruppo Docenti. In caso di necessità, il Gruppo potrà avvalersi del supporto del Segretario Generale, del Vicepresidente e del personale della Sede Centrale. Possibili casi di discriminazione o di lesione di posizione giuridiche soggettive potranno, infine, essere portati all’attenzione della “Agenzia nazionale di tutela dei diritti nell’area delle disabilità” che è ormai operativa.
L’ultima informazione suscita la curiosità di Francesco Busetti circa le sorti del centro di consulenza e di documentazione giuridica “Gianni Fucà”. Il Coordinatore chiarisce che la struttura è funzionante e che il responsabile tecnico del centro è tuttora Paolo Colombo.
Infine, con il consenso del Coordinatore, interviene la scrivente, per segnalare che lo schema del decreto legislativo inerente l’inclusione scolastica (schema di cui farà avere copia a tutti i Commissari) dispone, all’art. 20, la trasformazione degli istituti a carattere atipico - tra i quali: l’Istituto Statale “Augusto Romagnoli” - in enti specializzati in materia di disabilità visiva o uditiva, con compiti di supporto alle istituzioni scolastiche in materia di inclusione scolastica, ivi inclusa la formazione del personale della scuola.
La notizia suscita sorpresa ed interesse.
Silvana Piscopo osserva che la valorizzazione degli Istituti era tra le finalità congressuali.
Francesco Busetti aggiunge che sarebbe utile impegnare gli Istituti in attività di formazione al lavoro, così da offrire maggiori e più concreti sbocchi occupazionali ai soci più giovani.
Giuseppe Lapietra informa che il Centro “Messeni-Localzo” è stato recentemente invitato dal Presidente Barbuto a collaborare ad una raccolta dati sulla natura giuridica, la consistenza patrimoniale, le attività e le dotazioni di personale degli Istituti. Il Coordinatore completa la notizia, dicendo che la rilevazione è stata promossa dal Network ed è condotta dall’Unione, in collaborazione con l’IRIFOR.
Giancarlo Abba fa presente che sarebbe opportuno avviare una riflessione comune sulla formazione del personale da impiegare presso l’ “Augusto Romagnoli”, nell’eventualità la norma di trasformazione degli istituti atipici venisse di fatto emanata.
Lo spunto di Abba viene ripreso dal Coordinatore, da Lapietra e da Busetti che confermano la necessità, già più volte segnalata, di fare una ricognizione delle risorse professionali esistenti e, sulla base dei dati rilevati, tracciare una mappa dei servizi attivi nei singoli territori, mappa da condividere con tutti gli interessati e, primo luogo, con il MIUR.

2. Competenze territoriali dei Componenti la Commissione. Proposta del Coordinatore del 25 luglio 2016, prot. 10113.
Premesso che i termini dell’argomento in discussione sono a tutti noti, il Coordinatore sollecita i Commissari ad intervenire, con osservazioni e proposte.
Per completezza e per futura memoria, la scrivente ritiene utile illustrare brevemente gli antefatti.
D’intesa con il Presidente Barbuto, nel mese di luglio, il Coordinatore aveva predisposto e trasmesso ai Commissari uno schema operativo, che prevedeva che ciascun componente si facesse carico di monitorare una specifica macro-area geografica, allo scopo di rilevare, in rapporto alle materie affidate alla Commissione:
1. La presenza di carenze o di ritardi amministrativi nell’adempimento degli obblighi di legge.
2. La tipologia, l’organizzazione e la gestione dei servizi territoriali, pubblici e privati.
3. Le attività delle sedi UICI.
4. Il funzionamento dei Centri di consulenza tiflodidattica e degli Istituti federati.
5. Le attività delle sedi IRIFOR.
Ai Commissari spettava, inoltre, il compito di intervenire, sentito il Coordinatore, nei casi in cui se ne ravvisasse la necessità.
Per facilitare il lavoro dei Commissari, il Coordinatore aveva trasmesso, insieme allo schema operativo, anche un elenco di tutte le strutture da contattare, elenco completo di nomi, indirizzi, telefoni ed e.mail.
Vista l’imminenza del periodo feriale, il lavoro dei Commissari sarebbe dovuto iniziare a settembre. Silvana Piscopo aveva, però, chiesto di discutere il merito dello schema operativo proposto dal Coordinatore.
In particolare, Piscopo aveva osservato che:
1. I Commissari non avevano in alcuna circostanza concordato una suddivisione dei compiti su base regionale.
2. Lo schema proposto rischiava di creare sovrapposizioni di ruoli e di interventi e, quindi, di produrre frizioni, invece che collaborazioni.
3. La proposta del Coordinatore non si coordinava con quella formulata da Luciano Paschetta il 13 luglio e già accolta dalla Commissione; secondo gli accordi raggiunti, andava organizzata una consulenza di primo livello, diffusa sul territorio ed accessibile a famiglie, docenti ed operatori; il disegno era quello di intervenire, su richiesta degli interessati, per facilitare i rapporti tra gli utenti e gli erogatori dei servizi scolastici ed integrativi.
Preso atto delle obiezioni, il Coordinatore aveva convenuto sull’opportunità di un approfondimento collettivo.
Con ciò si torna ai lavori del 21 settembre e, più precisamente, all’invito del Coordinatore di commentare lo schema di riparto territoriale delle competenze commissariali.
Prima di cedere la parola, il Coordinatore precisa che lo schema va certamente modificato nella parte in cui attribuisce anche ad Abba e a Bizzi funzioni di controllo e di intervento.
Lascia, quindi, spazio ai Commissari.
Interviene Abba che ripete quanto già detto in precedenti occasioni e, cioè, che la raccolta dei dati, nella quale è impegnato anche il Network, può essere una delle attività della Commissione.
Piscopo ribadisce che compito della Commissione è offrire supporto al territorio. Il monitoraggio delle realtà locali spetta, se mai, alla Sede Centrale.
Busetti ripete l’obiezione già sollevata in altre circostanze e, cioè, che il collegamento dell’Unione con la base associativa è debole e che, perciò, le possibilità di riuscita di una rilevazione a tutto campo sono molto scarse.
La Referente aggiunge che occorre evitare di occupare spazi già coperti; nel caso in ispecie, ad esempio, si rischia la sovrapposizione con le Unità territoriali di coordinamento.
Il Coordinatore ricapitola la discussione, escludendo che l’eventuale suddivisione delle competenze commissariali su base territoriale possa essere finalizzata alla raccolta di dati, peraltro, parzialmente già disponibili. Potrebbe, invece, servire a programmare le azioni e gli interventi dell’UICI nel settore scuola a partire dalle criticità regionali.
Lapietra ritiene che istituire un collegamento diretto tra le sedi territoriali dell’Unione e i Commissari può contribuire a creare un sistema di rete.
L’ultimo intervento è di Busetti che ringrazia il Coordinatore per i dettagliati inventari di Uffici e Servizi trasmessi a luglio e, affiancandosi a Lapietra, si dichiara disponibile a giocare da anello di congiunzione tra centro e periferia e tra periferia e periferia.
Il Coordinatore ringrazia tutti e chiude il confronto, dicendo che ritiene necessari ulteriori momenti di riflessione.

3. Il ruolo dell’Unione nell’assistenza educativa extrascolastica: stato dell’arte; iniziative.
Il Coordinatore invita la Referente ad illustrare l’argomento, di cui ha sollecitato l’inserimento all’ordine del giorno.
La Referente si dice preoccupata per il fatto che, in Friuli Venezia Giulia, i servizi di assistenza educativa extrascolastica vengono date in affidamento tramite gara e che i soggetti (per lo più cooperative) che si aggiudicano i contratti impiegano personale poco qualificato. Vorrebbe, perciò, impegnare la Commissione nella ricerca di una soluzione che garantisse la qualità dei servizi.
Lapietra fa presente di avere, a suo tempo, rimesso all’attenzione della Commissione e della Presidenza nazionale l’accordo siglato in Puglia tra l’Ente Regione e l’UICI e di aver chiesto di sostenere e di promuovere la ricerca di accordi analoghi n tutto il Paese.
Piscopo si duole per il fatto che, in Campania, la situazione cambia da ambito territoriale ad ambito territoriale. In alcuni casi, i servizi sono organizzati e gestiti dall’Unione, il che garantisce prestazioni di un certo livello. L’UICI regionale sta cercando di ottenere dall’Ente Regione il finanziamento di corsi di formazione per gli operatori addetti. Finanziamenti con questo vincolo di destinazione dovrebbero essere concessi anche dalla Sede Centrale dell’UICI. In mancanza, è inevitabile che altri soggetti subentrino nell’erogazione dei servizi.
Il Coordinatore ricorda che la Presidenza nazionale è fortemente impegnata ad ottenere l’emendamento del disegno di legge AS 2443, nel senso detto al punto 1. Purtroppo, l’eventuale successo non produrrà effetti immediati; sarà, infatti, necessario che le Regioni recepiscano la nuova normativa nei rispettivi ordinamenti. Nell’attesa, occorrerebbe accreditare l’UICI come soggetto erogatore di servizi ad alta qualificazione e, in via preliminare, occorrerebbe dotarsi di personale idoneo al ruolo e alle mansioni richieste.

Null’altro di rilevante resta da segnalare.

Visto. Il Coordinatore, Marco Condidorio
F.to Marinica Mecca

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