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Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti - ONLUS

 

ISTRUZIONE

Nel corso del quadriennio 1998-2001 l’Unione Italiana dei Ciechi ha dato il consueto risalto all’attività concernente le problematiche relative all’integrazione scolastica dei minorati della vista in particolare e, più in generale, al settore dell’istruzione.

Di seguito sono esposti in sintesi i risultati raggiunti e i maggiori problemi incontrati.

Nel corso degli ultimi anni è stato varato un complesso molto ampio di norme, primarie e secondarie, riguardanti la scuola. In attuazione della delega conferita al Governo dall’articolo 21 della legge 15.3.1997, n. 59 e per effetto dell’iniziativa legislativa del Parlamento, il comparto istruzione è stato interessato da una profonda trasformazione tutt’ora in corso.

Momenti essenziali del processo di innovazione sono stati:

Da questa radicale riforma sono sorti problemi applicativi di vario genere, ancora lontani da una soluzione definitiva, che hanno interessato direttamente anche il diritto allo studio, garantito, nell’ordinamento italiano dall’articolo 34 della Costituzione, con conseguenti difficoltà applicative che hanno coinvolto tutti gli studenti in situazione di handicap, in generale, e anche quelli ciechi ed ipovedenti, in particolare.

In questo scenario in continua evoluzione, una prolungata e difficile azione di pressione dell’U.I.C. presso i due rami del Parlamento, ostacolata anche dall’azione di altre associazioni per disabili, è riuscita ad ottenere l’approvazione in via definitiva del d.d.l. di iniziativa del Governo sul finanziamento per la ristrutturazione degli istituti atipici, fra cui l’Istituto "A. Romagnoli" per i ciechi, sia pure in una versione assai diversa dal testo originale. Su tale legge, pubblicata con il n. 69/2000, si può fare riferimento alla sezione della presente relazione dedicata ai rapporti con il Parlamento.

Al momento attuale si è ancora impegnati ad ottenere l’approvazione del regolamento applicativo che, attraverso il concreto funzionamento degli istituti, consenta di utilizzare i finanziamenti stanziati dalla legge in parola, in modo realmente utile all’integrazione scolastica degli studenti ciechi ed ipovedenti. Nella realtà dei fatti, la fine della legislatura, unita alle precedenti vicende politico-amministrative, ha creato notevoli difficoltà nel funzionamento dell’organizzazione ministeriale, difficoltà che si sono ripercosse, per ciò che concerne questo argomento, soprattutto sul raggiungimento di un accordo in ordine alla composizione del consiglio di Amministrazione dell’Istituto "A. Romagnoli" e su altre disposizioni che interessano direttamente l’attività di sostegno all’integrazione scolastica che tale Istituto sarà chiamato a svolgere. Nonostante i ripetuti incontri con i rappresentanti del Ministero della Pubblica Istruzione, il regolamento non è ancora completamente definito e non sembra improbabile che si debba ancora attendere qualche tempo prima della sua approvazione conclusiva.

Sono stati presentati al Ministero della Pubblica Istruzione i programmi per corsi di alta qualificazione, destinati ai docenti di sostegno dei minorati della vista che, in una prima fase, si sono svolti a Catania, Napoli, Roma, Milano e Padova e, successivamente, ne sono state organizzate numerose altre edizioni con la partecipazione anche di Sezioni Provinciali dell’Unione o di Istituti per ciechi.

Il responsabile del settore Istruzione ha partecipato a tutte le riunioni della Consulta del Ministero della Pubblica Istruzione ­ organismo che riunisce periodicamente i rappresentanti delle più rappresentative associazione dei soggetti in situazione di handicap ­ per elaborare proposte e suggerimenti in rapporto alla normativa di iniziativa del Governo o del Parlamento in materia di integrazione scolastica. Tra le iniziative della Consulta, si segnalano il Seminario, sui problemi dell’integrazione scolastica, svoltosi a Roma nei giorni 1-3 dicembre 1998, e il Convegno Nazionale sul tema "I diritti non hanno handicap", svoltosi a Modena nel febbraio 2001.

Il Ministero della Pubblica Istruzione ha concesso all’Unione, per l’anno scolastico 1998-99, il distacco di un solo insegnante, rispetto alle quattro domande presentate. Dopo il rifiuto di tutte le domande dell’Unione per il precedente anno scolastico, tale riconoscimento acquista un particolare valore. Tuttavia, come già precisato in relazione alle disposizioni della legge finanziaria per il 1999, non sarà più possibile ottenere tale concessione da parte del Ministero, dal momento che l’istituto del distacco presso le associazioni risulta praticamente abolito, a meno che le associazioni non si assumano per intero l’onere della retribuzione dei docenti distaccati.

Sono stati tenuti frequenti contatti con i competenti uffici del Ministero della Pubblica Istruzione, per chiedere che, nell’ambito della sperimentazione musicale, in atto nella scuola, si considerino con particolare attenzione le scuole frequentate da ciechi, sia al fine di favorirne l’approccio con la musica, sia in vista della preparazione di docenti che possano fungere da assistenti nei Conservatori musicali.

È stato anche richiesto che, nell’ambito del programma per l’introduzione dell’alta tecnologia nella scuola, si provveda alla fornitura di hardware e di software speciali nelle scuole frequentate da minorati della vista; si organizzino, avvalendosi della collaborazione dell’I.Ri.Fo.R., corsi per l’addestramento all’uso dei diversi dispositivi destinati ai ciechi e agli ipovedenti e corsi per far conoscere ai docenti l’uso di tali dispositivi speciali; si consenta ai docenti minorati della vista delle scuole statali di poter elaborare i documenti scolastici, utilizzando il computer.

È stato ottenuto dalle organizzazioni sindacali della scuola, alle quali aderiscono i capi d’istituto, di sollecitare i loro associati, in occasione della frequenza dei corsi di formazione, per accedere alla dirigenza scolastica, ad includere nei loro programmi le discipline inerenti la presenza di soggetti in situazione di handicap nella scuola, discipline considerate facoltative dalla normativa dei corsi.

A seguito di accordi con il responsabile per la comunicazione del Ministero della Pubblica Istruzione, è stato risolto il problema dell’accessibilità per i ciechi del sito internet del Ministero stesso che, a partire dal mese di dicembre 1999 non offre più particolare difficoltà per i non vedenti che utilizzano internet. Il risultato è stato possibile grazie alla collaborazione tra il gestore del sito ministeriale ed il web master dell’Unione.

Inoltre, previa intesa con i competenti uffici del Ministero della Pubblica Istruzione, sono state concordate prove specifiche per i ciechi che hanno partecipato ai concorsi a cattedre per le discipline non previste dalle norme precedenti, quali, ad esempio, scienze naturali, informatica, ecc.

Numerose novità hanno anche interessato l’organizzazione interna del settore.

È stato costituito un gruppo di coordinamento dell’attività dell’Unione, della Biblioteca "Regina Margherita", della Federazione delle Istituzioni pro Ciechi, dell’I.Ri.Fo.R., dell’U.N.I.Vo.C., dell’Agenzia per la Prevenzione della Cecità, del Centro Nazionale Tiflotecnico e del Centro Nazionale per il Libro Parlato a supporto dell’integrazione scolastica. Il coordinamento si occupa prioritariamente di quattro ordini di problemi:

Sulla base di un programma elaborato dalla competente Commissione U.I.C. per l’Istruzione, si sono svolte nel corso del 2000, presso i sedici Centri di Consulenza Tiflodidattica di recente istituzione, apposite riunioni allo scopo di costituire alcune Unità Territoriali di Coordinamento, l’attività delle quali è tesa all’unificazione degli sforzi di tutti gli enti che operano sul territorio a supporto dell’integrazione scolastica, in modo da razionalizzare l’impiego delle risorse disponibili e di fornire le risposte più efficaci alle esigenze formative dei singoli. Le U.T.C. hanno iniziato, sia pure con efficacia diversa, in rapporto alle diverse situazioni locali, la loro attività. Tali difficoltà iniziali erano state previste al momento dell’elaborazione del progetto e si prevede che, superati i primi ostacoli, esse possano essere gradualmente eliminate e che le risposte fornite da tali nuovi organismi possano sempre meglio soddisfare alle richieste del territorio, conseguendo gli obiettivi fissati all’atto della loro costituzione.

A tale proposito, va segnalato che il Comitato dei coordinatori delle U.T.C. ha chiarito in un documento gli aspetti essenziali relativi alle modalità di attuazione di una collaborazione sempre più sistematica, sia all’interno delle stesse U.T.C., sia con le altre strutture che si occupano attivamente dei problemi dell’integrazione scolastica dei non vedenti.

Inoltre, è stato costituito un servizio di consulenza sulla normativa concernente l’integrazione scolastica e l’assistenza, per consentire più stretti rapporti tra l’Ufficio Istruzione della Presidenza Nazionale ed il Ministero della Pubblica Istruzione e per garantire informazioni aggiornate agli operatori delle strutture periferiche dell’U.I.C., impegnati nelle attività di sostegno all’integrazione scolastica. Grazie a questa iniziativa, per un giorno alla settimana, gli interessati possono rivolgersi direttamente, anche via telefono o internet, all’incaricato del servizio. Il servizio cura anche la predisposizione di schede contenenti indicazioni operative e normative concernenti i diversi aspetti della frequenza delle scuole statali da parte degli alunni minorati della vista.

A proposito del sito web, va precisato che numerose informazioni concernenti la nuova normativa sull’istruzione e le attività ed i servizi predisposti dall’Unione Italiana dei Ciechi e dagli altri enti collegati possono essere prelevati dall’apposita pagina del sito www.uiciechi.it dedicata all’istruzione, al cui aggiornamento si provvede ogni volta che si disponga di notizie di interesse generale.

È stato anche prodotto un depliant informativo dedicato ai genitori, per illustrare le attività dell’Unione, i servizi da essa predisposti e quelli offerti dagli enti collaterali, la legislazione con particolare riferimento alla scuola, nonché per fornire informazioni di ordine pratico. Tale iniziativa ha incontrato largo favore da parte dei genitori interessati.

Inoltre, su richiesta del Comitato Nazionale dei Genitori, è stata costituita una mailing list destinata non solo ai genitori, ma anche a tutti coloro che siano interessati ai problemi dell’educazione, della formazione professionale e di quant’altro possa risultare utile per chi si occupa di bambini, di adolescenti e di giovani con minorazione visiva. Tale lista si chiama uicgen ed è costituita presso eGroups, un servizio di gruppi e-mail gratuito e di facile utilizzo che consente, nel rispetto della tutela della privacy di tutti i membri, di inviare messaggi a tutti gli iscritti utilizzando un solo indirizzo, di memorizzare file ed immagini, di coordinare eventi ed altro ancora.

Uno dei problemi di maggiore interesse è risultato, poi, quello dell’assistenza scolastica, che alcune Regioni (Lombardia, Lazio e Veneto) hanno lasciato, dietro pressanti richieste da parte dell’Unione, in capo alle Amministrazioni Provinciali. Mentre si auspica che il maggior numero possibile di Regioni legiferi in tal senso, si deve rilevare che alcune hanno contrariamente attribuito la competenza, in materia di assistenza scolastica per i ciechi, ai Comuni, ai quali non sempre sono trasferite le necessarie risorse. Infatti, sono stati segnalati più casi di disimpegno, specie di piccole amministrazioni non in grado di far fronte a tali necessità. Una pressante attività in tal senso è stata svolta dalla Presidenza Nazionale anche nei confronti dell’UPI e dell’ANCI, alla quale è stata pure illustrata la situazione insostenibile di disagio delle famiglie alle quali alcune amministrazioni provinciali chiedono di intervenire economicamente ad integrazione delle spese per la scolarizzazione di alunni minorati della vista anche iscritti alla scuola dell’obbligo. La richiesta di intervento risulta tanto più insostenibile, dal momento che i tetti di reddito familiare, al di sopra dei quali le amministrazioni provinciali non prestano una assistenza completa, sono piuttosto bassi. Il presidente dell’UPI ha assicurato il proprio intervento presso le amministrazioni che si rivalgono sulle famiglie, per verificare la possibilità di sospendere tali procedimenti.

Su tali argomenti è intervenuta un’importante presa di posizione del Dipartimento per la Funzione Pubblica della Presidenza del Consiglio che ha sollecitato il Ministero dell’Interno ad emanare una circolare diretta a precisare la conservazione dell’assistenza scolastica per gli alunni con handicap sensoriale in capo alle amministrazioni provinciali, fino ad emanazione della nuova legge. Il Ministero dell’Interno, con propria circolare M.I.A.C.E.L. n. 18/99, ha provveduto a fornire l’interpretazione autentica dell’articolo 139 del decreto legislativo 112/98. Secondo tale interpretazione, le competenze trasferite ai Comuni sono competenze dello Stato e non quelle delle amministrazioni provinciali. Pertanto, rimane ancora valido il disposto di cui all’articolo 5 della legge 18 marzo 1993, n. 67.

È stato predisposto un documento guida contenente gli standard minimi per la formazione degli insegnanti dei minorati della vista. Il documento è stato inviato alla Consulta sull’integrazione scolastica ed all’Ufficio Studi e Programmazione del Ministero della Pubblica Istruzione, nonché a tutti i dipartimenti di scienza dell’educazione delle Università italiane, in previsione dei corsi di formazione e specializzazione che le Università stesse dovranno preparare in ottemperanza ai D.P.R. 470 e 471 del 1997.

Alcuni componenti della Commissione Istruzione U.I.C. hanno collaborato con gruppi di lavoro costituiti dalla Biblioteca Italiana per Ciechi "Regina Margherita" di Monza e, in particolare, con la Commissione tecnica per la predisposizione di un nuovo codice Braille che è stato completato ed ampiamente pubblicizzato tramite il numero 4/98 di "Tiflologia per l’integrazione", con il Comitato scientifico per la costituzione del Centro di Documentazione Tiflologica, e con il gruppo di lavoro per la determinazione di criteri concernenti la trascrizione dei libri di testo in Braille, la produzione di immagini in rilievo e la catalogazione del materiale in rilievo prodotto dai diversi centri specializzati nel settore. Il catalogo di tali materiali è disponibile presso il Centro di Documentazione Tiflologica della Biblioteca stessa.

L’Ufficio Istruzione della Presidenza Nazionale ha anche collaborato con l’Istituto Demoscopico SWG per la conduzione dell’indagine sulla condizione dei minorati della vista alunni delle scuole statali di ogni ordine e grado, in preparazione di una intensa azione rivendicativa nei confronti del Ministero della Pubblica Istruzione e concernente in particolar modo:

I risultati dell’indagine indicano che i genitori degli alunni della scuola dell’obbligo e gli alunni della scuola secondaria di secondo grado sono in maggioranza soddisfatti della situazione; mentre risulta piuttosto critica la valutazione che emerge dalle risposte degli insegnanti di sostegno. Un accurato studio della documentazione presentata dall’Istituto SWG consentirà di elaborare proposte utili alla soluzione dei diversi problemi.

A causa dell’aggravarsi della situazione concernente il numero degli insegnanti di sostegno in possesso di qualche specializzazione, la Presidenza Nazionale si è interessata a conoscere con precisione il numero degli alunni minorati della vista, seguiti da insegnanti di sostegno non specializzati, per poter predisporre un programma di formazione e aggiornamento da sottoporre ai competenti uffici del Ministero della Pubblica Istruzione. 

In effetti, sulla specializzazione degli insegnanti, la situazione risulta molto confusa, sia perché le Università, avvalendosi della loro autonomia, non hanno ancora provveduto ad organizzare i relativi corsi in maniera adeguata, sia perché numerose associazioni private hanno ricevuto, attraverso discutibili forme di appalto, l’incarico di sostituirsi alle Università per specializzare i futuri docenti di sostegno. Nonostante le precisazioni del Ministero della Pubblica Istruzione, secondo il quale tali corsi debbono ritenersi assolutamente non validi, risulta che, specialmente nell’Italia meridionale, se ne stanno svolgendo diverse decine.

È stato predisposto anche un questionario per la rilevazione degli indicatori di qualità relativi alla presenza di alunni minorati della vista nelle scuole statali. Tale questionario è stato elaborato in analogia a quanto hanno fatto altre associazioni per le diverse tipologie di handicap, su proposta dell’Osservatorio permanente del Ministero della Pubblica Istruzione, che dovrebbe svolgere un’indagine su tutto il territorio nazionale. Anche qualora il Ministero stesso, come purtroppo lascia pensare l’atteggiamento piuttosto inerte di alcuni responsabili, non provvedesse alla diffusione di tale questionario, sarà necessario che l’U.I.C. se ne assuma l’onere, al fine di ottenerne suggerimenti utili per le attività da svolgere e per migliorare la situazione dell’assistenza scolastica agli alunni minorati della vista.

Su richiesta della Facoltà di Architettura dell’Università di Firenze, che è stata incaricata di predisporre criteri base per una normativa concernente l’eliminazione delle barriere architettoniche all’interno degli edifici scolastici statali, la Commissione Istruzione ha fornito indicazioni relative alle specifiche esigenze dei ciechi e degli ipovedenti che frequentano le pubbliche scuole.

Per contrastare l’opinione largamente diffusa della identicità di tutti i soggetti in situazione di handicap, il 19 maggio 1999 l’Unione ha organizzato un convegno sulla specificità. Per l’occasione sono stati scelti relatori di chiara fama che normalmente non collaborano con l’U.I.C.

Dal 19 al 23 luglio 2000, presso l’Hotel Caesar di Montegrotto Terme (Padova) è stata organizzata, in collaborazione con la Commissione per i Problemi dell’Istruzione dell’Unione Europea dei Ciechi, la prima Conferenza Internazionale sui problemi dei ciechi e degli ipovedenti in Europa. Ad essa hanno partecipato i rappresentanti di ventuno Paesi europei. Gli atti della Conferenza, come richiesto dall’E.B.U., sono pubblicati in italiano (nel supplemento al n. 3/2001 di "Tiflologia per l’integrazione") e in inglese.

In tutto il quadriennio l’Unione ha bandito il concorso per l’assegnazione dei premi di studio "Beretta-Pistoresi". Come è noto, il concorso, i cui premi consistono in forniture di sussidi tiflotecnici, è riservato a tre categorie di studenti: agli studenti che abbiano conseguito il diploma di maturità o licenza di scuola secondaria superiore, il diploma di conservatorio o la laurea.

Tra le edizioni si segnala in particolare quella del 1999, nella quale si è rivelato degno di nota l’eccellente livello dei risultati conseguiti da quasi tutti i partecipanti, soprattutto tra i laureati, tanto che la Direzione Nazionale ha deliberato l’assegnazione di due premi speciali, oltre ai vincitori. Tuttavia, non si può tacere il rammarico per l’assenza, riscontrata in quasi tutte le edizioni del premio, di partecipanti diplomati di conservatorio.

Nel corso del 2000, poi, è stata svolta la fase italiana del Concorso Internazionale sul tema "Che cosa significa per te il braille". Il Concorso Internazionale è stato organizzato dall’Unione Mondiale dei Ciechi e dall’Istituto Canadese per i Ciechi. In Italia hanno partecipato trentasei concorrenti, sedici donne e venti uomini, dai dodici anni ad oltre settanta. La Commissione giudicatrice ha ritenuto degni di segnalazione diversi elaborati. I tre vincitori sono stati premiati con una somma in denaro ed i loro saggi, tradotti in inglese, sono stati inviati al Royal National Canadian Institute for the Blind.

Durante il quadriennio sono state organizzate tre riunioni dei responsabili regionali e provinciali per l’istruzione, per esaminare le possibili conseguenze della nuova normativa scolastica, con particolare riferimento ai problemi che potrebbero derivare dalla attribuzione dell’autonomia amministrativa alle scuole, e, in generale, di tutti i problemi concernenti l’integrazione scolastica. Nella prima riunione, svoltasi a S. Giovanni Rotondo (FG), l’incontro è stato accompagnato da una esposizione, organizzata dal Polo Informatico di Lecce, che presentava dispositivi tiflotecnici e materiale didattico speciale prodotto dalla Federazione Nazionale delle Istituzioni pro Ciechi e dall’Istituto per Ciechi di Milano. Le successive riunioni si sono svolte a Milano e a Giardini Naxos. Nel corso di quest’ultima riunione, è stato organizzato il convegno sul tema "I servizi integrati del territorio ed i servizi specialistici a supporto dell’integrazione dei ciechi e degli ipovedenti nella scuola dell’autonomia". Tre gruppi di lavoro hanno approfondito i temi affrontati dalle relazioni e dal dibattito ed hanno prodotto tre documenti che hanno trovato applicazione nell’azione svolta dall’U.I.C. a supporto dell’integrazione scolastica. Notevoli sono stati la concretezza delle conclusioni e l’impegno nella partecipazione al dibattito e ai lavori di gruppo.

La Commissione Istruzione U.I.C. ha collaborato anche con diverse Sezioni Provinciali che hanno organizzato corsi di formazione e aggiornamento per insegnanti e genitori o anche semplicemente incontri con gli stessi. Tale collaborazione è avvenuta o mediante invio di programmi appositamente predisposti caso per caso, o mediante l’intervento diretto di componenti della Commissione.

Infine, è stata organizzata insieme alla Federazione Nazionale delle Istituzioni pro Ciechi ed alla Biblioteca Italiana per Ciechi "Regina Margherita" di Monza la celebrazione del decimo anniversario della morte del grande tiflologo Enrico Ceppi, svoltasi a Roma il 17 settembre 1998, presso il Centro Regionale "S. Alessio - Margherita di Savoia". Le commemorazione ufficiali sono state seguite da una tavola rotonda sul tema "La figura dell’insegnante di sostegno nella nuova realtà scolastica", cui hanno partecipato esperti di chiara fama e dirigenti di istituzioni per ciechi.

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