Numero 1 del 2002
Titolo: STUDI E RICERCHE
Autore: S. Von Prondzinski
Articolo:
Questionario sui sistemi di supporto alla mobilità
Analisi dei dati
Da tempo l'Unione Italiana dei Ciechi è impegnata nella promozione dell'autonomia dei ciechi e degli ipovedenti, ed ha costituito anche un apposito Ufficio autonomia. Tra le numerose iniziative realizzate si evidenzia la recente indagine sui sistemi di supporto alla mobilità.
L'indagine si basa su un questionario, composto di 48 domande, suddiviso in tre parti: la prima parte riguarda la situazione generale e la mobilità primaria dei minorati della vista, la seconda e la terza parte prendono in considerazione i sistemi e le attrezzature dedicate: i percorsi con segnaletica sul piano del calpestio ed i sistemi elettronici per la mobilità.
I questionari sono stati inviati a tutte le 125 sezioni provinciali e regionali dell'Unione Italiana dei Ciechi, con l'invito di compilazione da parte dei soci. Il questionario è stato inoltre pubblicato sul sito dell'Uic, al fine di essere accessibile a tutti gli interessati.
Sono pervenuti alla sede centrale dell'Uic più di 1300 questionari compilati. La partecipazione così elevata indica il forte interesse dei ciechi e degli ipovedenti alla mobilità. Mille questionari sono stati utilizzati per l'elaborazione dei dati. Il numero dei questionari scelti può essere considerato significativo ai fini statistici.
Prima parte - Dati generali
Età media
L'età media dei ciechi e degli ipovedenti che hanno partecipato alla compilazione del questionario è di 53 anni. Il fatto che la popolazione minorata della vista sia composta principalmente da persone della terza età viene confermato anche dall'indagine Istat del 1993, secondo la quale il 62% dei ciechi e degli ipovedenti sono di età superiore ai 65 anni.
Per molte persone minorate della vista, alla disabilità visiva si sovrappongono i problemi associati alla terza età, incrementando così la dimensione della problematica della mobilità.
Tipo di minorazione visiva
La considerazione che i ciechi siano ciechi assoluti è vera solo a metà: il 56% degli intervistati si dichiarano ciechi assoluti, il restante 44% possiede un piccolo residuo che potrebbe essere utilizzato per la mobilità. La percentuale degli ipovedenti è probabilmente molto più elevata, prendendo in considerazione la nuova classificazione delle minorazione visive definita con la legge 3 aprile 2001, n. 138. Ciò significa che ogni intervento di accessibilità all'ambiente ed all'informazione debba tenere in considerazione, in misura di pari importanza, le necessità sia dei ciechi assoluti, sia quelle delle persone che vedono poco.
Tipo di autonomia
La metà dei minorati della vista intervistati afferma che esce di casa da sola, l'altra metà necessita di un accompagnatore. Pur promuovendo l'autonomia dei ciechi e degli ipovedenti, l'Unione Italiana dei Ciechi non può non prendersi cura dei problemi delle persone non autonome. È nell'interesse dell'Uic incrementare l'attuale percentuale di persone minorate della vista autonome, mediante programmi di sensibilizzazione, di educazione e di riabilitazione, nonché attraverso una progettazione senza barriere. Dall'altra parte è necessario aumentare la qualità dei servizi, in modo particolare quelli relativi all'accompagnamento e all'informazione. La progettazione di ambienti accessibili e fruibili da parte di tutti, come ad esempio la stazione dei treni, deve andare avanti di pari passo con il potenziamento di tutti i servizi collegati all'utilizzo della struttura da parte della persona con disabilità.
Il 70% delle persone minorate della vista che afferma di muoversi autonomamente lo fa mediamente tutti i giorni della settimana. Le risposte al questionario da parte di queste persone autonome hanno un valore particolarmente elevato, in quanto si basano su un vissuto reale piuttosto che su considerazioni generiche e astratte.
I ciechi e gli ipovedenti che escono autonomamente di casa vengono di seguito nominati il gruppo autonomo. I dati che seguono si riferiscono principalmente al gruppo autonomo con n = 500 = 100%, che rappresenta la metà degli intervistati.
La motivazione
per la mobilità autonoma
Incontrare gli amici è il principale motivo per uscire in autonomia di casa per il 70% degli intervistati, mentre al secondo posto risulta l'attività della spesa con il 62%. Andare al lavoro, a scuola, in uffici pubblici o in banca sono i motivi di circa il 47% dei minorati della vista.
Ne consegue che la mobilità dei minorati della vista autonomi si svolge ovunque. Da questa affermazione emergono due constatazioni:
1. La mobilità autonoma dei minorati della vista si svolge principalmente in ambienti normali, privi di percorsi dedicati. Tale autonomia viene raggiunta attraverso la mobilità primaria, che include l'uso corretto degli ausili bastone bianco e cane guida, nonché lo sfruttamento di tutti i sensi, in modo particolare del residuo visivo da parte dell'ipovedente.
2. Quando si intenda realizzare uno o più percorsi dedicati è essenzi