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Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti ETS - APS

 

Tiflologia per l'Integrazione

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Numero 1 del 2002

Titolo: MEMORIE TIFLOLOGICHE

Autore: Franco Gobetti


Articolo:
Cenni biografici di ciechi illustri
Continuiamo, sul presente numero, la pubblicazione di cenni biografici di ciechi illustri, tratti dalla progettata enciclopedia di Franco Gobetti. I tre personaggi che presentiamo, nella grande diversità del loro impegno sono una concreta dimostrazione delle innumerevoli possibilità operative dei ciechi, quando siano assistiti da buona intelligenza ed abbiano ricevuto una buona educazione.

BOTTAZZO LUIGI

Compositore ed organista, nato a Fresina, frazione di Piazzola (Padova) il 9 luglio 1845, morto a Padova il 29 dicembre 1924.
All'età di 9 anni una scheggia incandescente gli ferì l'occhio destro mentre osservava un fabbro al lavoro; in poco tempo perse completamente la vista.
Compì gli studi nell'istituto dei ciechi di Padova, nel quale fu ammesso a undici anni.
Si distinse subito per l'eccezionale talento musicale, dedicandosi allo studio del pianoforte e dell'organo ed alla composizione.
A soli 20 anni fu nominato maestro di armonia, contrappunto e organo nell'istituto, dove insegnò fino alla morte. Fu organista in diverse chiese padovane e professore in vari collegi.
Nel 1872 fu nominato organista della basilica di S. Antonio e nel 1885 ebbe la cattedra presso il Regio istituto musicale (poi conservatorio).
Fu soprattutto compositore di musica sacra ed in particolare di accompagnamento alle funzioni (messe, antifone, inni) a cui diede un'impronta di austera aderenza alla solennità del culto secondo i postulati del movimento ceciliano che si riprometteva di estromettere dal campo della musica ecclesiastica ogni suono di sapore profano. Di tale indirizzo teorico il Bottazzo fu uno dei più noti e ferventi animatori sia con la propria produzione che con la parola e gli scritti. Si dedicò con passione alla didattica pubblicando diversi libri di metodo e divulgando i principi ceciliani in conferenze ed in relazioni a congressi.
Sono state stampate oltre 500 composizioni del Bottazzo e moltissime sono rimaste inedite.
Particolarmente note le messe (circa 40) di cui le più conosciute sono quelle in onore di Gesù Redentore, di Maria Assunta, di Maria Ausiliatrice, di S., Eleonora. Compose inoltre Responsori, Mottetti, Antifone, Inni e Salmi per tutte le funzioni e le solennità liturgiche dell'anno.
Opere: L.B. - O. Ravanello, l'organista di chiesa, Breve metodo per organo, Milano; L'armonium quale strumento liturgico. Metodo teorico pratico..., Torino 1901; Metodo di canto corale ad uso delle scholae cantorum, Torino, 1905; L'allievo al piano. Metodo teorico-pratico per imparare a suonare il pianoforte, Torino 1901; Sul vero significato di due termini musicali, Padova, 1902; Brevi nozioni sulle forme musicali, Padova; Studi sulla periodologia musicale, Padova; Metodo teorico pratico di armonia, Padova; Memorie storiche sulla riforma della musica sacra in Italia, Padova 1926.

Bibliografia
1) G. Tebaldini, L'archivio musicale della Cappella Antoniana di Padova, Padova 1895;
2) P. Branchina, Biografia del m° Bottazzo Luigi, Premessa ai sessanta pezzi per harmonium, Milano 1914;
3) Luigi Bottazzo ed il suo giubileo didattico Padova, 1914;
4) G.B. Katschthaler, Storia della musica sacra con la nuova ediz. della storia della riforma ceciliana in Italia, Torino 1926;
5) S. Leoni, l'istituto musicale Cesare Pollini di Padova Firenze 1941;
6) G. Zaggia, L.B. e la restaurazione della musica sacra, in fonti e ricerche di storia ecclesiastica padovana, Padova 1967.

BRANDOLINI AURELIO LIPPO

Letterato, nato a Firenze nel 1454, morto a Roma nell'ottobre del 1497.
Nato da ragguardevole famiglia fiorentina di lontana origine veneta, fu colpito fin dall'infanzia da una quasi totale cecità. Compì i primi studi a Napoli dove il padre s'era trasferito intorno al 1466 ed alla corte napoletana cominciò ad affermarsi come poeta latino e volgare. A Napoli compose, fra l'altro, versi in onore di Lorenzo de' Medici, Federico da Montefeltro, volgarizzò il Panegirico di Plinio Secondo a Traiano e, nel 1478 a Capua, come prolusione al corso di lettere che il re Ferdinando I l'aveva chiamato a tenere, pronunciò l'orazione De rei militaris litterarumque dignitate affinitate et laudibus intorno alla importanza politica e civile delle due arti della guerra e delle lettere.
Brandolini si trasferì a Roma intorno al 1480 dove, oltre alle consuete rime cortesi, si dedicò a studi filologici virgiliani e compose una arringa giudiziaria in difesa dell'ambasciatore veneto (Oratio pro Antonio Lauredano). Svanita la speranza del Bardolini di tornare a Firenze come abate di S. Trinità, nel 1489 partì per Buda, chiamato da Mattia Corvino ad insegnare rhetorica. Alla corte ungherese compose due importanti dialoghi: il De humanae vitae conditione et toleranda corporis aegritudine ed il De comparatione reipublicae et regni.
Nel primo il Brandolini affronta i problemi del valore della vita umana e delle centralità dell'uomo nell'universo; nel secondo affida a Mattia ed a un consigliere



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