Numero 1 del 2002
Titolo: TESTIMONIANZE
Autore: Bortolin, Bosco Vitiello
Articolo:
Eurodidattica
Quando uscirà il n.1/2002 della Rivista, l'Euro sarà già la sola moneta circolante in Italia.
Tuttavia ci è parso utile pubblicare questa testimonianza di due operatori che si sono prodigati per preparare i ciechi all'uso dell'Euro
Dai "Schei" all'Euro (1)
Tra meno di due mesi l'Euro sarà una realtà quotidiana. Per noi comuni cittadini il 2001 è una lunga gestazione, un periodo di attesa in cui assistiamo alla progressiva materializzazione di un ectoplasma concepito lontano; da entità virtuale l'Euro sta lentamente prendendo forma o meglio sta diventando sostanza. Probabilmente quando questo articolo verrà pubblicato tutto sarà già compiuto, ma riteniamo che alcune considerazioni metodologiche possano tornare utili a quanti sono impegnati nel promuovere iniziative che pongono l'autonomia al centro della prassi educativa e riabilitativa.
In qualità di operatori impegnati nei più comuni aspetti della quotidianità, a partire dall'autunno 2000, abbiamo promosso una campagna sistematica di informazione e formazione.
Qui vogliamo condividere con i lettori le nostre esperienze e le nostre strategie.
La formazione teorica è stata implementata in un percorso di continua revisione e messa a punto di un approccio metodologico e didattico funzionale all'uso del denaro. Abbiamo cercato di cogliere e di capire le principali fonti di preoccupazione dei nostri interlocutori e di individuare modalità di approccio capaci di fornire conoscenze ed abilità che consentano loro di maneggiare, con competenza e padronanza, la nuova moneta.
Sin dall'inizio veniva chiarito che non eravamo degli operatori finanziari, che non avremmo, quindi, tenuto lezioni di economia bancaria e di alta finanza. Il nostro compito era, ed è, quello di aiutare le persone a familiarizzare con la nuova moneta; lo scopo è quello di cercare di capire cosa sta succedendo praticamente, quale è la ricaduta nella vita di tutti i giorni. Così diviene chiaro che non sta a noi dare risposta alla domanda "ma che fine faranno i nostri schei?" i nostri soldi, i risparmi di una vita. Noi possiamo solamente cercare di capire come i "schei" si trasformano in Euro.
Momento caratterizzante delle attività è l'utilizzo di monete e di banconote che sono assolutamente identiche, per caratteristiche materiali, a quelle che entreranno in circolazione. Esse, come molta parte del materiale didattico, ci sono state messe a disposizione dal competente ufficio dell'Unione Europea Ciechi (EBU).
Le attività vengono proposte in modo informale organizzando un paio di incontri individuali o per piccoli gruppi; l'approccio metodologico è, quanto più possibile, di impronta cognitivo-operazionale.
Nel progetto sono coinvolte persone di ogni età e con differenti gradi di disabilità visiva. Il progetto è condiviso con i familiari e con quanti sono coinvolti nei processi educativo-riabilitativi ed assistenziali; tutti partecipano alle attività. Esse sono organizzate tanto per coloro che già conoscono ed usano la moneta corrente (lire) quanto a chi per età e/o abilità è escluso dal maneggio del denaro.
La differenza sostanziale sta nel fatto che con i primi si lavora anche nei processi di conversione ed equivalenza mentre con i secondi si introduce l'Euro in quanto unità di misura ex novo e senza confronto.
Sin dall'inizio sono emerse alcune preoccupazioni generalizzate:
- Le monete e le banconote hanno caratteristiche tali da essere identificabili nel valore nominale?
- Sarò in grado di discriminare la nuova moneta? Dovrò rinunciare alle strategie consolidate nell'uso della lira?
- Sarò capace di lavorare con grandi quantità di monete?
- Saprò operare con valori in centesimi di Euro ed Euro?
- Riuscirò a convertire in Euro i prezzi memorizzati in Lire, creando nuovi parametri di confronto?
- Mi daranno il resto giusto? Mi imbroglieranno?
- Cosa dovrò fare per i soldi che ho in banca?
- Cosa farò delle lire che ho in casa?
Coloro che non erano abituali all'uso corrente del denaro avevano (ovviamente) molte meno preoccupazioni.
Abbiamo avuto modo di constatare che consegnando subito ai nostri interlocutori le monete Euro - prima ancora di intavolare discorsi di più ampio respiro - queste sortivano un effetto benefico (quando si dice il potere del denaro!). Il solo toccarle, il solo averle in mano fa scomparire molte remore, molti dubbi perché i generici timori dell'ignoto ora hanno, come dire "una faccia". Risulta, in questo modo, anche a noi operatori, più facile avviare il processo educativo-informativo.
Soldi con soldi
La prima sessione di lavoro è concentrata sull'uso delle monete che vengono, quindi, consegnate subito ai nostri interlocutori e ai loro familiari. La dinamica metodologica da noi suggerita si svolge secondo un canovaccio che può essere all'incirca così formulato:
- Quanti sono?
- Ci sono elementi comuni a tutte le monete? Se no, perché? Se Sì, quali?
Ne risulta che sono tutti circolari e "di ferro" cioè metalliche.
- Ci sono el