Numero 1 del 2002
Titolo: RECENSIONI
Autore: Redazionale
Articolo:
Tecnologia e integrazione dei disabili visivi e dei pluriminorati
Guida per l'approccio all'informatica
Antonio Quatraro (a cura di)
Edito a cura della Biblioteca Italiana per i Ciechi
"Regina Margherita", Roma, 2001, pp. 1125
Con questa "Guida" ci rivolgiamo ai non addetti ai lavori: che senso avrebbe, infatti, parlare a chi è già esperto in materia?!
In primo luogo, quindi, ci rivolgiamo agli insegnanti, ai genitori, agli operatori dei Centri di Consulenza Tiflodidattica, agli amici ed ai numerosi volontari che dedicano parte del loro tempo per essere di aiuto ai ragazzi con disabilità visiva o con minor azione multipla.
Vogliamo sperare però che anche gli esperti del settore trovino qualche spunto utile, almeno in relazione al problema generale del rapporto tra le applicazioni cosiddette normali e le esigenze delle persone che non vedono, ipovedenti o con minorazione aggiuntiva.
La "Guida" contiene indicazioni a carattere pratico sui prodotti più importanti che offre il mercato nel settore dell'informatica, ossia programmi applicativi ed apparecchiature, destinati ai non vedenti, agli ipovedenti, a soggetti con minorazioni aggiuntive, in relazione all'integrazione scolastica prima di tutto, ed in relazione all'integrazione in generale.
Non vogliamo presentare un quadro esauriente delle soluzioni oggi disponibili, ciò richiederebbe una trattazione più ampia, del resto questo settore è caratterizzato dal mutamento rapido, per cui, mentre esiste una metodologia di intervento ed una didattica specifica consolidata (ad esempio, per i non vedenti), lo stesso non si può dire per quanto riguarda l'approccio all'informatica nelle sue varie accezioni. Questo stato di cose ci suggerisce di rendere conto delle esperienze migliori condotte nel nostro Paese, senza mai trascurare una riflessione, tentando di porre in luce i principi generali che si possono ricavare da esse. Questi a loro volta dovrebbero guidarci in tre momenti fondamentali:
- la corretta formulazione dei problemi (dove sono i problemi, qual è il loro peso, quali invece sono più apparenti che reali);
- come valutare le diverse soluzioni disponibili oggi, in base ai loro punti di forza ed ai loro limiti, tenuto conto del livello di maturazione del ragazzo, degli obiettivi perseguiti, del livello di motivazione, della situazione in cui egli si trova;
- come progettare l'innovazione: quali sono le esigenze fondamentali che vanno tenute presenti, al di là del rapido cambiamento degli scenari.
Un altro obiettivo, non sempre chiaro nella lettura dei singoli capitoli, ma al quale però diamo grande importanza, è il rapporto di continuità che ci dovrebbe essere tra l'uso delle apparecchiature ad elevata tecnologia, e dei programmi relativi da un lato, e l'uso delle tecniche tradizionali, basate sulla interazione diretta con l'oggetto, là dove l'uso dell'informatica obbliga il bambino, il ragazzo, a sostituire tali operazioni che coinvolgono le mani, talvolta tutto il corpo, in azioni simulate, che invece chiamano in gioco processi di astrazione e processi mentali più complessi. Infatti, un conto è scrivere su un foglio di carta, con la possibilità di rileggere il testo in varie maniere (per righe, a salti, verticalmente), altro è usare una macchina che produce una pagina virtuale; in questo caso la rilettura e soprattutto la correzione richiedono concentrazione, immaginazione, memoria, attenzione, ragionamento.
Imparare a servirsi di queste possibilità offerte dalla tecnologia può essere un fatto meccanico e nozionistico, che poco giova alla maturazione del bambino, oppure può rivelarsi, come noi auspichiamo, un'opportunità per affinare le capacità immaginative e le abilità di astrazione; però, per perseguire questo secondo obiettivo, occorre il concorso di tutte le figure che si occupano dell'educazione del bambino, e innanzitutto la famiglia, e si richiede una flessibilità nell'adottare le diverse soluzioni, quelle tradizionali e quelle tecnologicamente avanzate, con le opportune gradualità e intercambiandole a seconda del livello di maturazione, degli obiettivi perseguiti di volta in volta e del livello di motivazione del ragazzo.
La "Guida" pone al centro dell'attenzione, come già detto, i principali programmi applicativi e le apparecchiature oggi disponibili, però non possiamo tacere il lungo ed appassionato dibattito che riguarda l'introduzione dell'informatica nel percorso educativo, si tratti del bambino disabile o no.
Vi sono ormai alcuni punti acquisiti, di cui tutti coloro che sono interessati al processo educativo devono prendere consapevolezza. Ci sembra opportuno quanto meno indicarli brevemente.
L'uso delle macchine dovrebbe innestarsi in un percorso di formazione del pensiero scientifico che inizia con la scuola materna, e che trova espressione nelle proposte ludiche e didattiche, sul terreno dell'educazione al movimento, all'espressività, alla relazione. Per quel che ci riguarda più da vicino, possiamo indicare l