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Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti ETS - APS

 

Corriere Braille

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Numero 4-4sup del 2012

Titolo: Opinioni dei lettori

Autore: Erica Monteneri


Articolo:
«Lo scippo di stato»
Il fatto che un non vedente, Simone Salvagnin, abbia scalato il vulcano Ojos del Salado di metri 6891 per portare sulla cima la Convenzione delle Nazioni Unite sui Diritti delle persone con disabilità, forse ai nostri governanti e a gran parte dell'opinione comune passerà inosservato, ma per noi non vedenti o ipovedenti e per tutti i portatori di handicap quell'uomo è un eroe al pari di Compagnoni, Bonatti e Messner perché ha unito l'amore per la montagna con l'amore per la libertà, per quegli alti valori che oggi come oggi sembrano essere compresi più da un cielo silenzioso che dagli uomini di potere.
Ma che cosa significa questo gesto per i non vedenti?
$è un gesto plateale, estremamente pericoloso, con cui quest'uomo ha messo davanti all'opinione pubblica mondiale il problema di un'integrazione che esiste solo sulla carta ma non nella realtà quotidiana. L'Italia è un paese firmatario di quella carta, eppure tutti i principi di essa sono negati dalla classe di governo.
Le forbici crudeli dell'economia hanno tagliato milioni di sovvenzioni ai servizi sociali ed è a rischio la stessa indennità di accompagnamento che verrebbe accorpata al reddito famigliare, colpendo così i disabili due volte, come cittadini contribuenti e come portatori di handicap. Tutta la storia del nostro paese è stata improntata a una linea di solidarietà verso le categorie deboli, la stessa Costituzione si impegna a garantire eguaglianza di diritti (i diritti all'istruzione, al lavoro, all'assistenza medica).
Di fatto con gli ultimi provvedimenti lo Stato non sembra più essere uno Stato di diritto, la sua logica è improntata sul calcolo, sulla utilità economica che calpesta i diritti dei più deboli. Tutto in Italia è a rischio, l'art. 18 per i lavoratori, il lavoro, i servizi sociali, l'indennità di accompagnamento. Forse la nostra classe politica, che deve operare le piaghe incancrenite ereditate dal passato, si tappa il naso di fronte all'operazione chirurgica, con la logica del medico che toglie una gamba per assicurare la vita del malato.
Ma la mutilazione dolorosa condiziona la vita futura dell'operato.
L'indennità di accompagnamento non può forse portare ad una totale integrazione ma permette alle madri di educare ed istruire i figli, ai giovani di non sentirsi umiliati nel corso dei loro studi e di poter conseguire una laurea e quindi un lavoro, agli anziani di poter essere accuditi nel momento più delicato della loro vita quando necessitano di un'assistenza che la famiglia non è in grado di dare.
Il reddito dei contribuenti per pagare un contributo in più allo Stato è stato innalzato oltre i 100.000,00 euro: ebbene quale può essere il reddito di un nucleo famigliare in cui un portatore di handicap può esplicare una vita dignitosa senza incidere duramente su quella dei famigliari?
I nostri politici, abituati a stipendi favolosi e a centomila privilegi sotterranei forse non si rendono conto che in una Milano 4.000,00 euro al mese con una persona disabile è la soglia della povertà.
Del resto una frase simile la disse Silvio Berlusconi non più di quattro anni fa.
Se come cittadino vengo scippato so di potermi recare dai carabinieri per denunciare il reato, ma a chi devo rivolgermi se è lo Stato a scippare l'indennità di accompagnamento e con essa la mia libertà?
Consigliera dell'Unione
Erica Monteneri



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