Numero 10 del 2012
Titolo: RUBRICHE- Segnalibro
Autore: a cura di Renato Terrosi
Articolo:
Pentagrammi musicali Vezio Bonera ci riprova ancora. Con successo
Sono le due, la controra appanna feroce uomini e cose. Il mare, laggiù in fondo appare come uno specchio ustorio. Ma tant'è. Avere sulla scrivania 524 pagine che sembrano un vocabolario alto quasi un decimetro non è uno scherzo. Mi regalo un sorrisetto mentre ricordo gli incitamenti fatti all'autore, un giovane fanciullo di quasi novant'anni, all'uscita di una precedente ottima opera. "Così imparo a lanciare vaticini" dico a me stesso. "Pentagrammi musicali" di Vezio Bonera. In copertina una cornucopia che lancia note. E corro a ricordare tutte le canzoni degli anni Sessanta, quando il mare, il sole, le pinne, gli occhiali, l'abbronzatura e i baci tenevano banco. Ma la dolce rimembranza non serve troppo. I quasi sessant'anni di differenza non mettono a posto le cose. Troppa acqua è passata sotto i ponti del Tevere e ora le dolcezze canore devono fare i conti con la movida urbana e il rumore delle bottiglie in pezzi contro i sanpietrini. Bonera, comunque, gran cerimoniere delle sue feste letterarie, con le sue parole ti dà la benzina necessaria a viaggiare meglio nella strada acciottolata dei romanzi. Già, i romanzi. Gloria e dolore di tanti patiti della "penna". Lui, su carta e on-line, è sempre lo stesso. Gioca con i pensieri, con le parole come il gatto con il topo e, anche in questo caso particolare (anzi, soprattutto in questo caso) lancia un susseguirsi di melodie. I sentimenti suonano la grancassa e fanno piangere schiere di violini e viole d'amore. Vuoi un sogno? Vezio Bonera vede e provvede. I personaggi della vicenda, vanno e vengono, mentre nel sottofondo la colonna sonora spiana la strada al lettore. Nessun trucco, nessuna trappola, nessuna furbata. Ancora un periodo della sua interessante e feconda esistenza infiocchettato e segnato dallo zampillio di musiche popolari che, vecchi e giovani, hanno fischiettato e sussurrato al moroso e alla morosa. Torna Battisti, torna l'indimenticato Pavarotti, torna Modugno, tornano tanti autori con le canzoni di anni lontani, bagnati dalle lacrime del ricordo, torna la languida Lilì Marlene che, nella notte presidiata dalla maledizione della guerra, avvicinava i nemici in tanti angoli della terra. Il libro "Pentagrammi Musicali" avvolge una vicenda di vita, di dolori e di amori. Non si aspetti, però, il lettore solo un giardino di delizie con rose e fiori. Dovrà badare anche all'orto e alla prateria, a siepi pungenti e canne sbattute dall'algida borea o dal solleone. C'è vita vissuta e anche i cardi selvatici possono donare miracoli floreali. Lo stesso autore, del resto, in una recente intervista lo dice. Mi sono permesso di riportarla: "I giardini di marzo sono un po' una saga. Non bisogna farsi prendere troppo dal titolo e pensare che si tratti di un libro di commento a qualche brano musicale o cose del genere. È un libro normale nel quale semplicemente ho scelto di dedicare i vari capitoli a titoli di canzoni che in qualche modo richiamavano il contenuto del capitolo. Ad esempio il primo capitolo "I giardini di marzo" è dedicato ad una canzone di Battisti e racconta una vicenda ambientata nei giardini pubblici di Milano. Sono ben 524 pagine… …Eh sì, forse sono un po' logorroico quando scrivo. Ma il fatto è che per me scrivere vuol dire provare emozioni e non riesco a fermarmi e chiudermi in me stesso: scrivo tutto quello che mi viene in mente. Fortunatamente chi legge i miei libri dice che sono molto scorrevoli. Questo è il suo quarto libro scritto in sette anni. Ho iniziato a scrivere a 81 anni e ora ne ha 88. E scrivere per lei come ipovedente non è semplicissimo… Sì, scrivo al computer utilizzando caratteri molto grandi. E poi purtroppo si fanno molti errori e non sono in grado di rileggere facilmente l'intera frase. Devo molto pensare a quello che scrivo e supporre che vada bene". Concludo riportando la toccante dedica di Vezio Bonera: "A chi mi dona amore, a chi mi dona amicizia, a chi mi infonde speranza" Ancora una volta una metafora: come un uccello Vezio vola alto e segna alfa e omega. Pentagrammi musicali Vezio Bonera Vezio Bonera è nato a Milano nel 1924, laureato alla Bocconi. Dirigente amministrativo, scrittore di romanzi tra cui "Lo scrigno di latta", "Serenata a un angelo", "Tessera di un mosaico".
Cultura e società
"Il pianeta divorato", un capolavoro di Edoardo Borriello raccontato da un nostro vecchio collaboratore e amico Vittorio Esposito, giornalista su "Italia Sera". Un ottimo libro, un ottimo compagno. Raccontare il pianeta Terra attraverso le azioni dell'uomo che, più che consentirne la conservazione, sembrano finalizzate alla sua distruzione. Questo lo scopo di Edoardo Borriello, giornalista di grande esperienza acquisita scrivendo per le pagine di economia de "La Repubblica" e seguendo come inviato tutte le vicende energetiche internazionali che, nel suo ultimo libro "Il pianeta divorato" (edizioni Tower Book, pagg. 120, 10 €) fa il punto sullo stato dell'arte della situazione ambientale della Terra attraverso l'analisi dei diversi punti di vista di autorevoli personalità del mondo scientifico, accademico, economico, politico da lui intervistate. Attraverso domande puntuali, Borriello riesce ad approfondire a 360° la conoscenza dei problemi e degli interventi in atto per soddisfare sia le esigenze di crescita economica sia il rispetto di protocolli e obblighi legislativi internazionali finalizzati alla conservazione delle biodiversità nell'ambiente naturale. Dall'analisi di Edoardo Borriello scaturisce la possibilità di ridefinire il rapporto tra economia e ambiente e di stimolare una riflessione sulla eticità delle azioni da mettere in campo per individuare e armonizzare interessi comuni capaci di stimolare un lavoro sinergico che, finalmente, ostacoli la devastazione del territorio realizzando progetti di educazione ambientale e azioni tese ad uno sviluppo sostenibile che tenda anche alla conservazione delle risorse naturali attraverso la valutazione delle capacità rigerenative delle risorse stesse e una ponderata e adeguata programmazione delle rinnovabili. Nella prefazione, Romolo Paradiso, direttore del periodico "Elementi", scrive che "non ci può essere sviluppo in nessun campo, se non lo si fondi su un pensiero che tenga conto dell'uomo, della sua dignità e del rispetto del luogo in cui vive" e avverte che proprio l'uomo, come sostiene Borriello, "finirà per distruggere se stesso e l'ecosistema di cui fa parte se non ritroverà quelle energie che lo spingano a concepire, attuare e difendere un agire fondato sulle responsabilità dei propri atti".