Numero 5 del 2013
Titolo: ITALIA- Il mare in ogni senso
Autore: Carmen Morrone
Articolo:
L’acquario di Cala Gonone
Ha smentito il detto "muto come un pesce" e così l'acquario di Cala Gonone si è reso accessibile anche ai non vedenti. Le persone cieche possono, infatti, ascoltare i suoni della fauna e della flora marina e toccarne forme e materiali. L'acquario della famosa baia del golfo di Orosei in Sardegna propone visite guidate che sono un'esperienza da vivere con il senso del tatto, dell'udito, dell'olfatto. Un esperimento in corso, al momento, solo in questo acquario italiano. Il progetto che si chiama "Il mare in ogni senso" è curato dalla biologa marina Angela Pira, dal direttore dell'acquario Flavio Gagliardi, con il supporto tecnico-scientifico di Filippo Dettori dell'università di Sassari e in collaborazione con Marco Farina, vicepresidente dell'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti di Sassari. Un'iniziativa che ha messo in campo tante competenze per realizzare un'accessibilità di qualità, sotto diversi punti di vista: da quello delle sale a quello delle descrizioni dettagliate per venire incontro alle esigenze delle persone non vedenti. Tanto che prima dell'apertura è stato eseguito un ulteriore test su un gruppo di visitatori. "L'esito è stato positivo. Descrizioni e parte tattile avevano soddisfatto le richieste d'informazione", afferma Lucia Pinna che sta seguendo il progetto. Un successo al di là delle aspettative. "Quando qualcuno ha detto di avere finalmente visto per la prima volta il mare, ci siamo commossi perché è stata davvero una grande soddisfazione", ricorda Lucia Pinna. "Il mare in ogni senso" non è un percorso speciale, segue quello tradizionale che si arricchisce della parte tattile. E dove sono messi in risalto i suoni del mare: gli echi delle sue profondità, il battito ritmico delle onde. Un giro del mondo che porta dal Mare Mediterraneo, all'Oceano, passando dalla barriera corallina. Tredici le tappe, dalla spiaggia alle profondità del mare, di una navigazione a... tatto.
I primi metri di mare
Sono le "voci" dei piccoli pesci che vivono a ridosso delle rive ad accogliere gli ospiti. Il personale provvede all'alimentazione dei pesci che, al bando ogni eleganza, mangiano rumorosamente e altrettanto si contendono i minuscoli bocconi.
Sorprendente il pesce balestra che emette un suono che somiglia al grugnito di un maiale.
La scenografia della vasca in cui nuotano questi pesci è stata ricostruita in vetroresina ed è a portata di mano per essere esplorata e immaginata. In questo tratto di mare si incontrano anche i ricci. Agli ospiti viene fatto toccare un riccio vivo e gli scheletri di ricci di diverse specie, che sotto le dita si rivelano dei pizzi ricamati, scolpiti nel calcare.
L'erba del mare
Il suo nome scientifico è Posidonia, ma molti la conoscono con il nome di erba di mare o erba di Nettuno. È quell'alga molto comune nei nostri litorali e per questo molto conosciuta. È protagonista della visita tattile con le sue forme e il suo profumo. "Gli ospiti toccano le foglie di Posidonia, i fusti e le caratteristiche palline, che in termini tecnici si chiamano egagropoli, in cui le foglie e i fusti sono trasformati per azione del moto ondoso", spiega Lucia Pinna.
Stiamo navigando verso il mare aperto
Le vasche sono grandi e descritte nelle loro dimensioni e nel tipo di illuminazione coerente con la profondità che il mare aperto possiede. La guida inizia a parlare di pesci ossei e cartilaginei. Con sorpresa si apprende che fra i pesci che hanno uno scheletro di cartilagine ci sono gli squali, la cui potenza si concentra soprattutto in mandibola e mascella, armate di feroci dentature. Come si può constatare dai reperti tattili che sono naturali, non sono ricostruzioni.
I mimetici
Il fondale è ancora relativamente basso e qui si incontrano il polpo e la seppia. Due molluschi diversi per forma, ma molto simili per le eccezionali capacità mimetiche, per preferire nascondigli e caverne, per espellere un liquido simile all'inchiostro nero quando si sentono minacciati e per confondere i predatori. Due animali affascinanti, la cui conoscenza è ora possibile anche ai non vedenti. "Le loro descrizioni richiedono un notevole sforzo da parte degli esperti e delle guide dell'acquario che devono informare dando più dettagli possibili per aiutare gli ospiti non vedenti a creare un'immagine il più possibile aderente al vero", spiega Lucia Pinna. Una descrizione ricca anche di curiosità. Il polpo ad esempio si distingue dal moscardino per via della doppia fila di ventose su ognuno degli otto tentacoli. La seppia a differenza del polpo è provvista di un osso che l'aiuta nel galleggiamento. Gli ospiti possono tenere in mano un osso di seppia e così seguire meglio la spiegazione del sistema grazie al quale il mollusco riesce a nuotare.
Il trionfo della complessità
Sono i crostacei a sorprendere di più. Le loro forme sono un concentrato di architettura e creatività. Una bellezza accessibile anche a chi non vede. "La forma complessa è dovuta al loro esoscheletro, vale a dire allo scheletro esterno. Mettiamo a disposizione dei nostri ospiti queste particolari strutture che possono essere toccate in tutte le parti in cui si articolano. Gli esoscheletri appartengono ad aragoste, cicale di mare, diversi tipi di granchi. La descrizione da parte della guida è dettagliata per quanto riguarda i colori che variano in base a determinate condizioni". Anche in questo caso non mancano informazioni relative all'habitat e alla vita di queste creature marine, e si scopre così che l'aragosta vive anche 70 anni.
La preistoria vivente
Le gorgonie portano nel passato, toccare le loro strutture dà la percezione di questi esseri animali che hanno un corpo molto semplificato che, come spiegano gli esperti, è rimasto immutato nel corso di milioni di anni. In mare anche le creature più antiche sul pianeta terra. Sono le tartarughe, rettili perfettamente adattati alla vita marina, grazie alla forma allungata del corpo, ricoperto da un robusto guscio o carapace, e alla presenza di "zampe" trasformate in pinne. All'acquario di Cala Gonone è possibile toccare un modello di tartaruga marina realizzato in vetroresina.
L'acquario
L'acquario vive grazie a un complesso di apparecchiature che sono mostrate ai visitatori. Ora anche ai non vedenti, perché le strumentazioni si possono anche ascoltare. "Vengono aperti i locali tecnici dove si può ascoltare il rumore del sistema di filtraggio in funzione: fruscii, schiocchi, borbottii. Tutto questo accompagnato dalla descrizione dettagliata del sistema filtrante, vero cuore pulsante di un acquario in quanto fornisce il movimento e l'ossigenazione dell'acqua e la rimozione meccanica dei detriti in sospensione. "Ci sono diversi tipi di filtri. Quelli meccanici composti da sabbie e vetro granulare e quelli biologici che sono rappresentati da bioballs grandi e piccole. Questi materiali sono toccabili da parte degli ospiti che si rendono conto della loro composizione, della loro densità, delle loro diverse misure. Caratteristiche da cui dipende il potere filtrante del sistema".
I giganti del mare
La navigazione fra le vasche ora solca gli Oceani dove vivono i cetacei. E qui si parla di bioacustica marina, la scienza che studia i metodi e i mezzi di trasmissione e ricezione del suono e di eco-localizzazione, tecnica che si basa sull'emissione di suoni e sull'ascolto degli echi rimbalzati sui diversi oggetti per identificare la posizione e orientarsi nello spazio. Questi metodi sono applicati in ambiente acquatico per l'esame del comportamento acustico degli animali che lo popolano ma anche per la loro localizzazione. Le ricerche più consolidate riguardano i cetacei, orche, balene, capodogli. "A questo punto dialoghiamo con i nostri ospiti sulle sperimentazioni di eco-localizzazione che alcune ricerche internazionali stanno conducendo allo scopo di migliorare le condizioni di mobilità dei non vedenti", specifica Lucia Pinna. Dopo la tecnica, la melodia. Gli ospiti si godono lo spettacolo sonoro del canto delle balene e delle chiacchiere dei delfini.
Come è profondo il mare
La visita prosegue sino ai fondali rocciosi e fangosi. Nei primi l'esperienza è tattile e odorosa. "Fra le rocce profonde si incontrano le spugne. La loro descrizione è accompagnata dalla possibilità di avvicinarsi a un esemplare vivo e di sentire il caratteristico profumo che emana. Spugne ormai inanimate sono invece toccabili". Esperienza memorabile con la tosse delle capesante, dette anche conchiglie di san Giacomo e note come simbolo del pellegrinaggio a Santiago di Compostela. Nei fondali rocciosi invece è protagonista la Paromola, un granchio di profondità. Toccando il suo esoscheletro si scoprono zampe sottili e lunghissime, quasi smisurate rispetto al suo corpo piccolo e tondo.
Vietato non toccare
Alla fine del percorso la vasca tattile offre la possibilità di mettere le mani nell'acqua e di avvicinare alcuni animali marini. Si tratta di stelle marine, ricci matita, gattucci, e soprattutto le socievoli razze che non si nascondono al contatto delle mani. Pare quasi che piaccia essere accarezzate.
L'approdo
Il gruppo a questo punto approda negli ambienti che precedono l'uscita dall'acquario. "È una gioia sapere che l'esperienza ha entusiasmato, è stata utile. L'acquario sta investendo molte energie nel progetto "Il mare in ogni senso" e desidera offrire le migliori condizioni ai visitatori, per questo la visita tattile va prenotata. È anche allo studio la possibilità di estendere l'esperienza tattile e sonora anche ai vedenti", conclude Lucia Pinna. L'iniziativa "Il mare in ogni senso" rientra nello spirito dell'acquario di Cala Gonone, dove i dirigenti riconoscono all'informazione e al relativo diritto un ruolo nevralgico nel perseguimento degli obiettivi di tutela dell'ambiente e del patrimonio mare. La diffusione della conoscenza degli ambienti marini rappresenta così lo strumento attraverso cui contribuire a modificare il ruolo dei cittadini trasformandoli in soggetti attivi in grado di fare scelte consapevoli per garantire la salvaguardia dell'ambiente.