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Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti ETS - APS

 

Corriere dei Ciechi

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Numero 5 del 2013

Titolo: RUBRICHE- Lavoro Oggi

Autore: a cura di Vitantonio Zito


Articolo:
Sintesi degli obiettivi dell'Unione per il settore lavoro

L'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti mira a conoscere, attraverso la realizzazione di un censimento a livello nazionale, il tasso di disoccupazione dei minorati della vista in Italia. I risultati ottenuti saranno funzionali alla predisposizione di specifici percorsi formativi che sapranno valorizzare le capacità personali e professionali dei diretti interessati in termini di integrazione socio-lavorativa.
La crisi che ha investito l'intera Europa, in particolar modo l'Italia, ha avuto delle pesanti ripercussioni soprattutto sul mercato del lavoro pregiudicando in particolar modo, tra gli altri, i beneficiari della legge n. 68/99, che rientrano tra le fasce più deboli della popolazione.
Il progetto, pertanto, ha lo scopo di promuovere l'empowerment dei soggetti non vedenti nel processo lavorativo all'interno di una più ampia strategia di inclusione sociale, rafforzandone lo status giuridico di lavoratore.
In Italia esiste una normativa di settore finalizzata all'inserimento lavorativo dei portatori di handicap che prevede modalità di collocamento mirato e interventi specifici per garantire effettiva parità di diritti e condizioni di lavoro con le persone normodotate. Il processo di inserimento lavorativo delle persone con disabilità, specialmente visiva, deve considerare diversi aspetti quali l'età, il genere, la tipologia e la percentuale di disabilità e la formazione scolastica. Secondo dati Istat circa il 30% degli occupati disabili dichiara di aver usufruito delle norme sull'assunzione obbligatoria per il lavoro. I dati più recenti evidenziano anche una forte disomogeneità di operatività dei servizi di collocamento tra le Regioni del Nord, del Centro, del Sud e delle Isole sul territorio nazionale. Quale strumento di ricerca di lavoro sembrerebbe funzionare maggiormente, sempre secondo dati Istat, l'aiuto di parenti e amici. Da qui l'esigenza di predisporre un censimento funzionale all'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti per programmare, sulla base dei dati ottenuti, politiche attive di inserimento lavorativo dei soggetti non vedenti.
In altri termini, lo scopo dell'Unione è, da un lato, quello di garantire, favorire e potenziare tutte le opportunità occupazionali e dall'altro, raggiungere e mantenere nel tempo un punto di equilibrio tra domanda e offerta nel mercato del lavoro a tutela della suddetta categoria.
Al fine di promuovere azioni dirette a stimolare una più ampia apertura del mercato del lavoro ai minorati della vista, l'Unione ha istituito negli anni 2000 l'Agenzia per la promozione del lavoro dei ciechi (ALA). In considerazione delle concrete difficoltà impiegatizie e fermo restando l'impossibilità a svolgere funzioni da agenzia di lavoro interinale autorizzata, per legge, alla fornitura di lavoro, all'intermediazione, alla ricerca ed alla selezione del personale (ad esempio, si fa riferimento alla istituzione delle figure equipollenti a quella del centralinista telefonico ex D.M. 10 gennaio 2000), il Servizio si era proposto quanto segue:
- valutare le possibilità/potenzialità dei non vedenti in relazione alle specifiche richieste del mondo del lavoro;
- promuovere strategie per l'individuazione di ruoli professionali innovativi;
- offrire consulenza sulle disposizioni innovative o modificative della legislazione in materia, nonché sugli strumenti idonei ad un miglioramento delle mansioni dei non vedenti e degli ipovedenti.
Dal 2003, presso le strutture periferiche dell'Unione è stato promosso un censimento in base a determinati parametri di riferimento: titolo di studio, lavoro desiderato, inclinazioni, disponibilità e capacità attuali e/o potenziali e, per i già occupati, aspirazioni a svolgere mansioni più soddisfacenti di quelle in atto espletate.
Purtroppo, le risorse ed i mezzi dell'Unione non erano stati sufficienti a raggiungere l'obiettivo prefissato malgrado se ne riconoscesse l'assoluta necessità per portare avanti un progetto di qualificazione professionale dei minorati della vista.
Nella necessità di acquisire ed accrescere informazioni più dettagliate in tale ambito, nasce, pertanto, la richiesta di una collaborazione tra l'Unione, il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, il Ministero dell'Istruzione e l'Istituto per lo Sviluppo della Formazione Professionale dei Lavoratori per realizzare un progetto finalizzato alla tutela dei diritti e degli interessi morali e materiali dei lavoratori non vedenti.
Esistono, inoltre, altre strutture dell'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti deputate ad offrire diversi e molteplici servizi ai minorati della vista e non, e significativa è l'opera svolta dall'Istituto per la Ricerca, la Formazione e la Riabilitazione (I.Ri.Fo.R.). Tra i compiti cui ottempera l'Istituto in piena autonomia scientifica ed amministrativa, si deve sottolineare l'organizzazione e la gestione di corsi di formazione, riabilitazione, istruzione, orientamento ed addestramento, approfondendo le problematiche connesse all'inserimento dei non vedenti nel tessuto produttivo. Inoltre, sono svolti studi e ricerche per l'individuazione di nuove opportunità lavorative e professionali, con riferimento alla utilizzazione delle nuove tecnologie. Fra le iniziative più innovative, promosse dall'I.Ri.Fo.R. e sostenute, nella loro progettualità e realizzazione, dall'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti, possono ricordarsi, fra le tante, l'iniziativa transnazionale Horizon Italia-Grecia per la formazione di formatori informatici, cui è stato affidato lo svolgimento di corsi di informatica per non vedenti. Ancora il corso (finanziato dal Fondo Sociale Europeo) per la formazione di tecnologi della informazione e della comunicazione, ad alto contenuto avanzato di ICT. Va ricordato anche il corso integrato (disabili visivi-normodotati) per operatori di banche dati (FSE) i cui partecipanti hanno, tra l'altro, acquisito l'abilitazione ad operare nel CED della Corte di Cassazione. Si ricorda anche il corso per "Operatori informatici al servizio dei clienti bancari" (FSE). Tali iniziative formative, e le ricerche connesse, hanno portato alla definizione delle nuove figure professionali individuate dal decreto 10 gennaio 2000 del Ministero del Lavoro e Previdenza Sociale. Deve ricordarsi, inoltre, il rivoluzionario "Corso per giornalisti minorati della vista" (FSE) anch'esso basato sull'ampia utilizzazione dell'informatica per l'accesso alle banche dati, i notiziari internazionali, alla elaborazione di testi giornalistici.
Roberta Natale

Dall'Ufficio Lavoro della Sede Centrale

È gradito comunicare che grazie all'impegno della nostra Unione, in perfetta collaborazione con le autorità istituzionali sul territorio, si è riuscito ad ottenere quanto di meglio si poteva sperare, ovvero l'assunzione di ben quattro ragazzi non vedenti presso amministrazioni pubbliche, finora inadempienti in termini di collocamento obbligatorio dei centralinisti non vedenti.
Parliamo, più in particolare, del successo ottenuto a Teramo.
Il meccanismo è stato così definito: la sezione dell'Unione, previa valutazione della situazione occupazionale in loco, ha trasmesso a questa Sede Centrale un elenco dettagliato di enti pubblici e aziende private con posto operatore vacante. Da qui è nato il nostro intervento presso il Ministero del Lavoro, nella Direzione Ispettiva, a cui è demandata la vigilanza in materia di lavoro e legislazione sociale.
La successiva campagna ispettiva da parte delle Direzioni regionale e provinciale del lavoro ha prodotto un report a firma della Unità Operativa di Vigilanza sugli accertamenti eseguiti dai funzionari ministeriali, a conclusione dei quali tutti i datori di lavoro da noi segnalati sono stati interrogati sulla presenza del posto operatore e sulle caratteristiche tecniche del centralino in uso, condizioni necessarie per attivare gli obblighi assunzionali previsti dalla legge n. 113/1985.
Su otto amministrazioni pubbliche e due aziende private, quattro pubbliche sono risultate inadempienti e una privata, pur avendo l'obbligo di assunzione, ha dimostrato di avere in corso alcune procedure di mobilità presso altre sedi operative e di beneficiare, pertanto, della sospensione degli obblighi di assunzione previsti dalla legge n. 68 del 1999.
L'azienda privata verrà tenuta d'occhio, ben consapevoli del fatto che la sospensiva ha una durata limitata nel tempo, oltre il quale anche per essa scatterà l'obbligo di assunzione di un centralinista non vedente.
Il documento del Ministero ci ha permesso di agire a giusta ragione sul Centro per l'Impiego, dove, per nostra fortuna, abbiamo avuto modo di interagire con impiegati competenti ed in grado di recepire le istanze prodotte.
È stata così attivata d'ufficio la procedura di copertura dei posti vacanti, con grande soddisfazione da parte dei diretti interessati.
Per noi questo è un successo; sappiamo, però, che gli automatismi tra Ministero del Lavoro e Centri provinciali per l'Impiego non sempre sono così solleciti, tanto che noi abbiamo più volte segnalato criticità di questo tenore direttamente alla Direzione Generale del Ministero a Roma (prot. Sede Centrale in partenza n. 9011 del 6-7-2012 e prot. in partenza n. 10030 del 23-7-2012), senza ottenere però alcun riscontro.
Ci aspettiamo che dalla periferia ci sia un monitoraggio capillare, per rendere maggiormente incisiva l'azione dell'Unione come associazione storica di categoria. Non possiamo permetterci di perdere posti di lavoro, soprattutto nel periodo di crisi che il Paese sta attraversando. Da parte nostra c'è sempre la massima disponibilità ad accogliere con tempestività eventuali richieste di intervento (e-mail: lavoro@uiciechi.it); deve esserci, però, tra noi e Voi la massima collaborazione, altrimenti rischiamo di vanificare tutti gli sforzi.



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