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Corriere Braille

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Numero 17-17sup del 2013

Titolo: Illustra-Libro - Supplemento

Autore: Redazionale


Articolo:
Supplemento al «Corriere Braille»
n. 17 del 16-30 settembre 2013

Si elencano di seguito le opere del Libro Parlato disponibili esclusivamente in formato Daisy.
Agnello Hornby Simonetta - Il veleno dell'oleandro - romanzo;
Amoraga Carmen - La vita, intanto - romanzo;
Augias Corrado - Il disagio della libertà - politica;
Calvetti Paola - Olivia - romanzo;
Camilleri Andrea - Il giro di boa - romanzo giallo;
Camilleri Andrea - Il tuttomio - romanzo;
Capus Alex - Ogni istante di me e di te - romanzo rosa;
Chatwin Bruce - Utz - romanzo;
Child Lee - Colpo secco - romanzo giallo;
Child Lee - I dodici segni - romanzo giallo;
Child Lee - La prova decisiva - romanzo giallo;
Child Lee - La vittima designata - romanzo giallo;
Child Lee - Niente da perdere - romanzo giallo;
Child Lee - Vendetta a freddo - romanzo giallo;
Cocco Giovanni - La Caduta - romanzo;
Cornwell Patricia - Il cimitero dei senza nome - romanzo giallo;
Cornwell Patricia - Punto di origine - romanzo giallo;
Corona Mauro - Come sasso nella corrente - romanzo;
Di Mare Franco - Il paradiso dei diavoli - romanzo;
Ellroy James - Dalia nera - romanzo giallo;
Gazzola Alessia - L'allieva - romanzo giallo;
Giuttari Michele - Le rose nere di Firenze - romanzo giallo;
Insinna Flavio - Neanche con un morso all'orecchio - diari-memorie;
Klein Stefan - La formula della felicità - psicologia;
MacGregor Neil - La storia del mondo in 100 oggetti - sociologia;
Magrelli Valerio - Geologia di un padre - romanzo;
Mainardi Danilo - Il cane secondo me - scienze-zoologia;
Masini Beatrice - Tentativi di botanica degli affetti - romanzo;
Meltzer Brad - L'archivio proibito - romanzo giallo;
Nicaso Antonio - Gratteri Nicola - Dire e non dire - sociologia;
Pötzsch Oliver - La figlia del boia - romanzo storico;
Riccarelli Ugo - L'amore graffia il mondo - romanzo;
Rossi Pasquale - Paesaggi di Puglia - geografia;
Saviano Roberto - ZeroZeroZero - romanzo;
Siti Walter - Resistere non serve a niente - romanzo;
Stassi Fabio - L'ultimo ballo di Charlot - romanzo;
Thompson Walker Karen - L'età dei miracoli - romanzo;
Tinti Bruno - La rivoluzione delle tasse - economia;
Totti Francesco -E mo' te spiego Roma - satira-umorismo;
Wolitzer Meg - La città delle ribelli - romanzo.


La redazione consiglia la lettura di:
Augias Corrado - Il disagio della libertà - politica.
In novant'anni di storia, dal 1922 al 2011, abbiamo avuto il Ventennio fascista e il quasi-ventennio berlusconiano: per poco meno di metà della nostra vicenda nazionale abbiamo scelto di farci governare da uomini con una evidente, e dichiarata, vocazione autoritaria. Perché? Una risposta possibile è che siamo un popolo incline all'arbitrio, ma nemico della libertà. Vantiamo record di evasione fiscale, abusi edilizi, scempi ambientali. Ma anche di compravendita di voti, qualunquismo: in poche parole una tendenza ad abdicare alle libertà civili su cui molti si sono interrogati. Da Leopardi a Carducci che dichiarava «A questa nazione, giovine di ieri e vecchia di trenta secoli, manca del tutto l'idealità», fino a Gramsci che lamentava un individualismo pronto a confluire nelle «cricche, le camorre, le mafie, sia popolari sia legate alle classi alte». Per tacere di Dante con la sua invettiva «Ahi serva Italia, di dolore ostello!» e di Guicciardini con la denuncia del nostro amore per il «particolare». Con la libertà vera, faticosa, fatta di coscienza e impegno sembriamo trovarci a disagio, pronti a spogliarcene in favore di un qualunque Uomo della Provvidenza. L'ultima occasione perduta è stata Tangentopoli, una grande spinta di rivolta contro la corruzione cui non è seguita una stagione di rinnovamento, bensì un periodo tra i più bui della nostra democrazia. Pesa su questo atteggiamento la particolarità di una storia difficile e divisa. Lo spirito civico, infatti, non si improvvisa. La lealtà e l'orgoglio nazionale non si istituiscono per decreto. Ma se c'è un momento in cui avremmo bisogno di una svolta, di un empito d'orgoglio nazionale, è proprio l'attuale. Questo libro, un'indagine colta e curiosa su una pericolosa debolezza del nostro carattere, è anche un appello a ritrovare il senso alto della politica e della condivisione di un destino. La libertà, intesa come il rispetto e la cura dei diritti di tutti, non è un'utopia da sognare ma un traguardo verso cui tendere.

Camilleri Andrea - Il giro di boa - romanzo giallo.
L'inchiesta più dura del commissario Montalbano comincia con un cadavere pescato per caso in alto mare, un corpo con i polsi e le caviglie profondamente incisi e mezzo decomposto.
L'incrocia Montalbano mentre nuota al limite dello stordimento per lavarsi di dosso una notte di cattivi pensieri e malumori. I fatti politici, certi eventi di repressione poliziesca, l'atteggiamento verso gli immigrati: tutto cospira a farlo sentire un isolato, forse superato dai tempi, e il cadavere anonimo, destinato com'è a restare senza pace di giustizia, archiviato da banale caso di clandestino annegato, gli sembra armonizzarsi macabramente col suo senso di solitudine.
Per il commissario è una sfida, che lo scuote dal proposito di dimettersi, e lo spinge per la rischiosa strada di un'inchiesta doppia, su delitti apparentemente indipendenti e accomunati solo dall'infame ferocia che lasciano immaginare.
Due casi da «convergenze parallele», li definirà: due linee che pur destinate a ritrovarsi in un punto, si rifiutano di farlo: qualcosa di enigmatico, di inquietante, di resistente, impedisce agli indizi di sistemarsi nel puzzle, lasciando i due casi, appunto, paralleli. La verità che aspetta alla fine il commissario, sarà di quelle di inaccettabile orrore, che cambiano per sempre una persona. Anche uno come il commissario Montalbano.
Più che scrivere storie, Camilleri inventa personaggi e poi li fa recitare fra le quinte di un teatro di cui è lui il regista. E noi assistiamo alla commedia, divertiti, fino a che il crescendo di drammaticità non diventa incalzante e la nostra immaginazione, appena prima distratta dalla commedia, si trova di colpo a dipendere dalla geometria del meccanismo poliziesco, del thriller: perché ci sciolga dalla prigione di tensione che le è cresciuto intorno.

Capus Alex - Ogni istante di me e di te - romanzo rosa.
Normandia, 1918. Léon e Louise amano pedalare controvento verso l'oceano.
Verso quel piccolo antro tra gli scogli, sferzato dalle correnti, il loro rifugio, il loro nido. Lì, di fronte alla vestita dell'orizzonte, tutto è possibile.
E' possibile amarsi, con la spensieratezza e l'intensità dei loro sedici anni.
E' possibile immaginare un futuro insieme, lontano dalla guerra, dalle detonazioni, dalla morte. E sancire la loro unione con una promessa: «Ora e per sempre».
Ma per quanto si illudano di tenerla lontana, la guerra è vicina, fin troppo vicina a loro. Sulla strada del ritorno una bomba li divide. Léon crede che lei sia morta e così Louise di lui.
Eppure l'eco di quella promessa fatta tra le onde è destinata a durare ancora a lungo. Dieci anni dopo, a Parigi, mentre insorgono i presagi di una nuova guerra, Léon si è rifatto una vita. Ma una sera tutto cambia: il metrò è affollato, eppure nell'istante in cui i due vagoni si sfiorano, Léon la vede, nell'angolo del vetro libero vicino alla porta.
Gli stessi occhi verdi, le lentiggini e i folti capelli scuri, l'immancabile sigaretta, come allora. Ne è sicuro: quella è la sua Louise.
A separarli solo un metro d'aria e due finestrini. E due vite che hanno ormai preso direzioni diverse: lui ha moglie e famiglia, e lei ha scelto di stare da sola, fiera della propria indipendenza. Ma non importa. Anche se il futuro è pronto a dividerli di nuovo, ci sarà sempre un momento, un giorno, un istante in cui si rincontreranno.

Klein Stefan - La formula della felicità - psicologia.
Perché desideriamo così intensamente la felicità? Perché la felicità non è il contrario dell'infelicità.
In che modo il nostro cervello può permetterci di avere una vita più felice? Stefan Klein espone i risultati della ricerca scientifica applicata ai sentimenti.
Per la prima volta è diventato possibile misurare le sensazioni: nuovi esperimenti chiariscono in che modo abbia origine nel nostro cervello il fenomeno «felicità», e al tempo stesso dischiudono nuove possibilità di imparare a essere felici. Perché imparare la felicità è possibile: l'autore lo spiega con l'aiuto delle più recenti scoperte delle neuroscienze, conducendo il lettore a scoprire che il benessere ha origine dentro di noi ed è a portata di tutti.

Mainardi Danilo - Il cane secondo me - scienze-zoologia.
Il cane è stato il primo essere vivente a divenire domestico, il che letteralmente significa entrare nella casa e nella famiglia umana. E l'ha fatto in modo splendido, con l'intelligenza, l'affettività e l'allegria di cui è naturalmente dotato. Il testo di Mainardi affronta il problema della mente, della comunicazione e dell'educazione di questo nostro amico la cui intelligenza viene di norma grandemente sottovalutata. Ne traccia inoltre la storia, un intreccio di biologia e cultura, che ha portato il lupo, il progenitore di tutti i cani, a dar origine alle varie razze domestiche. Il cane, inteso come specie, è rappresentato da circa quattrocento razze tra loro diversissime per forma, dimensioni e soprattutto per vocazione, nonché da quei cani straordinari che sono i cosiddetti meticci, rappresentanti di un universo affascinante ove è possibile scoprire storie vere che, se non fossero assolutamente documentate, parrebbero davvero incredibili. Pure interessante, nonché divertente e sorprendente, è la scoperta dell'etologicamente raffinata interazione che il cane sa imbastire col suo più caro «nemico», il gatto. In appendice il libro è dotato di un utile manualetto intitolato «Linee guida per l'inserimento e la corretta educazione del cane nella famiglia umana» di Luisa Mainardi.

Nicaso Antonio - Gratteri Nicola - Dire e non dire - sociologia.
Non sanno di essere intercettati e parlano a ruota libera. Di affari, di voti, di chi si è comportato «da stracristiano» e di chi invece non «ha abbassato la testa».
Parlano gli uomini della 'ndrangheta, ma non dicono tutto. Fanno lunghe pause, e dietro quelle frasi lasciate a metà si nasconde la ferocia della strategia criminale e il rispetto di un preciso codice di comportamento.
E anche oggi che la vecchia 'ndrangheta dei capibastone è diventata una multinazionale del crimine con ramificazioni in tutto il mondo, insospettabili contiguità con la politica e l'imprenditoria, un giro di affari miliardario, per gli affiliati la 'ndrangheta è «la più bella cosa perché ha le più belle regole»: ha rituali, precetti, norme, principi.
«Noi dobbiamo mantenerli certi valori, dobbiamo essere, come eravamo una volta, quello che ci hanno insegnato i nostri antenati» dice un boss calabrese. Anche i comandamenti restano quelli inequivocabili che si trovano nei codici della picciotteria: «non si sgarra e non si scampana», «chi tradisce brucerà come un santino», «la famiglia è sacra e inviolabile».
Persino la penetrazione nelle ricche regioni del Nord non ha mutato gli equilibri di un'organizzazione al tempo stesso globale e locale: i clan diversificano gli investimenti, riciclano montagne di denaro e aprono ristoranti in pieno centro a Milano, eppure, come dice un altro boss alludendo alla Calabria, «la forza è là, la mamma è là», le radici della 'ndrangheta sono ben salde fra i boschi e i paesi aggrappati ai dirupi dell'Aspromonte.

Riccarelli Ugo - L'amore graffia il mondo - romanzo.
E' come se portasse il destino nel nome, Signorina: suo padre, capostazione in un piccolo paese di provincia, l'ha chiamata così ispirandosi al soprannome di una locomotiva di straordinaria eleganza. E creare eleganza, grazia, bellezza è il suo talento. Un giorno dal treno sbuca un omino con gli occhi a mandorla e, con pochi semplici gesti, crea un vestitino di carta per la sua bambola.
L'omino scompare, ma le lascia un dono, un dono che lei scoprirà di possedere solo quando una sarta assisterà a una delle sue creazioni. Potrebbe essere l'atto di nascita di una grande stilista, ma ci sono il fascismo, la povertà e gli scontri in famiglia, le responsabilità, i divieti e poi la guerra... e Signorina poco a poco rinuncia a parti di se stessa, a desideri e aspirazioni, soffocando anche la propria femminilità, con una generosità istintiva e assoluta.
E quando infine anche lei, quasi all'improvviso, si scopre donna e conosce l'amore, il sogno dura comunque troppo poco, sopraffatto da nuovi doveri e nuove fatiche e dalla prova più difficile: un figlio nato troppo presto e nato malato, costretto a «succhiare aria» intorno a sé come un ciclista in salita.
Nonostante i binari della ferrovia siano ormai lontani e la giovinezza lasci il posto a una maturità venata di nostalgia, ancora una volta Signorina sfodera il suo coraggio e la sua determinazione al bene e lotta per far nascere suo figlio una seconda volta, forte e capace di respirare da solo.
Solo alla fine, nell'attimo esatto in cui la lotta cede il passo alla quiete, quel figlio nato due volte si renderà conto che l'amore coraggioso, quello di una donna e di una madre come Signorina, porta nel suo stesso corpo le ferite e i graffi del tempo... «L'amore graffia il mondo» è il ritratto appassionante di una donna più forte delle proprie fragilità e del vento della storia: una figura indimenticabile, unica, eppure sorella delle tante donne che ogni giorno come guerriere silenziose rinunciano a se stesse per abnegazione e per amore.
Ma - come «Il dolore perfetto», con cui Riccarelli ha vinto il premio Strega nel 2004 - questo romanzo è anche la saga di una grande famiglia, con una galleria di personaggi severi o meschini, inermi o tenaci che rimangono incisi nella memoria perché appartengono a un tempo perduto. E' la storia dell'amore più assoluto e viscerale, quello tra madre e figlio, e della speranza più visionaria. Ed è la celebrazione della forza dell'immaginazione: quella di una donna capace di trarre un abito dalle pieghe di un foglio di carta, perché bastano pochi semplici gesti per vestire di bellezza il mondo.

Saviano Roberto - ZeroZeroZero - romanzo.
Non esiste mercato al mondo che renda più di quello della cocaina. Non esiste investimento finanziario al mondo che frutti come investire in cocaina. Dietro il suo candore nasconde il lavoro di milioni di persone.
Il grande ritorno di Roberto Saviano sette anni dopo Gomorra.
La coca la sta usando chi è seduto accanto a te ora in treno e l'ha presa per svegliarsi stamattina o l'autista al volante dell'autobus che ti porta a casa... Fa uso di coca chi ti è più vicino. Se non è tuo padre o tua madre, se non è tuo fratello, allora è tuo figlio. Se non è tuo figlio, è il tuo capoufficio...
Se non è lui, è l'infermiera che sta cambiando il catetere di tuo nonno e la coca le fa sembrare tutto più leggero, persino le notti. Se non è lei, è l'imbianchino che sta ritinteggiando la stanza della tua ragazza, che ha iniziato per curiosità e poi si è trovato a fare debiti. Chi la usa è lì con te.
La usa il portiere del tuo palazzo, ma se non la usa lui allora la sta usando la professoressa che dà ripetizioni ai tuoi figli...
Il sindaco da cui sei andato a cena. Il costruttore della casa in cui vivi, lo scrittore che leggi prima di dormire... Ma se, pensandoci bene, ritieni che nessuna di queste persone possa tirare cocaina, o sei incapace di vedere o stai mentendo.
Oppure, semplicemente, la persona che ne fa uso...

Siti Walter - Resistere non serve a niente - romanzo.
Molte inchieste ci hanno parlato della famosa «zona grigia» tra criminalità e finanza, fatta di banchieri accondiscendenti, broker senza scrupoli, politici corrotti, malavitosi di seconda generazione laureati in Scienze economiche e ricevuti negli ambienti più lussuosi e insospettabili.
Ma è difficile dar loro un volto, immaginarli nella vita quotidiana. Walter Siti, col suo stile mimetico e complice, sfrutta le risorse della letteratura per offrirci un ritratto ravvicinato di Tommaso: ex ragazzo obeso, matematico mancato e giocoliere della finanza; tutt'altro che privo di buoni sentimenti, forte di un edipo irrisolto e di inconfessabili frequentazioni.
Intorno a lui si muove un mondo dove il denaro comanda e deforma; dove il possesso è l'unico criterio di valore, il corpo è moneta e la violenza un vantaggio commerciale. Conosciamo un'olgettina intelligente e una scrittrice impegnata, un sereno delinquente di borgata e un mafioso internazionale che interpreta la propria leadership come una missione.
Un mondo dove soldi sporchi e puliti si confondono in un groviglio inestricabile, mentre la stessa distinzione tra bene e male appare incerta e velleitaria.
Proseguendo nell'indagine narrativa sulle mutazioni profonde della contemporaneità, sulle vischiosità ossessive e invisibili dietro le emergenze chiassose della cronaca, Siti prefigura un aldilà della democrazia: un inferno contro natura che chiede di essere guardato e sofferto con lucidità prima di essere (forse e radicalmente) negato.

Tinti Bruno - La rivoluzione delle tasse - economia.
«Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva». Articolo 53 della Costituzione italiana
«L’evasione di chi paga il 50 per cento dei tributi non l’ho inventata io. E' una verità che esiste, un diritto naturale che è nel cuore degli uomini». Silvio Berlusconi
Un patto scellerato. Quello tra lo Stato e gli evasori. Se il 93 per cento del totale del gettito tributario lo pagano i lavoratori dipendenti e i pensionati vuol dire che troppi italiani vivono a sbafo: sono i possessori di partita Iva e i tanti professionisti che denunciano molto meno di quanto guadagnano. Intanto lo Stato li protegge: o non controllandoli, o con iniziative ad hoc come i condoni (uno ogni quattro anni), o con leggi specifiche (abolizione del falso in bilancio).
Il messaggio è chiaro: rubare si può. Ecco la testimonianza di chi ha provato a far pagare le tasse, anche con la proposta di una nuova legge tributaria approdata in Parlamento ma affossata dal partito trasversale degli evasori. E ora? La vera rivoluzione di Monti sarebbe quella di far pagare le tasse a tutti. 160 miliardi da recuperare, altro che finanziaria. Potremmo essere più ricchi: come dimostra Bruno Tinti, basterebbe poco per raggiungere un risultato straordinario. Ma bisogna volerlo e non aver paura di perdere il voto degli evasori.




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