Logo dell'UIC Logo TUV

Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti ETS - APS

 

Kaleîdos

torna alla visualizzazione del numero 10 del Kaleîdos

Numero 10 del 2013

Titolo: «Per amore ho rinunciato a diventare madre»

Autore: Mariella Boerci


Articolo:
(da «Donna Moderna» n. 39-2013)
«Perché quando si ama una persona, la si ama così com'è». Ne è convinta la filosofa Michela Marzano. Che mette a nudo i suoi sentimenti nell'ultimo emozionante libro. Dedicato al marito Jacques. E a tutti gli altri. Fidanzati, amici, ex. O, come li chiama lei, «pezzi di vita»
Quarantacinque chili di passione. Una passione che le tende il corpo esile, quasi da ragazzo, in ogni sua fibra. Che le accende gli occhi di carbone e le scalda la voce. Non è donna di mezze misure Michela Marzano, 43 anni, filosofa, direttore del dipartimento di Scienze sociali alla Sorbona, docente di Filosofia morale all'università Descartes di Parigi, parlamentare del Pd, editorialista e scrittrice: «Non ne sono capace». Soprattutto non ne è capace in amore, il fil rouge che lega tutta la sua vita. Fin dai primi anni. «Da bambina, l'amore lo sognavo» dice. E sull'amore, Marzano, inserita 2 anni fa dal «Nouvel Observateur» tra i 50 intellettuali più influenti di Francia, ha scritto ora il suo ultimo libro. Il titolo prende spunto da una poesia di Emily Dickinson, «L'amore è tutto: è tutto ciò che so dell'amore» (Utet). Non un saggio, ma un emozionante racconto autobiografico che si snoda tra mente e cuore e in cui l'autrice si mette a nudo con spudorata sincerità.
Professoressa Marzano, perché una come lei svela cose tanto intime della propria vita?
«Perché volevo parlare dell'amore e, secondo me, un saggio o un racconto in terza persona sarebbero stati inutili. Allora sono partita dall'esperienza che mi porto addosso per mostrare che le difficoltà dell'incontro con l'altro sono universali e comuni a tutti. In realtà, più delle storie con gli uomini, il vero racconto intimo è quello del mio percorso di donna e filosofa e dei 20 anni di psicanalisi che mi hanno insegnato ad accettare il vuoto che ciascuno di noi ha dentro. C'è sempre qualcosa che ci manca e che l'altro non potrà mai colmare. Così come noi non potremo mai colmare il suo. Quando si capisce questa verità, si è felici».
Lei però descrive l'infelicità amorosa.
«Ho attraversato tanto dolore e lo scrivo. Ma racconto la trasformazione di questo dolore in gioia perché piano piano, con l'uomo che è diventato mio marito, ho imparato che quando si ama una persona, la si ama per quello che è. Anche se non è esattamente come vorremmo. Alla fine questo sentimento che ci lega da 10 anni ha la piega dell'eternità».
Ma che cosa è per lei l'amore?
«Ah! E' ciò che dà il senso a tutto. E' per amore che ci si alza la mattina e si torna a casa la sera. Che si stringono i denti e si va avanti. Che si parla, si agisce, ci si agita, si spera... Non solo nella coppia, anche nella carriera, nella vita, quello che ci muove è sempre una forma d'amore. Se ci penso, io sono sempre stata innamorata. Fin da piccola tutto in me tendeva al rapporto con un uomo».
Per amore, lei ha rinunciato alla maternità perché suo marito ha già dei figli e non ne vuole altri: non le sembra un prezzo troppo alto?
«In realtà nel mio desiderio di essere madre c'è molta ambivalenza; non a caso la domanda «Se poi avessi un figlio, dovrei alzarmi presto per accompagnarlo a scuola, vero?» si ripete come un tormentone. Se davvero avessi voluto un bambino, l'avrei avuto. Così come se l'avesse voluto Jacques. Però nella vita non si può avere tutto e comunque. Ho rinunciato a diventare madre, ma ho altre cose che probabilmente non avrei se lo fossi. Ciò significa che nella mia economia psichica ho trovato un equilibrio. Anche se non posso negare che questa mancanza si risveglia ogni volta che un'amica resta incinta o partorisce».
Nel libro lei parla molto di suo marito e di altri uomini che ha amato e che l'hanno amata.
«Sì, però non rivelo tante altre cose che riguardano uomini che hanno condiviso con me un pezzo della loro vita e sicuramente non vorrebbero ritrovarsi in queste pagine. Penso che sia giusto così. L'amore in fondo è anche rispetto dell'altro».
Racconta di tradimenti e abbandoni.
«Persino nel tradimento qualcosa di noi si esprime. Poi cosa vuol dire esattamente tradire? Lasciare il partner? Non esserci se lui ha bisogno di noi? Avere una relazione sessuale extraconiugale? Io credo che il vero tradimento sia far credere a qualcuno che nulla è cambiato mentre in realtà è cambiato tutto».
Lei dice che l'amore inizia quando finisce la passione.
«In effetti è proprio dopo il culmine della passione che ci si rende conto che c'è qualcos'altro. Nel momento in cui alla tensione del desiderio subentra l'affetto. E si comprende che l'altro ha contribuito a costruire la nostra identità e che perderlo significherebbe perdere un pezzetto di noi. Ecco perché l'amore nasce dopo. E dura per sempre anche se il rapporto finisce, se l'altro se ne va o me ne vado io. Quando si ama un figlio o i genitori, se li perdi continui ad amarli comunque. Perché con un uomo dovrebbe essere diverso?».
Cosa ha spinto una filosofa dell'amore a entrare in Parlamento?
«L'amore, appunto. Per amore del mio Paese sto cercando di portare avanti le battaglie che considero fondamentali».
Qual è il bilancio dei suoi primi 40 anni?
«I bilanci si fanno solo alla fine, nessuno può sapere di cosa sarà fatto il domani. Ma se ripenso a come stavo 20 anni fa e a come sono adesso, il mio piccolo bilancio oggi è positivo. Tuttavia i conti, soprattutto in amore, non tornano mai. Perché almeno lì ho imparato che non devo chiedere quello che l'altro non può darmi. E che a volte non posso dargli ciò che lui vuole. L'amore con la passione non c'entra niente, ma quando c'è quel niente, tutto il resto non importa».
Mariella Boerci



Torna alla pagina iniziale della consultazione delle riviste

Oppure effettua una ricerca per:


Scelta Rapida