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Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti ETS - APS

 

Kaleîdos

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Numero 10 del 2013

Titolo: Aiuto, mia mamma fa la ragazzina

Autore: Ilaria Amato


Articolo:
(da «Donna Moderna» n. 38-2013)
«Sembrate due sorelle!». Il complimento soddisfa di certo la mamma, che indossa jeans e sneaker, dedica un bel po' di tempo a Facebook o risponde agli sms usando le scorciatoie ortografiche (la k al posto del ch). Ma per la figlia cosa significa la presenza di un genitore adolescente? La risposta è severa. «Vuol dire avere a che fare con un «adultescente», un adulto che si affanna a stare al passo con i giovani, rinunciando alla funzione di guida necessaria per la crescita dei ragazzi» dice la psicoterapeuta Maria Beatrice Toro, autrice con Maria Giovanna Ruo di «Adolescenza e adultescenza» (edizioni Cisu). Ecco, con il suo aiuto, a che cosa fare attenzione.
Evita l'effetto sosia. «Non c'è niente di male a essere una over 40 che non dimostra i suoi anni, ma se si esagera il rischio è di entrare in competizione con la figlia» spiega l'esperta. «Nel periodo dell'adolescenza una ragazza è alla ricerca della sua identità, ha bisogno di sentirsi unica ed è più difficile riuscirci con una mamma teenager» spiega l'esperta. Occorre allora essere in sintonia con la propria età. «Io suggerisco di rivedere i luoghi più amati della propria infanzia: aiuta a dare un senso al tempo che passa e a vivere in armonia con se stessi. Consiglio anche di recuperare una passione, quella sì senza età. Quando si era più giovani si sarebbe voluto dipingere o saper restaurare un mobile e non lo si è fatto perché non c'era tempo e i figli erano piccoli? E' arrivato il momento di farlo».
Occhio a non rubarle la scena. Ti piace passare un po' di tempo con gli amici di tua figlia. «Basta fare attenzione a non toglierle spazio, altrimenti si tratta di una prevaricazione e non di una condivisione» avverte Beatrice Toro. Se non ci riesci, la metti a disagio e devi dare peso a questo segnale. «E' la spia di una certa difficoltà a calarsi nella vita familiare» conclude l'esperta. «I figli hanno bisogno di prendere le distanze dai genitori, contrattare con loro le regole, ma si trovano di fronte degli pseudo coetanei e non degli antagonisti».
Ilaria Amato



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