Numero 10 del 2013
Titolo: Guida alla salute delle donne
Autore: Redazionale
Articolo:
L'igiene intima ai primi freddi
(da «Donna Moderna» n. 40-2013)
Questo è il periodo dell'anno in cui si soffre spesso di vaginiti e cistiti. Evitale così
Un po' di bruciore, prurito e piccole perdite. Con il cambio di stagione, succede a molte donne. Il motivo? Più d'uno. Prima di tutto l'abbigliamento si appesantisce e lascia traspirare meno la pelle. Ma non solo. L'intestino pigro è tipico dei cambi di stagione e di abitudini. In questo periodo si modifica velocemente l'alimentazione. Anche il ritorno a ritmi più compressi, tra ufficio, casa e famiglia, non aiuta la regolarità. «Se il passaggio delle feci rallenta, i batteri arrivano più facilmente nella vescica e nella vagina. Ecco perché ogni anno, proprio in questo periodo, si registra un aumento delle visite urgenti per vaginiti e cistiti» spiega la ginecologa Anna Sabrina Nervi. Per proteggere le mucose da queste aggressioni esterne segui poche semplici regole durante la pulizia quotidiana. Evita la saponetta che, rimanendo esposta all'aria, può facilmente contaminarsi. «Il detergente ideale è quello liquido con pH da 4,5 a 6,5 per le donne in età fertile oppure tra 6,5 e 8,5 se si è in menopausa» consiglia l'esperta. «In questo periodo così delicato la cosa migliore è alternarlo con spugnature a base di una soluzione diluita, composta da cloramina, una sostanza disinfettante, ed emollienti come il bisabololo, un estratto antisettico dei petali bianchi dei fiori di camomilla». E' un modo efficace per combattere l'infiammazione dei genitali esterni. Se sei già irritata lavati con acqua a temperatura ambiente ed evita quella troppo fredda che ti offre un beneficio solo momentaneo. La cute di queste zone è sottile e a lungo andare si possono creare le cosiddette «scottature da ghiaccio». «Ultima precauzione» suggerisce la ginecologa. «Chi, durante l'estate, aveva sempre in borsa le salviettine intime con antibatterico, che in viaggio sono una indiscussa comodità, ora dovrebbe limitarne l'uso a non più di una al giorno perché a lungo andare possono causare irritazioni».
Annalisa Piersigilli
Aiuto! Mi scappa sempre la pipì
(da «Donna Moderna» n. 39-2013)
Un disturbo fastidioso accompagna le giornate (e le notti) di tantissime donne. Ora però ci sono nuove cure
Sono addirittura tre milioni gli italiani, soprattutto donne, che soffrono di vescica iperattiva, un disturbo di cui non si conoscono le cause mentre è ben noto il sintomo. Chi ha questo problema, infatti, è costretto a convivere con un bisogno impellente di andare in bagno. Anche se poi si rende conto che non sempre deve fare pipì. Questo stimolo incontrollabile si ripete sei o sette volte di giorno, e costringe ad alzarsi più volte anche di notte. Un bel problema da cui però si può guarire. A patto di non aspettare a lungo prima di farsi visitare da un uroginecologo. Se vai dallo specialista ai primi sintomi, hai buone probabilità di risolvere il disturbo grazie a una ginnastica speciale. E per i casi più gravi è arrivato il primo principio attivo di una nuova classe di farmaci, con un'azione molto mirata sui muscoli della vescica.
La ginnastica. In chi è malata è come se la vescica lavorasse troppo e a sproposito: anche quando non è piena i muscoli si contraggono e si avverte lo stimolo. Ma non ci sono altre patologie che spieghino il sintomo. «Quel che sappiamo è che è il sistema nervoso a dare questi input esagerati. E abbiamo scoperto che con la ginnastica lo si può rieducare» spiega Stefano Salvatore, responsabile dell'Unità funzionale di uroginecologia, ospedale San Raffaele di Milano. «Quando iniziano i sintomi, la paziente deve esercitarsi a stringere i muscoli come per trattenere la pipì. Le prime volte riuscirà a resistere solo per pochi secondi ma, man mano, i tempi si allungano fino a quando il sistema nervoso arriva come a riprogrammarsi. E i sintomi se ne vanno».
Il farmaco. Se i disturbi non spariscono del tutto lo specialista associa alla ginnastica dei farmaci specifici. L'ultima novità è il mirabegron. «Rispetto ai medicinali usati fino a oggi, gli antimuscarinici, non provoca effetti collaterali come la sensazione di avere sempre la bocca secca» continua l'esperto. «E può essere usato per lunghi periodi, anche per anni, ininterrottamente». Per il momento il medicinale è in fascia C, quindi non viene passato dal Servizio sanitario nazionale. Una confezione dura un mese e costa circa 70 euro.
Cinzia Testa