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Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti ETS - APS

 

Corriere dei Ciechi

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Numero 11-12 del 2013

Titolo: ITALIA- Chi ben comincia è alla metà dell'opera

Autore: Tommaso Daniele


Articolo:
Chi mi conosce sa che sono un convinto sostenitore della necessità di portare a sintesi le voci delle diverse aggregazioni che rappresentano i ciechi e gli ipovedenti in Italia. Questa mia convinzione fu oggetto di discussione nel dibattito congressuale del 2005, che si concluse con l'invito al Presidente Nazionale di unire ciò che gli egoismi, il protagonismo, la diffidenza, l'arroganza e i malintesi avevano diviso, indebolendo, oggettivamente, la causa dei ciechi italiani. In ossequio al mandato congressuale, nel 2006 mi attivai per dar vita ad una struttura di quattro associazioni, due di ciechi e due di ipovedenti: il sodalizio durò poco a causa del riemergere di vecchi pregiudizi e nuove gelosie. Recentemente, all'Assemblea dei Quadri Dirigenti tenutasi a Tirrenia lo scorso maggio, ho rilanciato l'idea di una aggregazione nella forma della federazione nazionale, nella presunzione che la crisi economica in atto potesse essere un argomento sufficiente al superamento di vecchi steccati. Il consenso fu pressoché unanime e come è mio costume passai dalle parole ai fatti. L'Ufficio Stampa ricavò da Internet 17 indirizzi di potenziali partecipanti alla iniziativa. Alcuni di questi indirizzi risultarono superati dalla storia, cosicché soltanto 10 organizzazioni diedero una adesione di massima all'idea della federazione. Scrissi subito una lettera spiegando i motivi dell'iniziativa e invitando le associazioni in indirizzo a farci pervenire il loro Statuto sociale per verificarne la ammissibilità alla federazione. Per accelerare i tempi realizzai con l'Ufficio di Presidenza una bozza di Statuto che fu fatta propria dalla Direzione Nazionale e inviata alle strutture dell'Unione per una valutazione. Non avendo ricevuto controindicazioni, tale bozza fu inviata alle 10 associazioni che avevano dato l'adesione di massima, con l'avvertenza che si trattava solo di una bozza che poteva essere integrata e modificata. La bozza di Statuto ha suscitato subito dubbi e malintesi, cosicché alla prima convocazione furono soltanto tre le associazioni che confermarono la loro presenza, obbligandomi ad annullare la convocazione e precisare che senza una nuova manifestazione di volontà non avrei effettuato più alcuna convocazione. Avendo ottenuto la reiterazione della manifestazione di volontà, ho convocato le associazioni coinvolte per il giorno 17 ottobre alle ore 11 presso la nostra sede centrale. Nel frattempo, l'argomento era stato trattato all'interno dell'Assemblea dei Quadri on line del 1o ottobre; dalla discussione è emerso, a grande maggioranza, che in presenza di indisponibilità per la federazione, andava bene qualsiasi forma di aggregazione. Così, il giorno 17, nel porgere i saluti ai presenti, Giulio Nardone per l'Associazione Disabili Visivi, Marco Bongi per l'Associazione Pro Retinopatici ed Ipovedenti, Carlo Carletti per l'Associazione Ciiva, Elisabetta Leonardi Luchetta per l'Associazione Acromatici Italiani, Assia Andrao per Retina Italia e Daniela Bottegoni per l'Associazione Italiana dei Ciechi Esperantisti, dichiaravo che avevo preso atto delle perplessità che aveva suscitato la bozza di Statuto e che ritiravo la proposta di costituire una Federazione per sostituirla con quella di un coordinamento tra le associazioni presenti in Italia, di ciechi e di ipovedenti, che avessero obiettivi di carattere nazionale. La mia dichiarazione è stata accolta con sollievo dai presenti, ne è seguita una serena conversazione dalla quale è emersa la piena adesione di tutti all'iniziativa, pur riservandosi di informarne preventivamente i propri organismi dirigenziali. Dalla conversazione è emersa anche l'opportunità di realizzare un preciso piano di lavoro per evitare che l'interesse per l'iniziativa potesse esaurirsi come già è accaduto per il passato. È stata anche segnalata la necessità di estendere alle strutture periferiche il clima di collaborazione realizzato al centro; a tale scopo si è convenuto di organizzare, appena i tempi saranno maturi, una trasmissione attraverso la rubrica «Parla con l'Unione» estesa ai soci di tutte le organizzazioni del coordinamento. La riunione ha coinciso con le notizie apparse su alcuni giornali relative alla volontà del Governo di sottoporre l'indennità di accompagnamento dei disabili ad un tetto di reddito di 40.000 euro con la prossima Legge di Stabilità. Con l'occasione ho fatto leggere il comunicato stampa del Forum Italiano sulla Disabilità, che ho l'onore di presiedere, realizzato nella riunione del giorno prima; il comunicato ribadiva la volontà di tutte le organizzazioni presenti, fra le quali Fand e Fish, di opporsi a tale volontà sino all'organizzazione di una protesta. I presenti hanno espresso apprezzamento per il comunicato condividendone il contenuto. A questo punto possiamo tranquillamente affermare che «chi ben comincia è alla metà dell'opera»! Informeremo gli assenti delle decisioni assunte e convocheremo, probabilmente nel mese di novembre, un nuovo incontro per meglio puntualizzare le finalità dell'iniziativa ed elaborare un piano di lavoro, in pochi punti, utile a rodare il meccanismo del coordinamento e ad immaginare nuove forme di aggregazione più stringenti ove mai ve ne fossero le condizioni.



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