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Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti ETS - APS

 

Corriere dei Ciechi

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Numero 11-12 del 2013

Titolo: CINEMA- Per altri occhi

Autore: Michele Novaga


Articolo:
Il docu-film di Silvio Soldini

Galeotto fu quell'incontro, verrebbe da dire scoprendo come è nata questa nuova avventura cinematografica di uno dei più profondi e talentuosi registi italiani. Un documentario che parla della vita di tante persone, invisibili ai nostri occhi e di cui spesso non si conosce nulla. "Per Altri Occhi, avventure quotidiane di un manipolo di ciechi" è nato così dall'incontro casuale di Silvio Soldini con Enrico, un fisioterapista-osteopata da cui si era recato per dei trattamenti. E che il regista milanese, seduta dopo seduta, ha interrogato scoprendo che seppur non vedente faceva tante cose difficili da svolgere anche per un vedente, come andare in barca a vela o sciare. Apriti cielo: Soldini ha realizzato un documentario vecchia maniera in cui lascia liberi di raccontarsi un gruppo di straordinarie persone che hanno in comune la cecità e che affrontano la vita quotidiana con caparbietà e determinazione ma anche con umorismo e autoironia. Novanta minuti da bersi tutto d'un fiato scoprendo le vite di Enrico, Michela, Claudio, Giovanni, Felice, Mario, Loredana, Gemma, Luca, Aldo, Daniela e Piero. Persone vitali con una enorme forza di volontà che vivono esistenze imprevedibili e ritratte con allegria e spensieratezza. "Ero andato a farmi trattare da un fisioterapista-osteopata che è Enrico, uno dei protagonisti del documentario. E dopo due o tre volte ha cominciato a raccontarmi tutto quello che faceva, le sue attività e i vari sport che praticava e ciò mi ha intrigato perché dei ciechi non ne sapevo niente come del resto molti di noi" racconta Silvio Soldini durante la proiezione in anteprima del film poi trasmesso via satellite da Anteo Spaziocinema in occasione della Giornata mondiale della cecità il 9 ottobre in 200 cinema italiani. "E così sono entrato nel loro mondo che è anche il nostro per capirne di più. Abbiamo cominciato a fare una ricerca. Poi, leggendo un libro di interviste e conoscendoli uno ad uno, abbiamo scelto le persone che ci piacevano di più e abbiamo cominciato le riprese". Un lavoro lungo quasi tre anni da cui è uscito un racconto sorprendente, a volte perfino comico, ma ricco di aneddoti e di insegnamenti che fanno abbattere qualsiasi barriera e che fanno cambiare lo sguardo spesso di distacco nei confronti della diversità. "Da 25 anni lavoro con Silvio e questa è stata una esperienza particolare" commenta Giorgio Garini, da sempre al fianco di Soldini sui set dei film. "La sfida più difficile era quella di fare un lavoro anche leggero sul mondo dell'handicap, un documentario per certi versi commedia senza rischiare di banalizzare. Avendo a che fare con persone che non ti vedono cambia tutto, poiché noi lavoriamo con telecamere e con immagini. Diciamo che il rapporto tra noi e la persona che ci era davanti e che ci illustrava la sua vita era totalmente diverso dalle nostre esperienze precedenti. La cosa più bella è stata la fiducia che loro ci hanno dato sin dalla prima volta che ci siamo sentiti e visti. Ci hanno trattato come amici e ciò ha accelerato i tempi. Con loro questo passaggio è stato velocissimo". Storie straordinarie come quella della giovane studentessa Gemma che, cieca dalla nascita, gareggia sugli sci e suona il violoncello. O come quella di Mario che non sta fermo un attimo e che racconta come va in canoa, la grande passione della sua vita. O, ancora, come quella di Giovanni imprenditore piemontese che scia e va in barca a vela e che sul film commenta "Ci vediamo ben rappresentati in questo film. E ci piacciamo. Silvio e Giorgio sono entrati nelle nostre vite anche intime con la fiducia che ci hanno immediatamente dato e con la loro disponibilità. Noi siamo stati fortunati anche se la nostra vita è dura e combattiamo dalla mattina alla sera. Siamo partiti dalla barca, io stesso non credevo che andare in barca per un cieco fosse possibile. Ci ho provato, ci sono riuscito e mi è piaciuto anche perché questo sport ti dà subito dei risultati. Io ho fatto 32 anni da vedente, 32 da non vedente e sono tornato in azienda a lavorare e ho ritrovato me stesso non senza difficoltà. Sono pronto ad un altro giro per i prossimi 32 anni. Passato il periodo buio e uscendo dal pozzo ho trovato degli amici e la vita è bella e bisogna viverla". O come la storia di Michela e Claudio che vivono insieme in un condominio alla periferia di Milano. "La non conoscenza è quello che fa preoccupare. All'inizio i vicini ci vedevano strani, avevano paura che lasciassimo aperto il gas. Che poi tra tutte le cose è il problema minore. Ma ora ci hanno conosciuto" commenta Michela, centralinista, sposata con Claudio, informatico. "Alla fine il limite è quello che ci poniamo noi. Non bisogna mai fermare l'asticella anche se siamo consci del fatto che ci sono delle cose che obiettivamente non si possono fare. Come guidare. Ma ci vuole la consapevolezza che tanti limiti li possiamo superare. Abbiamo delle carte in mano e le dobbiamo giocare. Come andrà a finire la partita non lo sapremo". Ma tra i tanti insegnamenti di vita di questo film e le innumerevoli pillole di saggezza che i protagonisti ci regalano ad ogni passaggio, ci piace sottolinearne una: quella di Loredana praticante di vari sport, conosciuta già dai nostri lettori per le sue straordinarie performance di baseball raccontate nel numero 11 de "Il Corriere dei Ciechi" del 2011, che in un momento del film racconta come molte persone per la strada le si avvicinino offrendole il loro aiuto: "Anche se non ne ho bisogno, anche se quel percorso lo conosco a memoria, ostacoli compresi, mi faccio accompagnare. In quel momento avverto il bisogno delle persone di sentirsi utili, ne percepisco la gioia nel volere aiutarmi. E gli dico che mi possono accompagnare, così sono contenti". Una solidarietà spesso offerta senza conoscere. Ma anche se in buona fede è frutto di una percezione del non vedente come persona appartenente ad un mondo a parte che non è il mio. Perché come dice Felice, scultore e sportivo "Chi guarda questo film e non ha problemi alla fine si accorge di averne qualcuno...". Già ha proprio ragione anche Michela: "Non c'è peggior sordo di chi non vuol vedere".
Scheda del film “Per altri occhi”
Uscita cinema: 09/10/2013 Genere: Documentario Regia: Silvio Soldini, Giorgio Garini Montaggio: Giorgio Garini Produzione: Lumière & Co. Ventura Film RSI Radiotelevisione svizzera Distribuzione: Lumière & Co. Paese: Svizzera, Italia 2013 Durata: 95 minuti Formato: Colore Trama del film: Enrico fa il fisioterapista ma appena può scappa in barca a vela; Giovanni è un piccolo imprenditore che ama sciare e godersi la vita; Gemma studia violoncello e gareggia sugli sci; Felice è uno scultore che gioca a baseball; Luca è un musicista con l'hobby della fotografia; Loredana una centralinista con la passione del tiro con l'arco; Mario un super-sportivo in pensione. E poi ci sono Piero, consulente informatico, e Claudio e Michela, una coppia che adora ridere e scherzare... Dieci antieroi ciechi alla conquista del mondo.



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