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Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti ETS - APS

 

Corriere dei Ciechi

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Numero 1 del 2014

Titolo: ITALIA- La cultura della condivisione

Autore: Carmen Morrone


Articolo:
Carmen Morrone intervista Luisa Bartolucci
Il convegno "Dalla pelle al cuore. Cecità ed ipovisione: sessualità, affettività, diritti e amore. Come passare dagli stereotipi e tabù a una cultura di condivisione?" è stato moderato dalla giornalista e scrittrice Luisa Bartolucci, membro della Commissione Nazionale per le Pari Opportunità Uomo Donna dell'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti, che ha coordinato gli interventi dei relatori e le numerose domande arrivate dal pubblico. Un tema delicato che per la prima volta è stato affrontato con un convegno nazionale aperto a tutti e che è stato seguito anche in streaming.
D: Qual è il bilancio dell'iniziativa? R: Decisamente positivo per la qualità delle relazioni e degli interventi da parte del pubblico che hanno arricchito la riflessione che l'evento ha voluto promuovere.
D: Come è nata l'idea di fare un convegno sui temi della sessualità? R: È partita dalle richieste di alcuni associati e l'iniziativa è stata voluta anche dal presidente Tommaso Daniele. La Commissione Pari Opportunità si è occupata dei contenuti, il Consiglio regionale della Lombardia dell'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti ha presieduto alla logistica, parte non secondaria, che ha determinato la buona riuscita dell'evento.
D: Come sono stati scelti i relatori? R: Non è stato semplice perché il tema del rapporto disabilità visiva-sessualità è poco trattato, a differenza di altri, relativi ad altri tipi di disabilità. Marco Rossi e Maria Teresa Coglitore, psicologi e sessuologi conosciuti dal grande pubblico, hanno accettato di occuparsi di questo argomento. E siamo stati molto soddisfatti dei loro contributi. Gli altri relatori presenti invece hanno già in corso con noi delle collaborazioni.
D: Quali sono le cose importanti emerse? R: Tante. Intanto la disponibilità dei relatori ad approfondire la tematica e quindi avviare un dialogo con noi per fare informazione. Al convegno sono nate sinergie proficue per il futuro. Importante anche la partecipazione attiva del pubblico - c'erano molti giovani - in sala e da casa. I loro interventi hanno approfondito e ampliato le questioni introdotte dai relatori. E in certi casi hanno dimostrato la validità di alcuni nostri progetti, come quello Daphne, dedicato alle donne.
D: Un convegno per soli non vedenti? R: Abbiamo invitato tutta la cittadinanza, che nel caso specifico era quella di Brescia. L'evento era, effettivamente, dedicato. Ma abbiamo ritenuto importante focalizzarci sul tema della disabilità visiva e non trattare altri tipi di disabilità che richiedono un altro genere di attenzione.
D: Un'esperienza da ripetere? R: Decisamente sì. Intanto abbiamo realizzato un cd che sarà distribuito alle sezioni locali dell'Unione, per portare a livello locale quanto fatto nella due giorni di Brescia.



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